Codice delle assicurazioni: bocciato il regolamento di attuazione

Il Consiglio di Stato dice no all'indennizzo diretto. L'Oua chiede l'intervento del governo per modificare le norme ingiuste

Indennizzo diretto, il Consiglio di Stato boccia il regolamento di attuazione del Codice delle assicurazioni e l'Avvocatura chiede un intervento del premier che modifichi le norme ingiuste . Ieri, il presidente dell'Organismo unitario dell'Avvocatura, Michelina Grillo, ha scritto al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi lettera qui leggibile nei documenti correlati affinché si impegni personalmente sia per attivare il tavolo tecnico sia per riesaminare i profili di tutela del cittadino. Del resto, ha continuato Michelina Grillo, il regolamento di attuazione del Codice delle assicurazioni, che conferma il meccanismo che elimina ogni assistenza professionale per i cittadini danneggiati a vantaggio esclusivo delle compagnie di assicurazione, è stato recentemente bocciato anche dal Consiglio di Stato perché non garantisce un effettivo ribasso dei premi assicurativi a vantaggio del consumatore. Sono certa - ha concluso il leader dell'Organismo politico - che non potrà che convenire sul fatto che è del tutto inaccettabile che ancora una volta a pagare siano i cittadini, indotti dalla apparente efficienza del risarcimento diretto, ad accettare senza alcuna discussione le somme, ancorché insufficienti, che verranno loro offerte . cri.cap

Organismo unitario dell'avvocatura Lettera al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi 9 gennaio 2005 di Michelina Grillo Illustre Presidente, faccio seguito con la presente alla mia precedente comunicazione, di pari oggetto, inviata in data 27 luglio scorso, avendo appreso dei contenuti del parere, emanato dal Consiglio di Stato al termine della seduta del 19 dicembre scorso, in merito al regolamento di attuazione dell'art. 150 risarcimento diretto del Codice delle Assicurazioni in vigore dal 1 gennaio del corrente anno, richiesto dal ministero delle Attività Produttive, nella responsabilità dell'On. Claudio Scaiola, in esito ai lavori della Commissione seguita direttamente dal Sottosegretario On. Roberto Cota. Naturalmente intendo riferirmi in particolare alla parte di detta normativa che attraverso la previsione dell'indennizzo diretto da parte della compagnia assicuratrice del danneggiato, salva la rivalsa di questa avverso la compagnia del danneggiante, tende ad escludere la ripetibilità delle spese di assistenza legale stragiudiziale. Come già ebbi modo di evidenziare alla Sua attenzione, a contrario delle iniziative in questione, ed a tutela degli interessi dei cittadini danneggiati ed a salvaguardia della pienezza del loro diritto di difesa, l'avvocatura italiana non può che contrastare la prevista e da taluni auspicata negazione della liquidazione dell'intervento legale già in fase stragiudiziale, che costituisce invece opera di assistenza che, grazie all'apporto degli avvocati - la cui esperienza e qualificazione professionali sono garanzia di serietà ed onestà - lungi dal poter essere qualificato come inutile o peggio strumentale, è funzionale da un lato al conseguimento della soddisfazione piena e puntuale dei diritti delle parti lese e dall'altro anche alla legittima aspettativa delle imprese assicuratrici di non vedere dilatato il proprio obbligo risarcitorio oltre i limiti del danno corrispettivo. Tutto ciò è in linea con i principi cui l'Avvocatura si richiama, appare anche una recente pronuncia della Suprema corte di Cassazione, e precisamente la sentenza emessa dalla Sezione terza civile -sentenza 11606/05, che stabilisce, con ineccepibile motivazione, che il cittadino-danneggiato è portatore del diritto, costituzionalmente garantito, di farsi assistere da un professionista per ottenere il risarcimento del danno dubito e che l'onorario di quest'ultimo è comunque dovuto dall'assicuratore. Laddove la contrastata normativa venisse approvata ed introdotta nell'ordinamento, si produrrebbe una ingiustificata e grave lesione dei diritti delle Vittime della Strada, a vantaggio dei già non modesti profitti delle compagnie e nella illusoria prospettiva di improbabili riduzioni tariffarie, la cui assoluta genericità ed indeterminatezza è oggi stata censurata anche dalla Corte dei conti. Sono certa che non potrà che convenire sul fatto che è del tutto inaccettabile che ancora una volta a pagare siano i cittadini, indotti dalla apparente efficienza del risarcimento diretto, ad accettare senza alcuna discussione le somme, ancorché insufficienti, che verranno loro offerte. Se da un lato è per noi motivo di soddisfazione il verificare come il Consiglio di Stato abbia inteso recepire le censure che l'Oua aveva avanzato in merito alla totale assenza di qualsivoglia garanzia per il cittadino in relazione al promesso e vantato calo dei costi dei premi assicurativi, dall'altro è certamente sconcertante, per altro non dire, constatare come le ulteriori censure mosse dall'avvocatura, fondate e prevalenti, non abbiano trovato alcuna attenzione. A tale riguardo sta proseguendo in tutti i Fori la raccolta di firme avviata dall'Oua e fatta propria da Ordini e Associazioni Forensi, sul documento di protesta varato dalla Giunta nello scorso mese di ottobre. Per tali ragioni Le chiedo di voler dispiegare il Suo autorevole intervento, a che sia possibile in tempi rapidissimi non soltanto un incontro con il Ministro Scaiola e il Sottosegretario Cota, ma anche l'avvio del ventilato tavolo tecnico per la revisione del regolamento di attuazione del Codice delle Assicurazioni, sì da cogliere l'occasione rappresentata dalla bocciatura operata dal Consiglio di Stato per poter riesaminare anche i profili di tutela del cittadino che maggiormente ci stanno a cuore. Con l'auspicio che, almeno in questa occasione, le legittime e fondate istanze dell'avvocatura non rimangano inascoltate, La ringrazio anticipatamente per l'interessamento e l'attenzione che vorrà riservarci e Le porgo rispettoso ossequio. ?? ?? ?? ?? Via G. G.Belli, 27 - 00193 Roma - Tel. 06.32.18.983 - 06.32.21.805 - Fax 06.32.19.431