Le toghe non proclamano lo sciopero ma aspettano Prodi

Contro il taglio degli stipendi stabilito dalla Finanziaria il Comitato direttivo centrale dell'Associazione si dichiara allertato ma per l'astensione preferisce attendere l'incontro con il premier il 17 ottobre

Per il momento non ci sarà nessuno sciopero delle toghe. Il Comitato direttivo centrale dell'Associazione nazionale magistrati, riunitosi sabato scorso, ha deliberato di non proclamare astensioni dalle udienze in vista dell'incontro con il presidente del Consiglio Romano Prodi che si svolgerà martedì prossimo, 17 ottobre. Dopo la discussione e l'approvazione da parte di Palazzo Madama del Ddl Mastella, che sospende l'efficacia del decreto sull'accesso e la progressione in carriera dei magistrati e modifica quello riguardante la materia disciplinare e gli uffici della Procura, con modifiche che hanno soddisfatto solo in parte le toghe, a suscitare le critiche dei magistrati è stato soprattutto l'articolo 64 della Finanziaria che taglia gli scatti economici della categoria sull'argomento vedi contributo di Stefano Amore pubblicato sull'edizione del 7 ottobre . Con il documento approvato al termine della riunione di sabato scorso leggibile tra i documenti correlati il parlamentino dei magistrati esprime sorpresa e sconcerto soprattutto per non aver avuto nessun tipo di confronto con l'esecutivo prima della presentazione della manovra finanziaria che andrà a penalizzare soprattutto i più giovani ed aumenterà la sperequazione tra magistratura ordinaria e le altre magistrature. Di attacco scorretto ha parlato il presidente dell'Anm Giuseppe Gennaro Unicost , una norma completamente inaccettabile per Mario Cicala Mi mentre il segretario Nello Rossi Md si è detto poco fiducioso circa gli esiti dell'incontro con il premier. Per il leader dei Verdi, Nino Condorelli, le forze politiche si sono ricompattate su parte della riforma Castelli e adesso c'è anche questo attacco alle retribuzioni . In attesa dell'incontro con Prodi, il Cdc ha deciso di mantenere lo stato di agitazione considerandosi convocato in permanenza, riservando all'esito dell'incontro l'adozione di tutte le forme di protesta più efficaci, anche lo sciopero secondo le modalità che si riterranno più incisive . Tra queste anche quella dello sciopero bianco, ossia la riduzione del ruolo di supplenza assunto dalla magistratura per colmare le carenze di risorse. Proteste che solo un dietrofront di Palazzo Chigi potrà scongiurare. Contro l'astensione delle toghe si è dichiarato il Procuratore nazionale antimafia, Pietro Grasso La nostra autonomia di magistrati - ha detto - contrasta con l'idea di un datore di lavoro . Grasso ha anche auspicato che martedì prossimo durante l'incontro con il presidente del Consiglio non si parli solo di questione economica. Mi auguro - ha detto - che si discuta anche dei mali secolari della giustizia . Non si può, ha continuato, fare la lotta alla mafia senza dotare chi se ne occupa di mezzi e uomini. Bisogna trovare forme per un sereno dialogo - ha concluso - non solo con il governo ma anche con gli avvocati. La giustizia non va incontro alle esigenze dei cittadini, lasciano perplessi soprattutto i tempi, dunque bisogna razionalizzare l'esistente, partendo dai codici, e avere a disposizione mezzi, uomini e risorse .

Associazione Nazionale Magistrati Documento finale approvato dal Comitato direttivo centrale 7 ottobre 2006 Il Comitato Direttivo Centrale 1. Esprime sorpresa e sconcerto per il fatto che la presentazione del disegno della legge Finanziaria non sia stata preceduta da alcun previo confronto con la Associazione nazionale magistrati, seguendo un metodo inaccettabile. Rileva che l'articolo 64 del ddl nel quale è previsto un taglio del 50 % delle classi stipendiali e degli scatti di anzianità dei magistrati in attesa di una specifica disciplina intesa alla revisione delle relative strutture retributive, finalizzata al superamento delle progressioni economiche articolate per automatismi stipendiali per anzianità nonché alla introduzione di specifici elementi di valutazione di produttività introduce una vera e propria diminuzione dello stipendio dei magistrati. Osserva che si tratta di una iniziativa del tutto inaccettabile perché a penalizza in modo gravissimo i magistrati più giovani b accresce l'inspiegabile divario tra magistratura ordinaria ed altre magistrature per non parlare del trattamento dei dirigenti della PA c costituisce un grave e improvvisato intervento di radicale trasformazione della struttura della retribuzione, che rappresenta il risultato di plurimi interventi normativi tutti ispirati ad assicurare ai magistrati uno status economico coerente con le garanzie costituzionali dell'indipendenza e dell'autonomia ad essi riconosciute . Osserva che la ventilata introduzione di criteri di retribuzione legati alla produttività non considera, da un lato, la peculiarità delle funzioni giurisdizionali, nell'ambito delle quali non è concepibile una retribuzione a cottimo , e dall'altro lato non rappresenta uno strumento idoneo per incidere sull'intollerabile lunghezza dei tempi della giustizia, che dipende da altri fattori da tempo segnalati dall'ANM carenze di mezzi, di innovazione, di strutture, di norme processuali adeguate e risorse umane qualificate . 2. Sulle modifiche parlamentari ai decreti legislativi concernenti la riforma dell'ordinamento giudiziario, prende atto della positiva intenzione manifestata di sospendere l'efficacia del decreto legislativo sull'accesso e la carriera in magistratura e delle modifiche migliorative intervenute nella redazione del decreto sulla giustizia disciplinare esprime preoccupazione riguardo al tipo di gerarchia prefigurato per le Procure della Repubblica, soprattutto per quanto attiene l'assenza di previsione del vaglio valutativo del C.S.M. sui criteri organizzativi degli uffici del Pm rappresenta l'assoluta necessità della entrata in vigore della legge di sospensione del decreto su accesso e carriera in magistratura entro il 27 ottobre 2006 ribadisce la disponibilità dell'Anm ad un confronto serio per dare contenuti nuovi alla riscrittura del decreto sullo status e la professionalità dei magistrati. 3. Approva l'opera svolta dalla GEC e la posizione dalla stessa assunta nell'incontro con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del 28 settembre 2006, nel corso del quale è stata prospettata con forza la adozione di forme di protesta adeguate alla gravità della situazione e si è esplicitamente preannunciato il possibile ricorso allo sciopero. Prende atto della convocazione da parte del Presidente del Consiglio dei ministri di un incontro per il 17 ottobre 2006. Mantiene lo stato di agitazione, si considera convocato in permanenza, riservando all'esito dell'incontro l'adozione di tutte le forme di protesta più efficaci, anche lo sciopero secondo le modalità che si riterranno più incisive. Invita la GEC ad elaborare ulteriori forme di protesta, ivi compresa quella volta ad una riduzione del ruolo di supplenza assunto dalla magistratura per colmare le carenze di risorse in cui è costretta ad operare.