Restrizioni all'accesso per i medici di base Ssn anche in Lombardia

Le condizioni previste per il bando delle zone carenti, a parere dell'Authority, non sono fondate su motivazioni sufficienti e sono sfavorevoli anche agli utenti del servizio sanitario

Ancora una volta il Garante per la Concorrenza torna a bacchettare un'amministrazione per le regole restrittive in materia di accesso alla professione di medico di medicina generale in convenzione con il Sistema sanitario nazionale Ssn . Stavolta tocca alla Lombardia e il presidente dell'Antitrust, con una segnalazione il cui testo è qui leggibile come documento correlato al presidente della Regione, Roberto Formigoni, ha ricordato i profili già contestati ad altri enti territoriali Calabria e Toscana, vedere anche nella nostra sezione Arretrati nelle edizioni rispettivamente del 5 novembre 2005 e 21 luglio 2006 sulla materia. La previsione controversa - che trova il suo fondamento in una delibera di Giunta regionale del '99 - è quella relativa alla sospensione delle pubblicazione delle zone carenti a fronte di alcune condizioni. Più precisamente si rende possibile la nomina di un nuovo medico solo se in una zona ove operano diversi medici di base la differenza tra la somma dei massimali potenziali di tutti i medici attivi in tale ambito e la somma di tutti gli assistiti dei medesimi medici è inferiore a 500 assistiti . In altri termini, la zona carente non viene bandita se tale valore risultante è invece superiore. A detta dell'Antitrust si tratta di una restrizione ingiustificata, che non trova neppure motivazioni idonee - tra gli elementi forniti dalla Regione - quali obiettivi di efficienza o di contenimento della spesa. Tuttavia gli effetti di queste misure sono evidenti gli assistiti dovranno scegliere un medico di base che, in virtù delle regole che bloccano i bandi, si troverà sempre ad assistere un numero molto elevato di cittadini. Inoltre si frena l'accesso alla professione di molti sanitari. L'eliminazione di queste procedure, segnala l'Authority, avrebbero un risvolto positivo in un più ampio accesso alla professione ma anche in termini di più ampia tutela del diritto alla salute dei cittadini. m.c.

Autorità garante della concorrenza e del mercato Accordo tra la Regione Lombardia e le OO.SS. di categoria per la medicina generale Segnalazione del 16 ottobre 2006 Nell'esercizio del potere di segnalazione di cui all'articolo 21 della legge 287/90, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato intende formulare alcune osservazioni in merito alle modalità di accesso alla professione di medico di medicina generale convenzionato con il sistema sanitario nazionale nella regione Lombardia, disciplinate nella delibera della Giunta Regionale n. 42041 del 19 marzo 1999, recante Accordo tra la regione Lombardia e le OO. SS. di categoria per la medicina generale , adottata in attuazione dell'Accordo collettivo nazionale per la medicina generale recepito con Dpr 207/00. Come noto, l'Accordo regionale suindicato contiene una disposizione, rubricata La rilevazione degli ambiti carenti di medicina generale , che prevede la sospensione delle pubblicazioni delle zone carenti in presenza di determinate condizioni. In particolare, secondo la previsione, un nuovo medico di base può essere nominato quindi la zona carente può essere bandita , soltanto se in un dato ambito, in cui operano diversi medici di base, la differenza tra la somma dei massimali potenziali di tutti i medici attivi in tale ambito e la somma di tutti gli assistiti dei medesimi medici è inferiore a 500 assistiti. In altri termini, secondo tale previsione, la zona carente non viene bandita ma sospesa, se la differenza tra i due valori su indicati è superiore a 500. Con riferimento a tale previsione, l'Autorità - in linea con le segnalazioni AS315 Modalità di Accesso alla professione di medico di medicina generale convenzionato con il Sistema Sanitario Nazionale nella Regione Calabria del 19 ottobre 2005 e AS347 Accordo della Regione Toscana relativo ai medici di medicina generale del 26 giugno 2006 - ritiene che essa comporti effetti restrittivi nell'accesso alla libera professione di medico di base in Lombardia. In particolare, tale previsione produce il duplice effetto di ridurre ingiustificatamente il numero di medici di base attivi in un determinato ambito territoriale e di restringere la scelta da parte degli assistiti del proprio medico di base. Assistiti danneggiati anche per il fatto che dovranno scegliere un medico di base che, a causa della sospensione dei bandi per le zone carenti, si trova ad assistere un numero maggiore di cittadini. L'Autorità sottolinea, inoltre, che, sulla base degli elementi forniti dalla Regione Lombardia, non emergono motivazioni idonee a giustificare tale restrizione, quali obiettivi di efficienza organizzativa ovvero di contenimento della spesa pubblica. Sulla base delle esposte considerazioni, l'Autorità auspica una modifica della previsione in questione, al fine di eliminare dal testo dell'accordo la sospensione delle procedure per colmare le zone carenti di medici di base, nell'ottica di consentire l'effettivo accesso alla professione di medico di medicina di base in Lombardia e di garantire agli utenti del servizio sanitario nazionale una più ampia tutela del diritto alla salute. Infine, l'Autorità intende sottolineare che il medesimo auspicio venga considerato anche in sede di recepimento del futuro accordo regionale sulla medicina generale che darà attuazione al più recente accordo nazionale del 23 marzo 2005.