Ici, niente più esenzioni per gli immobili di interesse pubblico

Cancellata una norma del Friuli Venezia Giulia per il sostegno e lo sviluppo delle piccole e medie imprese regionali

Cancellata la norma del Friuli Venezia Giulia che prevedeva l'esenzione dal pagamento dell'Ici, se gli immobili erano destinati a fini di pubblico interesse, per i consorzi di sviluppo industriale e per l'ente per la zona industriale di Trieste. Così la Corte costituzionale con la sentenza 75/2006 depositata lo scorso 24 febbraio, redatta da Franco Gallo e qui leggibile nei documenti correlati ha dichiarato illegittimo l'articolo 27 della legge della Regione Friuli Venezia Giulia 4/2005. Una normativa che prevede, del resto, una serie di interventi per il sostegno e lo sviluppo competitivo a livello regionale delle piccole e medie imprese. A sollevare la questione era stato il Governo nella parte in cui la norma prevede che i Csi consorzi di sviluppo industriale e l'Ezit ente per la zona industriale di Trieste possono essere esentati dai Comuni dal pagamento dell'Ici imposta comunale sugli immobili relativa alle aree e agli immobili destinati a fini di pubblico interesse di loro pertinenza. Comprese le aree acquisite dall'ente gestore per cederle successivamente alle imprese interessate. Palazzo Chigi lamentava, in particolare, la violazione dell'articolo 117 della nostra Carta fondamentale che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva a legiferare sul sistema tributario e contabile della Nazione. Ma non solo, la norma in questione vìola anche gli articoli 4 e 5 dello statuto speciale di autonomia del Friuli Venezia Giulia che, almeno secondo l'Esecutivo, escludono del tutto la competenza legislativa della Regione in materia tributaria. La Consulta nel dichiarare fondata la questione ha ammesso che la norma regionale censurata interviene su una materia che non è attribuita alla potestà legislativa del Friuli Venezia Giulia. Inoltre, l'Ici non è un'imposta regionale, piuttosto un tributo erariale istituito e disciplinato dallo Stato, ad eccezione di quanto espressamente rimesso all'autonomia dei Comuni. Pertanto, a stabilire le eventuali esenzioni ci pensa il legislatore statale. cri.cap

Corte costituzionale - sentenza 22-24 febbraio 2006, n. 75 Presidente Marini - Relatore Gallo Ritenuto in fatto 1. Con ricorso notificato il 9 maggio 2005 e depositato il successivo 16 maggio, il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall'Avvocatura generale dello Stato, ha promosso, in riferimento agli articoli 3 e 117, comma 2, lettera e , della Costituzione ed agli articoli da 4 a 7 della legge costituzionale 1/1963 Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia , questioni di legittimità costituzionale dell'art. 27 della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 4/2005 Interventi per il sostegno e lo sviluppo competitivo delle piccole e medie imprese del Friuli-Venezia Giulia. Adeguamento alla sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità europee 15 gennaio 2002, causa C-439/99, e al parere motivato della Commissione delle Comunità europee del 7 luglio 2004 , il quale prevede che, ai sensi dell'articolo 9 del D.Lgs 9/1997 Norme di attuazione dello statuto speciale per la Regione Friuli-Venezia Giulia in materia di ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni , e in conformità ai principi di cui all'articolo 119 della Costituzione , i Consorzi di sviluppo industriale e l'Ente per la Zona Industriale di Trieste EZIT possono essere esentati dai Comuni dal pagamento dell'imposta comunale sugli immobili ICI relativa alle aree e agli immobili destinati a fini di pubblico interesse di loro pertinenza, ivi comprese le aree acquisite dall'ente gestore al fine della loro successiva cessione alle imprese interessate. Secondo il ricorrente, tale esenzione dall'ICI, in quanto non prevista dalla norma statale interposta di cui all'art. 7, comma 1, del D.Lgs 504/92 Riordino della finanza degli enti territoriali, a norma dell'articolo 4 della legge 421/92 , violerebbe sia l'art. 117, comma 2, lettera e , Costituzione, che attribuisce allo Stato la competenza esclusiva a legiferare in materia di sistema tributario e contabile statale, sia gli articoli da 4 a 7 dello statuto speciale di autonomia adottato con la citata legge costituzionale 1/1963, che escludono la competenza legislativa della Regione nella materia tributaria. In particolare, relativamente al contrasto della norma impugnata con l'evocato art. 117, comma 2, lettera e , la difesa erariale afferma che, in mancanza dei princ pi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario fissati dal legislatore statale ai sensi dell'art. 119, comma 2, Costituzione, è preclusa alle Regioni la potestà di legiferare sui tributi esistenti, istituiti e regolati da leggi dello Stato. Per la stessa difesa, tale motivo di incostituzionalità non sarebbe superato dal fatto che la norma censurata richiama l'art. 9 del D.Lgs 9/1997, di attuazione dello statuto, in quanto questo articolo, secondo cui spetta alla regione disciplinare la finanza locale , non comprenderebbe la disciplina dei tributi statali, qual è l'ICI. 2. Si è costituita in giudizio la Regione Friuli-Venezia Giulia, la quale ha concluso per l'inammissibilità o per l'infondatezza delle questioni sollevate. La difesa della Regione, preliminarmente, eccepisce l'inammissibilità sia della censura relativa al dedotto contrasto della norma impugnata con l'art. 3 Costituzione, perché assolutamente generica, sia della censura riferita alle norme dello statuto speciale, perché formulata in modo generico e non sorretta da argomentazioni autonome rispetto a quelle svolte con riferimento al denunciato contrasto con l'altro parametro costituzionale evocato art. 117, comma 2, lettera e . Quanto al merito, la difesa della resistente, pur riconoscendo che l'ICI è tributo erariale, la cui disciplina è riservata alla competenza legislativa esclusiva dello Stato, ai sensi dell'art. 117, comma 2, lettera e , Costituzione, adduce tuttavia, a sostegno della infondatezza delle questioni sollevate a che la norma impugnata sarebbe stata emanata in applicazione del citato art. 9 del D.Lgs 9/1997, a sua volta attuativo dell'art. 4, n. 1bis, dello statuto speciale che attribuisce alla Regione potestà legislativa primaria in materia di ordinamento degli enti locali b che la stessa norma censurata attribuisce ai Comuni soltanto la facoltà, e non l'obbligo, di esentare dall'ICI c che, inoltre, l'impugnato art. 27 della legge regionale 4/2005 sarebbe conforme non solo alle norme dello statuto evocate dal ricorrente articoli da 4 a 7 , ma anche a quelle, non richiamate, che disciplinano l'ordinamento finanziario della Regione articoli da 48 a 57 d che il novellato art. 119 Costituzione non si applicherebbe alla Regione Friuli-Venezia Giulia perché meno favorevole rispetto a quanto previsto dallo statuto speciale e dalle relative norme di attuazione e che, a differenza della materia dei tributi statali come l'IRAP, la Regione avrebbe comunque potestà legislativa in materia di ICI, definita tributo proprio dei Comuni , nell'àmbito della potestà di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario di cui all'art. 117, comma 3, Costituzione norma, questa, ritenuta applicabile in forza dell'art. 10 della legge costituzionale 3/2001, recante Modifiche al Titolo V della parte seconda della Costituzione f che, infine, la norma impugnata non sarebbe né irragionevole, né arbitrariamente discriminatoria, in considerazione sia della ratio legis, volta ad agevolare i Consorzi di sviluppo industriale e l'EZIT e, quindi, le piccole e medie imprese, sia della valorizzazione del principio autonomistico delle Regioni e dei Comuni in tema di agevolazioni fiscali, sia della menzionata natura facoltizzante della norma stessa. 3. Con memoria tempestivamente depositata in prossimità dell'udienza, l'Avvocatura generale dello Stato ha prodotto copia autentica della deliberazione del Consiglio dei ministri del 29 aprile 2005 relativa al ricorso. Sulle argomentazioni difensive svolte dalla resistente, l'Avvocatura erariale ribadisce che la norma di attuazione statutaria, di cui al citato art. 9 relativo all' ordinamento della finanza locale del D.Lgs 9/1997, non attribuisce alla Regione Friuli-Venezia Giulia il potere di legiferare in materia di imposte che, come l'ICI, non costituiscono tributi propri della stessa. Osserva, inoltre a che detta potestà legislativa non può ritenersi fondata neppure sulle norme statutarie di cui agli articoli 4, n. 1bis, e 5, n. 3, in quanto l'esenzione dall'ICI prevista dalla norma impugnata non rientra né nella materia dell'ordinamento degli enti locali, né in quella concernente la istituzione di tributi propri della Regione b che l'argomento, secondo cui il censurato art. 27 della legge 4/2005 interverrebbe nella materia concernente il coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, muove dall'erroneo presupposto che l'ICI, a differenza dell'IRAP, costituirebbe tributo locale , ed è inoltre contraddittorio rispetto all'esplicito riconoscimento, da parte della stessa difesa regionale, della natura erariale dell'imposta comunale sugli immobili c che, infine, non conferenti sono gli argomenti difensivi fondati sul contesto normativo nel quale si inserisce la norma impugnata e sulle finalità di quest'ultima, perché essi non incidono sulla sostanza della censura, che addebita alla Regione di aver ecceduto dai limiti di materia posti dallo statuto alla potestà legislativa attribuitale. Considerato in diritto 1. - Il Presidente del Consiglio dei ministri ha promosso, in riferimento agli articoli 3 e 117, comma 2, lettera e , della Costituzione ed agli articoli da 4 a 7 della legge costituzionale 1/1963 Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia , questioni di legittimità costituzionale dell'art. 27 della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 4/2005 Interventi per il sostegno e lo sviluppo competitivo delle piccole e medie imprese del Friuli-Venezia Giulia. Adeguamento alla sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità europee 15 gennaio 2002, causa C-439/99, e al parere motivato della Commissione delle Comunità europee del 7 luglio 2004 , il quale stabilisce che, ai sensi dell'articolo 9 del D.Lgs 9/1997 Norme di attuazione dello statuto speciale per la Regione Friuli-Venezia Giulia in materia di ordinamento degli enti locali e delle relative circoscrizioni , e in conformità ai principi di cui all'articolo 119 della Costituzione, i Consorzi di sviluppo industriale e l'EZIT possono essere esentati dai Comuni dal pagamento dell'ICI relativa alle aree e agli immobili destinati a fini di pubblico interesse di loro pertinenza, ivi comprese le aree acquisite dall'ente gestore al fine della loro successiva cessione alle imprese interessate . Secondo la difesa erariale, la norma impugnata - nel prevedere, in favore dei predetti Consorzi e dell'Ente per la zona industriale di Trieste EZIT , ipotesi di esenzione dall'imposta comunale sugli immobili non contemplate dalla norma statale interposta di cui all'art. 7, comma 1, del D.Lgs 504/92 Riordino della finanza degli enti territoriali, a norma dell'articolo 4 della legge 421/92 - contrasterebbe sia con il citato art. 117, comma 2, lettera e , Costituzione, che riserva al legislatore nazionale la competenza esclusiva nella materia del sistema tributario e contabile dello Stato, sia con le evocate norme costituzionali dello statuto di autonomia, le quali non includono la materia tributaria tra quelle attribuite alla potestà legislativa della Regione Friuli-Venezia Giulia. In particolare, a sostegno del denunciato contrasto della norma regionale con l'art. 117 Costituzione, la difesa dello Stato richiama l'orientamento espresso da questa Corte, secondo cui, in mancanza dei princ pi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, fissati dal legislatore statale ai sensi dell'art. 119, comma 2, Costituzione, alle Regioni è precluso ogni intervento legislativo sui tributi erariali, ed afferma che, nella specie, il contrasto non sarebbe escluso né dalla circostanza che la norma censurata prevede dette ipotesi di esenzione in conformità ai principi di cui all'articolo 119 della Costituzione , né dal disposto dell'art. 9 del D.Lgs 9/1997, il quale - nello stabilire genericamente che spetta alla regione disciplinare la finanza locale, l'ordinamento finanziario e contabile, l'amministrazione del patrimonio e i contratti degli enti locali - non si riferisce a tributi statali, come l'imposta comunale sugli immobili ICI . 2. Il ricorrente censura la norma regionale impugnata evocando quali parametri sia norme della Costituzione articoli 3 e 117, comma 2, lettera e , sia norme dello statuto di autonomia della Regione Friuli-Venezia Giulia, adottato con la citata legge costituzionale n. 1 del 1963 articoli da 4 a 7 . Secondo il costante orientamento di questa Corte v., ex plurimis, le sentenze numeri 431 e 304 del 2005, 8/2004 e 213/03 , i parametri pertinenti alle questioni di legittimità costituzionale promosse in via principale dal Presidente del Consiglio dei ministri nei confronti di leggi delle Regioni a statuto speciale sono costituiti dalle norme di rango costituzionale degli statuti che regolano il regime di autonomia differenziata attribuito a dette Regioni dall'art. 116 della Costituzione o, in alternativa, dalle stesse disposizioni del nuovo Titolo V della Parte II della Costituzione per le parti in cui prevedono forme di autonomia più ampie rispetto a quelle già attribuite art. 10 della legge costituzionale 3/2001, recante Modifiche al Titolo V della parte seconda della Costituzione . È opportuno esaminare per prima la questione promossa con riferimento agli evocati parametri statutari. 3. La Regione resistente, in via preliminare, eccepisce l'inammissibilità della promossa questione sotto quest'ultimo profilo, in quanto la censura non sarebbe sorretta da specifica motivazione. L'eccezione non è fondata, perché, sia pure in modo succinto, il ricorrente basa le ragioni del denunciato contrasto sull'adeguato rilievo che le indicate norme dello statuto speciale non contemplano la materia tributaria tra quelle attribuite alla potestà legislativa della Regione. 4. Nel merito, la questione è fondata, perché la norma regionale censurata interviene su materia non attribuita alla potestà legislativa della Regione Friuli-Venezia Giulia dal citato statuto speciale. 4.1. Tra i parametri statutari evocati, rileva solo l'art. 5, in quanto è l'unico che riguarda la materia tributaria. Secondo tale articolo, la potestà legislativa della Regione nella materia predetta deve esercitarsi in armonia con i principi fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato e deve limitarsi all' istituzione di tributi regionali prevista nell'articolo 51 . Quest'ultimo articolo, a sua volta, stabilisce che l'istituzione dei tributi regionali deve essere effettuata con legge regionale, in armonia col sistema tributario dello Stato, delle Province e dei Comuni . Dal combinato disposto di tali norme risulta, dunque, che la potestà impositiva della Regione può concernere solo i tributi regionali, e cioè quei tributi che la Regione medesima ha facoltà di istituire ai sensi di detto art. 51. L'imposta comunale sugli immobili non è istituita dalla Regione e, quindi, non è un tributo regionale ai sensi dello statuto. È, invece, un tributo erariale, istituito dalla legge dello Stato art. 1 del citato D.Lgs 504/92 e da questa disciplinato v., ex plurimis, le sentenze numeri 37, 381 del 2004 e n. 397/05 , salvo quanto espressamente rimesso all'autonomia dei Comuni art. 4 del D.Lgs 504/92 e art. 59 del D.Lgs 446/97, recante Istituzione dell'imposta regionale sulle attività produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle detrazioni dell'Irpef e istituzione di una addizionale regionale a tale imposta, nonché riordino della disciplina dei tributi locali . Ne consegue che l'impugnato art. 27 della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 4/2005, nell'introdurre casi di esenzione dall'ICI, interviene su materia non attribuita dallo statuto alla competenza del legislatore regionale e si pone, perciò, in contrasto con l'evocato art. 5 dello statuto medesimo. Tale conclusione non è smentita dal richiamo della norma impugnata al menzionato art. 9, comma 1, del D.Lgs 9/1997, secondo cui spetta alla regione disciplinare la finanza locale . Tale articolo, essendo norma di mera attuazione statutaria in tema di ordinamento degli enti locali, può riguardare, infatti, solo quella parte della finanza locale presa in considerazione dallo statuto e non quei tributi comunali che, come l'ICI, sono invece previsti e istituiti esclusivamente dalla legge statale e, nei limiti da questa indicati, disciplinati dai regolamenti comunali. 4.2. Infine, la Regione Friuli-Venezia Giulia non ha potestà legislativa in materia di ICI, non solo ai sensi delle norme statutarie, ma neanche, contrariamente a quanto sostenuto in via subordinata dalla difesa regionale, ai sensi del combinato disposto degli articoli 117, comma 3, Costituzione e 10 della legge costituzionale 3/2001. Essendo infatti l'ICI tributo statale, la sua disciplina rientra nella competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di tributi erariali, di cui all'art. 117, comma 2, lettera e , Costituzione Tale riserva di competenza impedisce che le norme denunciate rientrino nella invocata potestà legislativa concorrente e non consente, nella specie, di effettuare la comparazione richiesta dal citato art. 10 della legge costituzionale n. 3 del 2001 tra le forme di autonomia garantite dalla Costituzione assunte dalla Regione come più favorevoli e quelle statutarie. 4.3. L'art. 27 della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 4/2005 deve essere, dunque, dichiarato costituzionalmente illegittimo per violazione dell'art. 5 dello statuto di autonomia, restando assorbita ogni altra censura. PQM La corte costituzionale dichiara l'illegittimità costituzionale dell'art. 27 della legge della Regione Friuli-Venezia Giulia 4/2005 Interventi per il sostegno e lo sviluppo competitivo delle piccole e medie imprese del Friuli-Venezia Giulia. Adeguamento alla sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità europee 15 gennaio 2002, causa C-439/99, e al parere motivato della Commissione delle Comunità europee del 7 luglio 2004 . ?? ?? ?? ?? 3