Corsia preferenziale ""libera"" per i ciclomotori

La sanzione non vale per i mezzi a due ruote perché non creano intralcio

Sanzione amministrativa, i ciclomotori che circolano nella corsia preferenziale, non intralciano il servizio di pubblico trasporto. La seconda sezione civile della corte di Cassazione con la sentenza 263311/06, depositata il 7 dicembre, e qui integralmente leggibile tra gli allegati, accoglie il ricorso avverso un verbale di contravvenzione. Il caso, prospettato all'attenzione della Corte, ha riguardato una sentenza del Giudice di Pace di Roma. Il giudice, respingeva il ricorso sull'assunto che la presenza del motociclo sulla corsia riservata ai mezzi pubblici determinava una situazione di intralcio per il sevizio di trasporto, così come da verbale. Il contravventore, però, è ricorso in Cassazione lamentandosi in primis di un errata applicazione da parte del giudice dell'articolo 384 lettera d, del Codice della Strada, e con un secondo motivo ,invece, affermava che la situazione d'intralcio non si era venuta a creare date le caratteristiche oggettive e del ciclomotore e della strada. La Cassazione, ha ,infatti, accolto il ricorso in questione sulla base che il Giudice non aveva ritenuto alcune circostanze di fatto aventi, invece, rilevanza decisiva. Afferma la Corte che nel caso, come da ricorso introduttivo della parte, il Giudice avrebbe dovuto considerare che date le esigue dimensioni del ciclomotore non poteva crearsi intralcio per la circolazione. Difatti, il ricorrente aveva libertà di manovra sia per le sue caratteristiche precipue sia per la mancanza di cordoli che restringessero la carreggiata . Inoltre, si fa rilevare che il tutto avveniva in un momento di scarso traffico,dato l'orario della contestazione.