Processo tributario: cosa succede se non viene riassunto dopo il rinvio dalla Cassazione

di Angelo Buscema

di Angelo Buscema * Le sentenze n. 229 , n. 231 e n. 232, depositate il 30/01/2006 , dalla Commissione Tributaria Regionale di Roma sez. 19 di estinzione del processo ex articolo 45 del dlgs 546/92 per mancata riassunzione della controversia ,rinviata dalla Corte di Cassazione alla Commissione Tributaria Regionale,suscitano un evidente interesse per l'operatore tributario che ha necessità conoscere, sotto il profilo di un'efficace strategia processuale, gli effetti processuali della mancata riassunzione in CT Regionale. Orbene ,la mancata riassunzione di una controversia , dopo il deposito di una sentenza di Cassazione, fa estinguere l'intero processo, con salvezza degli atti impositivi ex adverso impugnati riprende efficacia l'originario atto impositivo poiché la sentenza di primo grado e' assorbita e sostituita dalla sentenza d'appello mentre quest'ultima e' stata annullata in Cassazione. Tuttavia, non è del tutto corretto affermare che le sentenze del giudizio di merito siano tamquam non esset , giacché, per principio generale del diritto processuale, il travolgimento dell'attività processuale svolta trova un limite invalicabile nell'autorità di cosa giudicata che è acquistata da una pronuncia emessa nel corso del processo oppure nelle prescrizioni o decadenze nel frattempo verificatesi. Nell'ipotesi di mancata riassunzione 1 Resta applicabile il giudicato interno formatosi nel processo si salvano eventuali statuizioni di merito contenute nelle precedenti sentenze passate in giudicato.Le sentenze di primo o secondo grado sopravvivono nella sola parte non toccata dalle successive impugnazioni ossia non si verifica la caducazione di quei capi autonomi delle sentenze non contestati o espressamente accettati che, pertanto, sono divenuti irretrattabili . 2 Non opera l'effetto sospensivo dei termini di prescrizione, il quale svolge il suo effetto solo in presenza di un giudizio e non anche se detto giudizio si estingue articolo 2945cc .In seguito all'estinzione del processo viene meno l'efficacia sospensiva della prescrizione collegata alla pendenza del processo e, pertanto, l'esercizio del diritto non sarà più possibile quando dopo l'instaurazione del processo poi estinto sia maturata la prescrizione 3 L'estinzione del giudizio non comporta l'estinzione dell'azione che può essere riproposta a condizione che nel frattempo non siano maturati i termini prescrizionali o decadenziali per il suo esperimento . Occorrerà, quindi, di volta in volta, per ogni singola fattispecie , valutare l'opportunità e l'interesse alla riassunzione del giudizio si pensi alla mancanza dell'interesse dell'Ufficio a riassumere il processo al fine di imputare al contribuente l'onere di ripresentare l'istanza di rimborso e di riproporre l'azione di rimborso si pensi all'interesse dell'Ufficio alla riassunzione nell'ipotesi in cui il rimborso sia stato medio tempore concesso in modo indebito , tenendo conto, per ogni singolo caso, sia delle prescrizioni e decadenze eventualmente verificatesi, sia delle statuizioni di merito passate in giudicato interno nel corso del processo poi estinto . In particolare, l'estinzione del processo rende inefficaci gli atti compiuti art. 310, comma 2, c.p.c. e. primo fra tutti, il ricorso di parte, atto introduttivo della lite, al quale non può essere attribuito alcun effetto, né sostanziale, né processuale, eccezion fatta per quanto riguarda la prescrizione, per la quale resta fermo l'effetto interruttivo riconosciuto alla domanda giudiziale, dalla cui data comincia a decorrere il nuovo periodo di prescrizione, perdendosi, però, il vantaggio della neutralizzazione del tempo trascorso durante la pendenza del giudizio art. 2943, comma 1, e art. 2945, comma 3, codice civile . In buona sostanza, l'estinzione del processo travolge i cd. effetti processuali che gli atti già compiuti hanno prodotto o sono destinati a produrre. Tra i cd. effetti sostanziali rimane fermo l'effetto interruttivo della prescrizione ex articolo 2945 , comma terzo , del cc ricollegato alla notifica del ricorso introduttivo il termine di prescrizione del diritto deve essere computato partendo dal giorno della domanda introduttiva del processo estinto. Peraltro, non interrompono la prescrizione gli atti processuali successivi al ricorso . Per le azioni di rimborso potrà verificarsi che alla declaratoria ex officio d'estinzione del processo sul credito fatto valere dal contribuente si accompagni la riproposizione dell'azione da parte del contribuente, poiché il termine di prescrizione del diritto fatto valere e' ancora in corso di maturazione Per quanto riguarda, invece, i diritti soggetti a decadenza, ben più gravi sono le conseguenze dell'estinzione del processo, in quanto, mancando l'effetto interruttivo applicabile solo alla prescrizione , viene a cadere l'effetto conservativo della domanda ex art. 2945 codice civile. Orbene, va allora considerato che, riacquistando piena validità l'atto impositivo, in quanto il ricorso a suo tempo prodotto ha perso l'effetto di impedirne la definitività, la durata del processo, poi dichiarato estinto, può provocare sia la prescrizione, che la decadenza a seconda delle varie fattispecie impositive dell'azione di riscossione del tributo. In particolare, per quanto attiene alla riscossione dei tributi, secondo una precisa ricostruzione ermeneutica,deve ritenersi che, resosi definitivo, per effetto dell'estinzione del processo, l'avviso d'accertamento a suo tempo notificato, vada, comunque, rispettato il termine decadenziale per l'iscrizione a ruolo,che, se decorso durante lo svolgimento del processo, renderebbe tardivo il successivo recupero del tributo accertato sussiste , quindi , secondo tale orientamento , in questo caso, l'interesse dell'ufficio al mantenimento del processo. Peraltro, secondo diverso orientamento, la liquidazione o recupero del tributo troverebbe titolo nella sentenza di cassazione del processo estinto per mancata riassunzione e non nella definitività dell'atto impositivo determinatasi per l'inefficacia del ricorso proposto dal contribuente. Si afferma che la sentenza del giudice di legittimità è sostitutiva dell'atto impugnato ovvero le sentenze del giudice tributario sono sostitutive dell'atto impositivo e pertanto con la sopravvenienza della sentenza il rapporto tributario è regolato dalla sentenza combinata con l'atto impositivo .Con la conseguenza , sotto il profilo della riscossione ,della decorrenza del termine di decadenza dell'iscrizione a ruolo dal deposito della sentenza del giudice di legittimità il deposito della sentenza del giudice di legittimità di rinvio della controversia al giudice di secondo grado costituisce il presupposto legittimante l'iscrizione a ruolo. * Dirigente Agenzia delle Entrate

Commissione tributaria regionale di Roma - Sezione 19 - sentenza 12 dicembre 2005 - 30 gennaio 2006, n. 231 Presidente Scopino - Relatore Schietroma Ricorrente Agenzia entrate Roma 3 Svolgimento del processo Con ricorso alla Commissione tributaria provinciale il contribuente proponeva impugnazione avverso l'avviso di mora 494236 in quanto l'ufficio aveva notificato l'avviso oltre il termine di cui all'articolo 43 Dpr 602/73 - 117 Dpr 600/73 e per mancata notifica, tale da considerare tutte le impugnazioni previste dal Dpr 636/73. La Commissione tributaria provinciale, con decisione 344/19/95 accoglieva il ricorso del contribuente. Avverso l'appello dell'ufficio, la Commissione tributaria regionale con la sentenza 42/47/97 depositata il 5 aprile 1997, accoglieva l'appello del ricorrente e rigettava l'appello dell'Ufficio, spese compensate. Ricorre il ministero delle finanze alla Corte di Cassazione la quale in data 29 maggio 2001 invia alla commissione regionale il seguente estratto di sentenza Repubblica italiana In nome del popolo italiano - La Corte suprema di Cassazione - Sezione tributaria ha pronunciato la seguente sentenza 7294/01, ministero finanze contro Torosantucci Armando avverso la sentenza 42/47/97 della Commissione tributaria regionale di Roma depositata il 5 aprile 1997 [omissis] - PQM - La Corte cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, ad altra sezione della Commissione tributaria regionale del Lazio - Roma 2 marzo 2001 . Motivi della decisione La Commissione, esaminata la documentazione probatoria prodotta, dichiara estinto il giudizio per inattività delle parti. Infatti, l'articolo 45 D.Lgs 546/92 recita Estinzione del processo per inattività delle parti 1 Il processo si estingue nel caso in cui alle parti spetta di proseguire, riassumere o integrare il giudizio non vi abbiano provveduto entro il termine perentorio stabilito dalla legge o dal giudice che dalla legge sia autorizzato a fissarlo . Non avendo le parti riassunto a tutt'oggi il giudizio ed essendo rimaste inattive, la Commissione lo dichiara estinto. PQM La Commissione dichiara estinto il giudizio per inattività delle parti. Nulla per le spese.

Commissione tributaria regionale di Roma - Sezione 19 - sentenza 12 dicembre 2005 - 30 gennaio 2006, n. 232 Presidente Scopino - Relatore Schietroma Ricorrente Agenzia entrate Roma 4 Svolgimento del processo Con ricorso alla Commissione tributaria provinciale il contribuente proponeva impugnazione avverso la cartella di pagamento n. 34794 IRPEF Cartella esattoriale Uff. II.DD. di Roma I Ufficio, relativa all'anno 1989, riguardanti i pagamenti a favore dei collaboratori dei mesi luglio e agosto 1989, chiedendone l'annullamento. La Commissione tributaria provinciale, con decisione n. 229/7/96 depositata il 30 maggio 1996 dichiarava inammissibile il ricorso del contribuente. Avverso l'appello del contribuente, la Commissione tributaria regionale con la sentenza 475/1/97 depositata il 19 novembre 1997, confermava la decisione di primo grado, respingendo l'appello del contribuente. Ricorre il contribuente alla Corte di Cassazione la quale in data 5 luglio 2001 invia alla commissione regionale il seguente estratto di sentenza Repubblica italiana In nome del popolo italiano - La Corte suprema di Cassazione - Sezione tributaria ha pronunciato la seguente sentenza 9113/01 D'Alessandri Fiorenzo contro Primo ufficio distrettuale II.DD. Roma, avverso la sentenza 475/01/99 della Commissione tributaria regionale di Roma depositata il 19 novembre 1997 [omissis] - PQM - Accoglie il ricorso, cassa la pronuncia impugnata e rinvia la controversia ad altra sezione della Commissione tributaria regionale del Lazio che deciderà anche per le spese. Così deciso nella camera di consiglio della sezione tributaria il 6 ottobre 2000 . Motivi della decisione La Commissione, esaminata la documentazione probatoria prodotta, dichiara estinto il giudizio per inattività delle parti. Infatti, l'articolo 45 D.Lgs 546/92 recita Estinzione del processo per inattività delle parti 1 Il processo si estingue nel caso in cui alle parti spetta di proseguire, riassumere o integrare il giudizio non vi abbiano provveduto entro il termine perentorio stabilito dalla legge o dal giudice che dalla legge sia autorizzato a fissarlo . Non avendo le parti riassunto a tutt'oggi il giudizio ed essendo rimaste inattive, la Commissione lo dichiara estinto. PQM La Commissione dichiara estinto il giudizio per inattività delle parti. Nulla per le spese.

Commissione tributaria regionale di Roma - Sezione 19 - sentenza 12 dicembre 2005 - 30 gennaio 2006, n. 229 Presidente Scopino - Relatore Schietroma Ricorrente Agenzia entrate Roma 3 Svolgimento del processo Con ricorso in appello depositato in data 24 marzo 1990 il contribuente proponeva ricorso alla Commissione tributaria provinciale avverso il silenzio rifiuto dell'Intendenza di Finanza di Roma sulla richiesta di rimborso ritenute IRPEF su TFR. La Commissione tributaria provinciale, con decisione n. 252/13/94 depositata l'11 aprile 1994 accoglieva parzialmente il ricorso del contribuente. Avverso l'appello dell'ufficio, la Commissione tributaria regionale con la sentenza 21/13/97 depositata il 5 marzo 1997, rigettava l'appello dell'Ufficio. Ricorre il ministero delle finanze alla Corte di Cassazione la quale in data 26 maggio 2001 invia alla commissione regionale il seguente estratto di sentenza Repubblica italiana In nome del popolo italiano - La Corte suprema di Cassazione - Sezione tributaria ha pronunciato la seguente sentenza 7369/98, ministero finanze contro Fontana Giuseppe avverso la sentenza 21/97 della Commissione tributaria regionale di Roma depositata il 5 marzo 1997 [omissis] - PQM - La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, ad altra sezione della Commissione tributaria regionale del Lazio - Roma 17 gennaio 2001 . Motivi della decisione La Commissione, esaminata la documentazione probatoria prodotta, dichiara estinto il giudizio per inattività delle parti. Infatti, l'articolo 45 D.Lgs 546/92 recita Estinzione del processo per inattività delle parti 1 Il processo si estingue nel caso in cui alle parti spetta di proseguire, riassumere o integrare il giudizio non vi abbiano provveduto entro il termine perentorio stabilito dalla legge o dal giudice che dalla legge sia autorizzato a fissarlo . Non avendo le parti riassunto a tutt'oggi il giudizio ed essendo rimaste inattive, la Commissione lo dichiara estinto. PQM La Commissione dichiara estinto il giudizio per inattività delle parti. Nulla per le spese.