Trovati i soldi per l'informatica si passa ai consigli per gli acquisti per trovare il resto?

Il capo del Dipartimento per l'organizzazione giudiziaria propone di cercare sponsor per far fronte al disastro dei conti. Contrari i magistrati, discutono i politici, possibilisti i cancellieri che precisano in alcuni casi già ci sono sinergie

All'indomani dal suo insediamento, il neo ministro Clemente Mastella aveva denunciato la grave situazione economica del ministero, praticamente sull'orlo della bancarotta. In realtà gli allarmi provenienti dai vari uffici distrettuali, dalle Procure, ai Tribunali alle Dda erano partiti già dalla scorsa legislatura non c'è benzina per le macchine, non c'è carta per i fax e per le fotocopie, non ci sono soldi per la stenotipia, tanto meno per pagare i traduttori. Ultimo in ordine di tempo l'ultimatum lanciato dalle società che gestiscono i sistemi informatici se entro il 1 novembre 2006 via Arenula non avesse trovato i 35 milioni di euro di arretrati da pagare, l'assistenza informatica si sarebbe interrotta. Martedì 31 ottobre, dopo una riunione fiume gli stanziamenti per l'informatica sono stati trovati, almeno in parte, grazie ad un assestamento di bilancio, che dovrebbe andare in Gazzetta in queste ore, e allo spostamento di cifre da altri capitoli. Ieri il capo del Dog Dipartimento per l'organizzazione giudiziaria , Claudio Castelli, per risolvere il problema risorse ha addirittura lanciato l'ipotesi di sponsorizzazioni. Un'idea che non è piaciuta a tutti. La mia fantasia non riesce a raggiungere questi livelli, ma forse è un'insufficienza mia ha detto il procuratore della Repubblica di Catania, Mario Busacca, autore di una delle tante denunce pubblicate nei giorni scorsi. A Catania 11 magistrati della locale Dda hanno rimesso il loro mandato per la mancanza di auto, carburante e autisti. L'ufficio ha debiti per circa 70 mila euro solo per far fronte al lavoro giudiziario. Certo bisognerebbe conoscere meglio l'iniziativa - ha continuato Busacca - ma resta difficile da immaginare di eseguire un'operazione con degli spot con un ordine di arresto emesso grazie ad una certa ditta che produce toner su una carta di un'altra famosa azienda o che gli arrestati andranno in un carcere recentemente ristrutturato da quella famosa società edile Per Marcello Maddalena, procuratore capo a Torino, l'idea è improponibile e poco confacente con la funzione giudiziaria . Per le procure mi sembra obiettivamente molto difficile, ma certo è un'idea indicativa dello stato di disperazione e degli sforzi di fantasia che si fanno per risolvere una situazione difficilmente gestibile ha continuato Maddalena. Far entrare gli uffici giudiziari in una sorta di mercato che segue le regole della pubblicità non sia consono alla funzione giudiziaria che ci viene richiesta - ha concluso - certo, questa proposta è fortemente indicativa della grave situazione che stiamo vivendo ma arrivare alle sponsorizzazioni sembrerebbe quasi di chiedere l'elemosina . Non abbiamo preclusioni rispetto all'iniziativa ha affermato invece il presidente dell'Associazione dirigenti della giustizia e cancelliere presso la Corte d'appello di Trieste Renato Romano. Purché nessuno si illuda di risolvere tutti i problemi di bilancio con le sponsorizzazioni. In realtà i primi a venire a conoscenza dell'entrata in campo degli sponsor sono stati proprio i cancellieri, perché il capo del Dog Castelli, lo scorso 10 ottobre a margine di un convegno, parlò a Romano dell'iniziativa che era allo studio di via Arenula. Castelli ci disse - ha spiegato Romano - che le sponsorizzazioni avrebbero avuto una gestione nazionale, per non creare situazioni delicate nei vari uffici, e da parte nostra non c'è mai stata una preclusione a priori al progetto, purché l'iniziativa non si consideri risolutiva dei problemi di bilancio della giustizia . L'idea del resto non è nuova al tribunale di Trieste ad esempio, ha detto Romano, è stato stabilito un rapporto con una fondazione bancaria non per avere denaro in cambio, ma solo ed esclusivamente per sinergia . Lo stesso Romano ha stipulato una convenzione con la Regione su alcuni aspetti riguardanti le comunicazioni La Regione ha tutti gli interessi affinché l'accesso del cittadino al servizio giustizia sia efficiente, noi grazie al supporto di società miste, possiamo garantire questa comunicazione . Ecco perché il cancelliere non vedrebbe niente di strano nello stipulare convenzioni con società editrici che ad esempio potrebbero tenere bacheche pubblicitarie all'interno delle strutture tribunali, procure ecc. in cambio di Codici aggiornati. Se l'idea verrà gestita bene - ha concluso il presidente dei cancellieri - non vedo perché non dovrebbe essere praticata, purché però non ci si illuda di risolvere i grossi problemi di bilancio con questa, perchè non si parla di fondi ma di sinergie . Sul fronte politico si è registrato il botta e risposta tra l'ex Guardasigilli Roberto Castelli, che ha parlato di proposta sconcertante e di maldestri tentativi di un funzionario del ministero della Giustizia di attribuire tutte le colpe al precedente governo e il sottosegretario alla Giustizia Luigi Li Gotti. Non possiamo accettare lezioni di buona amministrazione da chi si è occupato di giustizia solo per fare leggi ad personam ha ribattuto Li Gotti. Purtroppo la gestione aziendalista della giustizia, attuata dal precedente Governo - ha aggiunto il sottosegretario - risulta essere oggi un clamoroso fallimento è stata invece applicata la politica dei pozzi avvelenati da lasciare in eredità ai nuovi governanti . Di utile provocazione ha parlato il presidente della commissione Giustizia della Camera Pino Pisicchio Idv utile per parlare del problema risorse, ma comunque una soluzione ritenuta dal presidente poco praticabile. Non mi pare che sia cosa agevole immaginare uno sponsor per il sistema giustizia - ha detto Pisicchio - che è uno dei comparti più delicati in cui si articola lo Stato, ed è quindi necessario che rimanga fuori da ogni contaminazione di tipo privatistico. Il sistema giudiziario, attraverso il quale si esercita uno dei tre poteri fondamentali dello stato è connaturato al concetto stesso di pubblico e, in quanto tale, non è conciliabile con l'idea di uno sponsor . L'idea di ricorrere a sponsor privati per la cancelleria e i beni strumentali, per l'attività ordinaria della giustizia, è il segno della disperazione e del degrado strutturale cui siamo arrivati ha detto l'esponente del Centrosinistra Pierluigi Mantini e componente della commissione Giustizia di Montecitorio. Una gara nazionale per l'appalto a privati dei servizi di sponsorizzazione nella giustizia sarebbe indecorosa vi sono ovviamente responsabilità del passato governo, soprattutto per i debiti accumulati con le ditte fornitrici di servizi informatici, ma spetta all'attuale maggioranza risolvere i problemi ereditati e non aggravarli . Meglio allora pensare, sempre secondo Mantini, ad un piano nazionale per il servizio giustizia che comprenda anche la coraggiosa chiusura delle sedi periferiche . Tutto dipenderà adesso da come il progetto verrà attuato, per il resto probabilmente nessuno rifiuterà un codice aggiornato in cambio di una bacheca gratis della casa editrice. p.a.