L'incompatibilità ambientale per i carabinieri ha confini più ampi

La discrezionalità dell'Arma è superiore rispetto alla Pa trasferito il militare che ha una relazione con l'ex convivente di un pregiudicato

La relazione sentimentale con l'ex convivente di un pregiudicato può determinare il trasferimento per incompatibilità ambientale di un carabiniere. A stabilirlo è stato il Tar Trentino Alto Adige con la sentenza 374/05 depositata lo scorso 28 novembre e qui leggibile nei documenti correlati . Il tribunale ha respinto il ricorso di un carabiniere che si era visto trasferire da Trento a Bolzano poiché aveva intrapreso una relazione sentimentale con l'ex convivente di un affiliato all'associazione mafiosa sacra corona . Un flirt che lo aveva spinto anche a separarsi dalla moglie. I giudici di primo grado nel respingere il ricorso hanno chiarito che per trasferire un militare è sufficiente che esista il rischio di arrecare un nocumento all'immagine e al prestigio della Pa. Del resto, si legge nella sentenza, le esigenze di servizio, poste alla base di un provvedimento di trasferimento, non possono essere ricondotte esclusivamente a necessità organiche o ad impegni tecnico operativi, bensì a tutti quei motivi di opportunità che potrebbero compromettere l'ordinato svolgimento dei compiti istituzionali affidati ai militari. Infine, non bisogna dimenticare, hanno ricordato i giudici, che i provvedimenti di trasferimento per incompatibilità ambientale del personale militare o dipendente della Polizia di Stato, data la delicatezza delle funzioni svolte, sono caratterizzati da un'ampia discrezionalità superiore a quella riconosciuta alla Pa nei confronti della generalità dei dipendenti pubblici. cri.cap

Tar Trentino Alto Adige - Sezione di Trento - sentenza 10 novembre 2005, n. 374 Presidente Numerico - Relatore Conti Ricorrente Liuzzi Fatto Con ricorso notificato il 21 gennaio 2005 e depositato presso la Segreteria del Tribunale il successivo giorno 26, Liuzzi Vitantonio - Carabiniere Scelto - si grava avverso la determinazione del Comandante della Regione Carabinieri Trentino Alto Adige che ne ha disposto il trasferimento, per servizio, dalla Stazione di Lavis TN alla Stazione di San Candido BZ , quale addetto, senza alloggio di servizio. Il ricorrente articola le seguenti doglianze 1 Carenza assoluta di motivazione Sviamento di potere e difetto dei presupposti Contraddittorietà Illogicità manifesta Violazione della legge 241/90 2 Violazione di legge articolo 52, articolo 97 Carta costituzionale Eccesso di potere sul piano della logicità e del giusto trattamento Violazione di legge articolo 23 e articolo 28 del Dpr 545/86 Violazione di legge 382/78 Lesione del diritto alla salute nella forma del mobbing Si è costituita in giudizio l'intimata Amministrazione della Difesa, chiedendo il rigetto del gravame. Alla C.C. del 10 marzo 2005 è stata respinta la domanda cautelare di sospensione degli effetti dell'atto impugnato ordinanza 29/2005 . In data 2.11.2005 il ricorrente ha depositato certificato attestante la nascita a Cles il 24 ottobre 2005 di Liuzzi Valeria. Alla pubblica udienza del 10 novembre 2005 il ricorso è stato trattenuto in decisione. Diritto Con il ricorso all'esame, Liuzzi Vitantonio - Carabiniere Scelto - si grava avverso la determinazione del Comandante della Regione Carabinieri Trentino Alto Adige che ne ha disposto il trasferimento, per servizio, dalla Stazione di Lavis TN alla Stazione di San Candido BZ , quale addetto, senza alloggio di servizio. Il provvedimento impugnato è motivato anche con richiamo ob relationem alla situazione rappresentata dal Comando Provinciale Carabinieri di Trento con nota in data 15 ottobre 2004. Con tale atto cfr. il documento prodotto in giudizio dalla resistente Amministrazione in data 17 febbraio 2005 era stato evidenziato - che uno scritto anonimo fatto pervenire ai familiari del pregiudicato Mazzei Giancarlo - affiliato all'associazione mafiosa sacra corona e in stato di carcerazione a Vicenza - aveva segnalato che De Santis Loreta, già convivente del predetto, dal quale aveva avuto due figli, aveva intrapreso una relazione sentimentale con il carabiniere Liuzzi - che, dalle indagini svolte dal Comando di Compagnia, tale circostanza era risultata confermata, essendo emerso che il Liuzzi pernottava presso l'abitazione della De Santis e si era fatto notare in sua compagnia in pubblico anche durante note ed affollate manifestazioni di piazza in Cles, ove questa risiede - il militare aveva iniziato le pratiche per ottenere la separazione dalla moglie e aveva stretto rapporti di frequentazione con corregionali della De Santis e del Mazzei. Sulla base di tali presupposti, il Comando Provinciale dei Carabinieri di Trento aveva segnalato al superiore Comando la sussistenza di ragioni ostative alla permanenza del Liuzzi presso i reparti della Provincia di Trento, evidenziando che - dovevano ritenersi possibili atti ritorsivi nei confronti del carabiniere, attesa la pericolosità del pregiudicato in questione, appartenente a potente organizzazione mafiosa - la vicenda era divenuta nota all'opinione pubblica locale, considerato che la De Santis svolge attività di commessa presso un esercizio commerciale di Cles ed è conosciuta per le sua vicissitudini familiari - il comportamento assunto dal militare aveva provocato disdoro all'immagine dell'istituzione e avrebbe potuto condizionarlo nello svolgimento del servizio d'istituto. Il provvedimento del Comandante regionale impugnato - dopo aver richiamato la sovra esposta segnalazione in data 15 ottobre 2004 del Comando provinciale di Trento - rileva che tale situazione ha reso sconsigliabile e incompatibile la ulteriore permanenza del Car. Liuzzi Vitantonio nell'ambito di reparti della provincia di Trento per motivi ambientali funzionalmente correlati al servizio e strettamente connessi alla sua sicurezza ed incolumità . Con il primo motivo, il ricorrente allega difetto di motivazione, sostenendo che l'atto non si basa su fatti concreti, ma solo su congetture e supposizioni. Inoltre, pone in luce che il trasferimento avviene immotivatamente e da una sede di maggior rilevanza ad una di minore. Infine, prospetta l'esistenza di uno sviamento di potere, sostenendo che si sia assunta in via surrettizia una sanzione disciplinare, al di fuori della procedura prevista. Siffatte doglianze non sono fondate. Riguardo al difetto di motivazione va rilevato che l'atto impugnato risulta fornito di più che congruo supporto motivazionale. Invero, il Comando Regionale, traendo spunto da una segnalazione del Comando Provinciale di Trento attinente a fatti afferenti alla vita privata del carabiniere , ha valutato incompatibile, per motivi ambientali, l'ulteriore presenza del militare in reparti della provincia, e ciò al fine di tutelare lo stesso interessato e il prestigio della pubblica amministrazione. La giurisprudenza cfr. Tar Brescia 377/88 e 252/96 ha evidenziato che per il realizzarsi della fattispecie del trasferimento per incompatibilità ambientale è da ritenersi sufficiente la possibilità di nocumento, vale a dire l'attentato all'immagine e al prestigio dell'Amministrazione. Infatti, dato che l'interesse principale dell'atto ha come oggetto la protezione di un bene immateriale, vengono in sostanza a coincidere lesione del bene e messa in pericolo di esso cfr.sul punto CdS, Sezione sesta, 624/86 e di recente, Sezione quarta, 566/05 . Le ulteriori argomentazioni svolte dal ricorrente sono indirizzate a censurare le scelte operate dall'Amministrazione. Al riguardo è d'uopo rilevare che - laddove si tratta di tutelare la propria immagine - questa gode di potere discrezionale. Tale potere di ponderazione rimane sottratto al sindacato del giudice di legittimità, il quale non può entrare nel merito della valutazione compiuta dalla Pa, ma deve limitarsi alla constatazione che detta valutazione è stata logicamente condotta in base a fatti idonei, in astratto, a nuocere al prestigio dell'ufficio cfr. CdS, Sezione sesta, 127/89 e Tar Brescia 377/88 . Nella fattispecie all'esame, la ponderazione dell'interesse pubblico è rinvenibile laddove si riconosce che la situazione determinatasi è suscettibile di configurare un pericolo per il prestigio dell'Amministrazione e che il trasferimento persegue lo scopo di tutela dello stesso interessato. In relazione al secondo profilo, con cui si lamenta la mancata dimostrazione della sussistenza di specifiche ragioni di servizio attinenti al trasferimento presso la sede di San Candido, va rilevato che l'Amministrazione militare non è tenuta a dare contezza delle ragioni che presiedono al trasferimento di un militare da una sede di servizio ad un'altra, atteso che tali provvedimenti sono qualificabili come ordini che attengono ad una semplice modalità di svolgimento del servizio e, come tali, sono ampiamente discrezionali. Da ciò discende che rispetto ad essi non può riconoscersi una posizione soggettiva giuridicamente tutelata del militare alla sede di servizio, a fronte della quale sussista un onere di motivazione delle esigenze che giustificano il provvedimento cfr. CdS, Sezione quarta, 33/1997 . Inoltre, va ricordato che il trasferimento è stato disposto per servizio e, quindi, con oneri a carico dell'Amministrazione. La giurisprudenza ha sottolineato che le esigenze di servizio, poste a base di un provvedimento di trasferimento di un militare, non possono essere ricondotte esclusivamente a necessità organiche o ad impegni tecnico operativi, bensì a tutti quei motivi di opportunità che possono oggettivamente compromettere l'ordinato svolgimento dei compiti istituzionali affidati ai militari, e, pertanto, anche ad ipotesi di incompatibilità ambientale cfr. CdS, Sezione quarta, 33/1997 . In relazione al terzo profilo, il Collegio osserva che nel provvedimento impugnato non è dato rinvenire un intento punitivo -certamente illegittimo - nei confronti del dipendente, bensì l'adozione di un atto volto a tutelare l'immagine e il prestigio dell'Amministrazione. Con il secondo motivo, si lamenta in sostanza che sarebbe stato posto in essere, mediante il trasferimento, un comportamento integrante gli estremi del cosiddetto mobbing . Anche tale censura, alla stregua di quanto osservato in precedenza, deve essere disattesa. La fattispecie del mobbing presuppone, nell'accezione che va consolidandosi pur con varietà di accentuazioni in dottrina e giurisprudenza, una durevole serie di reiterati comportamenti vessatori e persecutori, tali da creare una situazione di sofferenza nel dipendente, che si concreta in un danno ingiusto, incidente sulla persona del lavoratore e, in particolare, sulla sua sfera mentale, relazionale e psicosomatica. Pertanto, per aversi mobbing ci si deve trovare di fronte ad una serie prolungata di atti volti ad accerchiare la vittima, a porla in posizione di debolezza, sulla base di un intento persecutorio sistematicamente perseguito cfr. Tar Lazio, Sezione terza, 6254/04 . Nulla di tutto ciò nella fattispecie, che attiene al mero trasferimento di sede del militare. Deve, invero, ribadirsi che i provvedimenti di trasferimento per incompatibilità ambientale del personale militare o dipendente dalla Polizia di Stato, data la delicatezza delle funzioni da questo svolte, sono caratterizzati da una discrezionalità particolarmente ampia, superiore a quella riconosciuta all'amministrazione nei confronti della generalità dei dipendenti pubblici, onde qui è sufficiente a motivare un'incompatibilità ambientale anche il riferimento a mere esigenze di tutela del prestigio dell'amministrazione rispetto a situazioni di semplice sospetto cfr. da ultimo, sul punto Tar Lazio, Sezione prima, 9825/04 e Tar Puglia Bari, Sezione prima, 4119/03 . Conclusivamente, il ricorso deve essere rigettato siccome infondato, tuttavia sussistono giusti motivi per farsi luogo alla compensazione delle spese di giudizio fra le parti. PQM Il Tar del Trentino - Alto Adige, sede di Trento, definitivamente pronunciando sul ricorso n. 22/2005, lo respinge. Spese del giudizio compensate. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'Autorità amministrativa.