Discoteca rumorosa? Sequestrato l'impianto di amplificazione

Sigillare l'hi-fi è sufficiente il locale può continuare a lavorare, ma in silenzio

Scatta il sequestro degli impianti di amplificazione per quelle discoteche che - specie in piena estate, nelle località di villeggiatura - funestano le notti di abitanti e villeggianti con musica a volumi troppo elevati. La Cassazione, infatti, ha convalidato questo escamotage - con la sentenza 24664/05 della I sezione penale, depositata il 4 luglio e qui leggibile tra gli allegati - per restituire la tranquillità notturna sequestrare l'hi-fi - dicono, in sostanza gli ermellini - è più efficace che mettere i sigilli all'intero locale. Questo perchè, spesso, il sequestro delle discoteche e dei locali pubblici rumorosi viene revocato dopo breve tempo. Invece i sigilli agli 'attrezzi' di lavoro del deejay resistono meglio. Così la Suprema corte ha confermato il sequestro degli impianti di amplificazione della discoteca Caporais di Gallipoli, imbavagliati dal Gip di Lecce in seguito alle proteste dei numerosi cittadini che - lo scorso luglio - avevano chiamato i carabinieri lamentandosi del livello delle emissioni sonore . Contro il silenziatore all'hi-fi, Rocco G., titolare del locale, ha fatto ricorso senza successo al Tribunale del riesame - dove ha ottenuto solo il dissequestro della discoteca - e poi in Cassazione. Invano, innanzi ai Supremi giudici, il gestore del Caporais ha chiesto la liberazione dell'impianto di amplificazione. La prima sezione penale è stata irremovibile e gli ha risposto che è pienamente legittimo il sequestro di beni funzionali nel caso in cui l'abuso si concretizzi in un uso smodato dei mezzi tipici di esercizio di una professione o di un mestiere rumorosi che, oltre a superare i limiti prescritti dalla legge, leda concretamente anche il bene della pubblica quiete .