Le linee per la governance della Rete: apertura, sicurezza, diversità e accesso

Anche una attiva presenza italiana all'Igf di Atene, occasione di dialogo politico multilaterale decisa dal vertice di Tunisi Wsis per cooperare allo sviluppo equlibrato e per superare il divario digitale

Lavorare alla definizione delle linee orientative condivise per la governance della Rete. È questo lo scopo dell'Internet Governance Forum IGF di Atene, concluso da poche ore, occasione di confronto e di proposta internazionale per fare il punto sul presente della Rete e indicarne le prospettive e le regole di base per il futuro. Intorno a Internet, d'altra parte, si gioca anche una partita, a tratti sottaciuta, sulla libertà di espressione sul pianeta, prova ne siano le censure-chiusure ad opera dei Paesi ancora governati da regimi totalitari o che non intendono far accedere i propri cittadini alla piazza virtuale. E anche la censura in senso più ampio, ovvero i limiti da porre alla libertà di certuni contenuti in Rete, è un argomento di sempre più stretta attualità a fronte di scenari tutt'altro che omogenei dove i singoli Governi varano misure restrittive - o invasive della privacy - che sebbene dichiarate come locali vanno a incidere direttamente in un ambito applicativo che in effetti non ha confini territoriali definiti fatta salva la cittadinanza dei server e quella degli Isp che rendono possibile la connettività, concetti di territorialità facilmente aggirabili attraverso Stati disponibili o privi di normative specifiche e, comunque, di accordi di reciprocità con gli altri . Dalle tutele per i soggetti vulnerabili alla libertà di espressione, dal multilinguismo alle possibili formule alternative in materia di proprietà intellettuale, tutto quanto ha per carrier la Rete è stato oggetto di discussioni e ipotesi di lavoro i cui frutti concreti troveranno forme più chiare nei prossimi mesi. In ogni caso l'IGF non si è tenuto per concludere accordi sostanziali ma, soprattutto, per allargare il confronto e sentire anche le voci dei delegati di Paesi ancora estranei alla Rete o almeno alla sua diffusione libera. A questo appuntamento ha partecipato anche una delegazione italiana. Il nostro Paese - ha ricordato Beatrice Magnolfi, Sottosegretario di Stato per le Riforme e le Innovazioni nella pubblica amministrazione - è stato tra l'altro uno dei pochi a prepararsi ai lavori di Atene organizzando una innovativa consultazione pubblica aperta a tutta la società civile . Tre settimane fa, infatti, i soggetti interessati sono stati chiamati ad una consultazione - che via Internet è stata anche estesa a tutti i cittadini attraverso un Forum - sulle questioni inerenti la governance della Rete, soprattutto sulle quattro aree tematiche focalizzate dal segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, nell'ultima sessione del Wsis World Summit of the Information Society apertura libertà di espressione, libera circolazione di idee, informazioni e conoscenza , sicurezza realizzare processi di collaborazione tra Stati , diversità promuovere i contenuti locali ma anche il multilinguismo , accesso le strategie di crescita per la connettività e la riduzione dei costi . All'appuntamento di Atene la delegazione italiana ha anche organizzato un workshop The Internet Bill of Rights , coordinato da Stefano Rodotà, finalizzato alla proposta di definizione di una Carta dei diritti della Rete nella quale siano contenuti anche i doveri del cittadino digitale . m.c.