Lo spazio obbligatorio per i prodotti ""de noantri"" limita la concorrenza

È l'ipotesi che sarà oggi al vaglio dell'Authority. La previsione di un quinto di spazi negli ipermercati per i prodotti regionali è contenuta nel Ddl di conversione del Dl sui prezzi degli agroalimentari

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato esaminerà, nella sua seduta odierna ed ai fini dell'utilizzo dei poteri di segnalazione previsti dalla legge, le implicazioni concorrenziali derivanti dall'articolo 2bis del disegno di legge AC 6063 di conversione del Decreto legge n. 182/2005 sui prezzi dei prodotti agroalimentari, approvato dalla Commissione Agricoltura della Camera. In tale articolo è previsto che le grandi strutture di vendita ed i centri commerciali debbano riservare il venti per cento della superficie destinata al settore alimentare ai prodotti agricoli e agroalimentari regionali. L'Autorità valuterà e segnalerà al Parlamento gli effetti restrittivi della concorrenza che tale disposizione può ingenerare nei settori della distribuzione commerciale e dei prodotti agroalimentari. L'Authority, che nel mese di giugno ha avviato un'indagine conoscitiva nel settore della distribuzione agroalimentare, si è già espressa sulla regolamentazione del settore della distribuzione commerciale, in particolare con i pareri del 25 febbraio 1998 e del 17 marzo 1999, evidenziando le restrizioni della concorrenza, ed i conseguenti svantaggi per i consumatori, derivanti dalle eccessive limitazioni poste all'attività delle imprese di distribuzione commerciale nell'apertura di nuovi punti vendita.