Ordinamento giudiziario, i due volti di Palazzo dei Marescialli

Le perplessità della base di fronte all'iniziativa di procedere alle nomine dei consiglieri. Critico anche il segretario dell'Anm, Nello Rossi che si è detto Stupito e preoccupato

Di fronte alla fuga in avanti del Consiglio superiore della magistratura sulla nomina dei magistrati di Cassazione, si sono manifestate le prime perplessità da parte della base. La discussione sviluppatasi all'interno del plenum giovedì scorso vedi tra gli arretrati del 24 marzo 2006 , lascerà molti strascichi nel mondo della magistratura associata. All'indomani dall'approvazione del documento di maggioranza leggibile tra i documenti correlati insieme a quello di minoranza presentato da Md e Movimenti riuniti , il segretario dell'Associazione nazionale magistrati, Nello Rossi, si è detto stupito e preoccupato della vicenda, soprattutto perché la contrapposizione maturata all'interno della componente togata del Csm rischia di compromettere il raggiungimento dell'obiettivo comune e prioritario di tutta l'associazione l'abrogazione della legge Castelli e l'approvazione in tempi brevi di un nuovo ordinamento giudiziario . Ma a rimanere spiazzati dalla decisione del Csm sono stati soprattutto i giovani magistrati, quelli che hanno creduto negli scioperi, nelle manifestazioni di protesta messe in atto in questi quattro anni contro una riforma da tutti ritenuta incostituzionale. La base non ha compreso l'attuazione d'urgenza di una disposizione iniqua e non ha capito la motivazione espressa nel documento di maggioranza - evitare che la Corte di cassazione, all'entrata in vigore della delega rimanga d'improvviso privata dell'apporto dei magistrati di appello destinati al Massimario - mentre i più maligni pensano invece che al Csm non dispiaccia applicare una legge che è di sostanziale favore per pochi magistrati, promossi ope legis consiglieri della Suprema corte. Del nuovo impianto della riforma, incentrato sulla concorsualità esasperata per la progressione in carriera - dice una giovane toga - il Csm, con inusuale tempestività, sa cogliere l'occasione per applicare proprio quella parte della riforma che la progressione in carriera affida, invece, ad un automatismo e non ad un esercizio della discrezionalità all'interno della comparazione concorsuale . Ma sul fronte delle procedure concorsuali, a dire la verità, negli ultimi anni Palazzo dei Marescialli ha evidenziato una certa fatica nel rispettare i tempi, forse a causa di un Consiglio troppo soggetto alle logiche correntizie. È un paradosso, dal momento che la riforma voluta dal Guardasigilli Roberto Castelli legge 42/2002 si poneva come obiettivo principale proprio quello di sganciare l'organo di autogoverno dalle pressioni delle varie correnti della magistratura. In cinque anni di legislatura di Centrodestra, le riforme in tema di giustizia messe in campo non hanno fatto altro che compattare le diverse anime del corpo giudiziario, ora però, è bastato discutere dei primi effetti per vedere riaffiorare le divisioni interne. p.a.

Consiglio superiore della magistratura Pratica relativa alla copertura di 17 posti di consigliere della Corte di cassazione Delibera di minoranza Plenum del 23 marzo 2006 I sottoscritti consiglieri sottopongono al plenum, ai sensi dell'articolo 45, comma 3, del regolamento, la seguente risoluzione ex articolo 38, ultimo comma, del regolamento per la trattazione della pratica relativa alla copertura di 17 posti di consigliere della Corte di cassazione pubblicati con bollettino 17376 del 26 luglio 2005 Il Consiglio ritenuto che la trattazione della pratica di Terza Commissione n. 472/VA relativa ai magistrati di appello destinati alla Corte di cassazione ed alla Procura generale ha condizionato i tempi di trattazione della pratica relativa alla copertura di 17 posti di consigliere della Corte di Cassazione pubblicati con bollettino 17376 del 26 luglio 2005, da oltre un mese prossimo alla definizione ritenuto, in particolare, che è stata dapprima ripetutamente prospettata l'esigenza di una trattazione unitaria, ovvero in parallelo delle due pratiche per una loro definizione contestuale e, quindi, non prima del 4 maggio 2006, data di entrata in vigore del menzionato decreto legislativo, in modo da conferire le funzioni di legittimità - ai sensi dell'articolo 5 - a tutti i magistrati di appello attualmente destinati alla Corte di Cassazione e della Procura Generale, con esclusione degli stessi dalla graduatoria del concorso per il conferimento dei 17 posti di cui al citato bando che, quindi, nella seduta di commissione del 16 marzo 2006 è stato proposto e, quindi, votato a maggioranza che prima di procedere oltre nella trattazione della prativa relativa al concorso ordinario - che conseguentemente è rimasta di fatto sospesa - venissero pregiudizialmente trattate e risolte la questioni connesse all'applicazione della procedura di cui all'articolo 5 del citato decreto legislativo ritenuto che nella seduta di commissione di ieri 21 marzo 2006 è stata depositata una proposta per l'immediato avvio della procedura d'urgenza ai sensi dell'articolo 5, comma 3, senza previa discussione delle numerose questioni problematiche connesse all'applicazione del citato decreto rilevato che dette questioni sono particolarmente complesse e necessitano di un approfondimento, da sottoporre comunque alle definitive valutazioni del plenum, che potrà essere adeguatamente sviluppato da qui all'entrata in vigore del decreto ritenuto che non si ravvisano ragioni per rallentare la definizione della citata procedura di concorso ma che al contrario sussistono evidenti esigenze di immediata copertura dei 17 posti messi a concorso Delibera di richiedere alla Terza di procedere all'immediato esame e definizione della pratica relativa alla copertura di 17 posti di consigliere della Corte di cassazione pubblicati con bollettino 17376 del 26 luglio 2005.

Consiglio superiore della magistratura Pratica riguardante la modifica dell'organico dei magistrati addetti alla Corte di cassazione come disposto dal DLgs 24/2006 pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 3 febbraio 2006 Documento approvato a maggioranza al plenum del 23 marzo 2006 Il Consiglio, in ordine al disposto normativo del decreto legislativo 23 gennaio 2006, n. 24 avente ad oggetto modifica all'organico dei magistrati addetti alla Corte di cassazione, a norma dell'articolo 1, lettera E della legge 25 luglio 2005 n. 150, decreto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 3 febbraio 2006, Osserva il decreto legislativo prevede, anzitutto, una modificazione all'organico dei magistrati addetti alla Corte suprema di Cassazione, sopprimendo trenta posti di magistrato di appello destinati all'ufficio del massimario e ventidue posti di magistrato di appello destinato alla Procura Generale presso la Corte di cassazione. Con testualmente il decreto prevede la istituzione di nuovi quindici posti nell'organico di Consigliere di Cassazione, di nuovi quindici posti nell'organico di magistrato di tribunale destinato all'ufficio del Massimario e del Ruolo e di nuovi ventidue posti nell'organico dei sostituti procuratori generali presso la Corte di Cassazione. Quanto ai magistrati di appello attualmente in servizio presso la Corte di cassazione, ovvero presso la Procura generale, l'articolo 5 prevede che il Csm, effettuate le valutazioni di competenza possa conferire le funzioni di legittimità a tali magistrati, nei limiti dei posti disponibili ed in ordine di anzianità di servizio, previa verifica del possesso dei seguenti requisiti aver conseguito il grado di magistrato idoneo ad essere ulteriormente valutato ai fini della nomina a magistrato di cassazione e aver svolto per almeno sei mesi le funzioni di legittimità. Il capoverso del medesimo articolo stabilisce che i magistrati per i quali non è stato possibile il conferimento delle funzioni di legittimità ai sensi del comma 1 sono trattenuti in via transitoria in servizio nei posti soppressi. Il comma 3 prevede, infine, che il procedimento di copertura dei posti di cui al comma 1 possa essere iniziato con modalità di urgenza dal Consiglio Superiore sin dal giorno stesso di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale. Questa previsione deve essere correlata con l'articolo 6 del decreto legislativo che, in termini generali, ancora l'efficacia della disposizione del decreto stesso al decorso di novanta giorni dalla pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale. L'articolo 5 del decreto legislativo non prevede un automatico transito dei magistrati di appello in servizio presso gli uffici di legittimità, rispettivamente alla Corte di Cassazione ed alla Procura Generale, ma attribuisce al Consiglio Superiore della Magistratura il potere di conferire le funzioni di legittimità, previa valutazione della sussistenza delle condizioni ivi previste. La norma presuppone dunque che il Consiglio Superiore possa concretamente esercitare tale potere solo all'esito di una attività finalizzata alla acquisizione degli elementi di fatto che porranno l'Organo di autogoverno nelle condizioni di procedere alle valutazioni di competenza. In questo senso si comprende il significato della previsione di cui al comma 3 del medesimo articolo 5 che, laddove disciplina le modalità di urgenza del procedimento di copertura dei posti di cui al comma 1, altro non fa se non consentire, il compimento anticipato di una attività meramente propedeutica e di natura esclusivamente istruttoria alla attuazione del decreto successivamente alla data del 5 maggio 2006. L'immediato compimento di tale attività preparatoria costituisce peraltro l'unica possibilità di salvaguardare la prioritaria esigenza di garantire la funzionalità degli uffici di legittimità, alla luce dell'ulteriore dato innovativo costituito dalla modificazione dell'articolo 115 dell'Ordinamento Giudiziario e dalla abrogazione dell'articolo 116 Ordinamento Giudiziario. Infatti, a far tempo dal 5 maggio 2006 i magistrati di appello destinati alla Corte di cassazione non potranno più essere autorizzati ad esercitare le funzioni di Consigliere della Corte di cassazione ed i magistrati di appello destinati alla Procura generale presso la Suprema corte non potranno più essere autorizzati ad esercitare le funzioni di sostituto procuratore generale presso la Corte di cassazione, con grave ed evidente nocumento degli uffici di legittimità. Peraltro, lo stesso Procuratore generale presso la Corte di cassazione, intervenuto alla seduta della III Commissione referente tenutasi in data 16 marzo 2006, poneva in particolare rilievo il dato obiettivo della impossibilità di utilizzazione dei magistrati di merito destinati alla Procura Generale successivamente all'entrata in vigore del presente decreto legislativo sollecitando tra l'altro il Consiglio a provvedere tempestivamente al fine di garantire la corretta funzionalità dell'ufficio. Che il compimento dell'attività preparatoria in esame sia conforme al fondamentale principio di garantire l'efficienza e la funzionalità della Corte di cassazione risulta evidente alla luce di un ulteriore dato alla data odierna risultano vacanti 52 posti di Consigliere della Corte di cassazione sottraendo da tale cifra i posti già pubblicati 17 ed i tredici posti riservati per i meriti insigni, di cui peraltro - pur trattandosi di posti pubblicati in tre distinti bandi negli anni 2003, 2004 e 2005 - non è possibile prevedere in alcun modo la tempestiva definizione, residuano ben 22 posti vacanti ai quali dal 5 maggio 2006 dovranno aggiungersi gli ulteriori 15 posti derivanti dall'indicato aumento di posti in organico, così potendosi formulare la previsione della vacanza di trentasette posti di Consigliere della Corte di cassazione. Alla luce di tale ricognizione è incontestabile che il compimento della attività preparatoria, che consentirà di dare attuazione senza ritardo al decreto legislativo in esame, ponendo il Consiglio Superiore nella condizione di valutare la sussistenza delle condizioni di conferimento delle funzioni di legittimità ai magistrati di merito in servizio presso la Corte di cassazione, è esclusivamente finalizzato alla piena soddisfazione delle esigenze di funzionalità di tale ufficio. Infatti, la contestuale definizione del concorso attualmente pendente per la copertura di diciassette posti di Consigliere della Corte di cassazione e l'attuazione dell'articolo 5 del decreto legislativo, consentirà la potenziale copertura di quarantuno posti di Consigliere della Corte di cassazione tenuto conto del numero dei magistrati di appello destinati alla Suprema corte . In concreto ritiene la commissione che, stante l'indispensabilità della attività preparatoria suindicata, essa debba consistere secondo la previsione dell'articolo 5 nell'acquisizione dei seguenti elementi conoscitivi A. elementi indicati dal Primo Presidente della Corte di cassazione e dal Procuratore generale attestazione dello svolgimento nei sei mesi antecedenti alla data di acquisto di efficacia del decreto legislativo, delle funzioni di legittimità, nonché un parere sulla idoneità alle funzioni di legittimità in conformità ai criteri previsti dalla Circolare n 15098 del 30 novembre 1993 par. VII B. elementi indicati dal magistrato interessato, consistenti nella dichiarazione di disponibilità alla attribuzione delle funzioni di legittimità ben potendo il magistrato, in considerazione dell'avvenuta soppressione del posto, decidere di partecipare all'ordinaria procedura concorsuale per l'assegnazione di altro posto , accompagnata dalla scheda di autorelazione, avente per specifico oggetto la illustrazione delle esperienze indice di idoneità alle funzioni di legittimità, e dai prospetti statistici comparati relativi alla attività svolta nell'intero periodo trascorso presso la Corte o la Procura generale. Tali elementi dovranno essere trasmessi entro il 15 maggio 2006. Tanto premesso Delibera di richiedere al Primo Presidente e al Procuratore Generale presso la Corte di cassazione di far pervenire gli elementi conoscitivi di cui alla lettera A che precede entro il 15 maggio 2006 e di invitare i magistrati interessati a far pervenire entro lo stesso termine la dichiarazione di disponibilità e gli elementi conoscitivi di cui alla lettera B .