Attenzione al contratto di inserimento: deve essere nero su bianco e con il progetto allegato

di Manuela Rinaldi

di Manuela Rinaldi Il contratto di inserimento per poter produrre effetti deve essere stipulato per iscritto, e per allegato, deve contenere il progetto individuale di inserimento, in quanto, in mancanza lo stesso sarà trasformato in un normale contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Questo è quanto ha stabilito il Tribunale di Milano, con la sentenza 2233/06. IL CONTRATTO DI INSERIMENTO In attuazione della legge 30/2003, in materia di mercato del lavoro, il Governo ha approvato il D.Lgs 276/03, integrato dal D.Lgs correttivo 251/04. All'articolo 54 del decreto 276 viene definito il nuovo contratto di inserimento come quel contratto di lavoro diretto a realizzare, mediante un progetto individuale di adattamento delle competenze professionali del lavoratore, l'inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro cfr. per approfondire l'argomento Bellocchi P., Il contratto di inserimento, in AaVv, IL nuovo mercato del lavoro, Zanichelli ed., Bologna, 2004 Brignone A. -Tartaglione L., L'evoluzione del diritto del lavoro dopo la riforma Biagi, Giuffrè ed., Milano, 2005 . Mediante la stipula del contratto di inserimento è possibile risparmiare sui livelli di retribuzione da attribuire al lavoratore neoassunto infatti, con tale contratto l'azienda può assumere il lavoratore a due livelli più bassi rispetto a quello che spetterebbe per le mansioni assegnate. Oggetto e causa del contratto in questione consistono nella messa a disposizione della prestazione lavorativa da parte di un soggetto appartenente alla categoria delle c.d. fasce svantaggiate, a favore di un altro soggetto, il datore di lavoro, il quale ha l'obbligo di consentire il reinserimento o l'inserimento lavorativo di tale soggetto, mediante la realizzazione di un progetto individuale di adattamento delle sue specifiche competenze professionali. Nell'ambito di tale tipologia contrattuale, particolare importanza riveste il progetto individuale di inserimento, condizione menzionata nell'articolo 55 del decreto 276/03 questo allo scopo di valorizzare una professionalità del lavoratore adeguata al fabbisogno organizzativo e produttivo del datore di lavoro. Il progetto individuale di inserimento deve essere concordato tra datore di lavoro e lavoratore, in base a modalità di definizione determinate in funzione dell'adeguamento delle competenze professionali dello stesso lavoratore. In base all'Accordo Interconderale 11 febbraio 2004, è stato previsto che nel contratto di inserimento devono essere indicati espressamente, la durata del contratto, l'eventuale periodo di prova, l'orario di lavoro e la categoria di inquadramento del prestatore di lavoro. Una recente sentenza della Corte costituzionale, la 50/2005, ha avuto modo di precisare che la previsione della finalizzazione del progetto individuale, alla garanzia dell'adeguamento delle competenze professionali del lavoratore al contesto lavorativo, induce a ritenere che ciò che viene in primo piano è il profilo intersoggettivo contrattuale del tipo di rapporto di lavoro, vale a dire, in tal caso, competenze professionali e contesto lavorativo. Con la sentenza 19846/04, la Cassazione ha stabilito che il contratto di formazione e lavoro non poteva essere considerato legittimo nel caso in cui il lavoratore si trovasse già in possesso della professionalità che avrebbe dovuto conseguire in eventuali controversie, infatti, lo stesso riuscirebbe a dimostrare la nullità del contratto, riuscendo, altresì, a far riconoscere a suo favore l'esistenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Il principio giurisprudenziale sancito in tale sentenza della Cassazione è, inoltre, applicabile anche ai contratti di inserimento che hanno preso il posto dei contratti di formazione e lavoro. CONCLUSIONI Nella sentenza del Tribunale di Milano, il giudice di primo grado, nella propria decisione, ha evidenziato un fatto molto rilevante, precisando che le caratteristiche essenziali di tale tipologia contrattuale sono due, e cioè, la forma scritta e la specifica indicazione del progetto individuale di inserimento condizione, peraltro, necessaria ex articolo 55 del D.Lgs 276/03 . Infatti, nella ipotesi in cui nel contratto di inserimento venisse a mancare tale precisa indicazione, e sempre nel caso in cui la durata stessa del contratto fosse inferiore a quella prevista dalla legge, il contratto stesso dovrà essere considerato un normale contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Nella motivazione fornita dal giudice di primo grado, inoltre, lo stesso giudicante si è basato sul fatto che, nel caso in questione, il datore di lavoro, al momento della assunzione del prestatore di lavoro, non aveva dato una indicazione puntuale e precisa di quel progetto individuale di inserimento, necessario affinché possa essere configurato un contratto di inserimento, così come previsto dal decreto 276/03. ?? ?? ?? ??

Tribunale di Milano - Sezione controversie di lavoro - sentenza 7 giugno-10 luglio 2006, n. 2233 Giudice Bianchini - Ricorrente Moskalyuk Svolgimento del processo Con ricorso ritualmente notificato la ricorrente conveniva in giudizio il Gruppo Gorla Spa esponendo che in data 9 giugno 2004 veniva assunta in qualità di operaia con mansioni di addetta alle pulizie, con inquadramento al primo livello, con rapporto di lavoro a tempo parziale ai sensi della legge 368/01 ed articolo 14 e 34 Ccnl servizi di pulizia che l'assunzione era intesa a tempo determinato con contratto di inserimento di 4 mesi scadente l'8 ottobre 2004 che non riceveva il progetto individuale di inserimento né usufruiva di alcuna formazione che in data 23 settembre 2004 il contratto era prorogato sino all'8 gennaio 2005 che alla scadenza veniva allontanata dall'azienda. Concludeva chiedendo al Giudice di dichiarare la illegittimità e/o nullità del termine apposto al contratto di lavoro, ovvero della successiva proroga di accertare che tra le parti intercorre un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato di dichiarare la illegittimità del recesso e di condannare la convenuta al ripristino del rapporto ed al risarcimento del danno con la corresponsione delle retribuzioni maturate dalla data del licenziamento all'effettiva riammissione in servizio, oltre interessi e rivalutazione del dovuto al saldo, con vittoria di spese. La convenuta si costituiva contestando le domande avanzate di cui chiedeva il rigetto. Non essendo necessaria istruttoria, la causa era discussa e decisa come da dispositivo in calce di cui era data lettura. Motivi della decisione Il ricorso è fondato. L'assunzione della ricorrente era effettuata il 9 giugno 2004 con richiamo alla legge 368/01 ed agli articoli 14 e 34 del Ccnl servizi di pulizia con la precisazione che si trattava di un'assunzione a tempo determinato con contratto di inserimento di 4 mesi dal 9 giugno 2004 all'8 ottobre 2004 . Il contratto di inserimento, richiamato dalla convenuta, e previsto già nel Ccnl Imprese di pulizie del 2001, è un tipo di contratto che è stato completamente ridisciplinato dal D.Lgs 276/03 entrato in vigore nell'ottobre 2003 ed è stato altresì del tutto riscritto dall'Accordo Interconfederale dell'11 febbraio 2004 del quale è stata prevista la immediata applicazione. Sotto il primo profilo si osserva che il contratto di inserimento regolato dal D.Lgs 276/03 richiede sia la forma scritta sia la specifica indicazione del progetto individuale di inserimento finalizzato a garantire l'adeguamento delle competenze professionali del lavoratore inoltre la sua durata non può essere inferiore a 9 mesi né superiore a 18 mesi con possibilità di rinnovo per la durata del primo contratto. Sotto il secondo profilo l'Accordo interconfederale ha previsto che il progetto individuale di lavoro debba specificare la qualificazione al cui conseguimento è finalizzato il progetto nonché la durata e le modalità della formazione. Nel caso di specie non veniva consegnato alla ricorrente alcun progetto di inserimento al quale peraltro il contratto stipulato a giugno 2004 non faceva neppure cenno né la ricorrente partecipava ad alcun programma di formazione. Che del resto la società abbia inteso stipulare un contratto di inserimento non vi sono incertezze avendo ella stessa richiamato nel contratto individuale le relative disposizioni del Ccnl articolo 14 Ccnl imprese di pulizia titolato proprio contratto di inserimento disposizioni tuttavia superata all'epoca dell'assunzione sia dalla normativa legislativa sia da quella contrattuale essendo le parti, giù da alcuni mesi, intervenute per dare una diversa configurazione a tale istituto. Né può trovare accoglimento la tesi difensiva sostenuta dalla società secondo la quale il contratto di inserimento stipulato con la ricorrente deve essere inteso come una delle ipotesi di contratto a termine previste dal Ccnl ai sensi dell'articolo 23 legge 56/1987 ipotesi che per effetto di quanto stabilito dall'articolo 11 comma 1 D.Lgs 368/01 avrebbero mantenuto efficacia fino alla scadenza del Ccnl. Tale affermazione è invero contraddetta dal fatto che le ipotesi ulteriori di ammissibilità del contratto a termine introdotte dalla contrattazione collettiva ai sensi della suddetta normativa sono esplicitamente elencate all'articolo 11 del Ccnl e tra di esse non viene incluso il contratto di inserimento. Tale istituto contrattuale viene invece previsto all'articolo 14 del Ccnl come fattispecie a parte così come sempre a parte sono regolamentati l'apprendistato ed il contratto di formazione e lavoro che pur essendo tutti contratti a tempo determinato nulla hanno a che fare con le ipotesi di assunzione a termine . Non può pertanto che concludersi che la fattispecie cui le parti hanno inteso riferirsi con il contratto stipulato al giugno 2004 era quella del contratto di inserimento, contratto la cui regolamentazione a tale data non poteva che essere quella del D.Lgs 276/03 la cui disciplina era in quel momento già pienamente in vigore unitamente alle ulteriori specificazioni di cui all'Accordo interconfederale già indicato. Non potendosi ravvisare nel contratto stipulato tra le parti i requisiti del contratto di inserimento richiesto dalla normativa vigente, lo stesso va qualificato come contratto a tempo indeterminato. Va pertanto dichiarato che tra le parti intercorre un rapporto di lavoro tempo indeterminato dal 9 giugno 2004 e la convenuta va condannata a riammettere la ricorrente al lavoro ed a corrisponderle dall'11 gennaio 2005 data in cui la ricorrente poneva in mora la convenuta offrendo la sua prestazione la retribuzione mensile globale di fatto determinata in euro 570.64 fino all'effettiva riammissione, oltre interessi e rivalutazione dal dovuto al saldo. Le spese seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo euro 25 per spese, 275 per diritti, 1.100 per onorari . PQM Definitivamente pronunciando dichiara la nullità del termine apposto al contratto stipulato tra le parti dichiara che tra le parti intercorre un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a fare data dal 9 giugno 2004 condanna la convenuta a riammettere in servizio la ricorrente ed a corrisponderle la retribuzione mensile globale di fatto determinata in euro 570.64 a decorrere dall'11 gennaio 2005 fino alla data di effettiva riammissione in servizio oltre interessi e rivalutazione dalle singole scadenze. Condanna la convenuta al pagamento a favore del ricorrente delle spese del giudizio che liquida ine uro 1400.