Atti pubblici, per i danni decide la giustizia amministrativa

Esclusa dalla competenza del giudice ordinario l'azione risarcitoria avente a oggetto il pregiudizio derivante da un atto amministrativo definitivo per difetto di tempestiva impugnazione

Per i danni da atti amministrativi definitivi è competente la giustizia amministrativa. Con una importante sentenza sul riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo - la 1207/06, depositata il 23 gennaio e qui integralmente leggibile tra gli allegati - le Sezioni unite civili della Cassazione, infatti, hanno escluso dalla competenza del giudice ordinario l'azione risarcitoria avente a oggetto il pregiudizio derivante da un atto amministrativo definitivo per difetto di tempestiva impugnazione, essendogli precluso il sindacato in via principale sull'atto o sul provvedimento amministrativo. Quando, invece, non viene in contestazione il legittimo esercizio dell'attività amministrativa - come accade nel caso in cui l'atto amministrativo sia stato annullato o revocato dall'Amministrazione nell'esercizio del suo potere di autotutela, ovvero sia stato rimosso a seguito di pronuncia definitiva del giudice amministrativo, ovvero ancora abbia esaurito i suoi effetti per il decorso del termine di efficacia ad esso assegnato dalla legge - l'azione risarcitoria rientra nella giurisdizione generale del giudice ordinario, non operando la connessione legale tra tutela demolitoria e tutela risarcitoria .

Cassazione - Sezioni unite civili - sentenza 24 novembre 2005 - 23 gennaio 2006, n. 1207 Presidente Carbone - Relatore Vitrone Ricorrente Rossi Premesso in fatto che con decisione del 16 febbraio 2000 il Consiglio di Stato confermava la pronuncia del Tribunale Amministrativo, Regionale della Calabria che aveva annullato la deliberazione della Giunta del Comune di Spezzano nella n. 1005 del 1998 avente a oggetto l'espropriazione, tra altri, di un fabbricato appartenente a Luigi Rossi, sito in Piazza Quattro Fontane, destinato alla demolizione per la realizzazione del progetto di arredo urbano della frazione di Camigliatello che con ricorso notificato il 29 gennaio 2003 Luigi Rossi conveniva in giudizio dinanzi al Tar della Calabria il Comune di Spezzano nella Sila per sentirlo condannare al risarcimento dei danni per la demolizione del fabbricato in misura di euro 452.355,00 che il ricorrente ha proposto regolamento preventivo di giurisdizione sostenendo che nella specie la controversia appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario Considerato in diritto che il giudice amministrativo, tanto nell'esercizio della giurisdizione generale di legittimità quanto nell'esercizio della giurisdizione esclusiva, conosce di tutte le questioni relative all'eventuale risarcimento dei danni ai sensi dell'articolo 7 della legge 1034/71, come modif cato dall'articolo 35 D.Lgs. 80/1998 che la giurisdizione esclusiva in materia di edilizia ed urbanistica di cui all'articolo 34 del predetto D.Lgs. 80/1998 va interpretata - all'esito degli interventi della Corte costituzionale -non già come istituzione dì una nuova figura di giurisdizione esclusiva e piena con riferimento all'intero ambito delle controversie relative ad atti, provvedimenti e comportamenti delle amministrazioni pubbliche, bensì come mera estensione dell'ambito della la giurisdizione già spettante alle controversie aventi a oggetto i diritti patrimoniali consequenziali, con l'attribuzione al privato di un ulteriore strumento di tutela nei suoi rapporti con la Pa sentenza 281/04 che nella materie suddette la giurisdizione amministrativa si configura come giurisdizione sugli atti e sui provvedimenti, restando esclusa dal suo ambito la cognizione sui meri comportamenti della Pubblica Amministrazione sentenza 204/04 che la connessione legale tra tutela demolitoria e tutela risarcitoria è peraltro subordInata al l'iniziativa del ricorrente il quale resta libero di esercitare in un unico contesto entrambe le azioni passando attraverso il giudizio di ottemperanza per ottenere il risarcimento del danno, ovvero di riservarsi l'esercizio separato dell'azione risarcitoria dopo aver ottenuto l'annullamento dell'atto o del provvedimento illegittimo, proponendo la sua domanda al giudice ordinario, cui compete in via generale la cognizione sulle posizioni di diritto soggettivo che pertanto, salva restando l'attribuzione al giudice ordinario della cognizione incidentale sull'atto amministrativo e del potere di disapplicazione dell'atto illegittimo nei casi in cui esso venga in rilievo non già come causa della lesione del diritto soggettivo dedotto in giudizio, ma solo come mero antecedente sicché la questione della sua legittimità venga a prospettarsi come pregiudiziale in senso tecnico Cassazione 2588/02 SS.UU. 18263/04 , resta esclusa dalla sua giurisdizione l'azione risarcitoria avente a oggetto il pregiudizio derivante da un atto amministrativo definitivo per difetto di tempestiva impugnazione, essendogli precluso il sindacato in via principale sull'atto o sul provvedimento amministrativo che, conseguentemente, qualora non venga in contestazione il legittimo esercizio dell'attività amministrativa - come avviene nei caso in cui l'atto amministrativo sia stato annullato o revocato dall'amministrazione nell'esercizio del suo potere di autotutela, ovvero sia stato rimosso a seguito di pronuncia definitiva del giudice amministrativo, ovvero ancora abbia esaurito i suoi effetti per il decorso del termine di efficacia ad esso assegnato dalla legge - l'azione risarcitoria rientra nella giurisdizione generale del giudice ordinario, non operando nella specie la connessione legale fra tutte la demolitoria e tutela risarcitoria che, facendo applicazione di tali principi alla fattispecie in esame dev'essere dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario che la natura delle questioni sottoposte all'esame della Corte costituisce giusta causa di compensazione delle spese giudiziali tutto ciò considerato PQM La Corte, decidendo a sezioni unite, dichiara la giurisdizione dell'autorità giudiziaria ordinaria e dispone la compensazione totale delle spese giudiziali.