Restituzione quota contributi? Sì, forse

Deciderà l'Adunanza plenaria sul recupero dei fondi non utili per la pensione. Sempre che non vengano considerati acquisiti alla gestione previdenziale di appartenenza

Ex dipendenti dell'Agensud, sarà l'Adunanza plenaria a stabilire se hanno diritto o meno al rimborso dei contributi corrisposti e non utili al trattamento pensionistico. A rimettere la questione a quelle che sono le Sezioni unite di Palazzo Spada è stata la sesta sezione del Consiglio di Stato con l'ordinanza 877/06 depositata lo scorso 28 febbraio e qui leggibile nei documenti correlati . Alcuni dipendenti dell'Agensud, la soppressa agenzia per la promozione dello sviluppo del Mezzogiorno, inquadrati nei ruoli del ministero delle Politiche forestali avevano chiesto all'Inps e all'Inpdap la restituzione di una quota dei contributi corrisposti e non utili per la propria pensione. Il Tar Lazio aveva dichiarato inammissibile il loro ricorso poiché proposto contro il silenzio delle amministrazioni. I consiglieri di Stato, invece, hanno deciso di rimettere la questione nelle mani dell'Adunanza plenaria. Tuttavia, hanno messo in guardia i magistrati amministrativi, l'esito della vicenda non è poi così scontato per i lavoratori. Del resto, se è vero che il versamento dei contributi è strettamente legato alle prestazioni pensionistiche, è altrettanto vero che i contributi restano comunque acquisiti alla gestione previdenziale di appartenenza, malgrado non siano utili al trattamento pensionistico e probabilmente, in alcuni casi non lo saranno mai. Ipotesi quest'ultima che si verifica spesso quando la cessazione dal servizio avviene prima che sia maturato il periodo minimo richiesto per le prestazioni pensionistiche e previdenziali. Ma accade anche quando una successiva riforma incida sui rapporti di durata, modificando complessivamente il trattamento economico e previdenziale del personale di cui ammetta il transito da un'altra amministrazione. Rimborso o meno, non ci resta che attendere il responso dell'Adunanza plenaria. cri.cap

Consiglio di Stato - Sezione sesta - decisione 31 gennaio-28 febbraio 2006, n. 877 Presidente Giovannini - Estensore Maruotti Ricorrente Camera ed altri Premesso in fatto 1. Gli appellanti, già dipendenti della Agensud e inquadrati nei ruoli del personale del ministero delle Politiche e forestali, hanno chiesto all'Inps e all'Inpdap la restituzione di una quota dei contributi corrisposti e non utili a pensione, in applicazione dell'articolo 16bis del D.Lgs 96/1993 come modificato dal Dl 32/1995, convertito nella legge 104/95 . Col ricorso di primo grado, proposto al Tar per il Lazio, essi hanno chiesto l'accertamento del loro diritto di ottenere la integrale restituzione delle somme versate a titolo di contribuzione previdenziale all'Inps e, in subordine, del loro diritto di ottenere la restituzione dei contributi versati e a loro carico, con ulteriori domande formulate in via gradata. Il Tar, con le sentenze impugnate, ha dichiarato inammissibile il ricorso, in quanto non proposto avverso un silenzio dell'Amministrazione, ritualmente evidenziato. 2. Con i gravami in esame, gli appellanti hanno impugnato le sentenze del Tar ed hanno chiesto che, in loro riforma, siano accolti i ricorsi di primo grado. Il ministero delle Politiche agricole e forestali e l'Inps si sono costituiti nei giudizi, chiedendo la reiezione dei gravami. Con successivi atti, gli appellanti hanno depositato i conteggi delle quote parti di contribuzione non utili a pensione, di cui hanno chiesto la restituzione, ed hanno insistito nelle già formulate conclusioni. La Sezione, con decisioni del 30 settembre 2004, ha disposto incombenti istruttori, successivamente eseguiti, e con ordinanze del 2 novembre 2005 ha disposto la rimessione delle cause sul ruolo. Gli appellanti hanno depositato ulteriori memorie difensive, con cui hanno illustrato le questioni controverse, ribadendo le precedenti conclusioni. 3. All'udienza del 31 gennaio 2006 la causa è stata trattenuta per la decisione. Considerato in diritto 1. Nel presente giudizio, è controverso se agli appellanti già dipendenti della Agensud e inquadrati nei ruoli del personale del ministero delle Politiche e forestali spetti la restituzione delle quote dei contributi corrisposti e non utili a pensione, in applicazione dell'articolo 14bis del D.Lgs 96/1993 come modificato dal Dl 32/1995, convertito nella legge 104/95 . Con la sentenze impugnate, il Tar per il Lazio - ha dichiarato sussistente la giurisdizione amministrativa - ha dichiarato inammissibili le domande dagli interessati di accertamento del loro diritto di ottenere la restituzione delle somme versate, in assenza dell'impugnazione del silenzio serbato dalle Amministrazioni. 2. Gli appelli in epigrafe vanno riuniti per essere decisi congiuntamente, sussistendone con evidenza i relativi presupposti di ordine soggettivo ed oggettivo. 3. Col primo motivo, gli appellanti hanno chiesto che i ricorsi di primo grado siano dichiarati ammissibili, poiché riguardanti posizioni di diritto e di obbligo. 4. Ritiene la Sezione che la censura sia fondata e vada accolta. Come hanno correttamente dedotto gli appellanti, con i ricorsi di primo grado è stata chiesta la tutela di pretese patrimoniali avente natura di diritto soggettivo, rispetto alle quali non sussistono poteri autoritativi delle Amministrazioni appellate. Non occorreva, pertanto, la notifica di alcuna diffida prima della proposizione dei ricorsi di primo grado. 5. Con le residue censure, gli appellanti hanno dedotto che - le loro pretese si fondano sull'articolo 14 bis del D.Lgs 96/1993 come modificato dal Dl 32/1995, convertito nella legge 104/95 - in base a un principio generale dell'ordinamento previdenziale, il versamento dei contributi si pone in nesso sinallagmatico rispetto alle prestazioni pensionistiche, con preclusione del versamento di contributi eccedenti a quelli rilevanti per le medesime prestazioni analogamente ai principi riguardanti le polizze assicurative sulla vita, per le quali non rileva la cd concezione solidaristica della previdenza obbligatoria - qualora il richiamato articolo 14bis dovesse interpretarsi nel senso della non spettanza della restituzione delle somme, si porrebbero questioni di costituzionalità con riferimento agli articoli 3 e 97 della Costituzione, per violazione dei principi di uguaglianza, ragionevolezza ed imparzialità dell'azione amministrativa. 6. Ritiene la Sezione che tali censure vadano sottoposte all'esame dell'Ap, poiché coinvolgono questioni di massima che riguardano, nel loro complesso, i dipendenti della Agensud, transitati nei ruoli dei vari Ministeri. 6.1. Il D.Lgs 96/1993 come modificato dal Dl n. 32 del 1995, convertito nella legge 104/5 ha previsto - la cessazione dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno articolo 1 - l'inquadramento nei ruoli di altre Amministrazioni - anche in soprannumero - del personale della soppressa Agenzia per la promozione dello sviluppo del Mezzogiorno, in servizio alla data del 14 agosto 1992 e che abbia presentato la relativa domanda articolo 14, comma 1 - la cessazione del rapporto di impiego - con decorrenza dal 13 ottobre 1993 - del medesimo personale che non abbia proposto domanda di inquadramento in un'altra Amministrazione o l'abbia revocata , con il conseguente trattamento pensionistico e previdenziale ad esso spettante in base alla normativa vigente in materia alla stessa data di cessazione del rapporto di impiego articolo 14, comma 3 - la possibilità, per il personale inquadrato in un'altra Amministrazione, di optare per uno dei trattamenti economici previsti dall'articolo 14, comma 1, lettere a o b - la restituzione dei contributi versati se non computati ai fini della ricongiunzione dei periodi previdenziali , per il personale cessato dal servizio dopo la data del 13 ottobre 1993 e prima della data di entrata in vigore del presente decreto articolo 14bis, comma 4 . 6.2. Ad avviso della Sezione, qualora si dia decisivo rilievo al dato letterale di tali disposizioni, si potrebbe ritenere che il D.Lgs 96/1993 abbia compiutamente disciplinato il trattamento giuridico ed economico spettante, sotto il profilo retributivo e previdenziale, al personale dell'Agensud - per quello cessato dal rapporto di impiego a decorrere dal 13 ottobre 1993, l'articolo 14, comma 3, ha mantenuto fermo il trattamento pensionistico e previdenziale spettante in base alla normativa vigente in materia alla stessa data - per quello poi transitato nei ruoli di altre Amministrazioni, l'articolo 14bis, comma 1, ha disposto l'acquisizione di un diverso status, caratterizzato dalla facoltà di opzione tra uno dei trattamenti economici specificati alle lettere a o b e dall'applicazione, in via residuale e per ogni ulteriore aspetto, della normativa applicabile per i dipendenti delle Amministrazioni di destinazione - esclusivamente per il personale cessato dal servizio dopo la data del 13 ottobre 1993 e prima della entrata in vigore del presente decreto , e che non abbia optato per il mantenimento della posizione pensionistica di provenienza , l'articolo 14bis, comma 4, ha previsto la restituzione dei contributi versati se non computati ai fini della ricongiunzione dei periodi previdenziali . Pertanto, secondo tale linea interpretativa, la restituzione dei contributi versati sarebbe stata disposta soltanto per i dipendenti cessati dal servizio dopo il 13 ottobre 1993 e prima della data di entrata in vigore del Dl 32/1995 cfr. il parere delle Sezioni riunite II e III, 4 luglio 2000, n. 472/II, riguardante i dipendenti che - cessati dal servizio nello stesso periodo - avevano optato per il mantenimento della posizione pensionistica , con esclusione di ogni altra categoria di personale. Tale conclusione non comporterebbe la violazione degli invocati principi di uguaglianza e di ragionevolezza, per la diversità delle situazioni in cui versano i dipendenti presi in considerazione dall'articolo 14bis, comma 4, e quelli poi transitato nei ruoli di altre Amministrazioni a i dipendenti cui spetta la restituzione, ai sensi del comma 4 dell'articolo 14 bis, per gli aspetti pensionistici e previdenziali, non hanno mantenuto il trattamento in precedenza spettante non rientrando nel novero del personale disciplinato dall'articolo 14, comma 3 e, per gli aspetti economici, non hanno potuto effettuare l'opzione prevista dall'articolo 14 bis, perché cessati dal servizio prima della sua entrata in vigore b i dipendenti transitati nei ruoli di altre Amministrazioni - nel cui novero rientrano gli appellanti - hanno acquisito ex novo uno status non dissimile a quello dei loro colleghi, tranne il trattamento economico, scelto in base alla facoltà d'opzione prevista dall'articolo 14bis, comma 1, che ha consentito un innovativo trattamento di per sé conforme ai principi costituzionali Corte costituzionale, 219/98 . 6.3. Va però verificato se le sopra riportate disposizioni possano essere invece interpretate nel senso invocato dagli appellanti, secondo i quali vi sarebbe un principio generale dell'ordinamento previdenziale, per cui il versamento dei contributi si porrebbe in nesso sinallagmatico rispetto alle prestazioni pensionistiche, con preclusione del versamento di contributi eccedenti a quelli rilevanti per le medesime prestazioni. Ad avviso della Sezione, tale principio potrebbe rivelarsi irrilevante, in presenza delle specifiche disposizioni del sopra riportato articolo 14 bis, che ha complessivamente tenuto conto degli interessi pubblici da soddisfare, delle esigenze di salvaguardia delle aspettative degli interessati e delle risorse disponibili, con norme speciali specificamente riferibili alle varie categorie di personale cessate dal servizio alla data del 13 ottobre 1993 o successivamente o transitate nei ruoli di altre Amministrazioni. Inoltre, si potrebbe affermare in materia un diverso principio per cui - tranne i casi espressamente previsti dalla legge - i contributi restano acquisiti alla gestione previdenziale di appartenenza, malgrado essi non siano in concreto utili per l'insorgenza di alcun trattamento pensionistico Corte costituzionale, 404/00 , come avviene quando, ad esempio, la cessazione dal servizio avvenga prima della maturazione del periodo minimo, richiesto per le prestazioni pensionistiche e previdenziali, oppure quando - come nella specie - una successiva riforma incida sui rapporti di durata, modificando complessivamente il trattamento economico e previdenziale del personale di cui ammetta il transito ad un'altra Amministrazione. 7. La Sezione, consapevole della delicatezza delle questioni e del loro evidente carattere di massima, ritiene opportuno deferire l'esame di tali censure all'Adunanza plenaria, ai sensi dell'articolo 45 Tu 1054/24, allo scopo di assicurare univoci orientamenti giurisprudenziali in materia. Pertanto, in accoglimento del primo motivo degli appelli, la Sezione dichiara ammissibili i ricorsi di primo grado, mentre per il resto rimette la decisione dei giudizi all'esame dell'Adunanza Plenaria. PQM Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale Sezione sesta - riunisce gli appelli nn. 12155, 12156, 12157 e 12158 del 2003 - in riforma delle sentenze impugnate, accoglie il primo motivo degli appelli e dichiara ammissibili i ricorsi di primo grado - rimette le altre censure degli appellanti all'esame dell'Adunanza Plenaria.