Caso Imi-Sir: Previti raddoppia il collegio difensivo per l'ultima battaglia

Per evitare la condanna definitiva l'ex ministro della Difesa ha arruolato altri due legali. Ma l'udienza di lunedì slitterà e non di poco i difensori infatti aderiscono allo sciopero indetto dalle Camere penali

L'ex ministro della Difesa Cesare Previti - condannato dalla Corte di Appello di Milano il 23 maggio dell'anno scorso per corruzione in atti giudiziari a sette anni di reclusione nel processo Imi-Sir - ha ampliato, raddoppiandolo, il collegio difensivo che si batterà in Cassazione contro la condanna definitiva. Un vero e proprio pool , costituito da quattro avvocati, scenderà in campo - già dal prossimo lunedì, anche se l'udienza slitterà per lo sciopero dei penalisti - innanzi alla Sesta sezione penale. In particolare Previti ha calato, decisamente, un asso dalla manica affidando il suo destino giudiziario - oltre che agli avvocati Alessando Sammarco e Giorgio Perroni che lo hanno assistito in primo e secondo grado - ai professori Andrea Antonio Dalia e Maria Ferraioli, entrambe docenti di procedura penale. Il raddoppio della marcatura - normalmente non consentito in nessun grado di giudizio - verrà realizzato con il ricorso al ''sostituto processuale'' che permette al difensore di servirsi di un altro professionista che tratti separatamente l'arringa su un aspetto specifico di processi molto complicati e articolati, come è appunto l'intrico di Imi-Sir. Il coordinamento di questa task force difensiva è affidato al professor Dalia che tratterà cinque motivi di ricorso - su un totale di venti - che non esita a definire ''assolutamente fondati''. Si tratta della competenza territoriale della mancata correlazione tra contestazione e accusa della inapplicabilità della norma sulla corruzione in atti giudiziari intervenuta nel 1990 successivamente alla data del reato del fatto che a Previti non viene contestata una condotta ma un comportamento successivo alla realizzazione della contestata corruzione e della questione del legittimo impedimento a comparire in udienza per gli impegni parlamentari. Dalia spiega, inoltre, che sicuramente sarà sollevato il sospetto di incostituzionalità delle norme transitorie della ex Cirielli - appena bocciata dalla stessa Sesta sezione di Piazza Cavour - ma questo punto ''non è, per noi, un cavallo di battaglia''. ''Anche domattina siamo pronti a chiedere l'annullamento della condanna di Previti - dice il professore, docente all'Università di Salerno - è da mesi che lavoriamo al ricorso un faldone di 300 pagine e avevo già prenotato l'albergo per l'udienza del 16 se non fosse stata proclamata l'astensione delle camere penali. Il rinvio non ci giova''. Ma il professore non nasconde di poter ulteriormente affinare le armi usufruendo dei 60 giorni di tempo che la neoapprovata legge Pecorella - estendendo all'area della valutazione del fatto la possibilità di adire in Cassazione - concede ai difensori per redigere i ''motivi aggiunti'' relativi al travisamento delle prove. In tal caso si arriverebbe vicino alla data delle elezioni del nove aprile, e allora ''sarebbe meglio superare la scadenza elettorale e andare in udienza in un clima più rasserenato''.