Certificazione di qualità, basta averla entro la data della gara

Se l'attestazione è requisito indispensabile e non vi è diversa previsione il conseguimento intervenuto tra prequalificazione e aggiudicazione non è causa di esclusione

Non è motivo di esclusione aver prodotto la certificazione di qualità richiesta da un bando di gara dopo la fase di prequalificazione, ove il possesso di tale attestazione sia indicato come requisito tassativo per la partecipazione alla gara. Lo ha chiarito il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana con la sentenza qui leggibile come documento correlato respingendo il ricorso di due aziende contro la determinazione di prequalificazione, i verbali di gara e la successiva aggiudicazione del servizio di mensa e bar presso varie sedi dell'Università di Siena aggiudicazione che aveva visto risultare vincitrice una nota azienda senese, la Pasticcerie Nannini Spa. Le ricorrenti contestavano l'esito della gara, deducendo più motivi di ricorso in particolare ritenendo che la presentazione della richiesta certificazione di qualità da parte dell'azienda vincitrice oltre i termini della presentazione delle domande di partecipazione alla gara fosse causa di esclusione, nonché per una controversa apertura delle buste contenenti le offerte tecniche prima della fissazione dei criteri di valutazione integrativi di quelli fissati nella lettera di invito in base ad uno dei quali, secondo le ricorrenti, era prevalsa la Pasticcerie Nannini Spa . I giudici amministrativi hanno ritenuto infondate le doglianze. Il possesso della certificazione di qualità UNI EN ISO 9000 - come peraltro risultava sia dal bando sia dall'invito - era vincolante per la partecipazione ma poteva esser prodotta insieme con la richiesta di invito ovvero insieme con l'offerta, e cioè tanto ai fini della prequalificazione quanto ai fini dell'effettiva partecipazione alla gara legittimo dunque l'iter adottato dall'azienda vincitrice. In ogni caso, anche ove si volesse trovare un ambiguità o un contrasto tra il bando e la lettera d'invito - annota il collegio - la lex specialis deve essere interpretata nel senso di favorire la massima partecipazione alla gara, garantendo il contenuto sostanziale degli adempimenti delle clausole nel caso di specie l'azienda vincitrice risultava, al momento della gara, in possesso dei pretesi requisiti. Quanto all'apertura delle buste con le offerte tecniche, il Tar rileva, anche sulla base degli atti relativi, che si trattò di una mera verifica dei contenuti ogni busta, con i relativi materiali, fu immediatamente sigillata e controfirmata sui lembi di chiusura dai membri della commissione e non vi fu minimamente il tempo di conoscere, anche solo in astratto gli aspetti tecnici delle offerte tra le quali quella per la quale sarebbero stati poi creati ad hoc criteri di miglior valutazione, secondo l'ipotesi non compiutamente espressa dalle ricorrenti . Infine, annotano i giudici, nell'occasione i rappresentanti di tutte le imprese concorrenti si erano astenuti da qualsivoglia richiesta di ulteriore verbalizzazione delle operazioni effettuate . m.c.

Tar Toscana - Sezione prima - sentenza 9 maggio - 25 luglio 2006, n. 3233 Presidente Vacirca - relatore Romano Ricorrente Vivenda Spa ed altro - controricorrente università degli studi di Siena Fatto Con bando del 1.6.2004 l'Università degli studi di Siena indiceva una gara pubblica per l'aggiudicazione mediante appalto concorso del servizio di gestione mensa e bar presso varie sedi della stessa. Il bando prevedeva, tra i requisiti per partecipare alla gara, la certificazione di qualità UNI EN ISO 9000 da parte di ognuna delle imprese riunite. L'impresa Nannini Spa presentava tutta la documentazione richiesta, eccetto la suddetta certificazione di qualità, allegando una dichiarazione dalla quale risultava che era in corso la procedura per ottenerla. Prive della predetta dichiarazione risultavano anche le imprese David Srl e Mimes Srl, che si limitavano a produrre dichiarazione analoga a quella della Nannini Spa Al termine della seduta del 15.7.2004, mentre altre imprese comprese la Mimes e la David , pure prive della predetta certificazione, venivano invitate a produrla, non essendo sufficiente l'autocertificazione, nessuna richiesta integrativa veniva rivolta alla Nannini Spa che veniva ugualmente prequalificata e ammessa alla procedura di gara. La richiesta dell'impresa Vivenda, di verificare che l'impresa Nannini fosse in possesso del certificato in questione, rimaneva priva di riscontro. In sede di apertura delle buste inviate dalle imprese partecipanti, nel plico della Nannini Spa si riscontrava la presenza di un certificato ISO 9001 emesso il 23.7.2004, in data cioè posteriore alla scadenza del termine per la presentazione delle domande di partecipazione alla gara 8.7.2004, id est 37 giorni dalla spedizione del bando alla GUCE . Ciononostante, la documentazione della Nannini veniva dichiarata regolare e completa. In sede di valutazione dei progetti presentati dalle imprese concorrenti, la commissione attribuiva all'impresa Nannini il punteggio più alto al secondo posto si classificavano Vivenda Spa e Camst Spa al terzo posto, Mimes Srl in Ati con David Srl In sede di valutazione delle offerte economiche, la Nannini Spa riportava il punteggio complessivo più alto l'Ati Vivenda - Camst si classificava al secondo posto l'.Ati Mimes - David al terzo posto. Dalla successiva verifica, emergeva che il prezzo offerto dalla Nannini era superiore alla soglia dell'anomalia. La Commissione richiedeva chiarimenti, esaminati i quali proponeva l'aggiudicazione dell'appalto alla stessa impresa. Il Consiglio di Amministrazione, con delibera del 31.1.2005, aggiudicava l'appalto alla Pasticcerie Nannini Spa . Con ricorso notificato il 9.2.2005, Vivenda e Camst hanno impugnato gli atti in epigrafe indicati, deducendo i seguenti motivi 1 alla data fissata dal bando, successiva al termine di presentazione delle domande di partecipazione alla procedura di gara, la Nannini non era in possesso della certificazione di qualità pertanto, avrebbe dovuto essere esclusa dalla gara la stessa amministrazione ha invitato altre imprese a produrre la predetta certificazione, non essendo stata ritenuta sufficiente l'autocertificazione dalle medesime prodotta 2 la clausola del bando sull'esclusione appare legittima se interpretata nel senso esposto dalle imprese ricorrenti infatti, è esclusa la possibilità di integrare il possesso di un requisito non sussistente altrimenti opinando, la predetta clausola sarebbe illegittima 3 l'Amministrazione ha proceduto all'apertura delle buste contenenti le offerte tecniche prima della fissazione dei criteri di valutazione integrativi di quelli stabiliti nella lettera d'invito vedasi i verbali del 30.10.2004 e del 18.12.2004 nella specie, l'offerta Nannini sarebbe stata valorizzata soprattutto in base al subcriterio inserito successivamente, attribuendole il punteggio massimo per la qualità del servizio. Costituitasi in giudizio, l'Università degli studi di Siena ha sostenuto la legittimità degli atti impugnati chiedendo la reiezione del ricorso siccome infondato. Con memoria notificata l'8-9 marzo 2005, le ricorrenti hanno proposto gli stessi motivi del ricorso introduttivo con riguardo all'ammissione alla gara dell'Ati Mimes SrlDavid Srl, rassegnando le medesime conclusioni. Con memoria di costituzione e ricorso incidentale la Pasticceria Nannini s p.a. ha chiesto, previo accoglimento del ricorso incidentale, di dichiarare inammissibile il ricorso principale o di rigettarlo in quanto infondato. Con memoria notificata l'11 marzo 2005, la società controinteressata ha proposto motivi aggiunti al ricorso incidentale. Con memoria depositata il 15 marzo 2005, le società ricorrenti hanno chiesto, previa declaratoria di inammissibilità e/o infondatezza del ricorso incidentale e dei relativi motivi aggiunti, di annullare gli atti impugnati nei limiti indicati nel ricorso principale e nei successivi motivi aggiunti. Con successive memorie, le imprese ricorrenti e quella controinteressata hanno ribadito le rispettive tesi, insistendo nelle conclusioni già prese. All'udienza sopra indicata, la causa è passata in decisione. Diritto 1 - Con il primo motivo, la ricorrente deduce che, alla data fissata dal bando, successiva al termine di presentazione delle domande di partecipazione alla procedura di gara, l'impresa Nannini non era in possesso della certificazione di qualità ISO 9000, richiesta dal bando tra i requisiti minimi di partecipazione alla gara pertanto, avrebbe dovuto essere esclusa dalla procedura come si evince dalla circostanza che la stessa amministrazione ha invitato altre imprese a produrre la predetta certificazione, non essendo stata ritenuta sufficiente l'autocertificazione dalle medesime prodotta . Il motivo è infondato. Osserva il Collegio che la certificazione di che trattasi, il cui possesso è indicato dal bando di gara come condizione di partecipazione alla relativa procedura, poteva essere presentata insieme con la richiesta di invito ovvero insieme con l'offerta, e cioè tanto ai fini della prequalificazione quanto ai fini della effettiva partecipazione alla gara. Ciò si deduce, letteralmente, sia dal bando di gara sia dalla lettera di invito all'appalto in data 5 agosto 2004. Tra il bando e la lettera-invito, l'amministrazione procedente ha proceduto all'apertura delle domande di partecipazione, verificando che, tra quelle presentate, alcune quelle di Nannini Spa, dell'Ati Davis e Mimes, di Cir Food non avevano allegato il documento recante la certificazione richiesta dal bando. Nella medesima seduta cfr. verbale del 15 luglio 2004 , per vero, il rappresentatane dell'amministrazione appaltante chiarisce che, in tale fase della procedura, viene richiesta la dimostrazione del possesso dei requisiti di partecipazione come indicati al punto III.2 del bando da rendersi con autocertificazione ad eccezione della dichiarazione bancaria attestante la solvibilità dell'impresa e il certificato UNI EN ISO 9000. Rileva, peraltro, il Collegio che, a differenza del bando di gara, che si limita a prevederne il possesso come requisito minimo di partecipazione, l'articolo 1 della lettera di invito prevede che la certificazione di che trattasi debba essere contenuta, a pena di esclusione , nel plico contenente la documentazione amministrativa. Se ne deduce che, in base alla complessiva disciplina di gara, nella precedente fase di prequalificazione, la mancanza del documento in questione non avrebbe comportato automaticamente l'esclusione dell'impresa che ne fosse stata priva. Tale conclusione è, altresì, confermata dalla stessa previsione, contenuta nella medesima lettera di invito, secondo cui la certificazione Iso 9000 dovrà essere contenuta nel plico, qualora non fosse stata già presentata in allegato alla domanda di partecipazione . Laddove, come preteso dalle ricorrenti, il possesso del documento in questione fosse stato ritenuto necessario, a pena di esclusione, entro il termine di presentazione della domanda di partecipazione alla gara, non solo ciò avrebbe dovuto essere espressamente indicato dal bando, ma sarebbe stato altresì in contrasto con la previsione della lettera di invito, recante - essa soltanto - la sanzione dell'esclusione per la mancata presentazione della certificazione di cui trattasi. Né vale sostenere che solo il documento costituito dalla predetta certificazione dovesse essere presentato, a pena di esclusione, in uno con l'offerta, mentre il possesso del requisito dovesse sussistere già alla data di scadenza del termine di presentazione della domanda di partecipazione. Lo stesso bando, invocato dalle ricorrenti a sostegno della tesi esposta, in primo luogo, non distingue il possesso del requisito dalla relativa certificazione in secondo luogo, esso si limita a qualificare come requisito minimo ai fini della partecipazione il possesso della documentazione in questione. Ritiene, pertanto, il Collegio che l'esatta interpretazione della disciplina di gara conduca a configurare il possesso della certificazione Iso 9000 come requisito indispensabile ai fini della presentazione dell'offerta di aggiudicazione e non in sede di domanda di invito alla gara. In ogni caso, pur non ritenendo che nella fattispecie possa ravvisarsi la sussistenza di un chiaro contrasto tra bando e lettera di invito, soccorre nella specie il principio giurisprudenziale secondo cui, in caso di clausole dubbie, la lex specialis deve essere interpretata nel senso di consentire la massima partecipazione alla gara CdS, quinta, 684/04 in particolare, quando le clausole contenute nella lex specialis di gara, per come predisposte e con riferimento al contenuto letterale delle stesse, possano dar luogo a dubbi o possano essere intese in più di un modo, devono essere interpretate con riferimento al contenuto sostanziale dell'adempimento e in modo da consentire la più ampia partecipazione dei concorrenti Tar Toscana, seconda, 5058/04 . Per le ragioni esposte, va rigettato anche il secondo motivo proposto con il ricorso principale. 2 - Con il terzo motivo, le ricorrenti deducono che l'Amministrazione avrebbe proceduto all'apertura delle buste contenenti le offerte tecniche prima della fissazione dei criteri di valutazione integrativi di quelli stabiliti nella lettera d'invito vedasi i verbali del 30.10.2004 e del 18.12.2004 nella specie, l'offerta dell'impresa Nannini sarebbe stata valorizzata soprattutto in base al subcriterio inserito successivamente, attribuendole il punteggio massimo per la qualità del servizio. In particolare, secondo le ricorrenti, nella seduta del 18.12.2004, la commissione avrebbe specificato i criteri di valutazione dell'offerta tecnica previsti dalla lettera di invito, stabilendo che nella valutazione della qualità e varietà dei prodotti offerti sarà assegnata particolare importanza agli elementi della produzione propria giornaliera, freschezza degli alimenti e rispetto della stagionalità nella valutazione del parametro denominato organizzazione del servizio sarà assegnata particolare importanza a servizi innovativi e al prolungamento degli orari rispetto ai protocolli richiesti, ed alla disponibilità di soluzioni e strutture qualificate in loco per far fronte alle eventuali sostituzioni . In tal modo, sostengono le imprese ricorrenti, sarebbero stati stabiliti criteri integrativi di quelli indicati nella lettera di invito, in contrasto con il principio secondo cui la stazione appaltante non può in alcun modo provvedere ad integrare e specificare i criteri di valutazione dell'offerta a seguito dell'apertura delle buste presentate dalle imprese concorrenti. La controinteressata replica che si sarebbe proceduto all'apertura del plico contenente l'offerta tecnica al solo fine di verificare la regolarità del suo contenuto accertata, in seduta pubblica ed alla presenza tra l'altro di rappresentanti delle società ricorrenti, l'esistenza del documento denominato relazione tecnica , il plico sarebbe stato immediatamente richiuso e sigillato, come risulta dal relativo verbale. Inoltre, la commissione non avrebbe introdotto alcun nuovo criterio di valutazione, né eliminato alcuno dei criteri stabiliti nella lettera di invito. Il motivo è infondato. Dal verbale del 30 ottobre 2004, risulta che alla presenza dei rappresentanti delle imprese Vivenda, Nannini, Mimes e David , la busta contenente l'offerta tecnica di ognuna di esse è stata aperta al fine di verificarne il contenuto, quindi sigillata e controfirmata sui lembi di chiusura dai membri della commissione. Per le particolarità di svolgimento delle operazioni, così come verbalizzate, il Collegio ritiene che, nella specie, debba essere esclusa la possibilità, da parte della commissione giudicatrice, di conoscere, anche solo in astratto, gli aspetti tecnici dell'offerta presentata dall'impresa Nannini al pari delle altre offerte e quindi di effettuare valutazioni sulla elaborazioni dei sotto criteri in base ai quali sarebbero statti attribuiti i punteggi. In un caso esattamente analogo, questo Tribunale è pervenuto alle medesime conclusioni, escludendo che sia stato violato il principio di segretezza delle offerte Tar Toscana, seconda, 4539/05 . Nel caso in esame, in particolare, il verbale dà conto della immediata risigillatura delle buste aperte al solo fine di verificare l'esistenza della documentazione. Il che è avvenuto alla presenza dei rappresentanti di tutte le imprese concorrenti, i quali si sono astenuti da qualsivoglia richiesta di ulteriore verbalizzazione delle operazioni effettuate. Oltre tutto la verifica, in pubblica udienza, della materiale esistenza di una relazione tra l'altro, di contenuto complesso o comunque tale da non poter essere conosciuta nel breve momento di apertura della busta che la conteneva , alla presenza dei rappresentanti dei concorrenti, che si sono astenuti da ogni contestazione al riguardo, non pare possa, di per sé, configurare alcuna violazione del principio di segretezza delle offerte. Nella successiva seduta del 18 dicembre 2004, la commissione, prima di procedere all'apertura dei plichi, stabilisce che i criteri di cui ai punti 1 e 2 dell'articolo 2 della lettera di invito, siano specificati mediante i sub criteri ivi indicati. In particolare, il primo criterio Qualità e varietà dei prodotti offerti nei punti bar, tavola calda e mensa è stato specificato esplicitando che sarà assegnata particolare importanza agli elementi della produzione propria giornaliera, freschezza degli alimenti e rispetto della stagionalità, sensibilità verso le eventuali patologie alimentari dell'utente, tradizione e notorietà della produzione . Trattasi, come appare evidente, di elementi già compresi nella definizione del criterio, come stabilito nella lettera di invito. Il secondo criterio Organizzazione del servizio, con riferimento alle modalità di organizzazione del personale, al numero dei dipendenti che si prevede impegnare giornalmente presso ogni sede bar, tavola calda e mensa, ed alle mansioni assegnate, all'orario di lavoro, alle soluzioni per far fronte alla sua eventuale sostituzione, agli orari di apertura dei punti bar oltre quelli minimi indicati nell'articolo 9 del presente capitolato è stato specificato esplicitando che sarà assegnata particolare importanza a servizi innovativi e al prolungamento degli orari rispetto ai protocolli richiesti, ed alla disponibilità di soluzioni e strutture qualificate in loco per far fronte alle eventuali sostituzioni . Anche gli elementi appena richiamati, come già nel caso del primo criterio esaminato, rappresentano una diversa formulazione del complessivo criterio stabilito nella lettera di invito. Pertanto, la commissione non ha introdotto alcun nuovo criterio di valutazione delle offerte, né ha modificato alcuno dei criteri già stabiliti. Del resto la giurisprudenza ha costantemente affermato che, nella procedura di appalto concorso com'è qualificata quella in esame, la specificazione dei criteri di valutazione può essere effettuata dopo la fase conoscitiva degli elementi tecnici e strutturali dei progetti, ferma restando l'esigenza di fissare i criteri di massima ed i limiti della loro operatività CdS, quinta, 155/04 Tar Toscana, 287/91 . In definitiva, nella fattispecie, la lettera di invito aveva già stabilito criteri idonei a limitare l'ambito valutativo della commissione, né mediante la specificazione dei medesimi ne sono stati introdotti altri e diversi o sono stati modificati quelli originariamente fissati, come emerge dalla sostanziale corrispondenza tra i criteri stabiliti nella lettera di invio e la motivazione dei punteggi attribuiti cfr. verbale del 18 dicembre 2004 in particolare, sulla predetta motivazione gli elementi specificati dalla commissione non hanno esplicato alcuna incidenza divergente o comunque non coerente con i criteri generali originariamente fissati. 3 - Conclusivamente, per le ragioni sopra esposte, il ricorso principale è infondato e va rigettato. Parimenti infondati sono i motivi aggiunti al ricorso principale, con i quali sono stati dedotti gli stessi profili di illegittimità di cui all'atto introduttivo del giudizio, con riguardo all'ammissione dell'Ati Mimes - David. Conseguentemente, il ricorso incidentale ed i relativi motivi aggiunti vanno dichiarati improcedibili. Spese ed onorari di giudizio, sussistendone giusti motivi, possono essere compensati tra le parti. PQM Il Tar per la Toscana, Sezione prima, definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe, lo respinge dichiara improcedibile il ricorso incidentale compensa tra le parti le spese di giudizio. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità Amministrativa.