I paletti all'indennità di servizio esterno ai poliziotti di scorta

L'erogazione può essere riconosciuta solo a partire dal 1 giugno 1999. Per il periodo precedente spetta soltanto se il servizio era in condizioni di particolare disagio

Indennità di servizio esterno anche alle scorte, ma solo a decorrere dal primo giugno del 1999. A chiarirlo è stata la sesta sezione del Consiglio di Stato con la decisione 5694/06 depositata lo scorso 28 settembre e qui leggibile nei documenti correlati . Palazzo Spada ha respinto il ricorso di alcuni poliziotti che si erano visti negare dal ministero dell'Interno il riconoscimento del loro diritto a percepire l'indennità di servizio esterna prevista dal Dpr 395/05, del resto, erano stati inquadrati nella sezione scorte. I giudici di piazza Capo di Ferro hanno spiegato che il servizio di scorta non poteva considerarsi esterno in base alla normativa vigente, poiché il diritto alla percezione dell'indennità è stata estesa anche agli addetti al servizio scorta soltanto a decorrere dal primo giugno del 1999. Tuttavia, hanno concluso i consiglieri di Stato, il servizio esterno, per il quale l'articolo 12 del Dpr 147/90 e l'articolo del Dpr 395/95 prevedevano la corresponsione di una speciale indennità, era quello implicante una condizione di particolare disagio per il personale dipendente. Disagio che non si verificava per il servizio di scorta in quanto, a ritenere diversamente, si sarebbe dovuto ricomprendervi qualsiasi attività svolta fisicamente al di fuori dei locali dell'ufficio di appartenenza con evidente snaturamento della finalità della rivendicata indennità . cri.cap

Consiglio di Stato - Sezione sesta - decisione 30 maggio-28 settembre 2006, n. 5694 Presidente Giovannini - Estensore Luce Ricorrente Bordonaro ed altri Fatto Con sentenza 7965/03, del 3 dicembre 2003, il Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia respingeva il ricorso n. 889/2002 proposto dai nominativi indicati in premessa contro il ministero dell'Interno per il riconoscimento del loro diritto a percepire l'idoneità di servizio esterno prevista dal Dpr 395/95. Contro l'indicata sentenza i rubricati ricorrenti hanno proposto appello al Consiglio di Stato chiedendo, con ricorso notificato il 15 settembre 2004, la riforma della decisione di primo grado con l'accoglimento della domanda proposta al Tar ed il ricorso, nella resistenza della intimata amministrazione, è stato chiamato per l'udienza odierna al cui esito è stato trattenuto in decisione dal collegio. Diritto I rubricati appellanti, dipendenti della Polizia di Stato in servizio presso la Questura di Milano, assegnati in data antecedente al gennaio 1994, all'Ufficio prevenzione generale ed inquadrati nella sezione scorte , hanno chiesto il riconoscimento del diritto a percepire, per la svolta attività, l'indennità di servizio esterno prevista dal Dpr 395/95. Il Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia, con l'impugnata sentenza ha dichiarato l'infondatezza della pretesa perché il servizio di scorta non poteva considerarsi esterno in base alla normativa vigente, il diritto alla percezione della rivendicata indennità, peraltro estesa anche agli addetti al servizio di scorta soltanto a decorrere dal 1 giugno 1999. La decisione è contestata dai rubricati appellanti, i quali ne deducono l'erroneità in quanto il servizio espletato doveva considerarsi reso in ambiente esterno ed implicante come tale il riconoscimento del diritto alla corresponsione dell'indennità di cui all'articolo 12 del Dpr 147/90 sin dalla data di relativa istituzione. L'appello è infondato e va respinto. Ed invero, come ritenuto dal Tribunale amministrativo regionale, servizio esterno - per il quale l'articolo 12 del Dpr 147/90 ed articolo 9 Dpr 395/95 prevedevano la corresponsione di una speciale indennità - era quello implicante una condizione di particolare disagio per il personale dipendente derivante dall'esposizione a particolari agenti atmosferici ed a specifici rischi. Il che non si verificava per il servizio di scorta tout court in quanto, a ritenere diversamente, si sarebbe dovuto ricomprendervi qualsiasi attività svolta fisicamente al di fuori dei locali dell'ufficio di appartenenza con evidente snaturamento della finalità della rivendicata indennità cfr. CdS, Sezione seconda, 28 luglio 1998, parere n. 1252/97 . Al che va aggiunto il rilievo - anch'esso evidenziato dal Tribunale amministrativo regionale - che è stato l'articolo 11, comma primo del Dpr 254/99 ad estendere il rivendicato compenso di cui all'articolo 9, comma 1, del Dpr 395/99, anche al servizio di scorta prescrivendo tuttavia, - con una disposizione cui, per la sua stessa formulazione come pretenderebbero gli appellanti carattere ricognitivo di un principio già precedentemente in vigore - che l'operatività dell'estensione dovesse decorrere dal 1 giugno 1999. Ricorrono giusti motivi per la peculiarità della lite, per compensare le spese processuali. PQM Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione sesta, respinge l'appello e conferma la decisione impugnata. Spese compensate. Ordina che la presente decisione sia eseguita dall'Autorità amministrativa. 2 N.R.G. 8394/2004 FF