Appello Sme: condanna confermata per Previti. La parola passa a Consulta e Cassazione

Sia la difesa che la Procura annunciano ricorso alla Suprema corte. Quasi una corsa contro il tempo la prescrizione senza le novità della ex Cirielli interverrà a ottobre del prossimo anno

Confermata la condanna a cinque anni a Cesare Previti nel processo d'appello Sme. Rispetto questa sentenza come si rispetta un colpo di pistola, un'esecuzione pianificata ha detto il deputato di Forza Italia che proprio il mese scorso era intervenuto in aula alla Camera per dire che rifiutava la possibile scappatoria offertagli dalla legge sulla prescrizione e la recidiva ex Cirielli perché confidava ancora nella giustizia italiana. La ex Cirielli è diventata legge martedì scorso, 29 novembre ed è ancora alla firma del Capo dello Stato e quindi, anche se fosse stata approvata, Previti non ne avrebbe potuto usufruire. Almeno in Corte d'appello per il procedimento Sme, forse in Cassazione per il procedimento Imi/Sir. La sentenza emessa ieri, venerdì 2 dicembre, dai giudici della Corte d'appello di Milano, che verrà pubblicata tra 70 giorni, ribadisce i cinque anni inflitti a Previti in primo grado nel 2003, così come è stata ribadita la condanna a quattro anni per Attilio Pacifico, mentre è stata ridotta la pena da otto a sette anni per l'ex Gip di Roma Renato Squillante. Tutti gli imputati sono stati prosciolti dall'accusa di aver aggiustato la causa civile relativa alla Sme, mentre sono stati condannati per corruzione in atti giudiziari Squillante, Previti e Pacifico in relazione ai 434 mila dollari partiti da un conto estero di Silvio Berlusconi e approdati, nel marzo 1991, su un deposito nella disponibiltà dell'allora capo dei Gip romani Squillante. Il mondo politico si è diviso tra quanti hanno definito la sentenza di Milano iniqua e sbagliata Centrodestra e quanti hanno invece ribadito la necessità di rispettare le sentenze evitando strumentalizzazioni Centrosinistra . Ma per quanto riguarda il processo Sme, il rischio prescrizione resta, perché adesso, la sentenza sarà impugnata, per motivi diversi, sia dalla procura generale che dalle difese e il giudizio della Cassazione per evitarlo dovrà arrivare prima dell'ottobre 2006. Per fortuna che la Cassazione sta a Roma - ha detto l'avvocato difensore di Previti, Giorgio Perroni - ricorreremo contro l'ennesima ridicola, ingiusta condanna a carico di Cesare Previti come spesso è accaduto in questi anni a Milano . Di sentenza non condivisibile ha parlato il legale di Silvio Berlusconi, Nicolò Ghedini non capisco come abbiano fatto i giudici a non decidere per l'assoluzione e anche a non aspettare la decisione della Corte costituzionale dal momento che mancava e manca poco tempo. Credo che questa sentenza verrà annullata dalla Cassazione . La Consulta, infatti, è stata chiamata in causa per decidere sul rigetto dei giudici milanesi al legittimo impedimento avanzato da Previti nel corso dei processi Imi/Sir e Sme e mercoledì scorso, 29 novembre, proprio mentre il Senato approvava definitivamente la legge ex Cirielli, escludendo dai nuovi termini di prescrizione i processi in corso, i legali di Camera e Senato chiedevano alla Corte costituzionale l'annullamento di alcune ordinanze d rigetto dei giudici milanesi. Ma soprattutto chiedevano l'annullamento delle sentenze di condanna inflitte al deputato forzista cinque anni per corruzione semplice in primo grado nell'ambito della vicenda Sme, undici anni per Imi/Sir, poi scesi a sette in appello condanne ingiuste perché i magistrati milanesi avrebbero eluso le regole di bilanciamento tra esigenze processuali e parlamentari. La decisione non dovrebbe arrivare prima di Natale e molto dipenderà a questo punto da quello che stabilirà la Consulta, perché se dovesse dare ragione a Previti e quindi riconoscergli il legittimo impedimento, la Cassazione non potrà non tenerne conto. Ma quella sul legittimo impedimento potrebbe non essere la sola decisione da prendere per la Corte costituzionale. Dopo l'approvazione della legge che rivede i termini di prescrizione per alcuni reati, il legale di Previti, Alessandro Sammarco, ha dichiarato di voler far ricorso alla Consulta per palese incostituzionalità della norma, nonostante il suo assistito avesse dichiarato in Aula alla Camera di non volerlo fare. Ricorso che ha già promesso anche il presidente dell'Unione delle camere penali italiane Ettore Randazzo, perché la norma creerebbe una ingiusta discriminazione tra i cittadini. Tra le dichiarazioni di voto finali fatte alla Camera il 10 novembre scorso, alcuni esponenti di Centrosinistra dichiararono che forse la norma era stata volutamente pensata come incostituzionale, proprio per poter poi ricorrere ai giudici delle leggi. Per il momento, ricorsi e decisioni della Consulta a parte, l'unica certezza è che le parti, anche per il processo Sme, faranno ricorso in Cassazione e che la prescrizione cancellerà il processo ad ottobre 2006. p.a.