Codice delle assicurazioni: cancellare l'indennizzo diretto

L'Oua avvia una raccolta di firme per modificare la norma che inganna i cittadini

Indennizzo diretto, gli avvocati lanciano una raccolta di firme per modificarlo. Contro una norma che inganna i cittadini per ciò che sottrae equi risarcimenti e tutela dei diritti , e per ciò che promette tariffe più basse e tempi più rapide , l'Organismo unitario dell'Avvocatura italiana non si arrende e minaccia dure battaglie. E lo fa auspicando che il Governo nei regolamenti di attuazione scongiuri tali rischi, riaffermando la tutela del cittadino danneggiato che oggi la nuova normativa comprime del tutto. Del resto, il rinnovato sistema di risarcimento dei danni da circolazione stradale dettato dal nuovo codice delle Assicurazioni con il cosiddetto indennizzo diretto non garantisce - si legge nel documento approvato dalla Giunta dell'Oua lo scorso 7 ottobre qui leggibile nei documenti correlati - uno solo degli obiettivi dichiarati e penalizza pesantemente i giusti diritti dei cittadini. Inoltre, gli avvocati, continua il documento della Giunta dell'Organismo, per nulla intimoriti dalla strumentale e falsa accusa di condotta corporativistica, si sono affrettati, nell'interesse dei danneggiati, a segnalare l'assoluta incongruenza della nuova disciplina, incapace di raggiungere gli obiettivi dichiarati. Pertanto, la protesta del mondo forense è a tutela della collettività e dei diritti dei singoli danneggiati, che risultano compressi. Non è difesa strenua e miope dei propri compensi - si legge ancora nel documento -per quanto sia del tutto legittimo che professionisti intellettuali, quotidianamente oggetto di attacchi e soggetti a progressive e costanti erosioni degli ambiti di attività in favore di assai meno qualificati soggetti, rivendichino a gran voce il proprio ruolo e la propria funzione . Inoltre, ad avviso dell'Avvocatura, le statistiche dimostrano che senza la consulenza degli avvocati i risarcimenti sono sensibilmente più bassi. D'altra parte, secondo i legali, chi ha il coltello dalla parte del manico non è certo il singolo danneggiato, ma la compagnia assicurativa. Tuttavia, pur condividendo le finalità del provvedimento l'Oua ha sottolineato che la nuova normativa è palesemente incostituzionale per eccesso di delega e per la possibile lesione del principio di uguaglianza che discende dall'agevolazione al danneggiato ammesso all'indennizzo diretto rispetto a tutti gli altri casi in cui dovrà invece rivolgersi, secondo la previsione dell'articolo 144, all'assicurazione del responsabile civile. Ma non solo, stravolge i consolidati principi generali dell'ordinamento in materia di responsabilità, laddove fa discendere dall'uso del termine indennizzo in luogo che di risarcimento lo scardinamento del principio di risarcibilità del danno ingiusto, come corrispondenza necessaria fra l'evento sinistroso e la pedissequa obbligazione di ricostituzione per equivalente del patrimonio leso . Infine, la nuova normativa è di dubbia efficacia e scarsa o nulla praticabilità. Pertanto, è necessario che nella stesura dei regolamenti di attuazione sia riaffermata appieno la tutela del cittadino danneggiato e non ulteriormente compressa. Per questo, l'Avvocatura rivendica il proprio ruolo, sottolineando la necessità di essere presente alla delicata fase di scrittura delle norme regolamentari, affidata al ministero delle Attività produttive. Cristina Cappuccini

Organismo unitario dell'Avvocatura italiana Dalla parte dei danneggiati gli avvocati a tutela dei diritti no all'indennizzo, si al giusto risarcimento Documento della giunta dell'Oua 7 ottobre 2005 Il rinnovato sistema di risarcimento dei danni da circolazione stradale dettato dal Codice delle Assicurazioni agli articoli da 143 a 150, ed in particolare, la previsione del cd. indennizzo diretto di cui all'articolo 149, è stato indebitamente presentato come correlato alla esclusione, a favore delle Assicurazioni, dell'obbligo di riconoscere le competenze agli avvocati che intervengano in fase pre e stragiudiziale. I mass media hanno giustificato l'introduzione di tale nuova modalità di risarcimento per i benefici, in termini di riduzione dei premi assicurativi, che le compagnie assicuratrici potranno finalmente deliberare in conseguenza del connesso risparmio sui risarcimenti. Grande plauso è provenuto dalle associazioni dei consumatori e viva soddisfazione ha espresso l'ANIA - Associazione Nazionale Imprese Assicuratrici, che peraltro si è affrettata a dichiarare il non automatismo della riduzione dei premi, rinviata ancora una volta sine die! Gli avvocati, per nulla intimoriti dalla strumentale e falsa accusa di condotta corporativistica, si sono affrettati, nell'interesse dei danneggiati, a segnalare la assoluta incongruenza della nuova disciplina, incapace di raggiungere gli obiettivi dichiarati, come confermato anche dai contributi di numerosi autorevoli commentatori. La protesta dell'avvocatura è a tutela della collettività e dei diritti dei singoli danneggiati, che risultano compressi. Non è difesa strenua e miope dei propri compensi, per quanto sia del tutto legittimo che professionisti intellettuali, quotidianamente oggetto di attacchi e soggetti a progressive e costanti erosioni degli ambiti di attività in favore di assai meno qualificati soggetti, rivendichino a gran voce il proprio ruolo e la propria funzione. La compressione ingiustificata del ruolo che, nell'interesse del cittadino-danneggiato, anche in questo settore viene e deve continuare ad essere svolto dalla consulenza ed assistenza qualificata e professionale, non è purtroppo altro che l'ennesima manifestazione della preoccupante tendenza a svilire progressivamente l'importanza dell'intervento della difesa tecnica, ed a mortificare gli sforzi responsabili che la classe sta compiendo per poter migliorare e verificare periodicamente la propria professionalità e competenza ed offrire al cittadino un servizio di sempre maggiore qualità. Gli Avvocati non sono nemici del cittadino, loschi figuri - come spesso dipinti dai mass media e purtroppo anche dalla politica, nella quale peraltro in frotte militano -, che si aggirano nella società animati da intenti certamente non commendevoli, con l'obiettivo di carpire con l'inganno e la sorpresa la buona fede ed il consenso degli sprovveduti ed arricchirsi con lauti compensi. E' una immagine falsa e semplicistica. Gli Avvocati italiani sono professionisti seri e preparati, che hanno il difficile e nobile compito di svolgere la funzione costituzionale di difesa dei diritti dei cittadini-clienti. Ciò pur nell'amara consapevolezza della presenza di fenomeni patologici propri di tutte le classi, che debbono venire perseguiti e combattuti efficacemente, soprattutto dall'interno della categoria, e che non possono comunque inficiare il valore aggiunto che per il cittadino rappresenta una prestazione professionale correttamente resa. Il cittadino può e deve riscoprire nel proprio avvocato un prezioso alleato, un professionista della conoscenza, che con il suo qualificato apporto non può che favorire l'affermazione e la tutela dei diritti. Le statistiche attestano - a conferma - che gli importi liquidati a chi ha fruito di assistenza legale sono assai maggiori, pur al netto delle competenze corrisposte agli avvocati, che correttamente vanno individuate e indicate separatamente dal risarcimento. Laddove non vi sia l'intervento del legale il danneggiato è certamente in una posizione di grande svantaggio rispetto alla controparte assicuratrice. Ciò è palesemente dimostrato dal diritto delle sole compagnie ad ottenere dalle competenti autorità di Polizia le informazioni e i dati sul sinistro nella fase stragiudiziale. Il danneggiato, non potendo accedere a rilevanti informazioni e dati sul sinistro - anche ai fini dell'accertamento della responsabilità - e non disponendo delle nozioni tecniche che gli consentirebbero di valutare correttamente fatti e circostanze, così come modalità e importi di risarcimento, potrebbe essere indotto ad accettare le offerte di indennizzo formulate dalle Compagnie anche solo per non incorrere nell'alea e nelle anticipazioni di spesa di un giudizio. E' soltanto falso che gli elevati costi risarcitori siano addebitabili ai legali che intervengono nella fase prima dell'eventuale giudizio. Anzi, al contrario, il loro patrocinio è garanzia di rispetto del contraddittorio e di adeguata assistenza tecnica, in quanto tale capace di far ottenere piena soddisfazione ai diritti lesi senza aggravi ingiustificati o richieste infondate o addirittura fraudolente, in virtù della professionalità spesa che si risolve piuttosto in finale causa di riduzione dell'entità complessiva del risarcimento. Peraltro, la nuova previsione normativa non esclude affatto il patrocinio legale nella fase che precede l'eventuale giudizio, ben potendosi inoltrare la richiesta di risarcimento in nome e per conto del danneggiato direttamente alla compagnia di questi e così acquisire il diritto al pagamento delle relative competenze per l'intervento. L'avvocatura italiana condivide e fa proprie le dichiarate finalità del provvedimento, ma esprime fondati dubbi sulla capacità reale della normativa emanata di conseguirle con effettività. La nuova normativa è, infatti, palesemente incostituzionale per eccesso di delega e per la possibile lesione del principio di uguaglianza che discende dalla agevolazione al danneggiato ammesso all'indennizzo diretto rispetto a tutti gli altri casi in cui dovrà invece rivolgersi, secondo la previsione dell'art. 144, all'assicurazione del responsabile civile stravolge i consolidati principi generali dell'ordinamento in materia di responsabilità civile, laddove fa discendere dall'uso del termine indennizzo in luogo che di risarcimento lo scardinamento del principio di risarcibilità del danno ingiusto, come corrispondenza necessaria fra l'evento sinistroso e la pedissequa obbligazione di ricostituzione per equivalente del patrimonio leso è di dubbia efficacia e scarsa o nulla praticabilità per la difficoltà di raccordare le condizioni oggi previste, soprattutto ai fini della procedibilità dell'azione, con quelle previgenti che non sono state abrogate per la previsione di sospensione del corso del termine in caso di richiesta di integrazione istruttoria, la quale, in quanto rimessa alla iniziativa delle parti, condurrà facilmente a contrasti interpretativi sul suo assolvimento o meno, con buona pace della accelerazione dei tempi del risarcimento, inutilmente strombazzata come ulteriore conquista della nuova legge! per l'appesantimento delle incombenze richieste a fini risarcitori ed il possibile conseguente aumento del contenzioso giudiziario perché tutto il castello normativo dell'indennizzo diretto poggia sulla compilazione congiunta del modello CID e, soprattutto, sul riconoscimento di responsabilità di uno dei veicoli coinvolti, in assenza dell'uno o dell'altro dei quali elementi il fantomatico obbligo di risarcimento in capo all'assicurazione del danneggiato evaporerà come neve di primavera al primo sole delle reciproche contestazioni sulla ripartizione del torto. Il tutto, ancora regolarmente vigente la presunzione di corresponsabilità ex art. 2054 c.c.! L'Avvocatura intende riaffermare la necessità di una sua presenza - quale interlocutore qualificato dall'essere soggetto irrinunciabile della giurisdizione, tale anche nella fase precontenziosa -, nella delicata fase di scrittura del regolamento di attuazione, affidato ex art. 150 al Ministero delle Attività produttive. E' necessario infatti che la stesura delle norme regolamentari sia operata con il preciso obiettivo di almeno ridurre le problematiche esistenti nel testo nei sensi sopra indicati, e che al contempo sia esercitata una funzione di controllo, tesa a verificare che la tutela del cittadino danneggiato sia riaffermata appieno e non già ulteriormente compressa. In tal senso l'Organismo Unitario dell'Avvocatura intende far seguito attivamente e propositivamente a tutti i pronunciamenti che sul tema sino ad oggi si sono registrati, sulla scia delle iniziative iniziali congiuntamente assunte dall'OUA e dagli Ordini Forensi di Roma e di Milano, ed alle numerose deliberazioni a riguardo assunte dai Consigli dell'Ordine Forense Italiani. Per tutte le suesposte considerazioni, la Giunta dell'Organismo Unitario dell'Avvocatura Italiana ha deliberato di promuovere una raccolta di firme sul territorio nazionale, che consenta la sensibilizzazione di tutti gli operatori del settore e dei cittadini-danneggiati, varando l'allegato Manifesto. Le sottoscrizioni raccolte accompagneranno le richieste espresse che verranno formulate alle forze politiche e di Governo in esito ad una apposita manifestazione che si riserva di indire entro il corrente anno, e comunque entro i termini di approntamento e varo della citata normativa regolamentare. ?? ?? ?? ?? 1