Extracomunitari: niente arresto dopo il no al rinnovo del permesso

In questo caso chi resta in Italia nonostante l'espulsione non rischia il carcere la legge non lo prevede

Non si aprono le porte del carcere per gli extracomunitari ai quali non è stato rinnovato il permesso di soggiorno. In pratica gli immigrati che restano sul territorio italiano, nonostante l'espulsione ricevuta dopo essere stati beccati senza il rinnovo del permesso regolarmente richiesto, non possono essere puniti né con l'arresto né con un'ulteriore espulsione. Il motivo? Tecnicamente questo caso, per la Cassazione, non rientra nell'area del delitto di cui all'articolo 14, comma 5ter, del decreto legislativo 286/98, che sanziona penalmente la permanenza abusiva nello Stato dopo l'ingiunzione di allontanamento solo in tre casi ingresso illegale omessa richiesta del permesso di soggiorno e revoca dello stesso. Semmai, aggiungono gli ermellini , l'ipotesi del rifiuto di rinnovo può essere fatta rientrare nella seconda parte dell'articolo 14 citato che però - nel prevedere l'espulsione conseguente alla mancata richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno - non prevede l'arresto. Lo ha chiarito la prima sezione penale di piazza Cavour nella sentenza 31426/06, depositata il 21 settembre scorso e qui leggibile integralmente tra i documenti allegati. Nel nome dei supremi principi di legalità e di divieto di analogia, infatti, la Suprema corte ha respinto il ricorso della Procura di Palermo contro l'ordinanza del Tribunale monocratico che negava la convalida dell'arresto effettuato nei confronti di un ventisettenne marocchino - regolarmente entrato in Italia ma espulso in quanto privo del rinnovo del permesso di soggiorno - perché inottemperante all'ordine di reimpatrio.

Cassazione - Sezione prima penale cc - sentenza 11 maggio-21 settembre 2006, n. 31426 Presidente Gemelli - Relatore Bardovagni Pg Galasso - Ricorrente Pm in proc. Zouhir Osserva Con il provvedimento in epigrafe il Tribunale monocratico di Palermo ha negato la convalida dell'arresto di Zouhir Rachid. Il Pm ricorre per cassazione, denunciando l'erronea esclusione del reato contestato articolo 14 comma 5ter prima ipotesi, del D.Lgs 286/98 . Va in proposito osservato che allo Zouhir, cittadino del Marocco regolarmente presente nel territorio dello Stato, venne negato il rinnovo del permesso di soggiorno conseguentemente, ne fu disposta l'espulsione, eseguita mediante ordine di lasciare l'Italia entro cinque giorni. Venne tratto in arresto in quanto inosservante all'ordine. Il giudice della convalida ha ritenuto che tale situazione non sia riconducibile alla norma incriminatrice di cui alla contestazione, in quanto la permanenza abusiva nello Stato dopo l'ingiunzione di allontanarsene è sanzionata penalmente dal citato articolo 14 comma 5ter, soltanto 1 come delitto, quando l'espulsione è disposta per ingresso illegale nello Stato, omessa richiesta del permesso di soggiorno o revoca dello stesso 2 come contravvenzione, quando l'espulsione consegue alla mancata richiesta di rinnovo del permesso di soggiorno entro 60 giorni dalla scadenza. Resta quindi estranea all'era del delitto l'ipotesi qui in esame, di permanenza dopo espulsione disposta per rifiuto di rinnovo del permesso di soggiorno, potendo semmai - secondo il giudice a quo - ravvisarsi l'ipotesi contravvenzionale, che non consente l'arresto. Il Pm ricorrente sostiene che la situazione in esame sarebbe sostanzialmente equivalente ad una revoca del permesso, e quindi riconducibile all'ipotesi delittuosa di cui all'articolo 14 comma 5ter, primo periodo. A tale conclusione ostano peraltro il principio di stretta legalità e il conseguente divieto di analogia. Né in contrario può invocarsi il disposto dell'articolo 5 comma 5 del D.Lgs 386/98, secondo il quale, in caso di rifiuto del rinnovo, il permesso di soggiorno è revocato. La norma, infatti, non può che intendersi riferita all'ipotesi in cui il rifiuto interviene prima della scadenza di validità del permesso, e comunque distingue nettamente il rifiuto di rinnovo dalla revoca pur se consequenziale , provvedimento quest'ultimo che non risulta formalmente adottato nei confronti dell'imputato. Né, infine, può ritenersi contraria alla ratio del sistema repressivo la sottrazione all'area della condotta delittuosa della permanenza nello Stato dopo il rifiuto di rinnovo del permesso, poiché nei confronti del soggetto che ha ottenuto il permesso si soggiorno la legge adotta criteri di favore, sanzionando solo come reato contravvenzionale la mancata richiesta di rinnovo, sicché, quando il rinnovo sia stato invece richiesto, ma non ottenuto, sarebbe irragionevole punire più gravemente lo straniero. Il ricorso avverso il diniego di convalida va perciò respinto. PQM La Sc di Cassazione, Sezione prima penale, rigetta il ricorso.