Reddito degli immobili di interesse storico e artistico: “sconto del 50%”

La Risoluzione del 31 dicembre 2012, n. 114/E dell’Agenzia delle Entrate, chiarisce il criterio di determinazione del reddito alla luce delle modifiche dell'art. 90 TUIR. Ai fini IRES, il reddito degli immobili patrimonio di interesse storico e artistico, è dato dal loro valore catastale diminuito del 50%.

Una risoluzione a favore del contribuente. Ai fini IRES, il reddito degli immobili patrimonio quindi non merce di interesse storico e artistico, è dato dal loro valore catastale diminuito del 50% reddito medio ordinario . Questo criterio vale sia che gli immobili siano locati oppure no, si tratta infatti di un reddito potenziale e figurativo, indipendente dagli effettivi utilizzi del bene. Questo concetto è stato espresso dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione del 31 dicembre 2012, 114/E che fornisce un’interpretazione pro-contribuente delle norme introdotte dall’art. 4 del D.L. 16/2012. Il caso. Più precisamente, l’associazione istante chiede se in caso di locazione di immobili riconosciuti di interesse storico o artistico, ai fini della determinazione del reddito, il confronto tra la rendita catastale e il canone di locazione debba essere effettuato assumendo la rendita catastale ridotta del 50% oppure per intero. La richiesta di chiarimenti è motivata dall’entrata in vigore dell’art. 4, comma 5- sexies , lettera b , d.l. n. 16/2012, convertito con modificazioni dalla l. n. 44/2012, che ha modificato l’art. 90 TUIR che disciplina, ai fini IRES, i redditi degli immobili patrimonio ovvero i redditi degli immobili che non costituiscono beni strumentali per l’esercizio dell’impresa, né beni alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività dell'impresa. Riduzione del 50%. L’Agenzia delle Entrate a tal fine precisa che, l’art. 90, comma 1, terzo periodo del TUIR - introdotto dall'art. 4, comma 5- sexies , lettera b , n. 1, d.l. n. 16/2012 - dispone che Per gli immobili riconosciuti di interesse storico o artistico, ai sensi dell'art. 10 del codice di cui al d.lgs. n. 42/2004, il reddito medio ordinario di cui all'art. 37, comma 1, è ridotto del 50% e non si applica comunque l’articolo 41 . Il legislatore, quindi, ha espressamente statuito che il reddito medio ordinario degli immobili in esame è costituito dalla rendita catastale, rivalutata, ridotta del 50%, anche se l’immobile è tenuto a disposizione. Vale anche ai fini IRPEF. Se si tratta di immobile locato sarà necessario confrontare il reddito medio ordinario con il canone ridotto del 35%, e andrà considerato il maggior valore tra questi. La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate ritiene che tale criterio vada applicato anche ai fini IRPEF, per le persone fisiche in possesso di tali immobili che non agiscono nell’esercizio di un’attività d’impresa.

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