Per i consulenti del lavoro «i danni sono sotto gli occhi di tutti»

L’11 febbraio 2013 la Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, con la circolare n. 1, ha divulgato la Guida alle norme che penalizzano lo sviluppo, introdotte dalla Legge Fornero .

Il lavoro che non c'è, tutti gli ostacoli all'occupazione del 2013. Mancati provvedimenti, o provvedimenti che non tengono conto delle reali esigenze dei datori di lavoro, che ostacolano l’occupazione del 2013. L'anno non inizia sotto i migliori auspici, viste le difficoltà economiche in cui versano gli imprenditori . Questo l’ incipit della circolare che lascia trasparire un certo malcontento da parte dei consulenti del lavoro. Disoccupazione a livelli record. Con la circolare dell’11 febbraio, la Fondazione Studi esamina i casi eclatanti che da quest’anno bloccano le assunzioni, limitano le scelte dei datori di lavoro, aggravano i costi e contribuiscono in maniera considerevole ad implementare la disoccupazione italiana , che ha già raggiunto livelli record. Il presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, Rosario De Luca, che ha elaborato lo studio, ritiene che questo documento sia un elenco di criticità che fanno diventare illusoria la crescita dell'occupazione e che confermano la tendenza alla chiusura delle aziende . I danni sono sotto gli occhi di tutti . Il costo del lavoro, secondo De Luca, é una delle componenti più gravose della gestione aziendale ed è miope, oltre che autolesionista, continuare ad ignorarlo . Noi consulenti del lavoro aggiunge - che gestiamo mensilmente nei nostri studi le posizioni di 7 milioni di lavoratori, segnaliamo da tantissimo tempo questa criticità strutturale ma inutilmente le attenzioni sono sempre rivolte ad altri problemi . Senza sgravi di mobilità le assunzioni sono escluse. Tra le criticità elencate nella circolare, va sicuramente segnalata quella in merito all’assenza del provvedimento legislativo di proroga della mobilità per il 2013, e del relativo finanziamento, che comporta così un blocco degli incentivi e, conseguentemente, dell’occupazione. Imprese con un numero di dipendenti inferiore a 15 escluse dalla disciplina della mobilità. L'iscrizione nelle liste di mobilità dei lavoratori licenziati per giustificato motivo oggettivo da aziende che occupano anche fino a 15 dipendenti era prevista dalla Legge di Stabilità 2012, ma la proroga annuale all’articolo 4 legge n. 236/1993 - che consente ai lavoratori licenziati in forma individuale di essere iscritti nelle liste della piccola mobilità - e allo stanziamento necessario a finanziare gli incentivi per l’assunzione dei lavoratori iscritti in tali liste, non è stata inserita nella Legge di Stabilità 2013. Licenziamenti a pagamento L’Aspi sostituisce il trattamento di disoccupazione ma i maggiori oneri si legge nelle circolare n. 1 - ricadono sulle aziende. Inoltre, non si comprende perché a fronte di una pur giusta tutela dei lavoratori, si danneggino i datori di lavoro che procedono ai licenziamenti , nella maggior parte dei casi dovuti all’impossibilità di far fronte ad un elevatissimo costo del lavoro cui non corrispondono margini di utile adeguati. Costi aggiuntivi per il tempo determinato, era meglio di no? La Fondazione ha qualcosa da ridire anche sull’inasprimento della contribuzione dovuta all’Inps da parte delle aziende per i contratti a tempo determinato, a partire dallo scorso 1 gennaio non è certo aumentando la contribuzione su una determinata tipologia contrattuale che si spingono le aziende ad optare per scelte differenti .

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