Recidiva e valzer dei numeri: Castelli chiede chiarimenti alla Cassazione

Il Guardasigilli prese in esame le stesse percentuali ma io sono stato criticato. Cirielli modificherò il testo per la parte riguardante la prescrizione

Continua l'operazione trasparenza del ministro della Giustizia, Roberto Castelli sui dati riguardanti l'impatto del disegno di legge che modificherà i termini di prescrizione. Ieri il Guardasigilli ha pubblicato sul sito del ministero la risposta inviata al presidente della Corte di cassazione Nicola Marvulli sui dati elaborati dalla suprema Corte e ricevuti da via Arenula la scorsa settimana vedi tra gli arretrati del 7 ottobre 2005 con la quale vengono chiesti ulteriori chiarimenti. Sarebbe opportuno - ha scritto Castelli al primo Presidente - avere un'indicazione sui criteri usati per la scelta dei reati campionati, al fine di valutarne la rappresentatività, atteso che si tratta di un campione di 3.365 procedimenti pendenti su un complesso pari a circa 33.000 . E se sono stati criticati i miei numeri perché parziali, ha detto Castelli a Marvulli, sicuramente verranno criticati anche i Suoi. I numeri di via Arenula erano stati divulgati due giorni prima di quelli della Cassazione vedi tra gli arretrati del 5 ottobre 2005 , ed erano relativi alle Corti d'appello da più parti criticati perché parziali e incompleti, peraltro erroneamente trattandosi di campioni . A tal proposito - riporta ancora il Guardasigilli - è curioso notare che i Vostri uffici hanno preso in esame una percentuale di dati, pari al 12 % del totale, praticamente identica a quella dell'Ufficio statistica del ministero. Vi è pertanto da aspettarsi che, se sono stati criticati come insufficienti i risultati prodotti dal ministero, la stessa critica verrà rivolta anche ai Suoi uffici . Ma Castelli chiede agli uffici di piazza Cavour quali sono i reati più frequenti al fine di valutare la rappresentatività dei dati forniti . Inoltre - chiede ancora Castelli - se esistessero procedimenti pendenti con reati corrispondenti a quelli previsti dall'articolo 157, comma 1 n. 4 Cp, il cui tempo di prescrizione è di cinque anni e sui quali il Ddl 2055 non ha impatto difforme da quello previsto dalla vigente normativa, tali procedimenti andrebbero comunque tenuti presenti ai fini di una valutazione complessiva del disegno di legge in esame . Infatti, sostiene ancora il Guardasigilli, la proposta di legge prevede una prescrizione minima pari a sei anni più un quarto nel caso di interruzione che porta il termine di prescrizione a 7 anni e mezzo, esattamente identico a quello previsto dalla legge vigente, pari a cinque più un mezzo . E un ultimo chiarimento viene avanzato per quanto riguarda la recidiva Preso atto che la Corte ci segnala, doversi applicare il principio del favor rei e che pertanto gli aumenti del tempo di prescrizione previsti dal Ddl non potrebbero trovare applicazione, un'indagine esaustiva dovrebbe valutare l'impatto normativo in esame una volta pervenuto a regime, quando non esisteranno più casi per i quali è applicabile il principio del favor rei. Pertanto sarebbe opportuno valutare anche l'ipotesi di applicazione di aumento del tempo delle prescrizioni in presenza di recidiva . Un ultimo sassolino Castelli se lo toglie con la questione riguardante la percentuale dei procedimenti, argomento particolarmente a cuore al Guardasigilli. Segnalo - scrive il ministro - che gli uffici indicano come pendenti procedimenti in realtà di fatto prescritti o comunque esauriti. A questo proposito cito un dato da parte del Tribunale di Brescia che ha fatto una puntuale ricognizione dei procedimenti realmente pendenti presso i propri uffici . E da tale ricognizione risulterebbe che al 30 giugno di quest'anno i pendenti sarebbero 2559 mentre al contrario - dice Castelli - i dati trasmessi alla Direzione generale di Statistica del ministero relativi al secondo semestre 2005 evidenziano un totale di procedimenti pendenti pari a 11.691. In altri termini la pendenza effettiva rispetto a quella evidenziata dal Re.Ge è pari al 21% . Dato questo che non essendo realtà nazionale, dice il ministro non è rappresentativo ma ci induce a ritenere che il fenomeno sia serio, al punto che ho dato disposizione agli uffici di fare una ricognizione su un campione significativo degli Uffici giudiziari, avvalendomi anche della collaborazione dell'Ispettorato generale . Intanto sul fronte parlamentare, uno dei padri della riforma Edmondo Cirielli An , che ha poi disconosciuto questa sua paternità tanto da far passare alle cronache il provvedimento come ex Cirielli, ha promesso modifiche al testo. L'iniziativa sarebbe stata presa in accordo con il ministro della Salute Francesco Storace e con il ministro dell'Agricoltura Gianni Alemanno. Non è la prima volta che il partito di Storace e Alemanno prova a cancellare le norme sulla prescrizione già a Palazzo Madama infatti i due esponenti di An Roberto Salerno e Luigi Bobbio, avevano presentato emendamenti volti a ridurre gli effetti che la sospensione del processo avrebbe sul calcolo della prescrizione vedi tra gli arretrati dell'8 luglio 2005 . Al Senato l'operazione non è andata in porto mentre alla Camera non sarebbe la prima volta che l'ex primo firmatario bocci la sua ex proposta. p.a.