Nuove tabelle: la cannabis scompare dalle droghe pesanti in una cortina di “fumo”

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 67, è stato pubblicato il nuovo d.lgs. n. 36/2014, che, come anticipato, reintroduce, a seguito della sentenza della Consulta, la distinzione tra droghe leggere e pesanti. Tra le novità più importanti, si segnala la presenza della cannabis, sia in forma di erba marijuana che in forma di olio o resina hashish , tra le droghe leggere, con conseguente riduzione di pena.

La pubblicazione. È stato pubblicato in G.U. n. 67 il d.l. n. 36/2014 che, come anticipato nelle scorse settimane, è andato a colmare il vuoto normativo, creatosi dopo che la sentenza della Corte Costituzionale aveva bocciato una parte della legge Fini-Giovanardi”. In seguito a tale decisione, con la cancellazione delle tabelle delle sostanze stupefacenti, era tornata in vigore la precedente distinzione tra droghe leggere e pesanti. Tuttavia, erano venuti meno tutti gli aggiornamenti introdotti dal 2006 periodo di entrata in vigore della Fini-Giovanardi” ad oggi, con la cancellazione, quindi, delle nuove droghe, che avrebbero potuto perdere la qualificazione di illegalità. Le tabelle. Anche con questo nuovo decreto, rimane la distinzione tra droghe leggere e pesanti. Nel primo gruppo rientra, ora, la cannabis, sia in forma di foglie marijuana che di olio o resina hashish , mentre nel secondo rimangono, tra le altre, oppio e derivati eroina , cocaina, amfetamine, allucinogeni ed i nuovi cannabinoidi sintetici. Altre tabelle sono, invece, previste per barbiturici e medicinali. Il trattamento punitivo. Rimane la differenza di pena, con il ritorno all’assetto della vecchia legge in materia, la Iervolino-Vassalli”, che prevede delle pene comprese tra i 2 ed i 6 anni di carcere per le droghe leggere e tra 8 e 20 anni per quelle pesanti. Farmaci economici. Inoltre, vengono confermate le norme annunciate dal Ministro della Salute Lorenzin dopo lo scandalo Novartis-Roche. L’Agenzia del Farmaco avrà l'opportunità, se esistono due farmaci, che possono avere lo stesso utilizzo, anche se con indicazioni per malattie diverse, di verificare la possibilità di utilizzare il farmaco meno oneroso, tramite una sperimentazione.

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