Intercettazioni di Sms e Mms, il Garante vuole vederci chiaro

L'Autorità sollecita un'integrazione di informazioni da parte delle società che gestiscono la telefonia fissa e mobile. Anche per capire se le operazioni legittimamente disposte non esponga a rischi soggetti terzi non destinatari della sorveglianza

Entro un paio di settimane le società che gestiscono sistemi di telefonia fissa e mobile dovrebbero fornire al Garante per la privacy un'integrazione di informazioni sulle modalità di esecuzione delle intercettazioni telefoniche disposte dall'autorità giudiziaria. Si tratta di una serie di elementi, sia dal punto di vista tecnico sia da quello qualitatitivo e quantitativo, di particolare delicatezza. Tuttavia il Garante per la protezione dei dati personali vuole avere le idee molto chiare sull'argomento a conclusione del primo esame sugli elementi richiesti ai gestori tre mesi fa nell'ambito del procedimento avviato per verificare legittimità e correttezza dei dati personali trattati dai gestori in tali procedure è stata infatti ravvisata la necessità di chiedere ulteriori informazioni. In particolare l'Authority ha invitato i gestori come ricorda l'ultimo numero della Newsletter del Garante, qui leggibile come documento correlato nello spirito di collaborazione già riscontrato, a specificare meglio tutte le attività aggiuntive svolte a supporto delle investigazioni o delle indagini . Ad esempio l'Autorità per la privacy chiede chiarimenti riguardo alla localizzazione dei soggetti tra i quali si svolge la chiamata una facoltà tecnica che il gestore implicitamente, attraverso il proprio sistema di gestione, ha sia in relazione ai terminali fissi sia a quelli mobili ma anche riguardo alle intercettazioni ambientali di fatto che si vengono a determinare in considerazione della probabilità di coinvolgimento di persone estranee all'indagato ma che si trovano nello stesso ambiente, o veicolo, del soggetto intercettato o che, più semplicemente, ne utilizzano gli apparecchi telefonici . Inoltre il Garante chiede alle società che gestiscono i servizi di telefonia - e che, in tutto o in parte, costituiscono anche il supporto tecnico alle intercettazioni telefoniche autorizzate - di fornire anche informazioni dettagliate a proposito delle modalità di intercettazione di Sms e Mms ed alla possibilità di documentazione storica del relativo traffico ovvero per quanto tempo e cosa solo gli identificativi di invio e destinazione, data, ora, dimensione del messaggio o anche i suoi contenuti? viene mantenuto negli archivi del gestore e con quali garanzie. I gestori, salvo imprevisti possibili, ovvero richieste di proroghe, dovrebbero rispondere entro fine ottobre. L'occasione, qualora si nutrissero dubbi in tal senso, è una conferma praticamente ufficiale che il traffico dati costituito da messaggini, foto-messaggini e più di recente video-messaggini come da previsioni, peraltro non sfugge al controllo in ogni caso il Garante ha chiesto chiarimenti in ordine alle procedure di intercettazione specificamente autorizzate dall'autorità giudiziaria.

Autorità Garante per la protezione dei dati personali Newsletter 14 ottobre 2005 n. 263 - Notiziario settimanale - Intercettazioni il Garante chiede nuovi elementi ai gestori telefonici - Conservazione dati tlc il Garante italiano guida il parere sulla direttiva Ue - Propaganda elettorale e privacy globale Intercettazioni il Garante chiede nuovi elementi ai gestori telefonici Entro il 31 ottobre le società di telefonia fissa e mobile dovranno fornire al Garante ulteriori informazioni sulle modalità di esecuzione delle intercettazioni telefoniche autorizzate dall'autorità giudiziaria. A conclusione del primo esame sugli elementi richiesti ad agosto, nell'ambito del procedimento avviato per verificare la liceità e la correttezza dei trattamenti di dati personali, il Garante ha ravvisato la necessità richiedere integrazioni per una piena valutazione del fenomeno, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Con la nuova richiesta, il Garante ha invitato i gestori, nello spirito di collaborazione già riscontrato, a specificare meglio tutte le attività aggiuntive svolte a supporto delle investigazioni o delle indagini. In particolare, riguardo alla localizzazione dei soggetti tra i quali si svolge la chiamata e le intercettazioni ambientali, anche in considerazione dell'alta probabilità di coinvolgimento di persone estranee all'indagato intercettato. Tra gli altri elementi richiesti , anche informazioni dettagliate sulle modalità di svolgimento del servizio relativo alle intercettazioni di Sms e Mms e alla possibilità di documentazione storica del relativo traffico. Conservazione dati tlc il Garante italiano guida il parere sulla direttiva Ue Sarà il Garante della privacy italiano a coordinare il tavolo di lavoro che deve predisporre il parere sulla proposta di direttiva europea relativa ai tempi di conservazione dei dati di traffico telefonico presentata il 21 settembre scorso dal Vicepresidente della Commissione Ue, Franco Frattini e Commissario per libertà, sicurezza e giustizia. Lo ha deciso il gruppo che riunisce le Autorità europee di protezione dei dati personali. Una volta approntato, il parere sarà sottoposto il 21 ottobre al Gruppo e, dopo l'approvazione, verrà inoltrato alla Commissione Ue. La nuova direttiva prevede la conservazione per un anno i dati di traffico telefonici e per sei mesi di quelli di Internet. Una misura - come ha spiegato Francesco Pizzetti, presidente del Garante - che interessa 480 milioni di cittadini e che presenta, oltre agli evidenti profili di privacy, anche problemi economici, perché il costo della conservazione delle informazioni ricadrà sui singoli Paesi. Per questo il parere deve essere approfondito e strutturato . Propaganda elettorale e privacy globale Su iniziativa italiana, i Garanti del mondo adottano una risoluzione che fissa i principi guida Una dichiarazione sulla necessità del rafforzamento globale del diritto alla protezione dei dati personali e due risoluzioni, una sull'introduzione dei dati biometrici nei passaporti e nei documenti di identità, e un'altra, adottata su iniziativa italiana, sull'uso dei dati personali a fini di comunicazione e propaganda elettorale. Con questi documenti consultabili su www.garanteprivacy.it si è conclusa la 27^ Conferenza internazionale dei Garanti della privacy tenutasi a Montreux, sul lago di Ginevra, a metà settembre e alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle autorità di protezione dati europee e degli altri continenti, esperti del settore, esponenti della società civile, studiosi. Oltre 300 delegati, tra cui i Garanti di 45 paesi, hanno discusso, in diverse sessioni di lavoro, dell'importanza della tutela delle libertà fondamentali nell'attuale contesto geopolitica, di Internet, biometrie, dello sviluppo di tecnologie invasive e della creazione delle biobanche. Per il Garante erano presenti il Presidente Francesco Pizzetti, il Vice Presidente Giuseppe Chiaravalloti, il Componente Giuseppe Fortunato e il Segretario generale, Giovanni Buttarelli. Il prof. Pizzetti, ha presieduto la sessione Biobanks and the Related Challenges e nella relazione introduttiva ha trattato i delicati problemi che pongono le biobanche, strutture dove si conservano a scopi sanitari o di ricerca campioni biologici dati genetici, tessuti, cellule, ecc. . Il controllo è stato il primo aspetto affrontato da Pizzetti. Chi deve trattare i dati genetici? Come vigilare sui dati per garantire che siano utilizzati solo per gli scopi per cui sono stati donati? Fino a che punto può essere esercitato il controllo dalle Autorità incaricate della protezione dei dati? si è chiesto. E ancora, cosa comporta per queste Autorità mettere a punto forme di controllo penetranti e incisive, anche dal punto di vista gestionale? . La seconda questione ha riguardato i rapporti tra le Autorità di protezione dei dati personali e i Comitati etici per la ricerca, in particolare riguardo a chi spetti stabilire le norme necessarie a garantire la corretta ricerca scientifica ed il rispetto dei diritti dei cittadini. Pizzetti ha prefigurato un rischio di sovrapposizione dei due organismi, rischio che non può essere scongiurato affidando la responsabilità della regolamentazione ai Comitati anziché alle Autorità o viceversa . Compiti, obiettivi e competenze degli uni e delle altre sono diversi. Urge una riflessione - ha concluso Pizzetti - su questi temi per sciogliere i nodi concettuali che ancora permangono . Il segretario generale dell'Autorità, Giovanni Buttarelli, è intervenuto sul tema della comunicazione politica, nel quale ha illustrato anche il provvedimento adottato di recente dal Garante. Buttarelli si è soffermato, in particolare, sull'analisi dei principi guida per una propaganda elettorale rispettosa dei cittadini necessità di raccogliere ed utilizzare solo dati indispensabili di informare i cittadini su chi tratta i dati e sull'uso che ne viene fatto di ottenere, nei casi previsti, consenso degli interessati quando si usano particolari forme di comunicazione come i messaggi Sms o le e-mail di raccogliere le informazioni da fonti lecitamente accessibili di utilizzare i dati solo a fini di propaganda elettorale. Auspicabili, poi, secondo Buttarelli, l'adozione di un codice deontologico che disciplini in modo organico il marketing politico e l'individuazione di un decalogo di principi generali in cui tutte le Autorità possano riconoscersi pur nella diversità dei relativi ordinamenti. La Conferenza mondiale dei Garanti si è conclusa, proprio con l'approvazione di una risoluzione sull'utilizzo di dati personali per la propaganda elettorale, adottata su iniziativa del Garante italiano. La risoluzione dei Garanti riafferma che la comunicazione politica costituisce uno strumento fondamentale per la partecipazione di cittadini, forze politiche e candidati alla vita democratica e fissa i principi guida a livello globale per bilanciare il diritto dei cittadini ad essere informati durante le campagne elettorali politiche ed amministrative con il rispetto della loro riservatezza e delle loro libertà fondamentali.