Ici, la notifica per il contribuente deceduto deve arrivare agli eredi anche se non hanno comunicato il domicilio

di Benito Fuoco

di Benito Fuoco In deroga all'articolo 65 del Dpr 600/73, la notifica della liquidazione Ici rivolta al contribuente deceduto deve avvenire direttamente agli eredi, ovvero impersonalmente agli stessi eredi nell'ultimo domicilio eletto dal de cuius, anche se non è stata eseguita la comunicazione prevista dallo stesso articolo 65. Sono le conclusioni che si ricavano dalla sentenza 194/06 leggibile tra gli allegati depositata in segreteria il 23 agosto 2006 dalla sezione prima della Commissione tributaria regionale del Lazio. I giudici regionali capitolini, riformando la decisione della commissione tributaria provinciale che aveva solo parzialmente annullato la liquidazione Ici riconoscendo il principio di intrasmissibilità delle sanzioni agli eredi , hanno completamente annullato la pretesa del comune di Roma ritenendo la notifica inesistente. In tema di notifica al contribuente deceduto, rimane utile considerare le disposizioni previste dall'articolo 65 del Dpr 600/73 il quale prevede che gli eredi rispondono in solido delle obbligazioni tributarie il cui presupposto si è verificato anteriormente alla morte del dante causa comma 1 che gli eredi del contribuente devono comunicare all'ufficio delle imposte del domicilio fiscale del dante causa le proprie generalità e il proprio domicilio fiscale comma 2 , e che la notifica degli atti intestati al dante causa può essere effettuata agli eredi impersonalmente e collettivamente nell'ultimo domicilio dello stesso ed è efficace nei confronti degli eredi che, almeno trenta giorni prima, non abbiano effettuato la comunicazione di cui al secondo comma comma 4 dalle citate disposizioni, si rileva che quando la comunicazione del decesso sia stata eseguita, gli atti relativi al contribuente deceduto devono essere notificati personalmente e nominativamente agli eredi presso il domicilio da questi indicato se la comunicazione del decesso non è stata resa in violazione del secondo comma dell'articolo 65 del Dpr 600/73 la notifica degli atti intestati al dante causa, della cui morte l'ufficio è comunque a conoscenza, è validamente effettuata impersonalmente e collettivamente agli eredi nell'ultimo domicilio del defunto. Nel caso in cui non sia stata eseguita la comunicazione prevista dall'articolo 65 del Dpr 600/73 e conseguentemente l'ufficio non abbia nessuna conoscenza della morte del contribuente, gli atti impositivi saranno legittimamente intestati al contribuente defunto nel suo ultimo domicilio fiscale. L'interessante sentenza della Commissione regionale del Lazio, interviene dichiarando inesistente la notifica dell'atto eseguita personalmente al contribuente deceduto nonostante che la comunicazione prevista dall'articolo 65 del Dpr 600/73 non fosse stata eseguita infatti il collegio romano ha stabilito che tale omissione può essere superata dalla intrinseca conoscenza dell'evento da parte del comune, conoscenza dovuta alla sua qualità di detentore dei registri anagrafici che necessariamente presuppone la cognizione del decesso. I PRINCIPI Nel caso in cui l'Ufficio che notifica l'atto sia lo stesso comune di residenza del contribuente deceduto, gli eredi non devono eseguire la comunicazione prevista dal secondo comma dell'articolo 65 del Dpr 600/73, e la notifica eseguita personalmente al contribuente deve essere ritenuta inesistente.

Commissione tributaria regionale di Roma - Sezione prima - sentenza 6 luglio-23 agosto 2006, n. 194 Presidente D'Ayala - Relatore Lunerti Ricorrente Arduini Svolgimento Arduini Mario ricorre contro liquidazione Ici 1997 notificata il 7 dicembre 2001 a norme del proprio de cuius Favre Marcella contestando la regolarità della notifica e l'intrasmissibilità delle sanzioni irrogate. La Ctp di Roma ha accolto in parte il ricorso ritenendo regolare la notifica dell'avviso di liquidazione, annullando però la parte sanzionataria dello stesso in base al principio dell'intrasmissibilità ereditaria delle sanzioni. Propone appello l'Arduini insistendo sull'irregolarità della notifica avvenuta nei confronti del proprio de cuius oltre quattro anno dopo la morte dello stesso, chiedendo quindi che venga dichiarata la nullità della liquidazione. Motivi La sentenza di primo grado motiva il rigetto dell'eccezione relativa all'irregolarità della notifica della liquidazione ritenendo che l'obbligo dell'amministrazione ad eseguire la notificazione ai sensi dell'articolo 65 Dpr 600/73, ovvero personalmente agli eredi nel loro domicilio dichiarato o, in mancanza di elezione di domicilio degli eredi, impersonalmente agli eredi stessi nell'ultimo domicilio del de cuius sorga soltanto quando l'amministrazione abbia acquisito la conoscenza dell'avvenuto decesso. Nell'applicazione di detto principio, sicuramente corretto quanto alle notificazioni eseguite dall'amministrazione finanziaria, non si è però tenuto conto che l'amministrazione che ha curato la notifica dell'atto, ovvero il Comune di Roma, è la stessa che detiene i registri anagrafici e di stato civile ed era quindi sicuramente a conoscenza della circostanza dell'avvenuto decesso, peraltro risalente a quattro anni prima della notifica dell'atto, della destinataria della liquidazione impugnata. Nella specie quindi la procedura prevista dall'articolo 65 Dpr 600/73 trova applicazione senza bisogno di preventiva comunicazione da arte degli eredi, comunicazione che d'altra parte, si sostanzierebbe nella produzione di certificazione formata dallo stesso ente impositore in aperta violazione del principio che vieta all'amministrazione procedente di chiedere certificati di cui sia già in possesso anche tramite altre sue articolazioni. Pertanto la notifica effettuata nella specie a nome e presso il domicilio della de cuius deve essere ritenuta del tutto inesistente. In accoglimento dell'appello deve quindi essere annullata l'impugnata liquidazione. Sussistono valide ragione per la compensazione delle spese di lite. PQM La Commissione accoglie l'appello del contribuente. Spese compensate.