Si allungano i tempi per tornare al volante dopo il reato

La revoca triennale della patente di guida per i conducenti più negligenti incappati nelle violazioni previste in materia di alcol e droga decorre dalla data di passaggio in giudicato della sentenza penale di condanna e non dalla data di accertamento del reato. Senza possibilità di scontare da questo arco temporale l'eventuale periodo di sospensione cautelare della licenza già applicato.

Lo ha ribadito il Ministero dei Trasporti con la circolare n. 1791 del 24 gennaio 2017. Con la riforma stradale introdotta dalla legge n. 120/2010 è stato inserito un nuovo comma 3- ter all’art. 219 cds il quale specifica che quando la revoca della patente è disposta a seguito delle violazioni di cui agli articoli 186, 186- bis e 187, non è possibile conseguire una nuova patente di guida prima che sia decorso un triennio dalla data di accertamento del reato. E’ il caso per esempio degli autotrasportatori professionali trovati in cabina gravemente alterati dall’alcol o sotto l’influenza di sostanze stupefacenti. Oppure più semplicemente di chiunque provochi un incidente con una quantità elevata di alcol nel sangue o sotto l’effetto di droghe. L’indicazione letterale dell’art. 219/3- ter però ha aperto dubbi sulla data di concreta applicazione della revoca da parte della motorizzazioni perché alcuni giudici ritengono che il termine accertamento del reato sia riferito al momento del controllo stradale mentre il Ministero dei Trasporti assieme al Viminale hanno sempre disposto diversamente. Tribunale di Sondrio Ribadisce infatti l’organo tecnico centrale che come confermato dalla recente ordinanza del Tribunale di Sondrio n. 144/2016, la data di accertamento del reato, da cui decorre il triennio per poter riottenere il titolo abilitativo alla guida, va intesa con riguardo al passaggio in giudicato della sentenza penale e non già con riferimento al momento in cui l’organo accertatore contesta l’infrazione. Il controllo degli organi stradali in buona sostanza segna il mero avvio della fase procedimentale il cui esito sarà determinato dalla pronuncia del giudice penale e dal successivo passaggio in giudicato della stessa. Prima che intervenga il giudicato, specifica l'ordinanza, non vi è revoca della patente, e poiché prima che intervenga la revoca della patente non vi è necessità di conseguirne una nuova, coerenza impone che il decorso del termine per il conseguimento della nuova patente presupponga il passaggio in giudicato della pronuncia di condanna . Tribunale di Siena Particolarmente importante anche la sentenza del Tribunale di Siena n. 651/2016, prosegue la circolare, circa la questione del computo del presofferto ovvero del periodo di sospensione cautelare della patente. Nel calcolo del triennio di revoca della patente di guida non è possibile scontare l'eventuale periodo di sospensione cautelare della licenza, specifica la nota centrale. La natura giuridica della sospensione cautelare è infatti molto diversa da quella della revoca. E in questo senso si è espresso anche il ministero dell'interno con la nota n. 16938 del 7 novembre 2016.

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