«Ritengo che nei primi mesi del 2015 queste norme potranno esser legge» così ha esordito il Ministro della Giustizia Andrea Orlando dopo la presentazione in commissione Giustizia al Senato di una serie di emendamenti al disegno di legge Grasso sulla corruzione, spiegando come si tratti di misure che riprendono il contenuto di provvedimenti già varati dal Consiglio dei Ministri.
Una gara di velocità. Il Ministro Orlando ha ricordato che «alla Camera in Commissione Giustizia è in discussione un altro disegno di legge con le misure anticorruzione. Vedremo chi farà prima: abbiamo privilegiato la strada di recepire il percorso più rapido», ribadendo con tali parole la sua attenzione alla rapidità parlamentare. Il testo dell’esecutivo. Il testo del Governo, ora all’esame della commissione Giustizia al Senato, punisce la corruzione con pene aumentate che vanno dai 6 ai 10 anni e prevede che il patteggiamento per i reati contro la Pubblica Amministrazione possa essere ottenuto solo dopo il risarcimento del danno. E, poi, ancora, prevede aumenti di pena per il 416 bis . Rafforza le sanzioni per punire il falso in bilancio; introduce la confisca per sproporzione, migliora gli strumenti per il contrasto alle dinamiche di infiltrazioni mafiose per le aziende che ne sono lambite e introduce il controllo giudiziario per ripulirle, evitandone il sequestro. Introduce, infine, la giornata per le vittime innocenti della criminalità mafiosa, rafforzando la posizione dei parenti delle vittime e introduce norme per il cambio di generalità delle vittime, a loro protezione. Un salto di qualità notevole. Ecco le parole con le quali il guardasigilli Orlando esprime la sua soddisfazione al riguardo «gli emendamenti consentono un salto di qualità notevole nel contrasto alla criminalità organizzata e alla corruzione».