Decentramento del ministero della Giustizia, approvato l'ultimo decreto

L'iniziativa dettata dall'imminente scadenza della delega. Il Guardasigilli preannuncia però un disegno di legge per superare le incongruenze

Il Consiglio dei ministri di venerdì ha approvato in via definitiva l'ultimo decreto legislativo, legato alla riforma dell'ordinamento giudiziario, riguardante il decentramento del ministero della giustizia. Un atto dovuto, dal momento che la delega della legge 150/05 scadeva il 30 luglio prossimo e che se non fosse stato presentato in Consiglio dei ministri avrebbe dovuto ricominciare da capo il suo iter con l'esame delle commissioni competenti. Il provvedimento era stato stoppato durante la scorsa legislatura dall'allora Capo dello Stato per alcuni aggiustamenti tecnici, in parte recepiti ma in parte rimandati ad un disegno di legge a parte di cui ha dato notizia lo stesso Guardasigilli. Non è stato possibile in questa fase apportare le modifiche chieste da Ciampi, ndr alle quali, peraltro, il mio dicastero sta lavorando già da settimane e che si tradurranno in un disegno di legge che approderà anch'esso al più presto in Consiglio dei ministri aveva detto Mastella qualche giorno fa. Nel decreto del precedente Governo, aveva spiegato il Guardasigilli vi sono infatti ancora delle incongruenze, mentre è mia intenzione valorizzare la figura dei dirigenti amministrativi preservando, al contempo, il ruolo dei magistrati che sono a capo degli uffici. Il decentramento del ministero è una prospettiva che va perseguita, ma evitando conflittualità fra centro e periferia e garantendo una guida nazionale ad alcune aree funzionali come quella dell'informatica e delle statistiche. Non si può poi in alcun modo tralasciare la necessità di contenere i costi, in un momento estremamente difficile per questo dicastero e per il Paese che punta al risanamento dei conti pubblici . Il testo ripartisce le competenze tra capo dell'ufficio giudiziario e dirigente amministrativo senza prevedere però un meccanismo interno per risolvere casi di possibili contrasti vengono trasferite e decentrate ai dirigenti degli uffici di cancelleria, alle direzioni regionali ed interregionali alcune attribuzioni del ministero, ma per un'attuazione completa serviranno ulteriori disposizioni di attuazione. Il decreto, infine punta sull'informatizzazione dell'intero sistema, affermazione che necessita di conseguenti fondi. Ma proprio la mancanza di copertura è alla base del provvedimento che entrerà a regime a novanta giorni dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Nel frattempo l'esecutivo, come ha preannunciato il ministro Mastella, avrà presentato gli aggiustamenti e se non ci saranno intoppo parlamentari sempre nei novanta giorni di tempo dovrebbe essere approvato dal Parlamento. Altrimenti entrerà in vigore l'ennesima disposizione zoppa.