Mobbing in aumento, arriva un nuovo sportello di consulenza

Il Movimento Difesa del Cittadino lancia un'iniziativa pratica per aiutare le vittime anche aiutandole a capire se sono davvero tali di violenze morali sul luogo di lavoro. I mobizzati sarebbero oltre un milione

Colleghi ombrosi che fanno finta di non vederti, il capo che ti ignora o sussurra qualcosa ad un altro mentre passi in corridoio, nessun segno di gradimento per il lavoro svolto e molte lamentele, spesso incessanti, per sollecitare il disbrigo di pratiche colossali. È in questo scenario, talvolta apparentemente ispirato alla saga del tragico Fantozzi, che nascono, lottano e a volte purtroppo soccombono i mobbizzati italiani. Il mobbing dall'inglese to mob, aggredire in massa ha infinite sfumature ma, in genere, può essere definito come la pratica deliberata, da parte di colleghi e/o superiori di violenze morali sul luogo di lavoro, anche quando non hanno la forma esplicita di violenze per esempio stressare un valido impiegato non affidandogli alcun lavoro da svolgere può ricadere in questa tipologia di comportamenti vessatori, al pari di sottoporlo a carichi di lavoro quantitativamente insopportabili e di modestissimo contenuto . Ebbene i mobbizzati italiani sarebbero quasi un milione e mezzo, a detta del Movimento Difesa del Cittadino MDC che ha appena annunciato uno sportello anti-mobbing con funzioni di consulenza e supporto per chi ritiene di essere vittima del fenomeno o ha già colto i segnali di poterlo divenire a breve. E se il dato italiano, stimato, appare a dir poco inquietante, la situazione europea non appare più rosea le vittime di mobbing sarebbero circa dodici milioni, pari all'otto per cento dell'intero universo dei lavoratori. Lo sportello appena presentato da MDC fornirà per ora consulenza psicologica e legale via telefono, almeno come primo contatto, in specifici orari della settimana vedere le informazioni sul sito www.mdc.it e potrà essere consultato anche attraverso la posta elettronica. L'organizzazione offre anche un piccolo decalogo anti-mobbing a cura di Margherita Panariello, responsabile dello Sportello, che qui di seguito riportiamo, e che può risultare un primo aiuto pratico in attesa di far valere le proprie eventuali ragioni. m.c.m. Decalogo anti-mobbing del Movimento Difesa del Cittadino 1. Non abbandonare il posto di lavoro, soprattutto se non si ha ancora una valida alternativa di occupazione. 2. Reagire agli attacchi. È utile rispondere ai tentativi di violenza in modo calmo, ma chiaro e deciso a far notare all'aggressore e ai testimoni che la via intrapresa si identifica con un termine specifico, cioè mobbing o molestia morale. 3. Raccogliere tutte le prove possibili del presunto mobbing note scritte con ordini di servizio con eventuale demansionamento, trasferimenti ecc. , email con i colleghi e i propri responsabili, registrazioni di presunte molestie sessuali, minacce di trasferimento o licenziamento, ecc. e qualsiasi altro materiale scritto che attesti una determinata situazione. Anche una mancata risposta ad una domanda fatta per iscritto può essere una prova della degenerazione dei rapporti. 4. Annotare le date delle situazioni e dei comportamenti mobbizzanti. 5. Fare un dettagliato e cronologico resoconto dei sintomi psichici e fisici accusati e imputabili al presunto mobbing. 6. Recarsi tempestivamente presso strutture pubbliche per la diagnosi e le cure del caso in molte città ci sono centri di salute mentale - divisione mobbing - presso policlinici universitari . 7. Raccogliere qualsiasi documentazione medica, preferibilmente proveniente da strutture pubbliche, possa essere utile in un eventuale giudizio. 8. Evitare di prolungare le assenze per malattia oltre il periodo di comporto contrattualmente previsto, onde evitare di dare al datore di lavoro una buona scusa per intimare il licenziamento. 9. Un periodo di cura e di riposo può essere utile, anche perché permette di allentare la tensione psicologica. Tuttavia un'assenza dal lavoro prolungata può aggravare le persecuzioni e rendere ancora più tesi i rapporti con l'azienda. 10. Rivolgersi a un legale già durante la vigenza del rapporto di lavoro per la tutela preventiva della propria posizione lavorativa.