Commercialisti controllori dei revisori dei conti? Scorretto, secondo l'Autorità

Sono da rivedere, secondo il Garante, alcune previsioni del D.Lgs 28/2006. Ad esempio le competenze in materia di formazione ma, soprattutto, il controllo dell'Ordine sui revisori non necessariamente commercialisti che potrebbe limitare la concorrenza

Il rischio di una pesante ingerenza nell'autonomia ed indipendenza dei revisori contabili. È questo uno dei rischi che l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato segnala al Parlamento ed al Governo a proposito degli effetti di alcune previsioni del D.Lgs n. 28/2006 Attribuzione all'Ordine dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili di competenze sul registro dei revisori dei conti, a norma dell'articolo 5 della Legge 24 febbraio 2005, n. 34 del quale si auspica una sostanziale revisione, meglio ancora una soluzione alternativa di diversa concezione di base. La considerazione dell'Antitrust mette in evidenza come l'articolo 7 della norma di cui si suggerisce l'emendamento attribuisca al Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti il compito di verificare con cadenza periodica la permanenza dei requisiti previsti per le società e quelli di onorabilità previsti per le persone fisiche al fine dell'iscrizione al registro dei revisori contabili ma anche la sussistenza delle cause che determinano sospensioni e cancellazioni dal registro stesso. Previsione sbilanciata in partenza - fa notare l'Authority - perché non si può non tenere conto del fatto che tra gli iscritti al registro dei revisori contabili vi sono non soltanto dottori commercialisti e ragionieri ma anche avvocati, consulenti del lavoro e soggetti non iscritti in alcun albo professionale . Ma non è finita. Le osservazioni dell'Antitrust, infatti, prendono in considerazione anche un altro profilo della norma, in particolare la previsione di riconoscere allo stesso Consiglio Nazionale ampia competenza sulla formazione professionale. Si tratta, anche in questo caso a detta dell'Autorità, di una previsione incauta. Infatti, dato che l'iscrizione al registro dei revisori non è riservata ai soli appartenenti all'Ordine dei dottori commercialisti, l'attribuzione eslusiva a tale organismo di competenze in materia di formazione è idonea a conferire allo stesso la possibilità di discriminare quei soggetti che non risultino iscritti ad esso . E, come per la questione della vigilanza l'Authority osserva che solo una effettiva terzietà renderebbe autorevole e imparziale la sua esistenza risultato conseguibile, ad esempio, attraverso una composizione estranea o multipla, ma non di una sola categoria , così la questione della formazione deve trovare differente soluzione. È pur vero, dice l'Antitrust, che la norma assegna al Consiglio Nazionale un potere di proposta di regolamento per la formazione continua degli iscrittin nel registro, ma già tale fase di predisposizione con evidenza può risultare in grado di orientare le scelte dell'amministrazione . Da sottolineare, infine, il profilo anticoncorrenziale rilevato nell'affidamento della funzione di controllo sui revisori ad un Ordine che, attraverso i propri iscritti, si ritrova a poter operare contemporaneamente sul mercato in concorrenza con i propri controllati . m.c.

Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Attribuzione all'ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di competenze sul registro dei revisori dei conti Attività di segnalazione e consultiva - AS358 Nell'esercizio dei poteri di cui all'articolo 21 della legge 287/90, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato intende segnalare al Parlamento e al Governo gli effetti distorsivi della concorrenza che deriverebbero dagli articoli 6 e 7 del D.Lgs 28/2006, recante Attribuzione all'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli esperti contabili di competenze sul registro dei revisori dei conti, a norma dell'articolo 5 della legge 24 febbraio 2005, n. 34 . Come noto, l'articolo, 5 comma 1, della legge 34/2005 recante Delega al Governo per l'istituzione dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili prevedeva che con Decreto Legislativo, su proposta del Ministro della Giustizia, venissero attribuite all'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili competenze sul registro dei revisori contabili di cui al D.Lgs 88/1992, ed al Dpr 99/1998, e successive modificazioni. Il trasferimento delle competenze sul registro dei revisori contabili a favore del neo costituito Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili è avvenuto con D.Lgs 28/2006. Tale Decreto, oltre ad attribuire al Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili la tenuta del registro dei revisori contabili, riconosce al predetto Consiglio competenze in materia di formazione dei revisori contabili articolo 6 laddove prevede che Con decreto del ministro della Giustizia, di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze, su proposta del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, sarà adottato il regolamento per la formazione continua degli iscritti nel registro dei revisori contabili . Inoltre, l'articolo 7 del citato D.Lgs attribuisce sempre al Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili il compito di verificare periodicamente la permanenza dei requisiti previsti per le società e dei requisiti di onorabilità previsti per le persone fisiche ai fini dell'iscrizione al registro dei revisori contabili, nonché la sussistenza delle cause che determinano la sospensione e/o la cancellazione dal registro dei revisori contabili e di provvedere a darne tempestiva comunicazione alla Commissione centrale per i revisori contabili. La norma quindi, attribuirebbe al Consiglio Nazionale una penetrante ingerenza nell'autonomia ed indipendenza della categoria dei revisori contabili, specialmente laddove si consideri che tra gli iscritti al registro vi sono non solo dottori commercialisti e ragionieri ma anche avvocati, consulenti del lavoro e soggetti non iscritti in alcun albo professionale. Con riguardo all'articolo 6 del D.Lgs 28/2006, l'Autorità osserva come tale articolo nel riconoscere al Consiglio Nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili competenze in merito alla formazione continua, sia idoneo ad attribuire ingiustificati vantaggi concorrenziali a favore della categoria professionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili a cui viene riconosciuta una competenza su un'attività come quella della formazione professionale, la quale, riveste una particolare importanza per l'esercizio delle professione ed in particolare di quella di revisore contabile. Infatti, poiché l'iscrizione nel registro dei revisori contabili non è riservata ai soggetti appartenenti all'Ordine dottori commercialisti e degli esperti contabili, l'attribuzione al suindicato Ordine di competenze relative alla formazione è idonea a conferire allo stesso la possibilità di discriminare quei soggetti che non risultino iscritti ad esso. La norma, invero, attribuisce al Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili un potere di proposta del regolamento per la formazione continua degli iscritti nel registro dei revisori dei conti, il quale sarà poi adottato con decreto del ministro della Giustizia di concerto con il ministro dell'Economia e delle Finanze. Tuttavia si rileva come già nella fase di predisposizione della proposta di regolamento il Consiglio nazionale può risultare in grado di orientare le scelte dell'amministrazione in materia di formazione professionale. Per quanto riguarda l'attività di vigilanza prevista all'articolo 7 del D.Lgs 28/2006, si osserva come tale attività si estrinseca in un vero e proprio controllo nei confronti degli iscritti al registro dei revisori contabili, controllo a seguito del quale possono scaturire dei provvedimenti del ministero della Giustizia di sospensione dall'attività di revisore, o di cancellazione dal registro. La delicatezza dell'attività di vigilanza potrebbe pertanto rendere necessario che l'organo a ciò deputato sia tale da garantire proprio in ragione della sua composizione un'effettiva terzietà ed imparzialità. Infatti il principio di imparzialità già richiamato dall'Autorità con riguardo al momento dell'accesso al mercato Segnalazione del 20 aprile 2005- AS 298-Disposizioni concernenti le libere professioni-su Boll. n. 16/2005 trova applicazione anche relativamente al momento di esercizio dell'attività professionale. L'Autorità è dell'avviso che il principio di imparzialità non possa essere salvaguardato da un organo che sia espressione di interessi particolari riconducibili solo ad una parte dei professionisti iscritti al medesimo registro. Il principio di imparzialità richiede che l'organo che svolga un'attività di formazione e soprattutto di vigilanza, nei confronti di una determinata categoria di professionisti iscritti in un apposito registro, sia tale da garantire proprio in virtù della sua composizione, un'effettiva terzietà ed imparzialità. Inoltre, l'affidamento della funzione di controllo ad un Ordine che, attraverso i propri iscritti, può contemporaneamente operare sul mercato in concorrenza con altri professionisti, assume specifica rilevanza sotto il profilo concorrenziale, in ragione del fatto che tale potere può attribuire alla categoria professionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili un ingiustificato vantaggio concorrenziale . La previsione di un siffatto duplice ruolo, in capo all'Ordine, appare limitare l'efficacia stessa dell'attività di controllo, che risulterebbe condizionata da un potenziale conflitto di interessi e di conseguenza potrebbe non essere svolta nel rispetto del principio di imparzialità. Si ricorda inoltre che l'Autorità ha in più occasioni auspicato l'abolizione delle riserve di attività previste a favore di talune categorie a danno di altre laddove non necessarie e sproporzionate segnalazione del 24 aprile 1997- AS089-Norme in materia di revisori contabilisu Boll. n. 16/1997 segnalazione del 10 dicembre 1998- AS159-riforma dell'assistenza fiscale-su Boll. n. 49/1998 segnalazione del 29 aprile 1999- AS173 Norme limitative e distorsive della concorrenzasu Boll. n. 17/1999 come pure nella segnalazione del 20 aprile 2005- AS 297-Istituzione dell'albo unico dei dottori commercialisti e degli esperti contabilisu Boll. 16/2005 . Nel caso di specie, le disposizioni di cui agli articoli 6 e 7 del Decreto Legislativo n. 28/2006, non sembrano proporzionate rispetto al fine che le medesime si propongono di conseguire. Quanto al parametro della necessarietà giova rilevare come non sembra esservi alcun interesse generale chiaramente articolato e legittimo non altrimenti tutelabile, per il raggiungimento del quale, le disposizioni in esame sarebbero necessarie. Laddove, infatti, la ragione giustificativa del D.Lgs 28/2006 fosse quella di migliorare e razionalizzare la gestione e la tenuta del registro dei revisori contabili, andrebbe esclusa la necessarietà delle misure contenute agli articoli 6 e 7, atteso che siffatti articoli disciplinano funzioni e competenze che poco hanno a che vedere con la mera tenuta del registro. Medesime considerazioni valgono con riguardo al parametro della proporzionalità. Il soddisfacimento di tale requisito sarebbe escluso dalla circostanza che si tratta di misure relative ad attività di formazione e vigilanza, che, in quanto tali, non avrebbero alcun nesso o collegamento con l'obiettivo di migliorare e razionalizzare la gestione e la tenuta del registro dei revisori contabili. Non essendovi alcun rapporto di strumentalità tra tali misure e l'obiettivo sopra individuato, ne deriva che tali misure non possono che risultare sproporzionate. In conclusione, le norme in esame attribuiscono ai dottori commercialisti ed esperti contabili una competenza esclusiva in materia di gestione del registro dei revisori dei conti e di formazione che non solo non appaiono giustificate, ma contrasterebbero con il principio di imparzialità e con la normativa a tutela della concorrenza, individuando i controllori deputati alla vigilanza tra gli stessi professionisti controllati. L'Autorità, pertanto, confida in un riesame della normativa in questione, al fine di adeguarla ai principi della concorrenza e del corretto funzionamento del mercato, sanciti dalla legge 287/90.