Accomandatari, deduzioni a tutto campo

I soci possono usufruire del vantaggio fiscale anche sulle perdite eccedenti il capitale sociale, per l'intero e non solo nella misura corrispondente alla loro partecipazione nella società

Per gli accomandatari deduzione a tutto campo. Infatti soltanto loro possono portare in deduzione le perdite eccedenti il capitale sociale, per l'intero, e non solo nella misura corrispondente alla loro partecipazione nella società. È quanto affermato dalla Corte di cassazione che, con la sentenza n. 12332 del 24 maggio 2006, ha accolto il ricorso di un contribuente dando interpretazione all'articolo 8 del Tuir. Il principio generale dettato dalla norma , hanno scritto i giudici di Palazzaccio, è che le perdite delle società in nome collettivo in accomandita semplice, nonché quelle di società semplici e delle associazioni derivanti dall'esercizio di arti e professioni, si sottraggono dal reddito di ciascun socio in misura proporzionale alla sua quota di partecipazione di società . Unica eccezione, continua il Collegio, è quella dettata, nel secondo periodo dello stesso secondo comma, per i soci accomandanti, per i quali, vista la loro limitata responsabilità per le obbligazioni sociali, la possibilità di dedurre le perdite sociali è ridotta alla parte non eccedente il capitale sociale. Poiché, tuttavia, delle perdite che vanno oltre il capitale sociale, gli accomandatari rispondo illimitatamente, è evidente che la norma dev'essere interpretata nel senso che l'intera perdita eccedente il capitale sociale dev'essere suddivisa tra soci accomandatari in proporzione della loro partecipazione . Non si vede perché il legislatore avrebbe voluto rendere fiscalmente irrilevante, in contrasto con il principio su cui poggia la società in accomandita, la perdita corrispondente alle quote di partecipazione degli accomandanti. Sulla base di questi motivi la Cassazione ha accolto il ricorso di un socio accomandatario con una quota pari al 51% in una società che contava un solo altro accomandatario con quota del 10% la cui perdita eccedente il capitale sociale gli va sottratta nella misura dei 51/61. Deb. Alb.

Cassazione - Sezione tributaria - sentenza 18 aprile-24 maggio 2006, n. 12332 Presidente Saccucci - Relatore D'Alessandro Pm Carestia - conforme - Ricorrente Barocci Svolgimento del processo Leonardo Barocci propone ricorso per cassazione, affidato a due motivi, contro la sentenza con la quale la Ctr della Toscana, accogliendo l'appello dell'Ufficio, ha respinto l'impugnativa proposta dal contribuente contro un avviso di accertamento relativo ad Irpef 1989, con il quale era stata ridotta la perdita di partecipazione dichiarata in una società in accomandita semplice. Si afferma nella sentenza impugnata, disattendendo la tesi del contribuente, che l'articolo 8, comma 2, del Dpr 917/86 - secondo cui le perdite delle società in accomandita semplice si sottraggono per ciascun socio in proporzione al conferimento e, quanto ai solitoci accomandatari, anche oltre l'ammontare del capitale sociale - va interpretato, nel senso che le perdite che superano l'ammontare del capitale sociale, per la parte eccedente la quota spettante ai soci accomandatari, restano prive di rilevanza fiscale. L'Amministrazione non si è costituita. Motivi della decisione 1. Con il primo motivo il ricorrente censura la sentenza impugnata sotto il profilo della falsa ed erronea applicazione dell'articolo 8, comma 2 del Dpr 917/86. Lamenta il contribuente l'erroneità della tesi interpretativa accolta dal giudice di appello, assumendo che la norma debba viceversa interpretarsi nel senso che le perdite eccedenti il capitale sociale possano essere portate in deduzione, tra i soli soci accomandatari, per l'intero e non solo nella misura corrispondente alla loro partecipazione nella società. 1.1. Il motivo è fondato. Il principio generale dettato dall'articolo 8, comma 2, del Dpr 917/86 è che le perdite delle società in nome collettivo e in accomandita semplice, nonché quelle delle società semplici e delle associazioni derivanti dall'esercizio di arti e professioni, si sottraggono dal reddito di ciascun socio in misura proporzionale alla sua quota di partecipazione alla società. Unica eccezione a tale principio è quella dettata, nel secondo periodo dello stesso comma, per i soci accomandati, per i quali - stante la loro limitata responsabilità per le obbligazioni sociali - la possibilità di dedurre le perdite sociali è ridotta alla parte che non eccede il capitale sociale. Poiché, tuttavia, dalle perdite eccedenti il capitale sociale i soci accomandatari rispondono illimitatamente, è allora evidente che la norma, tenuto conto della sua in equivoca ratio, va interpretata nel senso che l'inera perdita eccedente il capitale sociale deve essere suddivisa tra i soci accomandatari in proporzione della loro partecipazione, non rinvenendosi ragione alcuna in base agli ordinari criteri ermeneutica, per ritenere che il legislatore abbia inteso - come invece sostiene il giudice di secondo grado - rendere fiscalmente irrilevante, in contrasto con il principio generale che si è sopra individuato, la perdita corrispondente alle quote di partecipazione degli accomandanti. Si tratta, del resto, della soluzione interpretativa sostenuta dalla stessa Agenzia delle entrate nella risoluzione 152/2001. Ne consegue che, nel caso di specie, risultando dalla sentenza impugnata l'esistenza di due soci accomandatari, l'uno l'odierno ricorrente con una quota pari al 51% e l'altro con una quota pari al 10%, la perdita eccedente il capitale sociale va sottratta, quanto al primo socio accomandatario, nella misura dei 51/61 e, quanto al secondo, nella misura dei 10/61. 2. Resta assorbito il secondo motivo, con il quale si deduce un vizio di motivazione. 3. La sentenza impugnata va pertanto cassata, con rinvio ad altra sezione della Ctr della Toscana, che farà applicazione del principio di diritto enunciato sub 1.1. e provvederà anche sulle spese del presente giudizio. PQM La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese, ad altra sezione della Ctr della Toscana.