Squadra della Consulta ancora incompleta, ma la fascia di capitano ha un nuovo proprietario: Alessandro Criscuolo

In attesa che la formazione della Corte Costituzionale si completi, è stato annunciato il nome del nuovo Presidente della Consulta Alessandro Criscuolo, che ha ottenuto 8 voti su 14. Prende il posto di Giuseppe Tesauro e la sua presidenza durerà fino all’11 novembre 2017. Le sue prime parole sono dedicate alla politica «è necessaria una legge elettorale».

Nuovo Presidente. Cambio al vertice della Corte Costituzionale al posto di Giuseppe Tesauro, subentra, come nuovo Presidente, Alessandro Criscuolo. Criscuolo, che diventa il 39° presidente della Consulta, ha ottenuto 8 voti su 14 e rimarrà in carica fino all’11 novembre 2017. I vicepresidenti, invece, sono Marta Cartadia e Giorgio Lattanzi. Alcune note biografiche. Alessandro Criscuolo è nato a Napoli il 15 luglio 1937 ed è stato eletto giudice costituzionale il 28 ottobre 2008. Fu nominato uditore giudiziario nel 1964, destinato prima alla pretura di Pomigliano d’Arco e in seguito a quella di Napoli, dove ha svolto funzioni di giudice del lavoro e poi di giudice addetto alla Prima Sezione Civile ed al gabinetto del pretore dirigente. Viene trasferito al tribunale di Napoli nel 1975, rimane giudice istruttore penale fino al gennaio 1981 e nel 1987 passa alla Corte d’appello del capoluogo campano. Nel luglio 1990 arriva l’elezione al CSM. In seguito, diventa consigliere di Cassazione e destinato alla Prima Sezione Civile, di cui diventa anche presidente nel 2007. Dal 1984 al 1988 è stato, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati. Priorità alla legge elettorale. Nella conferenza stampa post-elezione, il nuovo Presidente della Corte Costituzionale ha rivolto un invito alla politica «E' auspicabile che ci sia una legge elettorale la legge elettorale è una legge necessaria, si deve fare, non se ne può fare a meno». Evita, però, qualsiasi tipo di interferenza «Sui tempi di approvazione non sono un profeta e non posso fare previsioni i tempi spettano al Parlamento».