Sky, necessaria carta dei servizi a tutela dei consumatori

Respinto il ricorso dell'emittente di Murdock che, svolgendo attività di informazione in diversi settori, è stata considerata anche gestore di un pubblico servizio

Sky dovrà realizzare la carta dei servizi a tutela dei consumatori. Lo ha stabilito la sesta sezione del Consiglio di Stato con la decisione 1769/06 depositata lo scoro 5 aprile e qui leggibile nei documenti correlati . Palazzo Spada ha respinto il ricorso di Sky che da anni si opponeva a realizzare la carta dei servizi a tutela dei consumatori. I giudici di piazza Capo di Ferro confermando la sentenza dei colleghi capitolini hanno stabilito che l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni aveva titolo per emanare nel 2004 la direttiva, la 278/04/Csp, sulla carta dei servizi riferita alle offerte televisive a pagamento. La Carta, del resto, prescrive una serie di obblighi per gli operatori interessati, molti dei quali vanno nella direzione di standard di qualità minimi garantiti e di trasparenza contrattuale. Sky, tuttavia, aveva chiesto di annullare la delibera sostenendo che il proprio servizio non essendo quello di un gestore pubblico non poteva essere equiparato ai soggetti di cui si parla nel provvedimento. Una tesi però che non è stata condivisa dai consiglieri di Stato. Del resto, hanno continuato i giudici, Sky svolge attività di informazione in diversi settori e quindi è anche gestore di un pubblico servizio, per cui è soggetto all'adozione della carta dei servizi. Quanto poi alla televisione in chiaro di stampo tradizionale, hanno ricordato i magistrati amministrativi, non è un servizio a pagamento, del resto non è attivata per effetto di un abbonamento stipulato tra operatore e utente. Si tratta quindi di un servizio liberamente accessibile rispetto al quale l'utente non può vantare un diritto a prestazioni minimi e non è tenuto a controprestazioni da parte del creditore come nel servizio pay tv. cri.cap