Trattamento straordinario, la platea delle imprese beneficiarie si è ampliata

La Riforma del mercato del lavoro ha introdotto alcune modifiche all’attuale sistema delle tutele in costanza di rapporto di lavoro. E l’INPS, con le prime 2 circolari dell’anno nn. 1 e 2 , ha, da una parte, analizzato l’estensione dei trattamenti straordinari, ora riservati a un novero maggiore di imprese, e l’indennità di mancato avviamento del settore portuale, dall’altra ha affrontato gli aspetti riferiti alle forme di sostegno al reddito, quali mobilità e Ds speciale edile.

La Circolare n. 1/2013 dell’Inps analizza l’estensione dei trattamenti straordinari, ora riservati a un novero maggiore di imprese, e l’indennità di mancato avviamento del settore portuale. Esteso il trattamento straordinario di integrazione salariale. La legge di riforma n. 92/2012, con l’art. 3, comma 1, ha inserito all’art. 12 l. n. n. 223/1991, un nuovo comma, il 3- bis . A decorrere dal 1 gennaio 2013 le disposizioni in materia di trattamento straordinario di integrazione salariale e i relativi obblighi contributivi sono stati estesi alle imprese esercenti attività commerciali con più di 50 dipendenti da 51 a 200 ad agenzie di viaggio e turismo con più di 50 impiegati imprese di vigilanza con più di 15 dipendenti imprese del trasporto aereo e del sistema aeroportuale a prescindere dal numero di dipendenti. Diverse novità rispetto alla previgente disciplina. Fino al 31 dicembre 2012 dette imprese hanno avuto accesso al trattamento di integrazione salariale straordinario solamente sulla base di finanziamenti specifici, autorizzati annualmente nelle leggi di stabilità. La legge di riforma, inoltre, è intervenuta sulla fruizione del trattamento straordinario di integrazione salariale per un periodo massimo di 48 mesi. È stata abrogata la disciplina della durata speciale della cassa integrazione guadagni straordinaria per il personale, anche navigante, delle imprese del trasporto aereo e delle società di gestione aeroportuale la durata dell’indennità di integrazione salariale per detto personale, eventualmente sospeso dal 1 gennaio 2013, sarà dunque quella prevista in via generale in relazione alle differenti tipologie di causale. Mancato avviamento al lavoro per i lavoratori del settore portuale. L’indennità ora spetta ai lavoratori addetti alle prestazioni di lavoro temporaneo occupati con contratto di lavoro a tempo indeterminato nelle imprese e nelle agenzie di cui all’articolo 17, commi 2 e 5, l. n. 84/1994 di riordino della legislazione in materia portuale nonché ai lavoratori dipendenti dalle società derivate dalla trasformazione delle compagnie portuali ai sensi dell’articolo 21, comma 1, lettera b , della stessa legge. L’indennità è pari ad un ventiseiesimo 1/26 del trattamento massimo mensile di integrazione salariale straordinaria, comprensiva degli assegni per il nucleo familiare, ed è riconosciuta per un numero di giornate pari alla differenza tra il numero massimo di 26 giornate mensili erogabili e il numero delle giornate effettivamente lavorate in ciascun mese, incrementato del numero delle giornate di ferie, malattia, infortunio, permesso e indisponibilità. E per le aziende interessate da procedure concorsuali? Sono due le rilevanti novità in tema di concessione del trattamento di integrazione salariale straordinario per le aziende interessate da procedure concorsuali. In primis , sono modificati i requisiti previsti per la concessione del trattamento straordinario di integrazione salariale, di cui all’art. 3, comma 1, l. n. 223/1991 potrà riguardare soltanto le aziende per le quali sussistano prospettive di continuazione o di ripresa dell’attività e di salvaguardia, anche parziale, dei livelli di occupazione . In secundis , a partire dal 1 gennaio 2016, verrà abrogato l’intero articolo 3 l. n. 223/1991. L’intervento straordinario di integrazione salariale per le imprese assoggettate a procedure concorsuali non sarà più concedibile a partire da questa data. Il trattamento di sostegno al reddito non è più subordinato al rilascio della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro DID . L’articolo 4, comma 47, della legge di riforma ha abrogato, a partire dal 18 Luglio 2012, la normativa che subordina il diritto a percepire qualsiasi trattamento di sostegno al reddito al rilascio, da parte del richiedente, della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro o a un percorso di riqualificazione professionale c.d. DID . I lavoratori sospesi, beneficiari della tutela del sostegno a reddito in costanza del rapporto di lavoro, non sono più tenuti a rilasciare la predetta dichiarazione al datore di lavoro. Come corollario, questi non ha più l’onere di raccogliere e conservare presso di sé le dichiarazioni di immediata disponibilità mod. SR105 , sottoscritte dagli interessati al trattamento circolare INPS n. 133/2010 . A sostegno del reddito di chi perde il lavoro? Solo l’Aspi. La circolare n. 2/2013 riguarda i trattamenti di sostegno, mobilità e Ds edilizia, che sono destinati a scomparire dal 1 gennaio 2017, data in cui, l’Assicurazione sociale per l’impiego Aspi , in vigore dal 1 gennaio 2013, resterà l’unica prestazione a sostegno di chi perde il posto di lavoro. Dal vecchio al nuovo, ma in maniera graduale. Con lo scopo di garantire un graduale passaggio dal vecchio al nuovo sistema di prestazioni a tutela del reddito, la riforma introduce un regime transitorio, prevedendo per i lavoratori collocati in mobilità a decorrere dal 1 gennaio 2013 e fino al 31 dicembre del 2016 una graduale riduzione della durata dell’indennità secondo uno schema dettagliato, contenuto nella stessa circolare n. 2. Durante detto periodo transitorio, comunque sia, per la determinazione dei regimi di durata previsti nei diversi anni del quadriennio 2013 2016, continua ad essere applicato il criterio della data di licenziamento del lavoratore.

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