Scoperto un errore nel nuovo codice

Il Codacons denuncia lo sbaglio nel testo ufficiale e teme che il provvediemento relativo al risarcimento del cliente possa essere considerato nullo

Il Codice del consumo contiene un errore che potrebbe penalizzare i consumatori. L'articolo comma 7 lettera b infatti rinvia a un comma che non definisce la questione del risarcimento presa in esame, bensì tratta d'altro. Se ne è accorto lo studio legale del Codacons, il comitato dei consumatori, il quale ritiene che lo sbaglio può rendere l'articolo inapplicabile e vanifica quindi il diritto del consumatore alla restituzione dei soldi spesi se il bene acquistato è difettoso. Approvato dal Governo come decreto legislativo il 22 luglio dello scorso anno, firmato da Ciampi il 6 settembre col numero 206, il Codice del consumo è entrato in vigore il 23 ottobre leggibile tra gli arretrati del 2 agosto 2005 con un commento di Massimiliano Dona e ha riordinato e semplificato la normativa sulla tutela dei consumatori tenendo presente principi e direttive adottati in sede comunitaria. Tuttavia, come riporta il sito www.helpconsumatori.it, il testo contiene un grave errore che a detta del Codacons vanifica gli sforzi fatti. L'art. 130 comma 7 lettera b , infatti, consente al consumatore di chiedere la riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto nel caso in cui il venditore non abbia provveduto alla riparazione o alla sostituzione del bene entro il termine congruo di cui al comma 6 sempre dell'art. 130 . Il problema sta nel fatto che non è il comma 6 che riguarda i tempi congrui della sostituzione del bene, ma è il comma 5, come si può verificare nel testo allegato.

D.Lgs 6 settembre 2005, n. 206 Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229 Articolo 130 Diritti del consumatore 1. Il venditore è responsabile nei confronti del consumatore per qualsiasi difetto di conformità esistente al momento della consegna del bene. 2. In caso di difetto di conformità, il consumatore ha diritto al ripristino, senza spese, della conformità del bene mediante riparazione o sostituzione, a norma dei commi 3, 4, 5 e 6, ovvero ad una riduzione adeguata del prezzo o alla risoluzione del contratto, conformemente ai commi 7, 8 e 9. 3. Il consumatore può chiedere, a sua scelta, al venditore di riparare il bene o di sostituirlo, senza spese in entrambi i casi, salvo che il rimedio richiesto sia oggettivamente impossibile o eccessivamente oneroso rispetto all'altro. 4. Ai fini di cui al comma 3 è da considerare eccessivamente oneroso uno dei due rimedi se impone al venditore spese irragionevoli in confronto all'altro, tenendo conto a del valore che il bene avrebbe se non vi fosse difetto di conformità b dell'entità del difetto di conformità c dell'eventualità che il rimedio alternativo possa essere esperito senza notevoli inconvenienti per il consumatore. 5. Le riparazioni o le sostituzioni devono essere effettuate entro un congruo termine dalla richiesta e non devono arrecare notevoli inconvenienti al consumatore, tenendo conto della natura del bene e dello scopo per il quale il consumatore ha acquistato il bene. 6. Le spese di cui ai commi 2 e 3 si riferiscono ai costi indispensabili per rendere conformi i beni, in particolare modo con riferimento alle spese effettuate per la spedizione, per la mano d'opera e per i materiali. 7. Il consumatore può richiedere, a sua scelta, una congrua riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto ove ricorra una delle seguenti situazioni a la riparazione e la sostituzione sono impossibili o eccessivamente onerose b il venditore non ha provveduto alla riparazione o alla sostituzione del bene entro il termine congruo di cui al comma 6 c la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata ha arrecato notevoli inconvenienti al consumatore. 8. Nel determinare l'importo della riduzione o la somma da restituire si tiene conto dell'uso del bene. 9. Dopo la denuncia del difetto di conformità, il venditore può offrire al consumatore qualsiasi altro rimedio disponibile, con i seguenti effetti a qualora il consumatore abbia già richiesto uno specifico rimedio, il venditore resta obbligato ad attuarlo, con le necessarie conseguenze in ordine alla decorrenza del termine congruo di cui al comma 6, salvo accettazione da parte del consumatore del rimedio alternativo proposto b qualora il consumatore non abbia già richiesto uno specifico rimedio, il consumatore deve accettare la proposta o respingerla scegliendo un altro rimedio ai sensi del presente articolo. 10. Un difetto di conformità di lieve entità per il quale non è stato possibile o è eccessivamente oneroso esperire i rimedi della riparazione o della sostituzione, non dà diritto alla risoluzione del contratto. Pubblicato come correlato al commento di Massimiliano Dona il 2 agosto 2005.