Rinvio garantito, se muore l'avvocato

Il contraddittorio resta fondamentale anche nel giudizio di legittimità

Garantire il contraddittorio prima di tutto, anche nel giudizio di legittimità. Nel caso di morte dell'unico avvocato, avvenuta dopo la presentazione del ricorso e prima dell'udienza di discussione, infatti, la causa andrà rinviata a nuovo ruolo e comunicata alla parte personalmente. È quanto emerge dalla sentenza 477/06 - depositata il 13 gennaio scorso e qui integralmente leggibile tra i documenti correlati - con la quale le Sezioni unite civili della Cassazione hanno colmato una sorta di vuoto normativo esistente nel terzo grado di giudizio, visto che per quelli di merito la legge ha già previsto delle regole ad hoc - come, per esempio, l'interruzione del processo - per tutelare la parte in situazioni analoghe. Proprio sull'utilizzo dell'istituto dell'interruzione nel giudizio di legittimità, la Corte costituzionale era stata chiamata a pronunciarsi circa due anni fa. Con una sentenza del 2005, la n. 109, la Consulta aveva dichiarato però inammissibile la questione di illegittimità per contrasto con gli articoli 3 e 24 della Costituzione, sostenendo che il problema di garantire l'esercizio del diritto di difesa, nel giudizio di cassazione, alla parte colpita da eventi lato sensu interruttivi pone delicate questioni quanto ai meccanismi di riattivazione del giudizio che solo il legislatore nell'ambito della propria discrezionalità, è abilitato a risolvere . In Cassazione il tema si è ripresentato e, tra un orientamento favorevole e uno contrario all'interruzione del giudizio di legittimità nel caso di morte dell'unico difensore, le Sezioni unite hanno aderito al primo, affermando che la causa deve essere rinviata a nuovo ruolo dandone comunicazione alla parte personalmente, onde consentirle di provvedere alla nomina di uni nuovo avvocato . Tre le linee guida del ragionamento degli ermellini l' udienza di discussione rappresenta, per tradizione storica e secondo la disciplina positiva, un momento tutt'altro che secondario nello svolgimento del giudizio di cassazione va garantita l'esistenza di una serie di attività di parte anche nel giudizio di terzo grado e infine, è necessario considerare la ricaduta negativa che un tale evento può avere sull'esercizio del diritto di difesa e sull'integrità del contraddittorio, la cui inviolabilità deve essere garantita nel giudizio di legittimità in termini non diversi da quello nelle fasi di merito . In sostanza, il giusto processo - quello sancito dall'articolo 111 della Costituzione - vede così un'attuazione da manuale.

Cassazione - Sezioni unite civili - sentenza 10 novembre 2005-13 gennaio 2006, n. 477 Presidente Carbone - Relatore Marziale Pm Martone - conforme - Ricorrente Halilovic Ritenuto in fatto 1. Con atto notificato l'8 gennaio 2004, il signor Nedzib Halilovic proponeva ricorso avverso il provvedimento con il quale, il novembre 2003, il Giudice unico presso il Tribunale di Catania aveva respinto la propria opposizione avverso il decreto di espulsione notificatogli dalla Prefettura di Catania in data 14 agosto 2003. Il Prefetto si opponeva all'accoglimento del gravame. 1.1. La causa era rinviata a nuovo ruolo con ordinanza del 15 dicembre 2004, osservando - che l'avviso di fissazione dell'udienza di discussione era stato comunicato in cancelleria, in quanto dalla relazione della primitiva notifica era risultato che il difensore, presso il quale il ricorrente aveva eletto in Roma il proprio domicilio, era deceduto - che con ordinanza 12813/04 questa Corte, aveva sollevato questione incidentale di legittimità costituzionale degli articoli 301 e 307 Cpc, in riferimento agli articoli 3, 24 e 111 Costituzione nella parte in cui non è attribuita alcuna rilevanza, per il giudizio di cassazione, alla morte dell'unico difensore verificatasi successivamente alla proposizione del ricorso ed anteriormente all'udienza di discussione . 1.2. Dopo la pubblicazione della sentenza con la quale la questione è stata dichiarata inammissibile dal giudice delle leggi, sul rilievo che la sua soluzione implica scelte di politica legislativa riservata al Parlamento sentenza 109/05 , il ricorso è stato assegnato, in considerazione della sua particolare importanza, alle Su. 1.2.1. Con ordinanza del 9 giugno 2005, questa Corte, prendendo atto che l'avviso di udienza non era stato notificato al difensore, perché deceduto, e che nessuno era comparso in udienza in sua sostituzione, ordinava il rinvio della causa a nuovo ruolo, disponendone la comunicazione personalmente alla parte, onde consentirle di provvedere alla nomina di un nuovo difensore. Quindi, provveduto a tale incombente, veniva fissata, per la discussione della causa, la nuova udienza del 9 novembre 2005. Considerato in diritto 2. Occorre dar conto, preliminarmente, delle ragioni per le quali è stata disposta la comunicazione dell'ordinanza di rinvio a nuovo ruolo personalmente alla parte. 3. Il diritto di difesa, tutelato come inviolabile in ogni stato e grado del procedimento articolo 24 Costituzione è, in primo luogo, garanzia di contraddittorio e di assistenza tecnico-professionale Corte costituzionale 46/1957 190/70 188/80 543/89 . Il contraddittorio rappresenta ormai, alla stregua del nuovo testo dell'articolo 111, comma 2, Costituzione, oltre che un diritto delle parti, un connotato necessario di ogni attività giurisdizionale. L'assistenza tecnico-professionale - prevista come necessaria, salvo che nelle cause davanti al giudice di pace il cui valore non ecceda il limite previsto dall'articolo 82, comma 1 Cpc e in quelle in cui le parti siano autorizzate a stare iin giudizio di persona, secondo quanto stabilito dal comma 3 dello stesso articolo 82 - trova, poi, nel giudizio di cassazione la sua più pregnante espressione, tenuto conto della particolare qualificazione professionale specificamente richiesta, in tale fase processuale, per il difensore articolo 365 Cpc . 3.1. Salvo che nelle ipotesi appena considerate, il difensore rappresenta, quindi, il tramite indispensabile per l'esercizio delle attività processuali delle parti. E questo spiega perché la morte del procuratore determini l'interruzione automatica ed immediata del processo articolo 301 Cpc a differenza della morte della parte, che non sia costituita personalmente in giudizio, la quale produce tale effetto solo se e quando sia dichiarata e comunicata dal suo difensore articolo 300 Cpc . 4. Tali disposizioni, specificamente dettate per il giudizio di primo grado e implicitamente richiamate anche per quello d'appello articolo 359 Cpc , secondo un indirizzo interpretativo assolutamente prevalente nella giurisprudenza di questa Corte, non sono tuttavia applicabili al giudizio di Cassazione. Si afferma, infatti, che l'istituto dell'interruzione del processo concerne il giudizio di merito, caratterizzato dal principio dispositivo, e non può essere quindi esteso, nel silenzio della legge, a quello di cassazione che, dopo la notificazione e il deposito del ricorso è denominato , invece, dall'impulso d'ufficio e non può essere, pertanto, assimilato all'altro Cassazione, Su, 11195/92 17295/03 16138/04 10824/04 5672/03 1082/98 5719/97 11418/93 560/84 5278/77 . Altrettanto ferma è la giurisprudenza di questa Corte nell'escludere cha la morte del difensore, dopo la proposizione del ricorso, comporti la necessità di particolari adempimenti, come ad esempio la rinnovazione della notificazione dell'avviso di fissazione dell'udienza di discussione Cassazione 2734/01 1082/98 cit. 10824/04 cit. 16138/04 cit. . Queste peculiarità di disciplina, si precisa, non darebbero luogo a disparità di trattamento prive di ragionevole giustificazione e come tali, lesive del principio di uguaglianza tra il giudizio di cassazione e quelli di merito, non potendo, per le ragioni già esposte, tali giudizio essere considerati omogenei. Né, per altro verso, comporterebbero alcuna lesione del diritto di difesa della parte colpita dall'evento interruttivo, essendo la prospettazione delle ragioni difensive affidata per intero al ricorso e al controricorso ed avendo, conseguentemente, la discussione orale un valore meramente complementare. 5. Non mancano, tuttavia, decisioni dissonanti. Con una pronunzia ormai risalente, questa Corte, pur riconoscendo che il procedimento di cassazione, dopo il deposito del ricorso, è di regola dominato dall'impulso d'ufficio e che per tale ragione non può trovare in esso applicazione l'istituto dell'interruzione ha poi rilevato che la disciplina dettata dall'articolo 331 Cpc, la cui applicabilità al giudizio di cassazione è incontroversa, deroga a tale principio, in quanto pone a carico delle parti un onere diretto alla prosecuzione del giudizio. E, muovendo dalla considerazione che il diritto di difesa garantito dall'articolo 24 Costituzione ha di mira la tutela sostanziale e cioè effettiva ed adeguata, e non già meramente formale, del diritto di azione delle parti ha disposto, prendendo atto che l'ordinanza con la quale era stata ordinata l'integrazione del contraddittorio non era stata notificata al difensore della parte ricorrente perché deceduto, che detta ordinanza fosse notificata personalmente alla ricorrente perché fosse posta in grado di prendere in proposito le proprie deliberazioni, previa l'eventuale nomina di un nuovo difensore ordinanza 188/80 . Con una successiva ordinanza - pubblicata il 22 agosto 1990 con il n. 564 - questa stessa Corte ha puntualizzato che anche nel giudizio di cassazione assume rilievo determinante, l'impulso di parte, facendo specifico riferimento, tra le altre, alle attività previste, dagli articoli 378 e379 Cpc, riguardanti, rispettivamente la presentazione di memoria e la partecipazione all'udienza di discussione, cui è associata la possibilità di replicare per iscritto alle conclusioni del Pm. In detta ordinanza si osserva che se una delle parti viene a trovarsi temporaneamente nell'impossibilità di svolgere una di tali attività difensive, per il fatto che il suo procuratore è deceduto o è stato colpito da uno degli impedimenti previsti dall'articolo 301 Cpc, e non è in grado di provvedere alla sua sostituzione per sopravvenuta incapacità o per altro evento di provvedere alla sua sostituzione, verrà a trovarsi in posizione deteriore nei confronti dell'avversario e non più sul piano di parità sostanziale che è presupposto indispensabile per il corretto esercizio della giurisdizione . Di qui la conclusione che, quanto meno nell'ipotesi in cui la parte si difenda da sé medesima, senza altro difensore , il decesso dell'avvocato giustifica l'interruzione del processo anche nel giudizio di cassazione, a nulla rilevando l'assenza di un richiamo analogo a quello contenuto, per il giudizio d'appello, nell'articolo 359 Cpc, in quanto tale mancanza non può essere di ostacolo all'applicazione delle norme relative alla regolarità del contraddittorio e delle altre disposizioni fondamentali del processo. L'interruzione del processo, secondo quel che si afferma in detta ordinanza, non sarebbe invece giustificata nel caso in cui l'impedimento colpisca solo il difensore, poiché in tal caso la parte avrebbe la possibilità di provvedere alla sua sostituzione e, se l'evento si è verificato nell'imminenza dell'udienza di discussione, il Collegio potrebbe concedere un opportuno rinvio. 5.1. Così decidendo la Corte ha quindi riconosciuto che anche la mancata partecipazione all'udienza di discussione è idonea a pregiudicare in maniera apprezzabile il diritto di difesa delle parti e la loro condizione di parità nello svolgimento delle attività processuali, discostandosi dalle sentenze, sopra richiamate, con le quali si è invece affermato che la difesa delle parti, davanti alla Corte di cassazione, sarebbe affidata per intero agli atti scritti e che la discussione orale in udienza avrebbe valore meramente complementare retro 4 . L'importanza che la partecipazione alla pubblica udienza assume nel giudizio di cassazione è stata ribadita di recente da queste Su, ponendo in evidenza che tale udienza rappresenta lo strumento della massima garanzia dei diritti di azione e di difesa delle parti, poiché consente ai relativi titolari di esporre compiutamente i propri assunti nell'osservanza più piena del principio del contraddittorio, anche nei confronti del rappresentante della Pg, sulle cui conclusioni è consentito svolgere conclusioni scritte sentenza 10841/03 . 5.2. Muovendo da tale consapevolezza e negando, pertanto, che l'udienza di discussione possa essere considerata, nell'attuale sistema normativo, quale mero contorno dell'attività esplicatasi negli scritti difensionali questa Corte ha infine sollevato, in riferimento agli articoli 3, 24 e 111 Costituzione, questione incidentale di legittimità costituzionale degli articoli 301 e 377, comma 2, Cpc nella parte in cui non attribuiscono rilevanza, ai fini dell'interruzione del giudizio di cassazione, alla morte dell'unico difensore verificatasi dopo la proposizione del ricorso e prima dell'udienza di discussione. Nell'ordinanza si sottolinea che il nuovo testo dell'articolo 111 Costituzione, dichiarando espressamente che ogni processo deve svolgersi nel contraddittorio delle parti in condizioni di parità , ha reso ancora più stringente l'esigenza che a ciascuna delle parti sia offerta la possibilità di esercitare concretamente ed effettivamente per il tramite dei rispettivi difensori, tutte le opportunità difensive riconosciute dalle norme processuali. Il giudice delle leggi - pur affermando che il carattere officioso del procedimento di cassazione è irrilevante al fine di bandirne l'istituto dell'interruzione e che privo di consistenza logica e giuridica è il tentativo di giustificare tale conclusione con il preteso scarso valore, rispetto a quella che si esprime con il ricorso, delle successive attività difensive - ha tuttavia dichiarato la questione inammissibile , osservando che il problema di garantire l'esercizio del diritto di difesa, nel giudizio di cassazione, alla parte colpita da eventi lato sensu interruttivi pone delicate questioni quanto ai meccanismi di riattivazione del giudizio che solo il legislatore nell'ambito della propria discrezionalità, è abilitato a risolvere sentenza 109/05 . 6. Si è ormai chiarito, e lo ha ribadito il giudice delle leggi nella sentenza richiamata nel precedente paragrafo, che l'interruzione del processo trova la sua ragione d'essere nell'esigenza di consentire alla parte colpita da un evento che incide negativamente sulle sue possibilità di difesa di partecipare al giudizio usufruendo di tutti i poteri e facoltà che la legge le riconosce . La disciplina dettata dal codice di rito è stata tuttavia elaborata con riferimento ai giudizi di merito il cui svolgimento, a differenza di quello di cassazione arg. ex articolo 377 comma 1 Cpc è affidato, in linea di principio, all'iniziativa di parte arg. ex articoli 181 e 309 Cpc . E a questo principio è ispirata la riattivazione del processo interrotto articoli 302 e 303 Cpc . S'intende, allora, che l'applicazione di tale disciplina al giudizio di cassazione pone problemi di adattamento, la cui soluzione implica scelte di politica legislativa riservate alla competenza esclusiva del legislatore. 7. È peraltro evidente che l'interprete non possa arrestarsi a questa constatazione. L'orientamento tradizionalmente seguito da questa Corte porta a negare ogni rilevanza, nel giudizio di Cassazione, alla morte del difensore avvenuta dopo il deposito del ricorso e prima dell'udienza di discussine in singolare contrasto con quanto dall'articolo 301 Cpc per le fasi di merito. Le ragioni adottate per giustificare tale scelte interpretativa che si traduce nell'imposizione di un onere di particolare attenzione a carico della parte onde evitare le conseguenze negative derivanti da eventuali impedimenti del proprio difensore , non appaiono persuasive, sia perché l'udienza di discussione rappresenta, per tradizione storica e secondo la disciplina positiva, un momento tutt'altro che secondario nello svolgimento del giudizio di cassazione Cassazione, Su 10841/03 sia perché, come si è già rilevato, anche in quest'ultimo giudizio vi è la previsione di una serie di attività di parte retro 4.1 4.2 sia e soprattutto perché, tali eventi incidono negativamente sull'esercizio del diritto di difesa e sull'integrità del contraddittorio, la cui inviolabilità deve essere garantita nel giudizio di cassazione in termini non dissimili che nelle fasi di merito secondo i principio del giusto processo, il cui rilievo costituzionale è ora esplicitamente stabilito dal nuovo testo dell'articolo 111 comma 2 Costituzione, al di là di quanto non potesse già desumersi dall'articolo 24 comma 2 della stessa Carta. 7.1. Deve pertanto ritenersi, confermando la scelta interpretativa espressa dall'ordinanza 188/80 retro 5 , che, in caso di morte dell'unico difensore, attestata dalla relata di notifica dell'avviso di udienza, la causa deve essere rinviata a nuovo ruolo dandone comunicazione alla parte personalmente onde consentirle di provvedere alla nomina di un nuovo difensore. S'intende che se, come nel caso di specie, la parte, una volta ricevuta tale comunicazione, rimanga inerte e non provveda alla nomina di un nuovo difensore, vengono meno i presupposti per reiterare gli adempimenti prescritti dall'articolo 377 comma 2 Cpcomma . Ciò premesso, e passando al merito, l'infondatezza del ricorso, con il quale viene denunziata l'omissione, l'incongruenza e l'erroneità della motivazione, appare evidente. Invero, quanto al p rimo punto, deve rilevarsi che il Tribunale ha dato conto delle ragioni poste a fondamento della decisione adottata, specificando, in nodo analitico, la mancanza dei presupposti cui è subordinato il rilascio del permesso di soggiorno ai sensi del Dpr 1656/65 e riconoscimento, allo straniero, del diritto al ricongiungimento familiare ai sensi dell'articolo 29 D.Lgs 286/98. Le ulteriori censure sono poi inammissibili. L'esattezza della valutazione delle risultanze processuali, da parte del giudizio del merito, non può essere infatti sindacata in sede di legittimità e la denunzia di incongruenza della motivazione è formulata, del resto, in modo assolutamente generico e tale da non lasciare individuare i vizi logici dai quali sarebbe affetta. 9. Il ricorso deve essere quindi rigettato. Tenuto conto della natura della causa, ricorrono giusti motivi di compensazione delle spese di questa ulteriore fase. PQM La corte di cassazione rigetta il ricorso e compensa le spese.