Eccessiva durata dei procedimenti giudiziari, gli incontri di Bucarest

di Gabriele Guarda

di Gabriele Guarda* La Romania, in occasione del periodo di presidenza del Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa e in vista del prossimo ingresso nell'UE previsto per il 2007 , si è offerta di organizzare un'importante manifestazione sul tema dell'eccessiva durata dei procedimenti giudiziari. Si sono pertanto svolti a Bucarest dal 3 al 6 aprile scorso una serie di incontri tra operatori del diritto, con lo scopo di approfondire i termini del problema e trovare soluzioni pratiche da proporre ai singoli Stati. I lavori sono stati aperti nella mattinata di lunedì 3 aprile con una Conferenza sul tema Rimedi per l'eccessiva durata dei processi una nuovo punto di vista per gli obblighi degli Stati membri del Consiglio d'Europa , organizzato dalla Commissione europea per la Democrazia attraverso il Diritto nota come Commissione di Venezia, dal nome della città in cui normalmente si riunisce , in collaborazione con il Ministero della Giustizia rumeno. Il tema è stato poi sviluppato in un incontro ristretto della Task-force sui ritardi dei processi , creata nell'ambito della Commissione per l'efficacia della giustizia CEPEJ del Consiglio d'Europa, ed ha trovato interessanti riscontri nella Riunione dei tribunali referenti un ufficio giudiziario per ciascuno degli Stati aderenti al Consiglio d'Europa , che ha concluso la manifestazione. A tutti i lavori ha partecipato, in qualità di osservatore, l'Eur - Unione europea dei funzionari giudiziari, in considerazione del fatto che sui tempi della giustizia incide in parte anche l'attività svolta dal personale delle cancellerie. In un contesto europeo che, in tema di giustizia, vede l'Italia primeggiare di norma per gli elementi negativi soprattutto proprio per quanto riguarda l'eccessiva durata dei processi , nell'incontro di Bucarest è stato invece rilevato che proprio l'Italia sa sviluppare in materia degli elementi di eccellenza. Dal lato operativo infatti, è stato particolarmente apprezzato l'intervento di Mario Barbuto, che ha presentato il programma Strasburgo , da lui attuato quale presidente del Tribunale di Torino, ufficio giudiziario referente per l'Italia nei confronti della Task-force. Il presidente Barbuto ha dimostrato, dati alla mano, che concentrando l'attenzione sulle cause civili pendenti da più di tre anni, e coinvolgendo nel progetto magistrati, cancellieri ed avvocati, il Tribunale di Torino nel periodo 1/1/2001-1/1/2006 ha - praticamente esaurito tutti i procedimenti assegnati alle sezioni stralcio 6.919 al momento iniziale dell'indagine, solo 25 al 1/1/2006 - sensibilmente ridotto il numero delle cause civili contenziose di durata ultratriennale 9.144 al 1/1/2001, pari quasi al 25% delle pendenze 1.326 al 1/1/2006, pari al 4,13% delle pendenze - ridotto globalmente il numero totale delle pendenze di circa il 10% 39.144 al 1/1/2001 28.616 al 1/1/2006 . Dal lato scientifico poi, è importante rilevare che la CEPEJ, e in particolare la Task-force, ha ritenuto di avvalersi, per l'attuazione del proprio programma di attività, del contributo di alcuni esperti degli Stati aderenti, tra i quali vi è anche Marco Fabri, primo ricercatore dell'Irsig - Cnr, l'Istituto di Ricerca dei Sistemi Giudiziari che ha sede a Bologna. Il dott. Fabri ha infatti avuto l'incarico di collaborare con la task-force per realizzare un Compendio delle buone pratiche operative messe in atto dai tribunali referenti per ridurre la durata dei processi. In tal modo la CEPEJ intende fornire agli Stati che aderiscono al Consiglio d'Europa uno strumento di lavoro, da cui trarre indicazioni e suggerimenti pratici, utili per ridurre i tempi della giustizia. Va inoltre sottolineato, come dato positivo per l'attenzione che i sistemi giudiziari europei dimostrano rispetto alla eccessiva durata dei procedimenti, che per la prima volta sono stati coinvolti a dibattere del problema i tribunali dei 46 Stati aderenti al Consiglio d'Europa. Certo, le procedure utilizzate nei 46 tribunali sono difficilmente confrontabili tra loro, anche perché ogni Stato ha indicato un ufficio giudiziario potenzialmente diverso per dimensioni gli organici variano da 3/5 giudici a 341 , competenza territoriale o materia trattata civile, penale, amministrativa o commerciale ma è stata sicuramente apprezzabile, nel corso dei lavori, la disponibilità dimostrata dai diversi rappresentanti magistrati e cancellieri nel comunicare al gruppo le proprie modalità operative. Per cui, anche se, ad esempio, è stato segnalato che nei Paesi nordici un processo civile che dura più di un anno in primo grado è già considerato di durata eccessiva, e per la Spagna il tribunale di riferimento è il Tribunale di commercio di Barcellona, di nuovissima istituzione e quindi assolutamente privo di arretrato, deve essere comunque sottolineata l'importanza dell'iniziativa e, nel complesso, del lavoro svolto in questi anni dalla CEPEJ solo grazie a questo lavoro infatti si va affermando, anche nei sistemi giudiziari, la cultura dell'importanza del tempo . Il prossimo incontro della CEPEJ è stato già fissato per il 6 e 7 luglio e si svolgerà a Roma. Tutti i documenti relativi alle attività sopra indicate sono reperibili sul sito www.coe.int/CEPEJ. Per chi fosse interessato alla riforma del sistema giudiziario in Romania segnalo inoltre il sito www.go.ro, con alcuni documenti anche in lingua inglese. *presidente E.U.R.