Navigazione a vista per la sospensiva dell'ordinamento giudiziario

Respinte a fatica la pregiudiziale di costituzionalità. Intanto il Csm si prepara ad affrontare il 28 ottobre l'interpello dei magistrati per la separazione delle funzioni

Seppure facendo ricorso ai senatori a vita l'Aula del Senato ha respinto la pregiudiziale di incostituzionalità avanzata dal Centrodestra sul provvedimento riguardante la sospensiva della riforma dell'ordinamento giudiziario. Quattro i voti di scarto 157 a 153 che hanno sancito la salvezza del Ddl 635/S, messo seriamente a repentaglio dalle defezioni registrate tra le fila del Centrosinistra. Respinta anche la sospensiva presentata da Roberto Castelli Lnp con 157 voti contro 136. A Palazzo Madama a sostenere la causa della maggioranza è arrivato anche l'ex presidente Carlo Azeglio Ciampi, che in qualità di Capo dello Stato a dicembre del 2004 aveva rimandato alle Camere la riforma perché ritenuta incostituzionale sotto diversi profili vedi tra gli arretrati del 16 dicembre 2004 . Una presenza molto contestata dal Centrodestra, a partire dall'ex Guardasigilli Castelli che nei cinque anni di governo in più di una occasione si è scontrato con il presidente emerito della Repubblica, dal rinvio della sua riforma della giustizia alla vicenda legata ai poteri di concessione della grazia. Il presidente della Repubblica - ha detto ieri Castelli in aula - ai sensi dell'articolo 89 della Costituzione dovrebbe essere il garante super partes della Costituzione dovrebbe sorvegliare la patente costituzionalità dei provvedimenti che il Parlamento licenzia ed esaminarli con grandissima obiettività e rinviarli alle Camere se intravedesse elementi di patente incostituzionalità. Oggi il presidente Ciampi dà un importante imprimatur politico sullo stesso provvedimento, sul quale aveva assunto questa importante e fondamentale presa di posizione costituzionale. Questa è, dal suo punto di vista, senza il minimo dubbio una caduta di stile . Castelli ha quindi messo in dubbio la correttezza istituzionale dell'ex presidente, ha aggiunto poi che la riforma che porta il suo nome è sicuramente perfettibile, purché si dimostrino i punti dolenti, senza però sottostare ai diktat dei magistrati. Il voto dei senatori a vita è stato definito una distorsione della rappresentatività del Senato anche da Francesco Cossiga, ma, ha aggiunto, fino a quando voteranno gli altri, anche lui continuerà a votare. Cossiga ha votato a favore della pregiudiziale di incostituzionalità perché se uno studente fosse venuto da me a fare l'esame di diritto costituzionale sostenendo la tesi che le leggi sospensive possono richiamare in vigore le leggi e le norme abrogate l'avrei bocciato e gli avrei detto di tornare dopo tre sessioni di esame . L'ex picconatore , quindi, ha detto sì alla pregiudiziale solo per motivi giuridici, tant'è vero che poi ho votato con la maggioranza contro la sospensiva perché tanto vale che si proceda e si veda cosa succederà . Ed è proprio il motivo giuridico alla base del no di Cossiga che ha spinto l'esecutivo a presentare emendamenti correttivi che specificano quale norme saranno in vigore al momento dell'approvazione della moratoria. Emendamenti che però allo stato non convincono ancora quella parte di costituzionalisti che, come Cossiga non ritengono che una sospensiva possa richiamare leggi abrogate per l'emendamento vedi tra gli arretrati di ieri . Se il Parlamento riuscirà o meno ad approvare sia gli emendamenti che il provvedimento è difficile dirlo. Ieri il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha ripetuto il suo invito al dialogo Le riforme non si fanno senza l'opposizione . L'Udc, il partito che in un primo momento si era mostrato possibilista anche ieri ha ripetuto che se entro martedì prossimo, quando si inizieranno a votare gli emendamenti, l'esecutivo non avrà dato certezza della volontà di cambiare i passaggi più ostici della riforma Castelli, abbandonando quindi ogni velleità sospensiva , il voto sarà contrario. Il Csm si prepara alla separazione delle funzioni. In vista del 28 ottobre prossimo, data entro la quale entrerà saranno in vigore anche le disposizioni sull'accesso e la progressione in carriera, il Consiglio superiore della magistratura ha disposto ieri l'apertura di una pratica in terza commissione per iniziare l'interpello tra i magistrati. Sarebbe poco serio arrivare a ridosso di questa data - ha spiegato il consigliere di Unicost Fabio Roia - anche se non sono previste sanzioni. Per il momento la norma c'è, va interpretata e applicata . Allo studio attualmente l'ipotesi che i magistrati scelgano se esercitare funzioni requirenti o inquirenti all'interno della sede dove lavorano. Sempre ieri l'organo di autogoverno ha deliberato di celebrare la giornata europea della giustizia civile il 25 ottobre prossimo. Così come per gli anni scorsi la prima fu celebrata ad ottobre del 2003 anche quest'anno gli uffici dovranno organizzarsi e predisporre le attività adeguate ad informare i cittadini sui loro diritti e sulle modalità di funzionamento della giustizia civile. p.a.