I cinque anni che cambiarono l'Italia

Un excursus sull'operato del Governo Berlusconi, in sette puntate

Cinque anni per cambiare l'Italia, questo chiedeva a giugno del 2001 il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi appena insediatosi, nel suo discorso al Parlamento. Chiusa la XIV legislatura, che ha visto il Centrodestra sempre ben saldo alla guida del Paese un record per la storia della Repubblica , proponiamo un excursus sulla Giustizia su quanto programmato e quanto attuato in questi cinque anni. Ciò che è stato fatto e ciò che poteva essere fatto, ma soprattutto in che modo le riforme hanno cambiato il sistema giustizia. Una inchiesta in sette puntate che parte questo fine settimana affrontando la materia civile con il contributo di Paolo Di Marzio leggibile a fianco. Proseguirà poi con quella penale, con l' amministrativo, quindi con la riforma delle professioni, l'ordinamento giudiziario, la materia sociale e le norme sull'immigrazione, infine esaminerà i condoni, le banche e il societario. Un'analisi che partirà dal programma 2001, ma passerà necessariamente anche dalle linee programmatiche illustrate al Parlamento dal ministro della Giustizia, il leghista Roberto Castelli, unico Guardasigilli seduto alla scrivania che fu di Togliatti per un'intera legislatura. Il programma della Cdl. Diceva lo schema presentato del 2001 leggibile tra i documenti correlati dell'on line 8 maggio 2001 processi più brevi, riforma del Codice di procedura civile, certezza del reato, certezza del processo e certezza della pena diceva lo slogan , disciplina rigorosa delle intercettazioni telefoniche e ambientali, potenziamento del giudice per le indagini preliminari, diritto alla difesa, misure sui termini e sulle impugnazioni, previsione di un risarcimento delle vittime in stato di necessità, riduzione dell'area riservata alla pena detentiva, ricorso alla pena pecuniaria e revisione del sistema sanzionatorio. A seguire si parlava del testo unico del processo nel settore amministrativo, di regolamentazione delle società fra professionisti e quindi della riforma dell'ordinamento della magistratura, con un espresso passaggio su separazione tra giudici e pubblici ministeri. Il Security Day. In occasione del Security Day, l'allora candidato Silvio Berlusconi presentò le linee dell'azione del futuro governo per un Paese più sicuro poi confluite nel programma di coalizione . In primo piano la politica giudiziaria si proponeva una relazione del Guardasigilli al Parlamento riguardo l'attività di tutti gli uffici giudiziari, per poter poi approvare una risoluzione sui risultati conseguiti l'anno precedente ed indicare ai ministri della Giustizia e degli Interni gli indirizzi e le priorità per l'anno successivo. Un'unica centrale delle varie forze dell'ordine per un maggiore coordinamento, più controllo sul territorio con il poliziotto di quartiere e addirittura un giudice di quartiere. Il candidato premier prometteva vedi tra gli arretrati del 4 maggio 2001 la separazione delle carriere, adeguamento degli stipendi e riconoscimento dei meriti delle forze dell'ordine, mezzi, tecnologie e formazione delle stesse. Annunciava la volontà di intervenire per l'effettività delle pene, carceri nuove, tutela delle vittime e una banca dati centrale per l'identificazione in tempo reale degli immigrati, in un Paese come l'Italia che non dispone ancora di un efficiente casellario giudiziale centrale. Le linee programmatiche di Castelli. Il 26 luglio del 2001, il neo Guardasigilli, l'ingegnere Roberto Castelli, relazionava al Parlamento le linee programmatiche del suo futuro operato leggibili ancora adesso sul sito www.giustizia.it . A parte le aree tematiche che saranno affrontate successivamente, il ministro prometteva nei rimi cinque mesi di governo di presentare un progetto di riforma per l'elezione del Csm, ed entro la fine dell'anno i progetti di legge per l'abbreviazione dei tempi della giustizia civile e per la riforma dell'ordinamento giudiziario. La riforma del Csm fu presentata a febbraio 2002 e approvata dal Parlamento, tra le critiche dell'Associazione nazionale magistrati, in tempo utile per eleggere il nuovo Consiglio con i nuovi criteri, salvo poi ritornarci su. A giugno dello scorso anno, infatti, veniva presentato in commissione Giustizia al Senato una riforma bipartisan del sistema elettorale del Csm a firma di Luciano Magnalbò An e Mario Cavallaro Margherita , approvato a fine gennaio dalla commissione ma rimasto lettera morta vista l'imminente chiusura delle Camere. Castelli parlò anche di giustizia minorile, carceri e organizzazione della giustizia. Processo telematico. Uno snodo fondamentale per l'efficienza della macchina - diceva il Guardasigilli - è indubitabilmente l'informatizzazione dell'intero sistema , aggiungendo poi che particolare cura sarà dedicata al cosiddetto processo telematico . In ogni caso - concludeva Castelli - l'impegno sarà quello di utilizzare al meglio le risorse disponibili, anche avvalendosi della collaborazione del ministero dell'Innovazione tecnologica appositamente costituito . Nel corso della legislatura, il processo telematico andava avanti vedi sull'argomento lo speciale su D& G numero 44 del 2004 con i contributi di Sergio Brescia e Antonio Baratta e ancora, i contributi di Sergio Brescia pubblicati nei numeri 21 del 2004, 29 del 2002 e 14 del 2001 , seppure con qualche difficoltà, fino ad arrivare alle regole tecniche, pubblicate a novembre del 2004 vedi tra gli arretrati del 23 novembre 2004 . Informatizzazione degli uffici. È degli ultimi giorni, invece, la crisi degli uffici e i problemi relativi all'ordinaria amministrazione della giustizia, evidenziati anche dall'organo di autogoverno dei magistrati. Il 25 gennaio scorso, durante un vertice tenutosi a Roma, i procuratori antiterrorismo comunicavano l'impossibilità di realizzare una banca dati centrale sul terrorismo per mancanza di fondi. Nello stesso giorno il Csm lanciava l'allarme per i tagli attuati dalla Finanziaria 2006 per i servizi informatici vedi tra gli arretrati del 26 gennaio 2006 . Seppure lo strumento tecnologico sia sempre più vitale per il funzionamento degli uffici giudiziari, evidenziava il documento del Csm, la legge Finanziaria prevede una riduzione complessiva degli stanziamenti relativi ai servizi informatici pari al 42 per cento. In particolare solo per l'assistenza sistemistica e della rete si prevedono - diceva ancora il Csm - circa la metà degli stanziamenti dell'anno precedente, con una riduzione del 46 per cento. La giustizia minorile. L'esecutivo in questi cinque anni ha approvato le disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo internet, presentato dall'esecutivo a novembre del 2003 ed approvato il mese scorso vedi tra gli arretrati del 25 gennaio 2006 . Ma soprattutto aveva presentato un progetto di riforma organica della giustizia minorile, affossato a novembre del 2003 con l'appoggio di 36 esponenti della stessa maggioranza vedi tra gli arretrati del 6 novembre 2003 . Il progetto, presentato in Consiglio dei ministri a fine febbraio 2002, era stato fortemente sostenuto dal Guardasigilli, ma criticato da molti, magistrati, avvocati e costituzionalisti sull'argomento vedi tra gli arretrati del 2 marzo 2002 e quindi del 2, 27 e 30 settembre 2003, 1 ottobre 2003 e 1 novembre 2003 . Originariamente il ministro aveva presentato due disegni di legge uno riguardante misure urgenti e delega al Governo in materia di diritto di famiglia e dei minori, ed uno riguardante modifiche alla composizione e alle competenze del tribunale per i minorenni in materia penale. Provvedimenti che arrivarono poi sul tavolo della commissione Giustizia di Montecitorio per essere discussi per più di un anno e mezzo fino ad arrivare alla bocciatura dell'Aula del 5 novembre 2003. La relazione finale della commissione bicamerale per l'Infanzia, presieduta da Maria Burani Procaccini Fi , approvata la scorsa settimana, ha messo in evidenza le mancanze di questa legislatura non vi è traccia di un Garante per l'Infanzia e l'adolescenza, previsto in altri tredici Paesi europei, ma soprattutto non è stata approvata una riforma organica del diritto minorile. Certo è che Castelli potrebbe rispondere che la sua riforma era organica, ma che è stata criticata e affossata proprio dagli addetti ai lavori. Altrettanto certo però è che anche la riforma dell'ordinamento giudiziario è stata criticata dai diretti interessati, eppure è andata in porto con tanto di deleghe. Tra le cose fatte, vanno sicuramente evidenziati i protocolli firmati dal Dipartimento per la giustizia minorile di via Arenula, come per esempio quello di avviare un programma con il ministero delle Infrastrutture per il patentino ai minori detenuti. Così come sono state tante le attività formative, professionali, sportive e teatrali avviate negli istituti penali per minorenni. In questa legislatura, inoltre, è stato istituito il centro studi di Nisida, per la conoscenza, lo studio e la prevenzione della criminalità minorile, inaugurato ad ottobre del 2004. La questione penitenziaria. Il Guardasigilli nel 2001 parlava già di situazione al limite della sopportabilità. Sono anni - diceva Castelli - che da un lato sentiamo dire che le carceri scoppiano e dall'altro mi sono trovato di fronte ad un programma di chiusura di venti penitenziari tuttora in funzione . Dichiarandosi personalmente impegnato su questo tema, il ministro ha tracciato subito tre linee di intervento, escludendo da subito quella degli interventi di clemenza, essendo schierato dalla parte di Abele . In primo luogo, diceva, è necessario ampliare la capacità ricettiva del sistema penitenziario , riaprendo strutture abbandonate e ristrutturando l'esistente. Attività che il Guardasigilli ha affidato ad una società esterna, la Dike Aedifica, sulla quale la sezione centrale di controllo sull'edilizia penitenziaria della Corte dei conti ha espresso forti perplessità vedi tra gli arretrati del 29 giugno 2006 . Presentata a luglio del 2003 vedi tra gli arretrati del 4 luglio 2003 , secondo i magistrati contabili, la convenzione stipulata da via Arenula con la società, interamente partecipata dalla Patrimonio Spa appartenente al ministero dell'Economia, non risulta formalmente approvata dall'amministrazione e neppure pubblicata sulla Gazzetta ufficiale. Senza contare che la stessa convenzione conterrebbe alcune clausole contraddittorie che confliggono in più parti con le competenze spettanti al ministero delle Infrastrutture. La società, comunque, continuerà negli anni successivi a costruire, ristrutturare, ma soprattutto a gestire istituti di pena. La seconda linea direttrice del ministro era rappresentata da soluzioni alternative al carcere per i tossicodipendenti. Di questi giorni, l'allarme del Guardasigilli rispetto alla combinazione diabolica che si avrà tra le disposizioni contenute per i recidivi con la ex Cirielli e quelle del decreto sulle Olimpiadi che ha equiparato le droghe leggere con le pesanti le strutture scoppieranno di tossicodipendenti recidivi. Terza ed ultima linea, interventi volti a rimpatriare molti extracomunitari. Esistono però, in proposito, problemi di natura costituzionale, internazionale e giuridica, di non facile soluzione - diceva Castelli cinque anni fa - in ogni caso vi sarà un forte impegno su questo tema . A questo proposito l'11 luglio 2003, veniva ratificato un accordo tra l'Italia e la Repubblica di Albania aggiuntivo alla Convenzione del 21 marzo 1983 sul trasferimento delle persone condannate. Sulla stessa lunghezza d'onda la legge 281/05 di ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra la Repubblica italiana e la Romania sul trasferimento delle persone condannate alle quali è stata inflitta la misura dell'espulsione o quella dell'accompagnamento al confine. Alcune delle riforme portate avanti dall'esecutivo in questi anni, sono inciampate in un rinvio da parte del Presidente della Repubblica ordinamento giudiziario e sistemi televisivi altre, seppure presentate sotto forma di iniziativa parlamentare come il Lodo Schifani, sono finite sotto la scure della Consulta altre ancora come l'ex Cirielli sono sotto osservazione e si attende una pronuncia nei prossimi mesi. La Cassazione ha invece lanciato l'allarme congestione per il provvedimento sull'inappellabilità rinviato dal Presidente della Repubblica ma di prossima ri-approvazione . La riforma del civile, pur essendo stata completata dalla commissione ministeriale presieduta da Vaccarella nel 2002 non è stata mai presentata al Parlamento, facendo invece confluire in un decreto legge gran parte dei suoi contenuti vedi Di Marzio che entreranno in vigore a marzo del 2006. Per capire quindi la reale portata delle riforme approvate in questa legislatura e verificare gli effetti all'interno dell'intero comparto, si dovrà aspettare ancora qualche anno. 1. continua Paola Alunni