Custodia e conservazione giudiziaria di veicoli e natanti, arrivano le nuove indennità

Da piazza Capo di Ferro disco verde alle tabelle aggiornate previste da uno schema di decreto messo a punto dai ministeri della Giustizia e dall'Economia. Per le altre categorie di beni le tariffe dovranno si rifaranno, in via residuale, agli usi locali

Via libera dal Consiglio di Stato alle tabelle per la determinazione delle indennità di custodia e di conservazione dei veicoli a motore e dei natanti sequestrati. A condizione, però, che all'interno del decreto ministeriale, e non solo nel suo preambolo, venga chiarito che le tariffe si applicano solo ed esclusivamente a tali beni, mentre per le altre categorie si ricorre in via residuale agli usi locali. Così Palazzo Spada con il parere 4567/05 qui leggibile nei documenti correlati ha rispedito al mittente lo schema di Dm messo a punto dal ministero della Giustizia di concerto con Via XX settembre. Ma andiamo con ordine. Gli articoli 58 e 50 del Dpr 115/02 Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di giustizia prevedono che al custode dei beni sequestrati, diverso dal proprietario, spetta un'indennità per la custodia e la conservazione degli stessi. Tali indennità sono determinate in base alle tariffe contenute nelle tabelle approvate con decreto del Guardasigilli, di concerto con il ministro dell'Economia Inoltre, proprio perché l'esigenza di armonizzare la prassi è particolarmente sentita nel campo dei sequestri dei veicoli a motore e dei natanti il Dipartimento degli affari di Giustizia Dag di Via Arenula ha scelto di limitare le prescrizioni solo a questi beni. Del resto, è estremamente difficile individuare tariffe omogenee per beni diversi, nei confronti dei quali si porrebbero problemi di individuazione delle dimensioni, delle condizioni di conservazione e di riferimento merceologico. Quindi per le categorie escluse la tariffa è determinata, in via residuale, secondo gli usi locali. Tuttavia, Piazza Capo di Ferro pur esprimendo parere favorevole sullo schema di decreto ministeriale ha suggerito al Dag di specificare non solo nel preambolo, ma anche all'interno del Dm che le tabelle valgono solo per la custodia e la conservazione dei veicoli a motore e dei natanti sequestrati. Malgrado tutto, i consiglieri di Stato hanno ammesso che in realtà il Dpr 115/02 auspicava che venissero introdotte tariffe per una pluralità di beni e non solo per quelli regolati dal Dm in questione. Visto che ciò non è possibile, ha concluso il Consiglio di Stato, sembra più coerente introdurre una norma generale che assicuri la residualità dell'applicazione degli usi locali, anche se riproduttiva, in buona sostanza, del precetto contenuto nel già citato comma 2 dell'articolo 58 del decreto presidenziale 115/02 . cri.cap .

Consiglio di Stato - Sezione consultiva atti normativi - parere 14 novembre 2005, n. 4567 Presidente Pajno - Estensore D'Agostino Oggetto ministero della Giustizia. Schema di decreto ministeriale recante Regolamento ex articolo 59 del Dpr 115/02, che approva le tabelle per la determinazione delle indennità di custodia . Premesso e considerato Riferisce l'Amministrazione che gli articoli 58 e 59 del Dpr 115/02, recante il testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di giustizia testo A prevedono, tra l'altro, le fattispecie di sequestri nelle quali spetta al custode dei beni, diverso dal proprietario o avente diritto, un'indennità per la custodia e la conservazione degli stessi. Le norme appena richiamate prescrivono altresì che tali indennità sono determinate in base a tariffe contenute in tabelle approvate con decreto del ministro della Giustizia, di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze, ai sensi dell'articolo 17, commi 3 e 4 della legge 400/88. Lo schema di atto in questione, attesa la sua esplicita natura regolamentare, è stato rimesso alla Sezione degli atti normativi del Consiglio di Stato, munito del concerto reso da parte del ministro dell'Economia e delle finanze. L'Amministrazione della giustizia sottolinea la ratio del provvedimento, preordinato a individuare un criterio unitario a livello nazionale per la determinazione delle tariffe, al fine di superare la molteplicità dei criteri utilizzati dagli uffici giudiziari in base alle diverse prassi seguite. A questo fine è stata esperita una istruttoria intesa ad acquisire le tariffe esistenti presso le Prefetture e a conoscere le loro modalità di applicazione, tenendo conto dell'orientamento della Corte di cassazione che, alla stregua di quanto ritenuto dalla pronuncia 13-21 aprile 1989, n. 230 della Corte costituzionale, ha ritenuto conforme al dettato costituzionale l'applicazione, nello specifico ambito in esame, delle tariffe applicate dalle Prefetture per i sequestri amministrativi. Sottolinea peraltro l'Amministrazione come l'esigenza di armonizzazione delle prassi sia particolarmente sentita nel campo dei sequestri relativi a veicoli a motore, attesa l'assoluta rilevanza anche statistica di tali provvedimenti, desumibile per quanto occorrer possa da dati di comune esperienza. Lo schema ha scelto di limitare le prescrizioni ai sequestri dei veicoli a motore e ai natanti, sul rilievo della estrema difficoltà di individuare tariffe omogenee per beni diversi, per i quali si porrebbero problemi di individuazione delle dimensioni, della deperibilità, delle condizioni di conservazione, di riferimento merceologico e via elencando. Per tali beni, la scelta dell'Amministrazione è di rimettersi alle prescrizioni dell'articolo 58, comma 2 del citato decreto presidenziale 115/02, secondo il quale l'indennità, quando non è prevista dalla tabella, è determinata, in via residuale, secondo gli usi locali. Il testo rimesso alla Sezione consta di 5 articoli così rubricati art. 1 Indennità per la custodia dei veicoli a motore art. 2 Indennità per la custodia dei natanti art. 3 Riduzione dell'indennità in relazione allo stato di conservazione del bene art. 4 Tabelle art. 5 Disposizioni finali e transitorie. Lo scrutinio delle singole disposizioni si conclude per la conformità delle stesse così che, sotto questo profilo, il giudizio sullo schema è senz'altro positivo. Si deve, tuttavia, rilevare come la decisione assunta dall'Amministrazione di evitare la normazione delle tariffe relative a beni diversi da veicoli a motore e natanti sia contenuta nel preambolo dello schema, ma non nell'articolato. È pur vero che il comma 2 dell'articolo 58 del citato testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia legittima di per sé, cioè in carenza di norma secondaria, il ricorso in via residuale agli usi locali si osserva, tuttavia, come una esplicita previsione nel regolamento renda lo stesso più coerente alla scelta di fondo del legislatore, che intendeva venissero introdotte tariffe per una pluralità di beni e non solo per quelli regolati in concreto dall'atto in esame. Ciò si desume dalla natura puramente residuale del ricorso agli usi locali, che, a ben vedere, è fattispecie del tutto secondaria rispetto a quella ordinariamente prevista da numerose disposizioni del codice civile ad es. articolo 1454, comma 2 1496 1520, comma 2 1521 1522 1657, 1736 1755, comma 2 che assegnano agli usi natura sussidiaria e non residuale di integrazione di fattispecie Cassazione civile, Sezione terza, 11911/02 . Versandosi in ambito pubblicistico, posto che la custodia di beni sottoposti a sequestro, costituisce attribuzione di un ufficio che non può essere rifiutato Cass. penale, Sezione seconda, 6772/98 , sembra più coerente introdurre una norma generale che assicuri la residualità dell'applicazione degli usi locali, anche se riproduttiva, in buona sostanza, del precetto contenuto del già citato comma 2 dell'articolo 58 del decreto presidenziale 115/02. PQM Nelle considerazioni che precedono è il parere della Sezione. 1 mb