Associazioni sportive dilettantistiche, per i proventi oltre 250.000 euro stop alle agevolazioni

di Salvatore Albanese

Per le associazioni sportive dilettantistiche cessano le agevolazioni dal mese successivo a quello in cui l'importo dei proventi conseguiti supera oltre i 250 mila euro e, quindi, si ritorna al regime tributario ordinario, sia per l'Iva che per le imposte sui redditi. di Salvatore Albanese Premessa In attuazione della legge 289/02 va subito detto che per le associazioni sportive dilettantistiche che hanno esercitato l'opzione per il regime speciale della legge 398/91 1 e che superano il limite di ricavi previsto, l'agevolazione cessa a partire dal mese successivo a quello in cui è avvenuto il superamento. Ciò è quanto statuisce la risoluzione n. 123/E del 7 novembre 2006 dell'Agenzia delle Entrate. La funzione sociale delle associazioni sportive dilettantistiche è stata riconosciuta sul piano normativo, dall'articolo 7 della legge 186/04. L'attuazione dei benefici fiscali, previsti dall'attuale normativa, resta ristretta alle associazioni riconosciute dal C.O.N.I. e inserite in un apposito elenco approntato dallo stesso, nel quale possono essere incluse le sole associazioni sportive dilettantistiche i cui statuti siano adeguati alla vigente normativa in materia 2 . La disciplina fiscale Le associazioni sportive dilettantistiche devono essere qualificate come enti non commerciali e seguono il regime fiscale di quest'ultimi. Nel nostro ordinamento giuridico esiste una disciplina fiscale generale degli enti non commerciali, contenuta nel D.Lgs 460/97 3 , e svariati interventi normativi specifici riguardanti le sole associazioni sportive dilettantistiche. Il legislatore fiscale ha individuato gli enti non commerciali, quali enti soggetti all'imposta sul reddito delle società, all'articolo 73 già articolo 87 , comma 1, lettera c del TUIR - Tu delle Imposte sui Redditi, Dpr 917/86 e successive modifiche e integrazioni. Tale articolo così recita Sono soggetti all'imposta sul reddito delle società gli enti pubblici e privati diversi dalle società, residenti nel territorio dello Stato, che non hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali . L'articolo 90 della legge 289/02, modificato dal Dl 72/2004, convertito con modificazioni dalla legge 128/04, contiene disposizioni tese ad agevolare lo sviluppo del settore sportivo dilettantistico. Lo stesso articolo è stato, altresì, integrato dall'articolo 1, comma 470, della legge 311/04, con decorrenza dal 1 gennaio 2005. Le associazioni sportive dilettantistiche possono fruire delle vigenti agevolazioni fiscali soltanto ove uniformino gli atti costitutivi e gli statuti a quanto disposto dal detto articolo 90 legge 289/02, commi 17 e 18. Tale adeguamento è stato definito come condizione necessaria per l'acquisizione, o per il mantenimento dello status di associazione sportiva dilettantistica ai soli fini fiscali . PARERE FORNITO DALL'AGENZIA DELLE ENTRATE L'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 123/E del 7 novembre 2006 interviene a seguito di un'istanza di interpello tendente a conoscere quale sia il regime tributario da applicarsi ai fini IVA e ai fini delle imposte sui redditi nel caso in cui una associazione sportiva dilettantistica superi, durante il periodo d'imposta, il limite di importo di 250.000 euro 4 . Ai sensi dell'articolo 1, comma 2 della legge 398/91, Nei confronti dei soggetti che hanno esercitato l'opzione di cui al comma 1 e che nel corso del periodo d'imposta hanno superato il limite , cessano di applicarsi le disposizioni della presente legge con effetto dal mese successivo a quello in cui il limite è superato . Alle associazioni sportive dilettantistiche che si avvalgono della legge 398/91, si applica la seguente disposizione contenuta nel comma 2, lettere a e b dell'articolo 25 legge 133/99, così come modificata dall'articolo 37 legge 342/00 non concorrono a formare il reddito imponibile, per un numero di eventi complessivamente non superiore a due per anno e per un importo non superiore al limite annuo complessivo fissato con decreto del ministro delle Finanze, di concerto con il ministro del Tesoro, del bilancio e della programmazione economica 5 e con il ministro per i Beni e le attività culturali a i proventi realizzati dalle associazioni nello svolgimento di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali b i proventi realizzati per il tramite della raccolta pubblica di fondi . Queste considerazioni normative sono sufficienti a trarre le conclusioni di cui in premessa e cioè che con il venir meno dei requisiti per l'applicazione dei regimi agevolativi si ripristina il regime tributario ordinario sia IVA che II.DD. Ciò è quanto contenuto anche nella circolare n. 1 dell'11 febbraio 1992, parte 2, 6 ove è stato ribadito, in proposito, che L'obbligo della tenuta delle scritture contabili e gli obblighi previsti al titolo II del Dpr 633/72, considerati nel comma 1 dell'articolo 2 della legge in rassegna, cessano con l'inizio degli effetti dell'opzione e, del pari, vengono ripristinati con la revoca della stessa o con il venir meno dei requisiti prescritti per fruire delle disposizioni recate dalla legge medesima, con la conseguenza che nel corso di uno stesso periodo d'imposta possono eventualmente concretizzarsi due diversi regimi tributari. In definitiva , gli obblighi degli adempimenti contabili ai fini delle imposte sul reddito ed ai fini IVA così come i criteri di determinazione del reddito previsto per le imprese in contabilità semplificata ed, eventualmente, in ordinaria, nonché gli adempimenti IVA nei modi normali permangono fino al momento dal quale ha effetto l'eventuale opzione e vengono ripristinati dal momento in cui cessa l'effetto dell'opzione medesima . Da quanto sopra consegue che, in caso di superamento del limite previsto per l'accesso alle disposizioni tributarie di favore contemplate dalla legge 398/91, le disposizioni ordinarie si applicano, sia agli effetti dell'Iva sia delle imposte dirette, a partire dal mese successivo. Di conseguenza, così come stabilisce la risoluzione dell'Agenzia delle Entrate n. 123 del 07/11/2006, se il limite viene superato in corso d'anno, il soggetto avrà, ai fini di entrambi i settori tributari IVA e II.DD. due frazioni del medesimo esercizio sottoposte a differenti regimi. L'Agenzia delle Entrate, più specificatamente, ha statuito nella risoluzione in parola, che nel caso che un'associazione sportiva acquisisca nel periodo d'imposta proventi per l'esercizio di attività commerciali superiori a 250.000 euro, si determinano sia ai fini IVA sia ai fini delle imposte sui redditi, due distinti periodi soggetti a differenti regimi tributari 1 dall'inizio del periodo d'imposta fino al mese in cui è avvenuto il superamento del limite dei 250.000 euro, il reddito imponibile sarà determinato, l'IVA sarà applicata e gli adempimenti contabili saranno posti in essere secondo il regime agevolativo recato dalla legge 398/91 e successive modificazioni 2 dal mese successivo all'avvenuto superamento del predetto limite, fino alla fine del periodo d'imposta, si applicherà il regime tributario ordinario sia con riferimento alla determinazione dell'imposta che ai fini degli adempimenti contabili. 1 Ai sensi dell'articolo 1, comma 2 della legge 398/91, nei confronti dei soggetti che hanno esercitato l'opzione di cui al comma 1 e che nel corso del periodo d'imposta hanno superato il limite , cessano di applicarsi le disposizioni della presente legge con effetto dal mese successivo a quello in cui il limite è superato . 2 Il Registro Nazionale delle Associazioni e Società Sportive dilettantistiche è lo strumento che il Consiglio Nazionale del Coni ha istituito per confermare definitivamente il riconoscimento ai fini sportivi alle associazioni/società sportive dilettantistiche, già affiliate alle Federazioni Sportive Nazionali, alle Discipline Sportive Associate ed agli Enti di promozione sportiva. Le associazioni/società iscritte al Registro saranno inserite nell'elenco che il Coni, ogni anno, deve trasmettere ai sensi della normativa vigente all'Agenzia delle Entrate. 3 Il D.Lgs 460/97 ha introdotto nel nostro ordinamento giuridico la figura delle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale rientrano in tale categoria gli enti non commerciali che operano in particolari settori di interesse collettivo per il perseguimento di finalità di solidarietà sociale tra queste attività rientra lo sport dilettantistico rivolto a categorie svantaggiate. L'anagrafe unica delle ONLUS è attualmente istituita presso il ministero delle Finanze le associazioni sportive dilettantistiche, entro 30 giorni dalla loro costituzione, devono darne comunicazione alla Direzione Regionale delle Entrate territorialmente competente utilizzando l'apposito modello. Le ONLUS devono obbligatoriamente adeguare il proprio statuto alle norme previste dal D.Lgs 460/97 e nella loro denominazione includere la sigla ONLUS . 4 L'articolo 90, comma 2, legge 289/02 ha ulteriormente elevato l'importo previsto dal primo comma a 250.000 euro. 5 Competenza ora unificata nel ministero dell'Economia e delle Finanze. 6 La circolare del 11/02/1992 n. 1 - parte 2 del ministero delle Finanze - imposte dirette - illustra le disposizioni tributarie relative alle associazioni sportive dilettantistiche introdotte dalla legge 398/91 in materia di regime forfetario particolare per Iva ed imposte dirette, con particolare riguardo all'esercizio dell'opzione ed ai suoi effetti. ?? ?? ?? ?? 2

Agenzia delle Entrate Direzione centrale normativa e contenzioso Risoluzione 7 novembre 2006 n. 123 Oggetto Istanza di interpello - Articolo 1 della legge 398/91 -Superamento nel periodo d'imposta del limite d'importo di 250.000 euro - Associazione sportiva dilettantistica Alfa L'associazione sportiva dilettantistica Alfa, che ha optato per il regime tributario agevolato recato dalla legge 398/91 e successive modificazioni, chiede di conoscere quale sia il regime tributario da applicarsi ai fini IVA e ai fini delle imposte sui redditi nel caso in cui essa superi, durante il periodo d'imposta, il limite di importo di 250.000 euro. SOLUZIONE INTERPRETATIVA PROSPETTATA DAL CONTRIBUENTE Relativamente all'IVA, l'associazione interpellante ritiene che qualora il limite di importo di 250.000 euro venga superato in corso d'anno, l'applicazione dell'imposta secondo il regime ordinario dovrà avvenire dal mese successivo a quello in cui il predetto limite viene superato. Ai fini delle imposte sui redditi, Alfa ritiene che in caso di superamento nel corso del periodo d'imposta del limite di 250.000 euro, il regime agevolato di cui alla legge 398/91 deve, comunque, essere applicato ai proventi annuali complessivamente realizzati. In subordine, nell'ipotesi in cui non dovesse essere condiviso l'orientamento interpretativo sopra rappresentato ai fini delle imposte sui redditi, l'associazione istante ritiene di poter adottare due distinti regimi tributari e contabili nell'ambito dello stesso periodo d'imposta - nella prima frazione dell'anno, fino al mese di superamento del limite di 250.000 euro, potrebbe essere applicato il regime agevolato di cui alla citata legge 398/91 - nella seconda frazione dell'anno, l'associazione potrebbe tenere una contabilità analitica con redazione di un rendiconto a costi e ricavi, con applicazione delle regole ordinarie di determinazione del reddito. Parere dell'agenzia delle entrate L'articolo 1, comma 1 della legge 398/91, come sostituito dall'articolo 25 della legge 133/99 prevede che le associazioni sportive e relative sezioni non aventi scopo di lucro, affiliate alle federazioni sportive nazionali o agli enti nazionali di promozione sportiva riconosciuti ai sensi delle leggi vigenti, che svolgono attività sportive dilettantistiche e che nel periodo d'imposta precedente hanno conseguito dall'esercizio di attività commerciali proventi per un importo non superiore a lire 360 milioni possono optare per i particolari regimi agevolativi previsti ai fini IVA e delle imposte sui redditi dai successivi articoli della stessa legge n. 398. L'articolo 90 della legge 289/02, nell'estendere, al comma 1, l'applicabilità delle disposizioni della legge n. 398 del 1991 alle società sportive dilettantistiche costituite in società di capitali senza fine di lucro, ha, fra l'altro, elevato, al comma 2, a 250.000 euro il limite massimo dell'importo dei proventi fissato dal citato articolo 1, comma 1, della legge 398/91, come sostituito dall'articolo 25 della legge 133/99. I regimi agevolativi previsti dalla citata legge n. 398 in favore delle associazioni sportive dilettantistiche sono i seguenti. L'articolo 2, comma 3, stabilisce che per i proventi di cui al comma 2, soggetti all'imposta sul valore aggiunto, l'imposta continua ad applicarsi con le modalità di cui all'articolo 74, comma 6, del Dpr 633/72 . L'applicabilità delle disposizioni di cui all'articolo 74, comma 6, del Dpr 633/72 ai soggetti che optano per l'applicazione delle disposizioni della legge 398/91 è stata confermata dall'articolo 9, comma 1, del Dpr 544/99. Ai fini delle imposte sui redditi, l'articolo 2, comma 5, della stessa legge n. 398 prevede che in deroga alle disposizioni contenute nel testo unico delle imposte sui redditi il reddito imponibile dei soggetti di cui all'articolo 1 è determinato applicando all'ammontare dei proventi conseguiti nell'esercizio di attività commerciali il coefficiente di redditività del 3 per cento e aggiungendo le plusvalenze patrimoniali . In sintesi, ai fini IVA, l'agevolazione in favore dei soggetti che optano per l'applicazione delle disposizioni della legge n. 398 consiste, sostanzialmente, nell'applicabilità del regime speciale di cui all'articolo 74, comma 6, del Dpr 633/72, mentre per le imposte sui redditi è prevista l'applicabilità all'ammontare dei proventi conseguiti nell'esercizio di attività commerciali del coefficiente di redditività pari al 3 per cento, aggiungendo le plusvalenze patrimoniali. A favore dei medesimi soggetti, l'articolo 9, comma 3, del Dpr 544 citato prevede, altresì, adempimenti contabili semplificati che sostituiscono quelli già stabiliti dall'articolo 2, comma 2, della legge 398/91. Ciò premesso, si osserva che l'articolo 1, comma 2, della legge n. 398 del 1991 stabilisce che nei confronti dei soggetti che hanno esercitato l'opzione di cui al comma 1 e che nel corso del periodo d'imposta hanno superato il limite di lire 360 milioni ora 250.000 euro , cessano di applicarsi le disposizioni della presente legge con effetto dal mese successivo a quello in cui il limite è superato . L'anzidetta norma prevede, in sostanza, la cessazione dell'applicabilità delle disposizioni recate dalla stessa legge n. 398 in capo ai soggetti che durante il periodo d'imposta abbiano conseguito proventi per un importo superiore a 250.000 euro, con effetto dal mese successivo a quello in cui detto limite è superato, senza distinguere, a tal fine, fra il regime agevolativo IVA e quello delle imposte sui redditi. Con circolare n. 1 dell'11 febbraio 1992, parte 2, è stato precisato, in proposito, che qualora vengano meno i requisiti per fruire delle disposizioni recate dalla medesima legge n. 398 nel corso di uno stesso periodo d'imposta possono eventualmente concretizzarsi due diversi regimi tributari. In definitiva, gli obblighi degli adempimenti contabili ai fini delle imposte sul reddito e ai fini IVA così come i criteri di determinazione del reddito previsto per le imprese in contabilità semplificata ed, eventualmente, in ordinaria, nonché gli adempimenti IVA nei modi normali permangono fino al momento dal quale ha effetto l'eventuale opzione e vengono ripristinati dal momento in cui cessa l'effetto dell'opzione medesima . Da quanto sopra consegue che, con riguardo sia all'IVA sia alle imposte sui redditi, il venir meno durante il periodo d'imposta dei requisiti necessari per l'applicazione dei regimi agevolativi recati dalla legge 398/91 e successive modificazioni determina, secondo i chiarimenti forniti dalla citata circolare n. 1 del 1992, l'applicazione del tributo con le modalità ordinarie dal mese successivo a quello in cui sono cessati i menzionati requisiti. Tutto ciò premesso, con riferimento al caso oggetto di interpello, si ritiene che qualora l'Associazione sportiva istante consegua nel periodo d'imposta proventi per l'esercizio di attività commerciali superiori a 250.000 euro, si determinano sia ai fini IVA sia ai fini delle imposte sui redditi, due distinti periodi soggetti a differenti regimi tributari 1 dall'inizio del periodo d'imposta fino al mese in cui è avvenuto il superamento del limite dei 250.000 euro, il reddito imponibile sarà determinato, l'IVA sarà applicata e gli adempimenti contabili saranno posti in essere secondo il regime agevolativo recato dalla legge 398/91 e successive modificazioni 2 dal mese successivo all'avvenuto superamento del predetto limite, fino alla fine del periodo d'imposta, si applicherà il regime tributario ordinario sia con riferimento alla determinazione dell'imposta che ai fini degli adempimenti contabili. La risposta di cui alla presente nota, sollecitata con istanza di interpello presentata alla Direzione regionale , viene resa dalla scrivente ai sensi dell'articolo 4, comma 1, ultimo periodo, del Dm 209/01.