Esami di avvocato: i giudizi sugli scritti devono essere motivati, solo il voto non basta

di Antonella Mascaro

Esami di avvocato la commissione deve motivare i giudizi delle prove scritte. Del resto, la sola attribuzione del voto non rende possibile risalire al modo in cui i criteri di valutazione sono stati applicati al punteggio. Così il Tar Calabria con l'ordinanza 539/05 depositata lo scorso 8 settembre e qui leggibile nei documenti correlati , ha accolto l'istanza di sospensione proposta da un'aspirante avvocato, il cui parere di diritto civile era stato valutato negativamente dalla Sottocommissione presso la Corte di appello di Firenze. Ma non solo. I giudici calabresi ritenendo non sufficiente la mera attribuzione di un voto hanno stabilito che le prove della candidata vengano nuovamente corrette. Questa volta, però, dalla Commissione. Pubblichiamo di seguito il commento di Antonella Mascaro. di Antonella Mascaro* All'udienza dell'8 settembre si è discusso un ricorso attinente alla mancata ammissione alle prove orali di una candidata all'esame per avvocato. Al vaglio dell'on.le Tar Calabria vi erano diversi ricorsi di aspiranti avvocati i quali avevano impugnato i criteri di valutazione effettuati dalla sottocommissione della Corte d'appello di Firenze. Il Tar Calabria, sezione prima Presidente Cesare Mastrocola relatore Giovanni Ruiu terzo componente Marco Morgantini ha accolto la richiesta di sospensione presentata con ricorso nell'interesse della dott.ssa A.C. candidata alle prove scritte per esame di avvocato sessione appena trascorsa . Il ministero della Giustizia si era costituito a mezzo l'avvocatura distrettuale ed aveva chiesto il rigetto della sospensione invocata con il ricorso principale nonché la competenza del Tar Lazio in luogo del Tar Calabria. La scrivente difesa nell'interesse della ricorrente, in camera di consiglio ha comunicato di non aderire al regolamento di competenza insistendo nell'accoglimento della sospensiva. Il Tar Calabria, dopo una lunga camera di consiglio, ha così statuito con ordinanza [ ] ad un sommario esame, il ricorso appare assistito dal necessario fumus. Il Collegio ritiene quindi necessaria una nuova correzione e valutazione delle prove ritenute insufficienti. Tale incombente verrà eseguito dalla Commissione per l'esame di avvocato presso la Corte d'appello di Firenze, sessione per l'anno 2004, in diversa composizione rispetto alla sottocommissione che ha effettuato la correzione e valutazione che ha portato alla non ammissione della ricorrente alle prove orali. Pqm Accoglie l'istanza di sospensione e, per l'effetto, ordina il riesame delle prove come in motivazione. La presente ordinanza sarà eseguita dalla amministrazione . L'accoglimento del ricorso proposto si appalesa indicativo, oltre per il fatto che la candidata merita un ulteriore riesame e valutazione della prova di diritto civile l'unica ad essere stata giudicata insufficiente , per la circostanza della innovativa visione dell'efficacia del provvedimento di sospensione sostenuta dalla difesa! Si è sostenuto nel ricorso, oltre ad altri motivi che evidenziavano l'assoluta carenza e/o insufficienza motivazione - assenza e/o insufficienza di criteri di valutazione adottati nonché irragionevolezza - incongruenza ed illogicità delle valutazioni effettuate sugli elaborati, la necessità di superare i limiti della ristrettezza della previsione normativa che limita l'istanza di sospensione alla presenza del fumus boni juris e periculum in mora. Tale richiesta, rivolta dalla difesa al Tar Calabria, per come formulata in ricorso è conforme agli innovativi principi delle ordinanze propulsive o di remand, con le quali il giudice amministrativo sollecita l'amministrazione affinché faccia luogo alla rinnovazione del procedimento ed al riesame del provvedimento impugnato. Il tutto attraverso un'interpretazione evolutiva dei principi costituzionali. Giacchè, com'è noto, non è possibile, a seguito del rilascio del verbale di correzione delle prove scritte, comprendere le recondite motivazioni che hanno portato la sottocommissione di Firenze a ritenere insufficiente il parere di civile della candidata, la scrivente difesa, in adesione con quanto affermato nella più recente giurisprudenza di merito, ritiene che l'assenza di motivazione risulti motivo per ritenere non sufficientemente motivato l'iter logico che ha portato alla valutazione negativa del parere di diritto civile. La mera attribuzione di un voto, ritenuta sufficiente fino a qualche tempo fa dalla giurisprudenza, non rende possibile risalire al modo in cui detti criteri siano stati applicati al caso concreto. In altri termini, soprattutto quando si fa luogo al raffronto tra posizioni di diversi candidati, deve essere assicurata, quanto meno in forma sintetica, l'esternazione delle ragioni sottese alle valutazioni della commissione, rendendo così percepibile l'iter logico seguito nell'attribuzione del punteggio. Ciò oltre ad essere conforme alle linee guida della novella del decreto legge 112/, risponde anche all'articolo 3 comma 1 della legge 241/90 secondo cui ogni provvedimento amministrativo, compresi quelli concernenti [ ] lo svolgimento dei pubblici concorsi [ ] deve essere motivato . Il mancato rispetto dei doveri di imparzialità e trasparenza risultano in violazione degli articoli 97 e 98 della Costituzione. Diversamente opinando, per come in giurisprudenza sottolineato, si viola l'articolo 3 della Costituzione per disparità di trattamento rispetto alle procedure valutative identiche nei pubblici concorsi. Infatti in caso di concorso pubblico è previsto il vaglio motivazionale delle scelte tra i più meritevoli e dunque lo stesso principio dovrebbe valere nell'ambito del concorso per avvocati, in cui anche è evidente l'importanza che vengano selezionati i più meritevoli attraverso una procedura trasparente. Nel caso di specie, ed entrando nel merito del ricorso, la candidata non ammessa alle prove orali per l'esame di avvocato aveva superato due prove scritte su tre e quella ritenuta insufficiente era quella di diritto civile. Eppure l'elaborato, a parere della difesa, era conforme all'indirizzo espresso dalla commissione centrale di Roma con circolare del 21 dicembre 2004. In particolare la candidata aveva dato dimostrazione di saper redigere un elaborato chiaro, logico con concreta capacità di soluzione di specifici problemi giuridici seppur difforme, in parte, dall'indirizzo giurisprudenziale prevalente e preso a parametro di riferimento dalla sottocommissione VII di esame presso la Corte d'appello di Firenze. In altre parole, la difesa, ha posto l'accento sulla funzione dell'avvocato e sulla preparazione che lo stesso deve avere all'inizio della delicata professione impostata non solo su preparazione tecnica ma soprattutto su base deontologica. Sebbene prima della riforma, com'è noto, si propendesse da parte del Consiglio di Stato a non considerare un onere la motivazione nei giudizi inerenti la celerità dell'azione amministrativa in procedure selettive caratterizzato da un elevato numero di candidati, tuttavia ciò non deve andare a discarico di un corretto iter motivazionale. Da questo momento in poi tutte le commissioni sono invitate, seppur sinteticamente, ad esternare le ragioni sottese alla loro valutazione e ciò al fine di consentire, ancor prima che al ricorrente soprattutto ai giudici amministrativi, la ricostruzione del loro iter motivazionale. *Avvocato

Tar Calabria - Sezione prima - ordinanza 8 settembre 2005, n. 539 Presidente Mastrocola - relatore Ruiu Visto il ricorso proposto da [omissis] per l'annullamento, previa sospensione dell'esecuzione, del verbale di fissazione dei criteri e delle modalità di valutazione degli elaborati della commissione centrale presso la Corte di appello di Roma del verbale di correzione nelle prove scritte della VII commissione di esami di Firenze per cui la candidata non è stata ammessa alle prove orali del provvedimento di non ammissione alle prove orali comunicato in data omissis, nonché ogni altro atto presupposto, correlato, connesso e/o consequenziale. Visti gli atti e i documenti depositati con il ricorso vista la domanda di sospensione della esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via indicidentale dal ricorrente visto l'atto di costituzione in giudizio del ministero della Giustizia, udito il relatore Ruiu e uditi, altresì, gli avvocati come da verbale di udienza Ritenuto Che in relazione al pregiudizio prospettato ed alle censure proposte in ricorso, sussistono le ragioni, previste dall'articolo 21 della legge 1034/71, così come modificato dall'articolo 3 della legge 205/00, per l'accoglimento della domanda cautelare di sospensione del provvedimento impugnato ad un sommario esame, il ricorso appare assistito dal necessario fumus. Il collegio ritiene quindi necessaria una nuova correzione e valutazione delle prove ritenute insufficienti. Tale incombente verrà eseguito dalla Commissione per l'esame di avvocato presso la Corte d'appello di Firenze, Sessione per l'anno 2004, in diversa composizione rispetto alla sottocommissione che ha effettuato la correzione e valutazione che ha portato alla non ammissione del ricorrente alle prove orali. PQM Accoglie l'istanza di sospensione e, per l'effetto, ordina il riesame delle prove come in motivazione. Spese al definitivo. La presente ordinanza sarà eseguita dalla amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.