Londra: i pregiudicati si riconoscono con la telecamera

Allo studio, con il via libera governativo, un sistema di archiviazione delle foto segnaletiche con ulteriori dati biometrici in grado di ricostruire i movimenti di chi è schedato dalla polizia. Con molti rischi per la privacy

Un po' più sicurezza, un po' meno privacy. La teoria di una limitazione controllata dell'anonimato assoluto nello spostarsi e comunicare - teoria implicitamente accettata da buona parte dei Paesi occidentali dopo l'11 settembre - continua, anche in penombra, a svilupparsi. Nel Regno Unito è da poco partita, con un placet governativo che non è una delega in bianco ma certamente le assomiglia, la sperimentazione di un nuovo sistema di controlli incrociati all'insegna del massimo sviluppo tecnologico. La metodica di base è quella del riconoscimento facciale che non garantisce certezze ma sta raggiungendo ottimi livelli di attendibilità grazie ad algoritmi sofisticati che tengono conto della struttura ossea del volto e non di come esso appare, camuffato o no, all'esterno alla quale vengono associati, ove possibile, elementi di riconoscimento biometrico di altro tipo dalla rilevazione stimata dell'altezza alle impronte digitali, dall'impronta del palmo della mano al timbro vocale, all'iride e via così . Ma che vuole dire, in questo caso, riconoscimento ? Vuol dire che la polizia, attraverso una serie di rilevamenti in buona parte già attivi ci sono telecamere pubbliche un po' ovunque, sia per motivi di sicurezza sia per il controllo della viabilità, compresa in quest'ultima funzione anche l'opera di tracciamento delle targhe dei veicoli in modo da poterne ricostruire, ove necessario, gli spostamenti potrà cominciare - ufficialmente in via del tutto sperimentale - ad incrociare i volti di chi passa nel campo di osservazione con un database che, sempre secondo fonti ufficiali, è quello dei pregiudicati considerati tali ai sensi della legislazione interna vigente. Naturalmente, trattandosi di una fase del tutto atipica, nessuno può escludere che le operazioni di test del sistema non vengano realizzate anche con altri database quello ad esempio dei terroristi internazionali più ricercati come, in teoria, di chiunque altro abbia lasciato elementi biometrici, a cominciare dalla fototessera, negli archivi statali di ogni genere e questo, già ora, ha suscitato numerose perplessità da parte delle associazioni che si battono per la tutela dei diritti civili. Se il sistema, sia pure in fase di collaudo, fosse testato su categorie che per qualche ragione hanno lasciato la propria traccia in forma di ritratto chi ha la patente di guida piuttosto che gli iscritti ad una associazione, gli studenti di un college o i medici di un ospedale è evidente che tutta l'invasività potenziale del progetto basato sull'archivio Find Facial Images National Database ma l'acronimo corrisponde anche al nostro verbo trovare, rintracciare si dispiegherebbe da subito nella sua inaudita potenza. Se è vero infatti che una scansione casuale di immagini riprese in luoghi pubblici da telecamere a scansione lenta e no potrebbe coadiuvare in maniera utilissima al ritrovamento di persone latitanti, ma anche di semplici scomparsi, è altrettanto evidente che il fantascientifico giocattolo in mano alla polizia britannica potrebbe consentire - ove abusato - il tracciamento di chiunque,persino a partire da soggetti non schedati per poi procedere alla loro identificazione certa una volta acquisita la maggior parte dei dati che li identifica in maniera univoca. Dopo il Grande fratello delle targhe quello già testato per verificare transiti non autorizzati, ma, in linea teorica, gli spostamenti di migliaia di persone l'arrivo di Find sulla scena investigativa conferma la tendenza delle indagini del Terzo millennio creare i presupposti scientifici perché un qualunque cittadino sia riconoscibile al di là di ogni ragionevole dubbio parafrasando le formule made in Usa il giorno che si dovesse cercare l'autore ignoto di un crimine del quale si sono trovate tracce biometriche rilevanti una foto, un'impronta, una registrazione vocale, via via fino ad un campio di Dna . Un sistema comparativo, insomma, che ragiona più in via esclusiva tizio non può essere stato piuttosto che un sistema schematico di ricerca e acquisizione di prove a carico dal quale partire per rintracciare l'autore del reato non a caso il crescente sviluppo di tecniche che si fondano sull'analisi sempre più accurata della scena del crimine depongono in questa direzione, sia pure con i limiti impliciti ed i tuttora numerosi rischi di falsi positivi. Quanto alla situazione britannica, alla pari di quanto accadrebbe altrove, le preoccupazioni non sono rivolte all'utilizzo in chiave anticrimine o antiterrorismo, pure in un'ampia accezione del sistema in fase di sperimentazione. Anche in considerazione che il meccanismo di identificazione automatica - vero traguardo finale dell'attuale implementazione di Find - terrà conto anche di particolari minuti nei, tatuaggi, struttura dei capelli, morfologia degli arti, eccetera con un'accuratezza tale da restringere sempre più la possibilità di errori e, dunque, tale tecnologia potrebbe effettivamente aiutare gli investigatori. Il rischio, invece, quale lo paventano le organizzazioni per i diritti civili, è che l'abuso di tecnologie induca anche ad abusi di potere più o meno occulti, ovvero a controlli additivi sui singoli individui in chiave politica ma anche solo quale misura preventiva contro comportamenti imprevedibili senza che ve ne siano adeguati presupposti legali che, almeno finora, l'illuminata visione del mondo britannica non ha mai reputato ammissibili in alcun caso. m.c.m.