L'esecuzione dei provvedimenti nei confronti dell'Agenzia delle Entrate

Il procedimento in conto sospeso

di Angelo Buscema * E' noto che, talvolta, dopo anche un lungo periodo di lite giudiziaria, comportante anticipazioni di spese per incombenze procedurali ed onorari professionali, il contribuente, che ottiene un giudicato favorevole, non realizza, con effetto immediato, il proprio diritto, riconosciutogli dal giudice, corrispondente all'attuazione della legge nel caso concreto. Infatti, gli uffici si possono trovano nell'impossibilità di assolvere con immediatezza, con le prescritte procedure amministrativo-contabili d'erogazione della spesa, le richieste dei contribuenti di ottenere le prestazioni oggetto del giudicato favorevole. L'ostacolo più rilevante è costituito - quando il giudicato ha come oggetto la condanna al pagamento di somme di danaro - dalla mancanza di disponibilità finanziaria .S'impone, pertanto, il ricorso da parte del contribuente ai mezzi d'esecuzione previsti dalla legge processuale oppure l'adozione, da parte degli uffici, del cd. procedimento di pagamento in conto sospeso. In relazione all'istituto del procedimento in conto sospeso, il comunicato stampa n. 128 del 3/05/2002 del Ministero dell'Economia, nell'ottica di un sereno rapporto tra fisco e contribuente, così recita . L'art. 14, comma 1, del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669,convertito dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30, nel testo modificato dall'art. 44 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla legge 24 novembre 2 2003, n. 326, statuisce che Le amministrazioni dello stato e gli enti pubblici non economici completano le procedure per l'esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali e dei lodi arbitrali aventi efficacia esecutiva e comportanti l'obbligo del pagamento di somme di denaro entro il termine di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo. Prima di tale termine il creditore non può procedere ad esecuzione forzata né alla notifica dell'atto di precetto . I predetti 120 giorni dovrebbero consentire, nell'intenzione del legislatore, all'amministrazione di procedere al pagamento seguendo la procedura ordinaria, essendo lo speciale ordine di pagamento utilizzabile quale estrema ratio nella comprovata impossibilità di seguire la procedura ordinaria a causa di carenza di disponibilità finanziaria. La ratio del procedimento in esame e' di evitare gli aggravi di spesa, inerenti la procedura esecutiva, e di consentire alla P.A. di provvedere al pagamento spontaneo per limitare il più possibile i danni al pubblico erario, derivanti dall'effettivo azionamento della procedura esecutiva in buona sostanza, si vuole concedere alla P.A. il differimento dell'esecuzione, per l'approntamento dei mezzi finanziari, occorrenti al pagamento dei crediti azionati, e si vuole evitare il blocco dell'attività' amministrativa, imputabile ai ripetuti pignoramenti di fondi, contemperando, in tal modo, l'interesse del singolo alla realizzazione del suo diritto con quello generale ad un'ordinata gestione delle risorse finanziarie pubbliche.Detto termine ha un carattere dilatorio ed inderogabile. Da siffatto postulato discende come corollario che o Prima che sia decorso il termine di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo il creditore non può procedere ad esecuzione forzata né alla notifica dell'atto di precetto. o L'ufficio interessato deve attivarsi tempestivamente affinché il pagamento sia concretamente eseguito entro il suddetto termine, fermo restando che occorre aver presenti i tempi delle procedure prescritte per consentire l'effettiva percezione delle somme nel termine di legge. o Il provvedimento giurisdizionale sentenza, decreto, lodo arbitrale, ecc. deve essere notificato all'Amministrazione in forma esecutiva in mancanza di tale formalità, il termine dilatorio in questione non inizia a decorrere. Nel rispetto dell'ordine cronologico ed in assenza di impedimenti materiali quali l'assenza di fondi , al provvedimento può e deve essere data esecuzione anche a prescindere dalla notifica in forma esecutiva. Il presupposto legale, per esperire la procedura de qua, e' la notifica di un provvedimento esecutivo e la mancanza di fondi sul capitolo di pertinenza. Lo spatio adimplendi di 120 giorni decorrenti dalla notificazione del titolo esecutivo, che e' un presupposto di procedibilità rilevabile anche d'ufficio dal giudice dell'esecuzione, non si pone in contrasto con il principio d'effettività' della tutela giurisdizionale. Prima di tale termine il creditore non ha diritto di procedere ad esecuzione forzata e non possono essere posti in essere atti esecutivi entro tale termine e' inibita ogni azione esecutiva del creditore Tuttavia, qualora il creditore notifichi l'atto di precetto prima del decorso del termine di 120 giorni dalla notifica del titolo esecutivo l'ufficio può procedere ugualmente al pagamento in quanto trattasi comunque di un'obbligazione alla quale adempiere. In questo caso però non sono dovute le spese di precetto e comunque quelle inerenti alle operazioni successive alla disamina del titolo esecutivo sono invece dovute le voci riconducibili alla fase di cognizione quali esame sentenza, registrazione sentenza, richiesta copie, notifica sentenza esame notifica, ritiro fascicolo, consultazione e corrispondenza, diritti di vacazione, rimborso spese generali nella misura forfetaria del 10% da calcolarsi solo sull'importo degli onorari e dei diritti . Si può dare corso al pagamento delle somme portate dal precetto anche senza il preventivo parere di congruità da parte dell'Avvocatura dello Stato competente, purché siano individuate esattamente le voci da liquidare e sia verificata la corrispondenza delle stesse alla tariffa forense. Il precetto notificato prima del decorso del termine ha valore di mera sollecitazione nei confronti dell'Amministrazione a dare esecuzione al provvedimento giurisdizionale di condanna. Il fisco può proporre opposizione al precetto contestando la regolarità formale dello stesso, ai sensi dell'art. 617 c.p.c., qualora si ravvisino ragioni sostanziali per proporre opposizione, quali ad esempio quella di evitare il successivo atto di pignoramento con il relativo aggravio di spese. L'art. 14, comma 1-bis, primo periodo del DL n. 669 del 1996, come modificato dall'art. 1 del DL n. 269 del 2003, testualmente recita Gli atti introduttivi del giudizio di cognizione, gli atti di precetto nonché gli atti di pignoramento e sequestro devono essere notificati a pena di nullità presso la struttura territoriale dell'Ente pubblico nella cui circoscrizione risiedono i soggetti privati interessati e contenere i dati anagrafici dell'interessato, il codice fiscale ed il domicilio. Ne consegue che i predetti atti devono essere notificati presso l'Ufficio dell'Agenzia nella cui circoscrizione risiedono i soggetti privati interessati. Di contro, sono da considerarsi viziate da nullità le notificazioni degli atti di precetto e/o di pignoramento eseguite presso l'Avvocatura generale dello Stato, presso l'Avvocatura distrettuale dello Stato, presso la Direzione centrale o generale dell'Amministrazione oppure presso l'ufficio che è stato parte in causa se il creditore non risiede nell'ambito territoriale di competenza dell'ufficio stesso. Peraltro ,nei casi di intempestiva o di errata notificazione i motivi di nullità devono trasformarsi in motivi di opposizione se la nullità non viene eccepita, gli atti producono quindi gli effetti loro propri nonostante l'esistenza del suddetto vizio di notifica. Per il parere n. 977463 del 5/09/2003 dell'Avvocatura Generale dello Stato il decreto esecutivo , da notificare direttamente all'Amministrazione e non all'Avvocatura dello Stato , ai fini del decorso del termine di 120 giorni, deve essere munito ai sensi dell'articolo 475 del cpc della formula esecutiva pertanto, ove il provvedimento esecutivo non sia notificato in forma esecutiva il termine di 120 giorni stabilito per il differimento dell'esecuzione non va considerato pendente. Inoltre, durante i 120 giorni dalla notifica del titolo esecutivo non può essere notificato l'atto di precetto il precetto notificato prima del decorso del termine di legge ha valore di mera sollecitazione nei confronti dell'amministrazione a dare esecuzione al provvedimento giurisdizionale di condanna . Non e' superfluo precisare che l'adozione del procedimento in conto sospeso costituisce un atto dovuto per superare la costante e talvolta cronica mancanza di fondi l'inerzia può comportare per l'A. F. maggiori oneri patrimoniali e la consequenziale responsabilità amministrativa e penale del funzionario preposto all'esecuzione concreta della sentenze di condanna al rimborso a favore del contribuente. *Dirigente Agenzia delle Entrate