Deferimenti, i capi d'imputazione

Conclusa la prima parte delle indagini l'ufficio diretto da Francesco Saverio Borrelli ha già avviato altri filoni , il 29 inizia la fase processuale. Allo stadio Olimpico di Roma, dinanzi alla Caf

Nel giorno di San Pietro e Paolo, giorno di festa per la Chiesa e per i romani, la giustizia sportiva si riunirà allo stadio Olimpico della capitale. Davanti alla Caf, la Corte d'appello federale, sfileranno i dirigenti dimissionari della Figc, quelli sportivi delle società calcistiche finite sotto inchiesta assieme a un nutrito gruppo di arbitri e guardalinee. Basandosi sulla prima relazione dell'Ufficio indagini presieduto dall'ex procuratore generale di Milano Francesco Saverio Borrelli, il procuratore federale Stefano Palazzi ha firmato i deferimenti il testo è leggibile integralmente tra i correlati . Il coinvolgimento di Juventus, Lazio e Fiorentina trova piena corrispondenza tra lo scenario tracciato dall'Ufficio indagini e i capi di imputazione fissati dal procuratore federale diversa invece è stata ritenuta da quest'ultimo la posizione del Milan che si fa meno grave. E fermo restando, come precisa lo stesso Palazzi, che il procedimento instaurato dall'Autorità Giudiziaria competente è tuttora in corso e, pertanto, ove dovessero emergere altre ipotesi di rilievo disciplinare, si fa espressa riserva di adozione di eventuali ulteriori provvedimenti , altre novità potrebbero giungere anche dall'Ufficio indagini che ieri ha ufficialmente aperto il secondo filone. Si tratta di esaminare più dettagliatamente il ruolo della Gea la società di procuratori di calciatori e allenatori che faceva capo ai figli di Luciano Moggi, Marcello Lippi, Cesare Geronzi e Ciriaco De Mita , e quello di alcune società come Siena, Reggina, Messina, Lecce, Empoli, Arezzo che potrebbero essere finite nella sfera d'influenza. Un altro filone individuato sarebbe quello dei diritti televisivi. In attesa di sviluppi, la giustizia sportiva inizia a celebrare il primo processo giovedì 29. La sentenza di primo grado è prevista tra il 9 e il 10 luglio. Entro il 20 luglio la Corte Federale dovrebbe emettere le sentenze degli eventuali appelli per consentire così alla Federazione di organizzare i calendari della prossima stagione che dovrebbe prendere il via l'ultima settimana di agosto.

Roma, 22 giugno 2006 Spett.le Lega Nazionale Professionisti Via Rosellini, 4 20124 Milano e p.c. Spett.le AIA sede Il Procuratore Federale, vista la relazione in data 19 giugno 2006 n. 62 IN 2005-2006 e i relativi allegati, con la quale l'Ufficio Indagini ha riferito in ordine agli accertamenti riguardanti il procedimento denominato OFF SIDE vista la documentazione acquisita ai sensi dell'articolo 2, comma 3, della legge 401/89, risalente ai mesi di aprile 2005, novembre 2005 e gennaio 2006, nell'ambito del procedimento penale n. 43915/02 R.G., instaurato presso la Procura della Repubblica - D.D.A. presso il Tribunale di Napoli rilevato il coinvolgimento di tesserati della F.I.G.C. in comportamenti finalizzati al raggiungimento di risultati diversi da quelli conseguenti al corretto e leale svolgimento delle partite di calcio, come ricavabile dai seguenti atti di indagine, richiamati a mero titolo esemplificativo, espletati dall'Autorità giudiziaria ordinaria AGO procedente e dall'Ufficio Indagini 1 dichiarazioni delle persone informate sui fatti 2 informative del Nucleo Operativo di Roma - Il Sezione della Regione Carabinieri Lazio del 19 aprile 2005, del 02 novembre 2005 e del 21 gennaio 2006 3 trascrizioni di conversazioni telefoniche 4 interrogatori degli indagati 5 dichiarazioni rese all'Ufficio Indagini dai soggetti convocati 6 ulteriori atti di indagine trasmessi dall'AGO procedente osserva quanto segue. I - VALUTAZIONE DEL MATERIALE PROBATORIO ACQUISITO L'attività di indagine ha consentito di acquisire agli atti una serie di elementi probatori consistenti, in particolare, nelle intercettazioni di colloqui telefonici ed in altra attività istruttoria. Inoltre, nel corso dell'indagine penale e di quella federale sono state sentite molte persone, le cui dichiarazioni sono acquisite agli atti. Tutte le suddette risultanze probatorie sono indicate soltanto in modo esemplificativo, mentre nel presente provvedimento si fa espresso rinvio alla relazione redatta dall'Ufficio Indagini, con particolare riferimento all'attività investigativa e alle conseguenti risultanze istruttorie, e a tutti gli ulteriori atti di indagine acquisiti al procedimento, che si devono intendere tutti integralmente richiamati dal presente provvedimento. Al riguardo va, anzi, rilevato che il procedimento instaurato dall'Autorità Giudiziaria competente è tuttora in corso e, pertanto, ove dovessero emergere altre ipotesi di rilievo disciplinare, si fa espressa riserva di adozione di eventuali ulteriori provvedimenti, in conformità alle norme federali vigenti. In proposito, è opportuno specificare che, nel presente provvedimento, si prendono in considerazione le sole vicende, riferite a tesserati e società, in ordine alle quali il competente Organo inquirente federale ha completato le indagini, come dalla relazione in oggetto. Quanto ai criteri ermeneutici da utilizzare al fine di valutare gli elementi probatori acquisiti, nell'ordinamento generale il Giudice di legittimità, con indirizzo consolidato, ha affermato il principio interpretativo che il contenuto di una intercettazione, anche quando si risolva in una precisa accusa in danno di terza persona, indicata come concorrente in un reato alla cui consumazione anche uno degli interlocutori dichiara di aver partecipato, non è in alcun modo equiparabile alla chiamata in correità e pertanto, se va anch'esso attentamente interpretato sul piano logico e valutato su quello probatorio, non va però soggetto, nella predetta valutazione ai canoni di cui all'articolo 192, comma 3, Cpp Cassazione, Sezione quinta, 13614\01 . Alla luce di tale criterio interpretativo, molteplici elementi riscontrano, sotto il profilo fattuale e logico, le conversazioni telefoniche acquisite, attribuendo alle stesse una valenza probatoria piena. Infatti, dai colloqui intercettati e dall'attività di appostamento sono emerse l'assiduità di contatti ed incontri fra dirigenti di società sportive, dirigenti della F.I.G.C., i due designatori arbitrali, appartenenti all'Associazione Italiana Arbitri - A.I.A., direttori di gara ed assistenti arbitrali, giornalisti, agenti di calciatori e dipendenti federali, da cui è dato desumere, in modo univoco, che costoro avevano stabilito una rete fitta e stabile di contatti. La reiterazione di tali contatti rappresenta un elemento, di per se stesso, di notevole portata nella valutazione delle circostanze di rilievo disciplinare evidenziate dalle conversazioni in esame. Inoltre, va rimarcata la particolare attendibilità delle emergenze procedimentali contenute in conversazioni i cui interlocutori, owiamente, sono ignari di essere oggetto di intercettazione. Quanto risulta dalle telefonate acquisite appare, infatti, particolarmente significativo, in considerazione della naturale forma di cautela adottata dai soggetti intercettati che, secondo una massima di comune esperienza, parlano in modo criptico, utilizzando termini allusivi e riservando l'approfondimento dei particolari più compromettenti ad incontri personali o a contatti su linee telefoniche ritenute più sicure. Nel presente procedimento è rimasto accertato l'impiego, da parte dei soggetti coinvolti, di sim-card gestite da operatori di telefonia mobile straniera, intestate a soggetti diversi dai reali utilizzatori. Va rilevato, inoltre, che quanto emerge dalle conversazioni intercettate assume una portata probatoria ancora più pregnante, a giudizio di questa Procura non confutabile, nei casi in cui i soggetti intercettati parlano di notizie e di fatti, minuziosamente e reiteratamente riportati, che riguardano attività che gli stessi hanno posto in essere direttamente o di cui hanno conoscenza per avervi preso parte. Il significato delle conversazioni intercettate viene reso ancora più evidente dalla lettura sistematica di tutti i colloqui fra i vari soggetti coinvolti nella vicenda gli elementi probatori vengono ulteriormente riscontrati dagli incontri fra i tesserati e dalle spiegazioni fornite dagli interessati nel corso delle indagini, del tutto inverosimili, inattendibili e incompatibili con il materiale probatorio acquisito. In proposito va, fin da ora, osservato che la valenza degli elementi acquisiti e la conseguente chiave di lettura ermeneutica non possono essere contrastate da differenti interpretazioni fondate su prospettive di scherzo e\o di millanteria, come verrà chiarito meglio in seguito. In definitiva la reiterazione delle telefonate i rapporti di consolidata conoscenza fra gli interlocutori l'affidamento insorto in questi ultimi sulle informazioni attese o ricevute la reciprocità delle informazioni richieste il riscontro alle circostanze di rilievo disciplinare di cui discorrono gli interlocutori, rappresentato in massima parte dalla corrispondenza telefonica o dagli incontri intercorsi fra i soggetti che, nelle telefonate medesime, sono indicati come quelli che stavano ponendo in essere l'attività illecita la assoluta inverosimiglianza o contraddittorietà delle giustificazioni fornite dai soggetti esaminati nel corso delle indagini rappresentano tutti elementi gravi, precisi e concordanti, che consentono di escludere una qualsivoglia verosimile ricostruzione alternativa dei fatti oggetto di indagine, come meglio precisato in seguito. Il. QUALIFICAZIONE DELLE FATTISPECIE IN ESAME 1. Preliminarmente alla disamina degli episodi oggetto di contestazione, appare opportuno affrontare, in estrema sintesi, alcune questioni di carattere generale. Nel presente procedimento appaiono realizzate molteplici condotte finalizzate alla alterazione dello svolgimento delle gare, in ordine alle quali il mancato conseguimento del risultato combinato o sperato non può assumere alcun rilievo ai fini della integrazione dell'illecito previsto e punito dagli articoli 6 e 9 del Codice di Giustizia Sportiva, in virtù della anticipazione della soglia di rilevanza disciplinare della fattispecie. In particolare, dagli atti di indagine risultano condotte poste in essere da tesserati, per la cui corretta valutazione appare necessario procedere ad una sintetica illustrazione di alcuni aspetti normativi tipici dell'ordinamento federale. 2. La funzione e la posizione degli appartenenti al settore arbitrale assume un rilievo preminente nell'ordinamento sportivo, in generale, e in quello relativo al movimento calcistico, in particolare. Appare evidente l'esigenza di garantire, nella misura massima, i valori di terzietà, indipendenza ed autonomia in favore di tale importantissima categoria, che svolge una funzione fondamentale all'interno dell'ordinamento di settore. A tale scopo è prevista una minuziosa disciplina che informa tutta la normativa federale, i cui principi fondamentali, proprio a rimarcare la determinante importanza per la vita stessa del movimento, sono inseriti nella normativa primaria dell'ordinamento federale e, ancor prima, nello Statuto dei C.O.N.I. L'articolo 33 di tale testo normativo stabilisce che gli ufficiali di gara partecipano, nella qualifica loro attribuita dalla competente Federazione sportiva nazionale o Disciplina sportiva associata o Ente di promozione sportiva e senza vincolo di subordinazione, allo svolgimento delle manifestazioni sportive per assicurarne la regolarità comma 1 e che gli ufficiali di gara svolgono le proprie funzioni con lealtà sportiva, in osservanza dei principi di terzietà, imparzialità ed indipendenza di giudizio comma 3 . In conformità a siffatti principi, l'articolo 29, comma 1, dello Statuto federale stabilisce che la regolarità tecnica e sportiva delle gare, nella osservanza delle regole del giuoco del calcio e disciplinari vigenti, è affidata agli ufficiali di gara, in conformità ai principi stabiliti dallo Statuto del C.O.N.I. . Infine, lo stesso regolamento del settore arbitrale, all'articolo 40, prevede che gli arbitri sono tenuti a svolgere le proprie funzioni con lealtà sportiva, in osservanza dei principi di terzietà, imparzialità ed indipendenza. La stessa disposizione, al comma 2, lett. c , impone agli arbitri di improntare il loro comportamento, anche estraneo all'attività arbitrale associativa e tecnica, alla massima lealtà, trasparenza e rettitudine ed al rispetto degli altri e della comune moralità. Risulta, dunque, normativamente sancito che gli arbitri e gli assistenti di una partita di calcio sono, a pieno titolo, dei partecipanti allo svolgimento della gara la loro partecipazione deve conformarsi a criteri di terzietà, imparzialità ed indipendenza di giudizio agli stessi viene richiesta una condotta particolarmente irreprensibile anche al di fuori dall'attività strettamente agonistica e tecnica, in considerazione dei ruolo svolto e della garanzia di obiettività che gli stessi devono presentare. Appare in proposito opportuno rimarcare che l'ordinamento federale ha inteso assicurare, nel modo più pieno possibile, l'attuazione di tali principi anche nell'eventuale momento patologico, sottoponendo gli appartenenti al settore arbitrale alle comuni regole del giudizio disciplinare valevoli per gli altri appartenenti all'ordinamento, prevedendo il loro assoggettamento al giudizio degli Organi di giustizia ordinari e prevedendo soltanto come residuale la autodichia, limitata alle infrazioni al solo regolamento di categoria. 3. Alla luce dei rigorosi principi sopra esposti, finalizzati ad assicurare la terzietà, indipendenza ed imparzialità dei rappresentanti la categoria arbitrale, appare evidente che ogni condotta diretta ad incidere su tali delicati equilibri, il cui rilievo è ben evidenziato dall'esame delle norme richiamate a mero titolo esemplificativo, deve essere valutata con particolare attenzione e rigore. Invero, una disamina, sia pure fugace, della giurisprudenza degli organi della giustizia sportiva della FIGC, consolidatasi in tale materia, dimostra ulteriormente la rilevanza e, si potrebbe dire quasi, la sacralità dei principi affermati nelle norme sopra richiamate. Ancora una volta a titolo meramente esemplificativo, si richiama una delle decisioni più recenti, in cui è stata valutata una condotta tesa ad ottenere un trattamento di favore da parte di un arbitro, peraltro posta in essere da un soggetto non tesserato dalla società da favorire, owero la decisione originata dalla denuncia dell'arbitro S.F., che vide condannata per responsabilità presunta la società E. alla penalizzazione di due punti in classifica cfr. C.U. n. 195 del 3\12\1998 e conseguente decisione di conferma della CAF . Appare evidente che, secondo costante giurisprudenza e secondo la chiara previsione delle disposizioni vigenti, ogni attività finalizzata a minare la terzietà, l'imparzialità e l'indipendenza di giudizio dell'ufficiale di gara può costituire, di per se stessa, attività diretta ad alterare lo svolgimento della competizione, in quanto tende a modificare il normale contributo allo sviluppo della competizione ad opera di uno dei partecipanti appunto, l'ufficiale di gara interessato . Si deve, pertanto, ritenere integrare una condotta di illecito sportivo, ai sensi dell'articolo 6, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, qualsiasi azione, realizzata direttamente o per interposta persona, finalizzata ad ottenere dall'arbitro o dagli assistenti una particolare attenzione alla esigenze della propria squadra, perché si tratta di una condotta che ha lo scopo di condizionare la serenità e, dunque, la terzietà e l'imparzialità dell'ufficiale di gara, quantomeno nelle molteplici situazioni di gioco dubbie che quest'ultimo è chiamato a dirimere discrezionalmente e, ovviamente, con un giudizio insindacabile e direttamente influente sullo svolgimento della gara e sul relativo risultato. A ciò va aggiunto che, diversamente dalla disposizione penale di cui all'articolo 1, comma 1, legge 401/89, che fa esclusivo riferimento alle finalità distorsive dell'intervento esterno sul corretto e leale svolgimento della competizione , cioè della singola gara arg. ex articolo 1, comma 3 2, comma 1, e 5, comma 1, I. 401/89 , l'articolo 6, comma 1 C.G.S. prevede che costituisca illecito sportivo non solo la condotta diretta ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara, ma anche quella diretta ad assicurare a chiunque un vantaggio in classifica . Orbene, posto che la classifica non è che la sommatoria dei punteggi attribuiti per ogni singola gara v. articolo 51 NOIF , è evidente che la seconda ipotesi dell'articolo 6, comma 1 C.G.S., pena altrimenti la sua inutilità, deve necessariamente riguardare e disciplinare anche le ipotesi in cui le condotte accertate non incidono direttamente sullo svolgimento e sul risultato di una gara, ma sono dirette ad assicurare un vantaggio in classifica. Ne consegue che l'attività finalizzata al concreto e costante condizionamento dei valori propri della categoria arbitrale, come sopra illustrati, oltre a violare i principi di lealtà, probità e correttezza sanciti dall'articolo 1, comma 1, CGS, si deve ritenere integrare la violazione dell'articolo 6, comma 1, CGS, sia con riferimento alla prima parte sia con riferimento alla seconda parte, che, svincolando la direzione della condotta verso l'alterazione di una singola gara, prevede lo scopo di conseguire un vantaggio in classifica. III. CONDOTTE FINALIZZATE AD ALTERARE I PRINCIPI DI TERZIETA', IMPARZIALITA' ED INDIPENDENZA DEGLI APPARTENENTI AL SETTORE ARBITRALE NELL'INTERESSE DELLA SOCIETA' JUVENTUS Dall'indagine espletata è emersa l'esistenza di una fitta rete di rapporti, stabili e protratti nel tempo, intercorsi fra una molteplicità di soggetti di notevolissimo rilievo nell'ordinamento federale, fra i cui scopi è rimasto accertato, fra l'altro, il fine di controllare e condizionare il settore arbitrale. La suddetta finalità veniva conseguita attraverso varie condotte, che intervenivano in momenti e a livelli differenti, come di seguito descritto. II periodo di tempo rispetto al quale vengono esaminate le condotte poste in essere dai soggetti che avevano dato luogo a questa fitta rete di rapporti è di considerevole durata e, quindi, le molteplici finalità sono state perseguite, dai soggetti interessati,mediante alleanze variabili, strumentali ai differenti momenti evidenziati dall'indagine espletata. Soltanto al fine di comprendere meglio le fasi attraversate dalla presente vicenda, appare utile ricordare che, dall'inizio dell'indagine penale, si sono verificate l'elezione del Presidente federale e dei Presidente della LNP, la sostituzione della coppia di designatori con un designatore unico e la modifica del sistema di designazione degli arbitri della serie A e B, oltre ad essersi disputato l'intero campionato 2004/2005. Quanto alla prima elezione, la normativa vigente imponeva la necessità di ottenere un determinato quorum all'interno della LNP e l'appoggio alla posizione del Presidente CARRARO da parte del Presidente della LAZIO Lotito era convergente con la posizione dei Dirigenti della JUVENTUS. Successivamente, analoga contesa elettorale si era scatenata con riferimento alla Presidenza della LNP, con la formazione di due gruppi di società contrapposte, ciascuna delle quali non riusciva ad ottenere un quorum sufficiente per l'elezione del Presidente. Anche in questa situazione contingente, la posizione di LOTITO era convergente con quella dei dirigenti della JUVENTUS e, di contro, la proprietà della FIORENTINA, rappresentata dalla famiglia DELLA VALLE, si era trovata in contrapposizione con la posizione del Presidente uscente GALLIANI. In questo contesto storico, si inserisce la vicenda di pretese irregolarità extra sportive poste in essere da parte del Presidente onorario della FIORENTINA, la cui fondatezza e spessore alcuni dei soggetti interessati alla presente indagine tentarono di verificare, per eventualmente screditare l'antagonista in LNP. Dopo l'elezione del Presidente dell'associazione di categoria delle società professionistiche di serie A e B, il rapporto di alleanze subì ulteriori modificazioni, a seguito della richiesta di aiuto da parte della famiglia DELLA VALLE ai soggetti legati dalla rete di rapporti in esame. La sintetica elencazione del progressivo cambiamento degli equilibri fra i soggetti di cui al procedimento, univocamente confermato da tutte le risultanze probatorie in atti, è finalizzata soltanto a dare conto e a dimostrare la piena coerenza dei differenti e mutevoli ruoli di volta in volta assunti dagli stessi soggetti nel corso della vicenda per cui si procede. E' oltremodo rilevante, però, sottolineare, fin da ora, che, anche nella mutevolezza delle alleanze e della partecipazione, in alcuni casi soltanto contingente, di terzi al perseguimento degli obiettivi prefissati, MOGGI e GIRAUDO appaiono sempre i referenti principali di tutti i protagonisti della vicenda, come dimostrano, univocamente i colloqui fra MAZZINI, GIRAUDO e MOGGI concernenti la figura di LOTITO, che, una volta raggiunti gli obiettivi elettorali, rischiava di divenire un alleato scomodo quelli intercorsi fra gli stessi soggetti e la dirigenza della FIORENTINA, nel momento storico in cui si voleva assicurare la salvezza di tale ultima società. Una prima circostanza acclarata dall'attività di indagine, di enorme rilievo ai fini disciplinari, è rappresentata dalla frequenza dei contatti e dei rapporti intessuti fra MOGGI, GIRAUDO, i rappresentanti ai massimi livelli dell'organizzazione arbitrale ovvero i designatori PAIRETTO e BERGAMO, il Presidente dell'AIA LANESE , l'arbitro internazionale DE SANTIS e l'ex addetta alla segreteria CAN MGF, i vertici dell'organizzazione federale in particolare, il Vice Presidente della FIGC MAZZINI, ai fini che interessano il presente provvedimento, correlato e connesso alle posizioni ed alle vicende trattate compiutamente nella relazione dell'Ufficio Indagini . La rilevanza, l'incidenza e la portata di tali rapporti, rese evidenti da quanto di seguito descritto, vanno valutate alla luce di un parametro interpretativo assolutamente obiettivo, rappresentato dal ruolo e dalla posizione di preminenza, istituzionale o soltanto fattuale, ricoperta da ciascuno dei soggetti sopra indicati. Per quanto attiene alla posizione della ex addetta alla segreteria CAN MGF, questo Ufficio, con separata nota in pari data, ha rimesso al Commissario Straordinario, per quanto di sua competenza, la relativa valutazione, ritenendo che la stessa, al momento in cui si sono verificati i fatti esaminati nella presente indagine stagione sportiva 2004-2005 non esercitava funzioni, neppure di fatto, tali da poter essere inquadrata nella categoria dei Dirigenti Federali, come disciplinata dal combinato disposto di cui agli articoli 10 e 36 NOIF, non facendo più parte della segreteria CAN, ma essendo adibita a differenti mansioni. Dall'indagine è emersa l'organizzazione di varie cene riservate, nelle abitazioni private dei convitati, al riparo da occhi indiscreti e con modalità di raggiungimento finalizzate a non pubblicizzare gli incontri stessi. In proposito, è rimasto accertato che il 21\9\04 si tenne una cena nell'abitazione dell'AD della JUVENTUS, a cui parteciparono il predetto, MOGGI, con le rispettive consorti, e PAIRETTO. II successivo 2\12\04 analoga riunione conviviale si tenne in Rivoli, presso l'abitazione del PAIRETTO, a cui parteciparono, oltre all'ospitante, BERGAMO, GIRAUDO e MOGGI. Ancora, nel medesimo luogo, il 21\12\04 si riunirono GIRAUDO, MOGGI, LANESE e PAIRETTO. Quest'ultimo, nell'audizione innanzi all'UT, ha dichiarato, inoltre, che, nei mesi di febbraio e marzo, si tennero altre cene presso la sua abitazione, alle quali parteciparono i due designatori, i due dirigenti juventini e LANESE in proposito, il dichiarante ha precisato di ricordarne almeno tre. Uno di tali incontri è certamente quello del 17\2\05 e allo stesso parteciparono PAIRETTO, MOGGI, GIRAUDO e LANESE. Un altro sicuramente intervenne il 23\3\05 con la partecipazione quanto meno di PAIRETTO, MOGGI e LANESE. Gli stessi soggetti si incontrarono anche il 30\4\05. Infine, il 21\5\04 BERGAMO organizzò presso la sua abitazione privata una cena cui parteciparono MAZZINI, MOGGI e GIRAUDO. Prima di approfondire la natura e gli scopi di tali reiterati incontri, va sottolineato che gli stessi già appaiono contrari ai principi normativi ed etici sopra evidenziati, in quanto, per la loro mera sussistenza, idonei ad alterare in modo evidente i caratteri di alterità, di terzietà e di imparzialità che devono connotare i rapporti fra i dirigenti delle società di calcio e i rappresentanti, massimamente quelli di vertice, del settore arbitrale. Al riguardo, corre l'obbligo di sottolineare che tali incontri, non casuali, ma organizzati con cadenze frequenti e finalizzati alla verifica periodica degli obiettivi da perseguire, come denota l'esigenza, rappresentata dai partecipanti, di fare un check successivo, alterano il rapporto di parità con le altre società che disputano il medesimo campionato, dal momento che le riunioni in parola non sono state effettuate con modalità pubbliche e non sono state aperte, owiamente, ai dirigenti delle altre società. Un ulteriore elemento di notevole peso probatorio è rappresentato dall'utilizzazione di utenze, per cosi dire riservate, da parte di MOGGI, PAIRETTO e BERGAMO che il primo aveva fornito ai secondi e che provvedeva a ricaricare, come emerge, univocamente, dalle conversazioni fra BERGAMO e MOGGI dell'11\11\04 prog. 965 e del 9\2\2005, fra MOGGI e PAIRETTO del 6\2\05 prog. 17298 e dalle dichiarazioni rese innanzi all'UT e all'AGO procedente dallo stesso BERGAMO. L'uso di tali utenze, gestite da un operatore svizzero, da parte di soggetti residenti in territorio italiano, è particolarmente indicativo delle finalità perseguite attraverso le comunicazioni da effettuare su tali linee, secondo criteri stringenti di verosimiglianza, riscontrati, in modo inoppugnabile e non passibile di letture alternative, dal contenuto dei dialoghi intrattenuti su tali utenze, emerso in rarissimi casi, per cause meramente contingenti. L'uso e la finalità di tali linee telefoniche sono ulteriormente confermati dalla telefonata fra MOGGI e la sua segretaria dell'11/11/104 prog. 958, da cui si comprende perfettamente che questi vuole essere chiamato da BERGAMO su tale tipo di utenza. Ancora più significativa in proposito la telefonata delle successive ore 12,12 prog. 1699 nel corso della quale L, segretaria del MOGGI, così come da disposizioni impartite da quest'ultimo, chiama BERGAMO e gli comunica volevo solo chiederle quando può se può chiamare il direttore ! su uno dei cellulari ! venendo interrotta dal designatore che replica '' si perché io purtroppo ho un cellulare scarico lo chiamo con il numero gli dica se va bene che lo chiamo con il numero di casa! perché . Anche da contatti diretti fra MOGGI, BERGAMO e PAIRETTO si evince chiaramente che, quando i predetti intendono parlare di temi delicati, concordano di telefonare usando tali utenze cfr. telefonata BERGAMO PAIRETTO del 25 novembre u.s. alle ore 11,17 prog. 4620 . In proposito, è particolarmente significativo rilevare che, secondo quanto accertato dall'AGO procedente, sulla utenza riservata in uso a MOGGI, come comprovato univocamente dalla telefonata effettuata a questi da parte del BERGAMO dall'utenza di casa, è intercorso traffico telefonico soltanto con altre due utenze e che, con riferimento a queste ultime due, è risultato traffico telefonico quasi esclusivamente reciproco e verso quella di MOGGI. Le tre utenze in parola risultano essere intestate tutte alla stessa persona. Al riguardo, va ulteriormente rilevato che le indagini condotte dall'AGO hanno accertato che il MOGGI, per il tramite di un suo collaboratore, ha effettuato acquisti di numerose schede telefoniche intestate a persone di comodo o del tutto anonime. Come sopra anticipato, la necessità e la finalità di contatti su utenze riservate sono rese evidenti dal contenuto di tutte le altre conversazioni e dagli altri elementi acquisiti. Nell'ambito della presente sezione del provvedimento, l'esame degli elementi acquisiti si atterrà, in linea di massima, ad un duplice criterio, quello meramente cronologico, utile per meglio comprendere il contesto storico delle condotte, e, quindi, quello soggettivo, con l'attribuzione ad ogni singolo soggetto delle condotte evidenziate dagli elementi a suo carico. Fin dagli atti di indagine trasmessi, in due differenti momenti, dalla Procura della Repubblica di Torino al Presidente Federale, atti uniti al presente procedimento, è emerso che vi era una grande familiarità di rapporti fra MOGGI e PAIRETTO, tanto è vero che il primo, in alcune conversazioni in atti, chiede al secondo di designare determinati arbitri e assistenti per le partite amichevoli precampionato e si informa sulla designazione di arbitri per le successive partite internazionali della JUVENTUS, cui PAIRETTO concorre, facendo parte del competente organismo internazionale. Tali dati, oggetto di un primo accertamento dell'Ufficio Indagini il cui fascicolo è unito al presente procedimento , alla luce di tutti gli ulteriori elementi acquisiti successivamente, assumono certamente un significato differente e di enorme rilievo, fornendo una chiave di lettura univoca a tutti gli accadimenti posteriori. 9. L'episodio awenuto al termine della gara REGGINA JUVENTUS del 6\11\04 e, soprattutto, le conversazioni intervenute nell'immediatezza del fatto rappresentano ulteriori elementi di formidabile portata probatoria. Infatti, nell'occasione, si verificò un fatto di straordinaria gravità sotto il profilo disciplinare, testimoniato in modo incontestabile e non contrastato seriamente dai tentativi di ridimensionamento operati nel corso delle indagini da tutti i protagonisti della vicenda dalla sequenza e dal contenuto dei contatti telefonici verificatisi dopo la gara fra MOGGI, LANESE e GIRAUDO, da una parte, e fra LANESE e INGARGIOLA, dall'altra, nonché dal tentativo di parlare con MOGGI compiuto, incredibilmente, dallo stesso PAPARESTA. Tale episodio evidenzia, da una parte, una grave condotta nella omissione di refertazione dell'accaduto da parte dell'arbitro, con l'avallo, nell'immediatezza, dell'osservatore INGARGIOLA e, successivamente dello stesso LANESE, che discorre dell'occorso sia con il medesimo INGARGIOLA che con MOGGI, invitando il primo a farsi 'gli affari suoi' e riferendo al secondo di essere a conoscenza del fatto, 'tranquillizzandolo' in ordine alla mancata segnalazione dell'accaduto negli atti ufficiali. Dall'altra parte, dal dialogo fra MOGGI e GIRAUDO del 7\11\04, h 13,13, emerge il potere di condizionamento esercitato dai due sul settore arbitrale, allorquando il primo riferisce al secondo che ha già parlato con BERGAMO e PAIRETTO farà fermare 3 o 4 settimane l'arbitro PAPARESTA che l'operato dell'arbitro denota una 'volontà particolare' che non avevano chiesto niente di particolare . Al riguardo, è importante sottolineare che, prima della gara in oggetto, vi erano già stati contatti fra MOGGI e LANESE e il primo aveva invitato il secondo ad andarlo a trovare in un albergo di Reggio Calabria per rimanere a pranzo insieme proprio il giorno della partita, reiterando l'invito, a seguito delle difficoltà prospettagli dall'interlocutore per l'orario originariamente concordato, anche ad un momento successivo al pranzo, facendo presente che sarebbero rimasti in albergo fino alle sei e quarantacinque la partita era in notturna e invitandolo a venire perché avevano piacere di fare una chiacchierata cfr. telefonate del 5\11\04 h 20.17, 6/11/2004 h 13.21 . In quel momento era presente anche ANTONIO , come emerge dagli atti di indagine. Infine, in ordine al rapporto fra LANESE e MOGGI va segnalata anche l'altra risultanza probatoria, concordante con tutte le altre, dell'anticipazione fornita dal primo al secondo sulla reintegrazione degli arbitri PALANCA e GABRIELE. A seguito di quanto accaduto nel corso della gara in esame, MOGGI, da una parte, avanza una perentoria richiesta ai designaton di sospendere per un congruo periodo l'arbitro che ha diretto la gara cfr. la telefonata con GIRAUDO di seguito richiamata e, dall'altra, attiva tutte le sue relazioni con l'ambiente giornalistico sportivo per screditare l'operato dell'arbitro e metteme in rilievo gli errori commessi cfr. le telefonate di MOGGI con noti giornalisti e opinionisti televisivi di seguito riportate . Di tale attività di condizionamento informa dettagliatamente anche GIRAUDO, come risulta dalla telefonata fra i due del 7/11/2004, h 13,13, prog. 157. Tale telefonata, ritualmente acquisita ed al cui contenuto integrale si rimanda, è particolarmente significativa delle modalità del controllo lato sensu disciplinare e mediatico operato di comune accordo dai due interlocutori e dimostra, pertanto, la piena sintonia fra i due dirigenti juventini. Infatti, dalla telefonata emerge che MOGGI si è già attivato con PAOLO e con l'altro entrambi gli interlocutori concordano sulla necessità di fermare per molto tempo sia l'arbitro che gli assistenti pianificano l'attacco mediatico ai predetti infine, le parole pronunciate nel colloquio da MOGGI, riferite all'arbitro PAPARESTA, che non gli ha chiesto niente di particolare , sono certamente di grande pregnanza ermeneutica. Fra i mesi di ottobre e novembre 2004, risultano frequenti contatti fra MAZZINI e MOGGI che si inquadrano nel periodo elettorale riguardante sia l'istituzione federale che la LNP e attengono a questioni relative a tale tema esse, però, al contempo, sono significative del particolare rapporto di colleganza fra i predetti e di coincidenza dei rispettivi interessi. Inoltre, la natura non trasparente del rapporto viene evidenziata da una serie di telefonate, con la prima delle quali, prog. 5578, del 03.12.04 MAZZINI comunica a MOGGI che aveva avuto notizia di affari non leciti posti in essere dal proprietario della FIORENTINA e rappresenta al suo interlocutore che era importante approfondire la vicenda al fine di influenzare le prossime elezioni in LNP. Il particolare interesse di tale scorretta operazione è dimostrato dal fatto che MAZZINI e MOGGI organizzano un incontro a Torino con persone pretesamente a conoscenza dell'illecito extrasportivo e tale incontro, sia pure con esiti vani, si concretizza realmente, come dimostrato dalla telefonate del 7\1\05 delle ore 13,40 prog. 11226, 7\1\05 ore 19,17 prog. 11283 e 14\1\05 ore 22,14 prog. 12180. 12. Con riferimento alla cena del 2\12\04 cui parteciparono PAIRETTO, BERGAMO, GIRAUDO e MOGGI e ai motivi della stessa, assumono un particolare significato le conversazioni sul punto fra BERGAMO e la signora AV del 2/12/2004 prog. 6239, da cui si desume, chiaramente, che si sta discutendo del futuro assetto del sistema arbitrale. Analogamente, dalla telefonata del 2\12/04 fra BERGAMO e PAIRETTO si comprende in modo evidente che l'intervento del Presidente CARRARO, che chiama BERGAMO e gli raccomanda la massima attenzione per le partite del 5112105, modifica i piani già programmati dai due designatori per le griglie, con l'affermazione sul punto di BERGAMO pariamoci il culo noi eh , circostanza di cui comunque i due si riservano di parlare nell'imminente incontro, che si terrà di lì a poche ore ed a cui parteciperanno anche MOGGI e GIRAUDO. Ancora particolarmente significativo dell'intreccio di interessi fra i suddetti partecipanti è il contenuto della telefonata fra MOGGI e la sua signora prog. 5542 del 2.12.04, nel corso della quale la seconda chiede al primo se era il caso di portare dei panettoni per i convitati e l'interlocutore le risponde di non preoccuparsi perché tanto gli 'danno altra roba', perché loro più che panettoni loro ehm tanto che la signora risponde ho capito! Luciano non me lo dire, tanto più o meno lo so! Eh? Conferma dell'incontro si ha dalla telefonata del 3/12/04 fra BERGAMO e AV delle h 00,53 prog. 6366 e ulteriore, formidabile conferma del motivo dei rapporti fra i soggetti in discorso si trae dalla telefonata fra MOGGI e la sua segretaria del 31/12/03, h 11,53 prog. 8771, owero del giorno successivo alla cena, nel corso della quale il primo dimostra di essere già a conoscenza della designazione degli assistenti della successiva gara della JUVENTUS, ovvero ALVINO e BAGLIONI, che non erano stati ancora ufficialmente scelti, in quanto non se ne poteva avere notizia prima delle ore 12,15 dello stesso giorno. Ancora, particolarmente significativa è la telefonata awenuta, sempre il giorno successivo alla cena, fra MOGGI e SG 3 dicembre 2004, alle ore 12,46 prog. 8790 , nel corso della quale il primo risponde ad un'altra telefonata con un interlocutore non identificato ma evidentemente arbitro, dalla quale emergono molteplici e precisi riferimenti tecnici, come le designazioni per la predetta giornata di campionato. In particolare, emerge il peculiare interesse, apertamente ed esplicitamente manifestato da MOGGI, ad ottenere ammonizioni a carico dei calciatori delle squadre prossime avversarie della JUVENTUS e di quelli del MILAN FIORENTINA-BOLOGNA in modo particolare apposta ! il minimo eh eh quello, quello mi serve in particolare e poi ehm ehm mi serve eh il MILAN, di avanzare ehm ehm nelle nelle ammonizioni per far fare le diffide, insomma ! Vabbè Tanto comunque ne parliamo stasera poi ! oh, sentiamoci stasera, verso le 21,30 così 21,00-21,30 ! Ok . Conferma ulteriore di tale interesse è data dalla conversazione del 5\12\04, h 19,12 prog. 5738, fra MOGGI e il giornalista D poco dopo che in quella data si è disputato l'incontro della 14 giornata di campionato tra Fiorentina-Bologna. Riscontro esterno a tale sistema e agli interessi perseguiti ammonizioni a calciatori diffidati è costituito dalle telefonate del dirigente del MILAN MEANI all'assistente PUGLISI prog. 1753, e 20\3\05, h 17,56, prog 1734 all'assistente CONTINI, riferite alla partita INTER - FIORENTINA, e quella fra lo stesso MEANI del 7\5\05, h 16,42 prog. 8609 e BERGAMO, in cui si paria proprio delle ammonizioni comminate nel corso della partita FIORENTINA BOLOGNA a due calciatori diffidati del BOLOGNA, che nella successiva gara avrebbe affrontato la JUVENTUS. 13. Come già anticipato, il 21\12\04 fu organizzata un'altra cena a casa di PAIRETTO alla quale parteciparono sicuramente, oltre al padrone di casa, LANESE, MOGGI e GIRAUDO, come emerge dalle conversazioni in atti e dalle dichiarazioni. La natura di tale incontro e gli obiettivi certamente perseguiti sono evidenziati dalle telefonate fra i partecipanti, fra cui è particolarmente indicativa la telefonata fra PAIRETTO e LANESE del giorno successivo 22\12\04, h 11,52, prog. 31072 , nel corso della quale il primo afferma che si possa pensare di lavorare bene e il secondo risponde che si dovranno vedere di nuovo a metà gennaio, fine gennaio, per fare un check . La comunanza di interessi anche dei dirigenti della JUVENTUS è chiaramente appalesata dal prosieguo della conversazione, dove i due interlocutori fanno riferimento ad un risentimento dei primi in conseguenza del comportamento poco corretto di uno dei loro referenti. A dimostrazione dei reali motivi determinanti le riunioni in esame militano tutte le considerazioni già prospettate, che non possono far riferire le dichiarazioni di cui sopra a meri aspetti politici concernenti l'associazione della categoria arbitrale, giacché la presenza alle riunioni dei due dirigenti della JUVENTUS e le modalità delle stesse sono incompatibili con tali differenti finalità associative. Peraltro, il tipo di collegamento non 'politico' fra LANESE, da una parte, e MOGGI e GIRAUDO, dall'altra, è già emerso nella 'vicenda PAPARESTA'. Infine, non va sottaciuto che, in quel contesto cronologico, LANESE veniva accreditato, fra i vari soggetti in parola, come possibile designatore per la successiva stagione sportiva. 14. Dalla telefonata fra MOGGI e il suo collaboratore G del 5/11/05, h 9,47, prog. 10966, emerge, in modo evidente ed inquietante il potere di condizionamento da parte dei primo nei confronti di BERGAMO sulla formazione delle griglie arbitrali. Infatti, MOGGI riferisce di avere convinto il designatore della assoluta inopportunità dell'inserimento nella prima griglia dell'arbitro MORGANTI. E' significativo, in proposito, che il predetto aveva arbitrato in precedenza la partita che il MESSINA la cui dirigenza era legata in modo particolare a MOGGI stava vincendo con I'ATALANTA, sospendendola per impraticabilità del campo. II particolare interesse di MOGGI alla 'impropria tutela' o, viceversa, all'altrettanto 'improprio attacco' disciplinare e mediatico nei confronti di alcuni arbitri, emerge dalla vicenda della conduzione di gara, da parte dell'arbitro RACALBUTO, nella partita CAGLIARI - JUVENTUS disputata il 16/1/2005 , con riferimento al quale MOGGI, da una parte, si preoccupa della indagine disciplinare aperta a seguito delle polemiche, riportate dalla stampa, nell'immediato dopo partita, chiedendo in sede federale' la tutela della posizione dell'arbitro e, dall'altra, si attiva con il solito opinionista televisivo FB per ottenere un commento favorevole allo stesso direttore di gara. Nel corso di tutto il periodo di tempo successivo alla cena del 21/12/04, risultano molti contatti che confermano il particolare rapporto fra LANESE e MOGGI e che legittima il primo a fare continue richieste di numerosi biglietti per le gare della JUVENTUS e numerosi gadget e magliette della stessa società. Dalla telefonata fra BERGAMO e DE SANTIS dell'1111105, h 14,44, prog. 17245, emergono rilevantissime circostanze, di seguito illustrate. A dimostrazione dei rapporti di grande confidenza su temi delicatissimi, DE SANTIS riferisce a BERGAMO di aver detto a MOGGI di non avere problemi con i due designatori e di avere paventato, sempre a LUCIANO e ad ANTONIO, i rischi di nuove nomine, con la difficoltà di trovare un interlocutore affidabile che se dice A è A e se dice B è B chiunque troverai ti diranno tutti si prima di prendere eventualmente un posto il giorno dopo che l'hanno preso T'hanno fregato . Dimostrativo della natura del rapporto fra DE SANTIS e MOGGI è, inoltre, il tema della situazione in cui si era venuta a trovare MGF, affrontato dai due e rispetto al quale DE SANTIS contestava all'altro di non avere mantenuto le promesse. La conversazione comprova inoppugnabilmente la reale natura del timore nutrito da coloro che avevano intessuto i rapporti in esame, conseguenti all'allontanamento di MGF, come emerge dalla spiegazione che BERGAMO dà sul punto a DE SANTIS, ovvero che il lavoro della ex segretaria era fatto nell'interesse dei designatori e non per alterare i rapporti, in particolare con MEANI, affermando in proposito che l'anno precedente il MILAN aveva vinto il campionato soltanto perché era più forte. Particolarmente importante sul punto è la parte di conversazione in cui BERGAMO riferisce di aver dato conto dell'argomento anche ad ANTONIO e DE SANTIS risponde che, a suo awiso, MOGGI aveva commesso l'errore di intrattenere un rapporto diretto con alcuni arbitri. Nel prosieguo del dialogo BERGAMO fa riferimento alla strategia utilizzata nei confronti di GALLIANI per dissimulare la sua reale posizione e riferisce una frase particolarmente significativa ai fini che interessano, owero bravo e poi qui le cose secondo come vanno vedremo al ritorno come fare le cose eee ma qui per starci in questo mondo bisogna anche qualche volta rischiare qualche volta fare il muso duro qualche volta se dici sempre si signore tu gli dai dalla sera alla mattina . Ulteriori conferme sul rapporto fra DE SANTIS e MOGGI discendono dalla telefonata fra il primo e l'assistente CENICCOLA, come si desume dalla richiesta del primo al secondo di un numero rilevantissimo di maglie della JUVENTUS, e, ancora più in particolare, sul potere di condizionamento di MOGGI sul sistema di designazione. Dalla telefonata del 6\2\05, h 11,05 prog. 31466, fra MOGGI e GIRAUDO si trae ulteriore conferma sulla piena sintonia fra i due sul sistema messo in atto, necessario anche al controllo dell'ambiente esterno , in quanto quelli che sembrano degli amici non ci danno più niente e quindi è necessario rimettere a posto anche l'ambiente esterno . In proposito, le affermazioni di MOGGI sono particolarmente significative delle finalità dei rapporti in esame infatti secondo me no non esiste niente che, in pratica possa, possa incidere sull'andamento della partita, ma quando sei al limite deve essere deve essere in un'altra maniera, perché senno ognuno si fa la strada sua! ma gliel'ho già, gliel'ho già detto non no perché sai e aiutarsi va bene da tutte le parti, ma aiutarsi . GIRAUDO concorda sulla esigenza di rimettere a posto i due ambienti, l'ambiente interno e l'ambiente esterno e aggiunge, da parte sua, di aver già espresso tali concetti a chi doveva, con la conferma ulteriore da parte di MOGGI che, infatti, aggiunge abbiamo le idee chiare tutti quanti io su questo no è è la cosa, secondo me, basilare. Infatti, ieri sera, io quando so arrivato ho ho richiamato e gli ho e ho espresso questi concetti miei, che in pratica poi sono quelli che mi hai detto . La necessità del suddetto 'recupero' deriva dalle convinzioni maturate da MOGGI in quel periodo storico, owero che secondo me hanno paura di essere marchiati dopo, cosi di essere contro. Va a capire, perché magari, poi gli facciam le polemiche, però qui siamo arrivati al punto che nel dubbio ci dan nel dubbio puoi dare a favore o contro, qui nel dubbio dai sempre contro e questo non va neanche bene perché, giustamente, tu ti vuoi prendere l'interno ma anche l'esterno perché anche quello non va mica bene INC . Nella stessa giornata MOGGI chiama PAIRETTO 6\2\05, h 15,07, prog. 17298 , dicendogli che non riesce a parlargli e questi gli risponde che non l'ha ancora acceso, facendo chiaramente riferimento alle utenze riservate in uso ai predetti, e, ad ulteriore conferma dell'awenuto contatto fra i due su tali linee, nella successiva telefonata con GIRAUDO 6\2\05, h 22,58, prog. 17402 MOGGI riferisce di aver parlato con pinocchio MOGGI appella spesso PAIRETTO in tale maniera e di avergli detto di farli venire venerdì. Nella telefonata MOGGI e GIRAUDO commentano i vari episodi arbitrali sfavorevoli alla classifica della JUVENTUS e, all'esito, confermano la necessità di parlare a 'brutto muso' con i loro referenti, magari il martedì seguente. Effettivamente, 1'8\2\05 MOGGI e GIRAUDO si incontrano con PAIRETTO, come confermato dalla telefonata fra i primi due precedente l'incontro 8/2/05 h. 12,45, prog. 31956 , in cui si stabilisce anche la linea di condotta da tenere, e dalla successiva telefonata fra MOGGI e CC 8\2\05, h 20,44, prog 32072 . 20. Nella telefonata dell'8/2/05, h 16,08, prog. 474, fra BERGAMO e l'ex addetta alla segreteria CAN, MGF, la seconda riferisce di un incontro avuto con MOGGI, nel corso del quale ha suggerito a questo le condotte da tenere per assicurarsi la vittoria del campionato in corso e di quello prossimo. Fra i consigli di MGF a MOGGI vi era quello di restituire credibilità a BERGAMO e tale circostanza è riscontrata dal contenuto di tutte le risultanze istruttorie, dal momento che, effettivamente, in quel periodo la posizione di BERGAMO era in discussione. MGF, riportando il contenuto del colloquio con MOGGI, prosegue rappresentando le difficoltà di BERGAMO nel lavoro, a causa anche della linea di condotta di PAIRETTO, che non risponde ad un solo 'padrone'. Nel continuare la conversazione con BERGAMO in un momento immediatamente successivo telefonata dell'8\2\05, h 19,34, prog. 490 MGF riferisce che MOGGI si era lamentato anche di LANESE e riporta la telefonata che MOGGI fece in sua presenza a PAIRETTO, accusandolo di essere una sanguisuga, e di avere preso da tutti. Nel corso della conversazione si fa riferimento anche all'arbitro DE SANTIS e al cd. polo romano, così definito testualmente dalla signora, con riferimento alla sua influenza sulle gare da disputare. Va particolarmente rimarcato che la veridicità dei contenuto di quanto riferito de relato da MGF sulle dichiarazioni di MOGGI è riscontrato in modo pieno dalla conversazione fra questo ultimo e BERGAMO del giorno successivo, h 1,04, prog. 123 che verrà specificamente richiamata in seguito e dalle precedenti telefonate sub punto 19, concernenti la necessità concordata fra GIRAUDO e MOGGI di 'recuperare l'ambiente esterno'. II 9/2/05, h 1,04, prog. 123, Bergamo chiama MOGGI sull'utenza internazionale sopra indicata. La particolare valenza probatoria di tale telefonata discende dal fatto che questa è una delle poche acquisite agli atti effettuate su tale utenza, per la circostanza, del tutto contingente, che la corrispondente utenza estera di BERGAMO era senza credito. In proposito, è del tutto significativo che gli argomenti trattati dai due sono di estrema delicatezza e di rilevante portata in ordine al condizionamento operato nell'interesse della JUVENTUS sul regolare funzionamento della fondamentale attività arbitrale. Infatti, BERGAMO, nell'esaminare la situazione determinatasi all'interno del settore arbitrale in conseguenza della futura elezione del Presidente Federale, rappresenta l'incertezza causata dalla mancanza di un punto di riferimento nella categoria arbitrale, la fatica che fa per farsi capire , precisando all'interlocutore che tale fatica era finalizzata solo a portare a termine il campionato in corso e non a suoi interessi personali la necessità che GIGI si allineasse al lavoro fatto e alla importanza di una rapida ricompattazione dell'ambiente. Il senso evidente della conversazione è ulteriormente riscontrato da una circostanza di natura logica, derivante dalla posizione di MOGGI, esterno all'ambiente arbitrale e, quindi, del tutto disinteressato a una ricompattazione inerente a fatti meramente politici pertinenti a tale categoria. Invero, il dialogo prosegue, e il tema trattato attiene ad una delle funzioni primarie del designatore, ovvero la predisposizione delle 'griglie' per il sorteggio degli arbitri. Tale parte della telefonata, cui si rimanda, è particolarmente significativa, in quanto dimostra in modo palmare la capacità di condizionamento da parte del DG della JUVENTUS sul meccanismo stesso di scelta degli arbitri. Nella telefonata fra BERGAMO e MGF del 9\2\05 prog. 523, il designatore, nel mettere al corrente la interlocutrice di quanto convenuto con MOGGI, rappresenta di aver chiesto a questo quali assistenti voleva e, alla sua richiesta di inviargli AMBROSINI e FOSCHETTI, risponde che invece gli manderà RICCI e GEMIGNANI, aggiungendo una frase particolarmente indicativa sulla omogeneità di questi ultimi due rispetto a quelli originariamente richiesti. Sempre allo stesso tema in esame deve essere ricondotta la telefonata intercorsa fra MAZZINI e BERGAMO il 10\2\05, h 17,32, prog. 26618, allorquando i due parlano della situazione venutasi a creare all'interno del settore arbitrale e delle preoccupazioni di MOGGI derivanti dalle sue mosse sbagliate, massimamente nei confronti del BERGAMO stesso. La perdita di credibilità provocata a BERGAMO dal fatto che LANESE era andato a Torino da GIRAUDO e la diffusione che a tale notizia aveva dato DE SANTIS mettevano in crisi il suo potere nei confronti degli arbitri, fra cui alcuni ancora gli davano retta , mentre altri lo facevano in misura minore perché GIGI si era fatto più forte di lui. La conversazione proseguiva su analoghi temi, di enorme rilievo probatorio, giacché BERGAMO faceva riferimento, come elemento perturbatore, ai molteplici interessi economici di PAIRETTO e della difficoltà che ne derivava per una gestione unitaria del sistema di condizionamento. Circa il PAIRETTO, BERGAMO afferma che le cose non vanno più bene perché il primo ha troppi referenti e i due interlocutori paventano le difficoltà che MOGGI avrebbe se i suoi referenti fossero LANESE e PAIRETTO. Infine, appare inquietante e significativo al tempo stesso quanto detto da BERGAMO, sempre con riferimento al medesimo argomento di gestione del sistema arbitrale mi deve dire di fare le cose che ho sempre fatto ma io le faccio con difficoltà è vero che io l'altro anno gli ho tenuto in mano la situazione ma qui se non tieni un equilibrio muori, sei morto in tre secondi e quindi devi fa le cose in maniera che siano fatte bene ma che siano anche credibili. Non puoi andà a fa morti e feriti tutte le domeniche . Per quanto esposto solo in via di estrema sintesi, la conversazione in oggetto è particolarmente significativa e dimostra le modalità operative del potere di condizionamento venuto a determinarsi nell'ambiente arbitrale, di cui BERGAMO, PAIRETTO e MAZZINI appaiono certamente partecipi. La partita ROMA - JUVENTUS del 5\3\05 vede l'intervento del Presidente CARRARO nei confronti del designatore BERGAMO, che dimostra, in modo incontrovertibile, la conoscenza, da parte del vertice federale, del sistema di condizionamento messo in atto dai due dirigenti della JUVENTUS sul sistema arbitrale. Quanto accaduto in margine a detta gara, attraverso le conversazioni intercorse fra BERGAMO, MGF e una congiunta dell'arbitro GABRIELE, designato come 'quarto uomo', dimostrano le possibilità di intervento, anche nel corso di una gara, da parte dei designatori. Nella telefonata fra MAZZINI e GIRAUDO del 22/4/05, h 9,36, prog. 6661, GIRAUDO evidenzia il tipo di aspettative nutrite nei confronti di BERGAMO, manifestando la sua delusione, per la prima volta in tanti anni, per la designazione nella gara del MILAN contro il CHIEVO di due assistenti legati a tale società, come poi effettivamente dimostrato dagli atti di indagine in proposito, MAZZINI gli ribatte che, però, I' amico a Siena è stato eccezionale . E' evidente il riferimento alla partita fra tale squadra ed il MILAN, a seguito della quale vi furono molte polemiche per un gol annullato su segnalazione dell'assistente BAGLIONI. Nella telefonata del 26\4\05, h 10,53, prog. 11035 fra MAZZINI e LOTITO che era stata preceduta da quella del 23/4/05, h 11,03, prog 10735, in cui il Presidente della LAZIO chiedeva informazioni sull'arbitro designato il secondo si lamenta dell'arbitraggio di TREFOLONI nella gara LAZIO - JUVENTUS del 24\4\05 e le risposte di MAZZINI sono particolarmente stringenti in ordine al suo inserimento nel sistema di condizionamento in esame. Infatti, il Vice Presidente Federale, di fronte alle insistenti lamentele del suo interlocutore, taglia corto facendogli presente che, in queste situazioni, alcune volte deve fare la lepre e altre il cane e che, comunque, TREFOLONI è un suo amico e che, se non è stato amico questa volta, lo può essere un'altra. In proposito, alla ulteriore richiesta di aiuto di LOTITO, la cui posizione, unitamente a quella di MAZZINI, verrà esaminata a parte per quanto attiene a tale specifica fattispecie, il dirigente federale risponde giovedì , ovvero il giorno in cui gli arbitri si incontrano a Coverciano, invitando al contempo il suo interlocutore a parlare poco al telefono. Il ruolo di MAZZINI viene confermato dalla telefonata con GIRAUDO del 28\4\05, h 17,25, prog. 11150, allorquando esaminano la ingombrante posizione di LOTITO, accusato da MAZZINI di aver fatto dei discorsi stupidi sul suo conto a GALLIANI, dicendo che aiutava la JUVENTUS ed era più amico loro che del MILAN. II mutato atteggiamento nei confronti dell'ingombrante alleato viene esplicitato dalla successiva telefonata dello stesso giorno 28/4/05 fra MAZZINI e LOTITO, h 20,08, prog. 11205, in cui il primo ripete la metafora del cane e della lepre e il secondo nota il modificato atteggiamento del suo interlocutore, che definisce strano . Nella stessa direzione si inserisce la telefonata fra MAZZINI e BERGAMO del 30\4\05, h 19,11, prog 11819. In occasione dello scorcio finale del campionato e della incerta lotta per la vittoria del titolo MOGGI rinsalda tutti i rapporti intrattenuti e ciò è reso palese sia dalla riunione del 30\4\05 con PAIRETTO e LANESE, comprovata dalle conversazioni fra i predetti, sia dall'incontro che chiede a MGF in un luogo che dimostra tutta la circospezione assunta dal DG della JUVENTUS. II contenuto di tale incontro è riferito da MGF a BERGAMO, come risulta dalla telefonata del 2\5\05, h 20,55, prog. 2444, intercorsa fra i due. MGF riporta quanto detto da MOGGI, ovvero la sua amarezza per la defezione di un amico, il riconoscimento da parte sua che BERGAMO è l'unico che è rimasto vicino a loro, la preoccupazione che LANESE porti gli arbitri verso Milano. MGF, nell'occasione, aveva invitato MOGGI a fidarsi di BERGAMO, a lasciarlo lavorare per le rimanenti quattro gare del campionato, ricevendo la risposta del DG bianconero che le persone che si comportavano bene con loro , risposta che veniva troncata da MGF che aggiungeva che almeno non dovevano essere trattate a pesci in faccia . Fra gli argomenti trattati nel corso dell'incontro in esame vi fu pure la posizione dell'arbitro DE SANTIS. Ma le manovre in atto in quel momento storico emergono ulteriormente e con maggiore nitidezza dal successivo colloquio fra MGF e BERGAMO dei 20\5\05, h 10,25, prog. 47943. Tale conversazione precedeva ed anzi era propedeutica all'incontro del 21\5\05 a casa di BERGAMO fra questi, MAZZINI, MOGGI e GIRAUDO. Orbene, MGF consiglia a BERGAMO come gestire l'incontro e tali consigli dimostrano, in modo evidente ed incontestabile, come era stata gestita e interpretata, quanto meno per la stagione in corso, la funzione di designatore da parte di BERGAMO MGF dice hanno ammazzato te, per te, devi recuperà tu e loro ti devono recuperare perché tu hai fatto tanto, hai lavorato tanto, tanto, per tutti . Emerge, inoltre, che i due interlocutori addebitano a MOGGI l'errata gestione dell'arbitro DE SANTIS, che sebbene 'valorizzato' da questo era sfuggito dal suo controllo. In tal senso le parole di BERGAMO sono significative e dimostrano in modo stringente le modalità di esercizio della sua funzione No, no, no, no, no, a me mi serve anche l'ultima domenica, nel senso di dire è inutile che ti mandi quelli che mi creano confusione, ti devo mandar quelli che ho preparato a esser li e che sai che sono uomini tuoi, se poi invece te sbagli, gli devo far capire che ha sbagliato lui, io in questo momento ho bisogno di fargli capire che la gestione di Massimo l'ha sbagliato lui, non perché voglia rivalutare Massimo, non me ne frega niente, ma perché lui che l'ha portato La riservatezza di tale riunione, conseguente ai particolari argomenti da affrontare, emerge da quanto Io stesso BERGAMO dice a MAZZINI in merito alla partecipazione alla cena della moglie di questo magari lei mangerà di là con A, cosa noi ci prendiamo un po' capito come telefonata 20\5\05 h 11,43, prog. 48030 . La riunione viene effettivamente tenuta, come dimostrano l'attività di appostamento documentata in atti e la telefonata fra BERGAMO e MGF successiva all'incontro 22\5\05 h. 12,43, prog. 9115 , da cui emerge, ancora una volta, il particolare rapporto alterato fra DE SANTIS e MOGGI e la sua evoluzione inaspettata. L'attività di indagine ha evidenziato un'altra circostanza di grande rilievo, ovvero che il sorteggio conseguente alla predisposizione delle griglie degli arbitri e delle corrispondenti partite da abbinare avveniva con modalità tali da consentire, in modo assai agevole, la scelta di una ben individuata pallina, all'interno della quale era stata inserito il nominativo di un arbitro. A tali univoche conclusioni è dato pervenire sulla scorta di elementi emersi dalle indagini espletate e da altri elementi oggettivi, quali la presenza di poche palline per ogni sorteggio la loro individuabilità a causa di alcuni segni e rigature presenti sulle stesse le modalità del sorteggio poste in essere dai due designatori. In proposito, sono particolarmente significative le dichiarazioni rese sia innanzi all'AGO di Napoli che all'Ufficio Indagini di seguito, UI da MARTINO. La protezione mediatica da parte di MOGGI di tutti gli arbitri amici emerge da una serie nutritissima di telefonate fra questi e conduttori e opinionisti televisivi. Di seguito, se ne riporta qualcuna che contiene specifiche indicazioni. Telefonata MOGGI-FB del 15\11\04, h 18,05, prog. 1616, nel corso della quale il primo chiedeva al secondo di favorire MAGGIANI che era un amico. Telefonata MOGGI-FB del 6\12\04, h 16,12, prog. 10159, nel corso della quale il primo chiedeva al secondo di favorire DONDARINI nel commento sulle sue prestazioni arbitrali. Telefonata MOGGI-FB del 17\1\05, h 16,17, prog. 12547, nel corso della quale il primo chiedeva al secondo di favorire RACALBUTO nel commento sulle sue prestazioni arbitrali. Telefonata MOGGI-FB dei 24\1\05, h 19,08, prog. 28723, nel corso della quale il primo chiedeva al secondo di favorire PAPARESTA nel commento sulle sue prestazioni arbitrali e, di contro, di calcare la mano sugli errori dell'assistente COPELLI. Telefonata MOGGI-AB del 20\12\04, h 15,12, prog. 12819, nel corso della quale il primo chiedeva al secondo di favorire BERTINI nel commento sulle sue prestazioni arbitrali, tema ulteriormente ripreso, con maggiore veemenza, dopo la trasmissione televisiva, nella telefonata fra i due del 21\12\04 prog. 8846. Telefonata MOGGI-AB del 7\3\05, h 00,15, prog. 1446, nel corso della quale il primo chiedeva al secondo di favorire RACALBUTO nel commento sulle sue prestazioni arbitrali, indicandogli specificamente gli episodi della gara ROMA - JUVENTUS in cui quest'ultima, a suo dire, era stata sfavorita. Dall'attività di indagine, emerge, altresì, che, in moltissimi casi, a seconda delle contingenti esigenze, MOGGI agiva in modo tale da far invitare ospiti ed opinionisti a varie trasmissioni televisive, istruendoli all'occorrenza. Infine, non va sottaciuto che le indagini di PG hanno accertato che alcuni dei soggetti, la cui posizione è stata esaminata sopra, o persone legate alle stesse da vincoli familiari o di affari, hanno ricevuto un considerevole vantaggio economico dall'acquisto di vetture del gruppo FIAT scontate del 50%, con particolare riferimento alle persone di PAIRETTO e di LANESE cfr. dichiarazioni PASTORE e atti acquisiti dalla PG su delega dell'AG procedente . In definitiva, sulla scorta degli elementi probatori acquisiti, di cui quelli sopra indicati sono stati richiamati a titolo meramente esemplificativo, è emersa l'esistenza di una rete consolidata di rapporti, di natura non regolamentare, diretti ad alterare i principi di terzietà, imparzialità e indipendenza del settore arbitrale. La suddetta finalità veniva perseguita attraverso varie condotte, che intervenivano in momenti e a livelli differenti, fra i quali rapporti di MOGGI e di GIRAUDO con esponenti di rilievo del settore arbitrale piena sintonia fra i suddetti nelle condotte da porre in essere intervento del Vice Presidente Federale MAZZINI intervento di MOGGI nella predisposizione delle 'griglie' utilizzate per la designazione degli arbitri concorso da parte di MOGGI nella scelta degli assistenti per le singole gare condizionamento della facoltà attribuita ai designatori di sospendere l'impiego degli arbitri e degli assistenti in conseguenza di decisioni tecniche errate pesante condizionamento mediatico finalizzato alla difesa di alcuni arbitri e all'attacco di altri, strumentale alle finalità in oggetto vantaggi assicurati agli esponenti del mondo arbitrale, fra cui consistenti sconti su vetture del gruppo FIAT, determinati fino alla concorrenza del 50% del prezzo di listino. Passando alla qualificazione giuridica delle condotte, della rete di rapporti e delle relative finalità sopra evidenziate vanno richiamati i principi ermeneutici illustrati sub ll. In fatto, appare evidente il pesante condizionamento, operato mediante le condotte descritte, sui più delicati meccanismi di funzionamento del settore arbitrale, nei precipui aspetti che possono interessare una singola società sportiva, per l'influenza determinante e decisiva sul momento culminante dell'attività sportiva, owero la disputa della gara ufficiale. Il sistema posto in essere, la cui sofisticazione è dimostrata, fra l'altro, dalla necessità di assicurarsi una decisione favorevole nei casi dubbi, la sua invasività, il coinvolgimento nello stesso di esponenti di vertice delle Istituzioni federali e arbitrali, assumono un rilievo decisivo anche ai fini dell'inquadramento delle fattispecie concrete venute in rilievo. Infatti, a giudizio di questo Ufficio, le condotte sopra descritte, ascrivibili ai tesserati di seguito indicati, integrano certamente la violazione dei doveri di lealtà, probità e correttezza sanciti dall'articolo 1, comma 1, CGS. Ma, al contempo, proprio in considerazione delle modalità e delle finalità di tali condotte, in se stesse già rilevanti ex articolo 1 cit., si deve ritenere che esse costituiscono un gravissimo attentato ai valori di terzietà, imparzialità ed indipendenza del settore arbitrale nel suo complesso. Pertanto, richiamando le argomentazioni svolte sub Il, si deve ritenere che le condotte in parola violino, oltre ai principi di cui all'articolo 1, comma 1, CGS, anche l'oggetto protetto dalla norma di cui all'articolo 6, comma 1, CGS, in quanto certamente dirette ad assicurare un vantaggio in classifica in favore della società JUVENTUS. 33. LUCIANO MOGGI II predetto, all'epoca, rivestiva la carica di consigliere d'amministrazione e direttore generale della JUVENTUS. La sua partecipazione ed il suo ruolo preminente nella attivazione e mantenimento dei rapporti in commento emergono, in modo evidente e incontestabile, da tutti gli elementi indicati nel presente prowedimento e dagli altri emersi dall'indagine, cui si fa integrale richiamo. L'azione del prevenuto è univocamente diretta a promuovere gli incontri con GIRAUDO, BERGAMO, PAIRETTO, LANESE, la cui natura e finalità sono state ampiamente illustrate sopra ad incidere nella predisposizione delle 'griglie' a condizionare la scelta degli assistenti a tenere rapporti diretti con arbitri, in particolare con DE SANTIS a condizionare l'impiego successivo degli arbitri mediante l'intervento diretto sui due designatori a attaccare gli arbitri ritenuti 'non allineati' o proteggere quelli valutati 'amici' con una invasiva azione mediatica, promossa sistematicamente. Dall'indagine è emerso, inoltre, il fine di assicurare vantaggi in favore degli interlocutori di MOGGI, come emerge chiaramente dalle conversazioni espressamente richiamate sul punto e dall'atto di PG, da cui risulta che LANESE e congiunti del PAIRETTO hanno acquistato vetture dei gruppo FIAT con un rilevantissimo sconto sul prezzo di listino. Da ultimo, non può essere sottaciuto che il predetto ha fornito linee telefoniche riservate a PAIRETTO e BERGAMO, provvedendo anche a riaccreditare la scheda telefonica del secondo. ANTONIO GIRAUDO II predetto, all'epoca, rivestiva la carica di amministratore delegato della JUVENTUS. Il suo concorso e la piena sintonia con MOGGI nelle attività da questi poste in essere emergono da tutti gli atti di indagine, in particolare dalle conversazioni fra i due richiamate nel presente provvedimento sub III, e dalle partecipazioni del predetto agli incontri già descritti. La posizione dello stesso ed il suo ruolo in codesto sistema è dimostrato, ulteriormente, anche dall'esigenza di tenere informato GIRAUDO, awertita dagli altri protagonisti delle vicende concernenti le posizioni delle società LAZIO e FIORENTINA, trattate separatamente in questo prowedimento. INNOCENZO MAZZINI Il predetto, all'epoca, rivestiva la carica di Vice Presidente federale. La sua partecipazione al sistema in parola è dimostrata da tutta la sua attività descritta nella presente sezione che ha comprovato il suo legame e la comunanza di interessi con MOGGI, in generale, e, in particolare, la sua partecipazione al sistema di condizionamento in esame. Decisive in tale direzione sono, fra le altre, le conversazioni fra il prevenuto e GIRAUDO del 22\4\05, prog. 6661, e del 28\4\05, prog. 11150 LOTITO del 26\4\05 prog. 11035 BERGAMO del 10\2\05, prog. 26618, e del 30\4\05, prog. 11819. MAZZINI partecipa, inoltre, alla cena a casa di BERGAMO del 21\5\05, in cui si discutevano gli assetti futuri del settore arbitrale. Va sottolineata, al riguardo, anche la particolare posizione di MAZZINI, emersa da tutti gli elementi dell'indagine, che gli consente, in virtù della sua carica federale, di avere un contatto diretto con gli arbitri ed i designatori sia a Roma che, soprattutto a Coverciano, ove questi si trova spesso per motivi istituzionali. Tale canale, privilegiato e assolutamente riservato, in quanto affidato al contatto diretto, emerge, in tutta evidenza, dagli altri temi trattati a parte nel presente provvedimento. Queste ulteriori vicende, da un lato, riscontrano dall'esterno, con la partecipazione di MAZZINI ad altre condotte di rilievo disciplinare poste in favore di altre società, il suo concorso al sistema di condizionamento in oggetto e, dall'altra, confermano le sue modalità di azione, caratterizzate anche dal diretto contatto con i designatori e gli arbitri. 36. PAOLO BERGAMO i designatori arbitrali dell'epoca, Bergano e Pairetto di cui appresso sub 37 rappresentano, ovviamente, i soggetti essenziali del sistema di rapporti descritto. BERGAMO partecipa a molte delle riunioni specificamente descritte, è titolare dell'utenza riservata fornita da MOGGI, che provvede anche a sostenere il costo relativo, subisce inammissibili interferenze da parte di questo nella formazione delle griglie per il sorteggio, nella scelta degli assistenti per le singole gare, nella valutazione dell'impiego futuro degli arbitri. E' il soggetto al quale si rivolgono il Presidente Federale CARRARO, per raccomandare un determinato atteggiamento neutrale degli arbitri ovvero per formulare le richieste esaminate con riferimento alla posizione della LAZIO l'arbitro DE SANTIS, per affrontare i delicatissimi temi evidenziati nella sezione III del presente prowedimento MAZZINI, per metter in atto l'operazione di 'salvataggio' della FIORENTINA, per trattare i delicatissimi argomenti concernenti proprio il sistema in esame, come dimostrato dalla telefonata già richiamata del 10\2\05 MOGGI, GIRAUDO e MAZZINI, per gettare le basi del sistema futuro, con il conseguente incontro del 21\5\05. BERGAMO è uno dei soggetti ai quali fa riferimento MOGGI quando specifica i tipi di utilità, ben differenti dai panettoni, che gli vengono assicurate. In definitiva, tutte le conversazioni richiamate nella presente sezione con MOGGI, PAIRETTO, DE SANTIS, CARRARO e MGF consentono di pervenire alla univoca conclusione della sua partecipazione al sistema di rapporti non regolamentari. Anzi, BERGAMO è certamente uno dei maggiori artefici, anche in virtù delle sue funzioni, della gestione del sistema arbitrale finalizzato al condizionamento e alla lesione dell'imparzialità, in favore della società JUVENTUS. 37. PIERLUIGI PAIRETTO Fin dagli atti inviati dall'AGO di Torino emerge un rapporto fra MOGGI e il prevenuto. Ma, invero, tutta la successiva attività, ha evidenziato ancor più la reale natura e, soprattutto, le finalità di tali relazioni. In proposito, si fa rinvio a quanto già osservato per gli altri soggetti, con particolare riferimento alle riunioni, alle quali PAIRETTO partecipa quasi sempre, anche quale padrone di casa, e alle telefonate in cui il ruolo dello stesso nel sistema è richiamato de relato dagli altri protagonisti. Anche PAIRETTO fa uso di utenze riservate nei contatti con MOGGI e BERGAMO e, in aggiunta a quanto già riportato per BERGAMO, va evidenziato il vantaggio conseguito al prevenuto con riferimento all'acquisto di vetture del gruppo FIAT con uno sconto del 50%, di cui al n. 30 della presente sezione. TULLIO LANESE II predetto, all'epoca, rivestiva la carica di Presidente dell'AIA. La sua partecipazione al sistema è dimostrata dal rapporto con MOGGI, evidenziato nella sua peculiarità dalla 'vicenda PAPARESTA' relativa alla partita Reggina - Juventus dalla premura nell'informare anticipatamente il predetto della reintegrazione degli arbitri PALANCA e GABRIELE dai rapporti frequentissimi, anche finalizzati a richieste di numerosi biglietti e gadget della JUVENTUS. LANESE, per un certo periodo di tempo, coincidente con quello in cui si prospettano possibili futuri mutamenti nelle nomine dei designatori, è partecipe fisso delle cene e delle riunioni sopra esaminate, le cui finalità vengono messe in particolare luce dallo stesso, come già ampiamente illustrato nella presente sezione. A carico del prevenuto militano tutte le telefonate richiamate, a mero titolo esemplificativo, nella presente sezione III, sia quelle in cui è diretto interlocutore che quelle in cui si riferiscono il suo ruolo e le sue condotte de relato. II Presidente dell'AIA, inoltre, risulta essere beneficiario del particolare trattamento di favore relativo all'acquisto di una vettura del gruppo FIAT. MASSIMO DE SANTIS La partecipazione dello stesso al sistema in esame emerge da tutti i colloqui telefonici fra gli altri soggetti, di cui si è già trattata la posizione, in cui si parla del suo ruolo, della sua attività e del particolare rapporto con MOGGI, nonché dell'evoluzione di tale rapporto in un certo momento del campionato 2004\05. A tale ultimo riguardo, risulta assai rilevante quanto dichiarato all'AGO il 2815\2006 da Martino, secondo cui fu lo stesso DE SANTIS a riferirgli che, a partire da Parma - Juventus dei girone d'andata di quel campionato, nel timore degli sviluppi dell'indagine napoletana , iniziò ad arbitrare In un modo diverso e non sfacciatamente favorevole alla Juve per evitare di offrire elementi di prova ulteriori circa la sua vicinanza a Moggi e Giraudo . Particolarmente significative, poi, sono le preoccupazioni e gli interessamenti del predetto in ordine alla vicenda che riguardò i suoi colleghi PALANCA e GABRIELE, indicati come appartenenti al polo romano e effettivamente facenti parte di quel gruppo di arbitri a lui vicini, e a quella che vide come protagonista MGF. In relazione a tale ultima vicenda, la reale natura delle preoccupazioni dei soggetti interessati è stata già evidenziata in precedenza. Decisamente pregnanti in ordine alla posizione di DE SANTIS sono le telefonate fra lo stesso e BERGAMO dell'11\1\05, h 14,44, prog. 17245, da cui emerge, in modo inquietante, il sistema di gestione del settore arbitrale ad opera del designatore e la partecipazione allo stesso da parte dell'interlocutore e la telefonata fra MGF e BERGAMO del 20\5\05, h 10,25, prog. 47943. Infine, particolarmente rilevante sul pieno recupero al sistema ed ai suoi fini, è l'affidamento allo stesso arbitro in epigrafe della difficilissima operazione di 'salvataggio' della FIORENTINA, che poteva essere conseguita, nell'ultima giornata, solo mediante un risultato predeterminato della gara LECCE - PARMA, arbitrata da DE SANTIS, la cui valutazione è trattata a parte. Nel farsi rinvio alla stessa, va osservato che tale ulteriore fattispecie assume una straordinaria valenza probatoria anche ai fini di cui alla presente sezione. E' appena il caso di rilevare che, nella valutazione di tutte le condotte acciarate nel corso delle indagini, si è tenuto conto della circostanza che, nell'ordinamento sportivo, non può assumere rilievo un illecito di tipo, per così dire, associativo e, pertanto, nella presente parte del prowedimento, sono state valutate esclusivamente le condotte contrarie ai canoni di lealtà, probità e correttezza sanciti dall'articolo 1, comma 1, CGS e quelle finalizzate, al contempo, a procurare un vantaggio in classifica in favore della JUVENTUS, mentre, nella parte successiva, verranno prese in considerazione le condotte dirette ad alterare Io svolgimento ed il risultato delle singole gare. Alla luce di tutto quanto sopra evidenziato e di tutti gli atti di indagine, consegue che le condotte rispettivamente poste in essere dai signori Luciano MOGGI, Antonio GIRAUDO, Innocenzo MAZZINI, Paolo BERGAMO, Pierluigi PAIRETTO, Tullio LANESE e Massimo DE SANTIS, come descritte nella presente sezione ai numeri che precedono, e consistite, fra l'altro, nei contatti realizzati, anche su linee telefoniche riservate, e negli incontri, con modalità non pubbliche, descritti, integrano la violazione dei principi di lealtà, probità e correttezza sanciti dall'articolo 1, comma 1, CGS e, al contempo, costituiscono atti diretti a procurare un vantaggio in classifica in favore della società JUVENTUS, mediante il condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrale e la lesione dei principi di a iterità, terzietà, imparzialità ed indipendenza, che devono necessariamente connotare la funzione arbitrale, in violazione dell'articolo 6, commi 1 e 2, CGS. Ne consegue la responsabilità diretta e presunta della società JUVENTUS, ai sensi degli articoli 6, 9, comma 3, e 2, comma 4, CGS, per quanto ascritto ai suoi dirigenti con legale rappresentanza e agli altri soggetti non tesserati per la predetta società. Appare evidente, inoltre, la ricorrenza dell'aggravante di cui al comma 6 dell'articolo 6 CGS, integrata dalla pluralità di condotte poste in essere e dal conseguimento del vantaggio in classifica ottenuto con le modalità di condizionamento descritte. 42. Quanto all'episodio descritto al punto 9, cui si fa integrale richiamo, concernente le condotte sopra accertate, rispettivamente poste in essere al termine della gara REGGINA - JUVENTUS del 6\11\04 e nei giorni immediatamente successivi, discende la integrazione della violazione dei doveri di lealtà, probità e correttezza sanciti dall'articolo 1, comma 1, CGS da parte di MOGGI e GIRAUDO, per avere tenuto la condotta aggressiva e intimidatoria nei confronti della tema arbitrale come sopra descritta PAPARESTA e INGARGIOLA, per avere omesso la segnalazione della condotta sopra descritta negli atti ufficiali di gara, omettendo, comunque, di assolvere ad un obbligo di rapporto derivante dalle rispettive funzioni LANESE per avere avallato il suddetto comportamento omissivo posto in essere da INGARGIOLA e da PAPARESTA. Ne consegue la responsabilità diretta della società JUVENTUS, ai sensi dell'articolo 2, comma 4, CGS, per quanto sopra ascritto ai suoi dirigenti con legale rappresentanza. IV. CONDOTTE RELATIVE A SINGOLE GARE DELLA JUVENTUS Nel contesto del complessivo disegno, volto ad incidere sull'intero sistema calcistico, arbitrale in particolare, si innestano taluni episodi direttamente correlati, sul piano temporale, a specifiche gare, dai quali si trae conferma, oltre che del tentativo di conseguire un vantaggio in classifica ai sensi dell'articolo 6, comma 1, seconda parte, CGS anche del tentativo di interferire sull'andamento di una determinata gara ai sensi dell'articolo 6, comma 1, prima parte, CGS . 1. JUVENTUS - LAZIO del 5 dicembre 2004 Dall'esame degli atti acquisiti dall'Ufficio Indagini emerge l'esistenza di condotte volte ad alterare lo svolgimento di una determinata gara, così violando l'articolo 6, comma 1, CGS. Meritano, al riguardo, menzione, a titolo esemplificativo e richiamato tutto il materiale probatorio, i seguenti episodi - nel corso di un colloquio telefonico del 3.12.2004, alle ore 11.53, prog. 8771, con la sig.ra A dipendente della Juventus , Moggi mostra di essere a conoscenza degli assistenti di gara prim'ancora dell'ufficializzazione della designazione. Moggi, infatti, afferma se lei mi comunica MITRO e da mi comunichi BAGLIONI per esempio ed ALVINO! , ricevendo la risposta, manifestamente sorpresa Ma gli Assistenti non sono usciti ancora!! per mera completezza, gli assistenti della gara Juventus-Lazio furono Baglioni e Alvino - significativo, al riguardo, è che il colloquio in questione si svolge alle ore 11.53, laddove il comunicato concernente la designazione degli assistenti di gara veniva diffuso non prima delle 12.15, come dichiarato all'AGO il 19.5.2006 dal sig. Martino, ad avviso del quale, prima di tal ora, deve escludersi che vi fosse una comunicazione anche solo informale - va posto in luce, in merito, che l'assistente Baglioni era persona assai 'vicina' a Moggi, com'è dato argomentare, tra l'altro, dal colloquio telefonico tra Giraudo e Mazzini del 22.4.2005, alle ore 9.36, prog. 6661, in cui Mazzini fa presente a Giraudo che il loro amico secondo l'AGO, il designators Bergamo , a Siena, era stato eccezionale , ricevendo l'adesione del dirigente juventino il riferimento, evidente, è alla gara Siena - Milan del 17.4.2005 persa dai rossoneri , in cui l'assistente Baglioni aveva annullato un goal giudicato dai commentatori regolare al centravanti milanista Shevchenko. Da quanto sopra brevemente esposto risulta evidente l'illecita attivazione di MOGGI al fine di alterare lo svolgimento della partita Juventus - Lazio, incidendo sulla designazione degli assistenti. Ne discende, pertanto, la responsabilità disciplinare del sig. Luciano MOGGI per violazione dell'articolo 6, comma 1, CGS, nonché, in ragione del ruolo rivestito da Moggi, all'epoca Direttore generale della JUVENTUS, la responsabilità diretta e presunta di tale società, ai sensi degli articoli 2, comma 4, e 9, comma 3, CGS. 2. FIORENTINA - BOLOGNA del 5 dicembre 2004 in relazione a Bologna - Juventus del 12 dicembre 2004 Dall'esame degli atti acquisiti dall'Ufficio Indagini emerge l'esistenza di condotte volte ad alterare lo svolgimento di una determinata gara, così violando l'articolo 6, comma 1, CGS. Va, preliminarmente, posto in evidenza, che la successiva giornata di campionato avrebbe visto la Juventus fronteggiare fuori casa il Bologna. L'interesse di Moggi alla precedente sfida tra la Fiorentina e il Bologna concerne i giocatori felsinei diffidati, la cui eventuale ammonizione, nel corso della gara con la squadra toscana, ne avrebbe comportato l'automatica squalifica ai fini della successiva gara con la Juventus gara, quest'ultima, di notevole rilevanza, in quanto la partita seguente avrebbe posto dinanzi la medesima Juventus al Milan donde l'esigenza di indebolire l'organico della squadra del Bologna per agevolare il conseguimento di un risultato pienamente positivo, tale da consentire di mantenere inalterato il vantaggio in classifica . Meritano, al riguardo, menzione, a titolo esemplificativo e richiamato tutto il materiale probatorio, i seguenti episodi - il 3.12.2004, alle ore 12.46, prog. 8790, Moggi intrattiene un colloquio telefonico con la sig.ra SG, nel corso del quale si ha l'occasione di venire a conoscenza di un ulteriore colloquio, su altra utenza in uso al medesimo Moggi, avente ad oggetto la tematica delle ammonizioni e delle diffide per l'imminente giornata di campionato. Moggi fa presente all'interlocutore, manifestamente arbitro Oh, la peggiore che ti poteva toccà, eh! però tu fa la partita tua, regolare, eh? no, senza regalà niente a nessuno, con con tranquillità perché qua a me mi serve per la Eh? Ok! DONDARINI eh, ma a me quello che mi serve è è è FIORENTINABOLOGNA, in modo particolare Apposta! il minim eh eh quello, quello mi serve in particolare e poi ehm ehm mi serve ehm il MILAN, di avanzare ehm ehm nelle nelle ammonizioni per far fare le diffide, insomma! - tale colloquio, inoltre, consente di inquadrare nella medesima prospettiva il successivo colloquio tra Moggi e il giornalista TD del 5.12.2004, alle ore 19.12, prog. 5738, dopo la conclusione della predetta partita, nella quale il nominato giornalista qualifica la condotta dell'arbitro De Santis come delitto perfetto , in quanto aveva ammonito i giocatori del Bologna diffidati, con la conseguente automatica squalifica di costoro per la successiva partita casalinga con la Juventus la 'singolarità' delle ammonizioni comminate dall'arbitro De Santis durante tale partita viene, di lì a qualche mese, ricordata dal sig. Meani, al tempo dirigente del Milan, al designatore Bergamo, nel corso di un colloquio avvenuto il 7.5.2005, alle ore 16.42, prog. 8609, durante il quale vengono passate in rassegna talune conduzioni arbitrali, tra cui quella relativa a Fiorentina - Bologna - coerente con quanto precede, poi, è la condotta di Moggi, all'esito della gara Juventus - Bologna del 12.12.2004 arbitro Pieri , volta a dettare i contenuti della moviola della trasmissione sportiva li Processo di Biscardi al fine di assicurare la valutazione positiva dell'arbitraggio del sig. Pieri secondo un 'copione' già osservato, a sostegno dello stesso Pieri, in occasione, ad esempio, dell'incontro Cagliari - Inter del 14.11.2004 si veda il colloquio Moggi-FB del 15.11.2004, alle ore 18.05, prog. 1616 . E' quanto emerge dai colloqui telefonici intrattenuti da Moggi il 13.12.2004, prima della predetta trasmissione con il sig. GDM, alle ore 10.01, prog. 11185, espressamente autorizzato a prendervi parte e istruito sulla posizione da assumere riguardo agli episodi contestati , durante lo svolgimento con la sig.ra E, della segreteria della trasmissione, tra le ore 22.20 e le 23.32, prop. 7032, 7040, 7045 e 7049, ripetutamente chiamata per dolersi dell'eccessivo indugiare della moviola sugli episodi contestati della partita con il Bologna , e al termine di essa con il 'moviolista' FB, alle ore 00.27, prog. 7063, col quale si complimenta enfaticamente per la conduzione della moviola nel senso dianzi pianificato, vale a dire la 'assoluzione' dell'arbitro Pieri significativi appaiono taluni passagi del menzionato colloquio Moggi dice al suo interlocutore Alla grande, hai vinto, oh! Assoluzione! e FB replica Si, no, no, vabbè! A parte l'assoluzione, ma voglio dire credo di aver retto abbastanza insomma, no? , aggiungendo Noo, ma si è anche incazzato con me BISCARDI, cazzo! Perché m'ha detto che son stato troppo di parte , oh, e d'altro canto , cosa suscitando la reazione del medesimo Moggi che chiosa digli che non rompesse tanto i coglioni sennò mi incazzo io con lui ed è peggio! . Da quanto sopra riportato emerge la responsabilità disciplinare dei sig.ri Luciano MOGGI e Massimo DE SANTIS per violazione dell'articolo 6, comma 1, CGS. In ragione del ruolo rivestito da Moggi, all'epoca Direttore generale della JUVENTUS, dalla condotta suddescritta discende altresì la responsabilità diretta e presunta di tale società, ai sensi degli alt. 2, comma 4, e 9, comma 3, CGS. 3. JUVENTUS - UDINESE del 13 febbraio 2005 Dall'esame degli atti acquisiti dall'Ufficio Indagini emerge l'esistenza, di condotte contrarie ai doveri di lealtà, probità e correttezza, in violazione dell'articolo 1, comma 1, CGS. Meritano, al riguardo, menzione, a titolo esemplificativo e richiamato tutto il materiale probatorio, i seguenti episodi - il 9.2.2005, prog. 123, alle ore 1.04, Moggi letteralmente atta, per via telefonica, a Bergamo la composizione degli arbitri per la c.d. 'prima griglia', nella quale è ricompresa Juventus - Udinese merita sottolineare, in proposito, che di tale colloquio si ha conoscenza sol perché l'utenza svizzera in uso a Bergamo era, al momento, priva di credito, come comprovato dalla circostanza che Moggi, successivamente, gli fornisce i codici numerici per la ricarica - nel corso di tale colloquio Bergamo manifesta pieno assenso per le indicazioni ricevute da Moggi, persino con riguardo ad un direttore di gara Paparesta la cui disponibilità per quella domenica il medesimo Bergamo - a differenza dell'allora dirigente juventino - mostra di ignorare - sempre il 9.2.2005, prog. 523, alle ore 10.28, Bergamo parla con la sig.ra MGF e le riporta un precedente colloquio con Moggi Gli ho detto chi vuoi assistenti domenica? Dice voglio Ambrosini e Foschetti, ho detto no, ti mando Ricci e Gemignani , insomma sai, se non è zuppa è pan bagnato, però, tanto per non dirgli quello che vuole lui per mera completezza, gli assistenti della gara Juventus-Udinese furono Gemignani e Foschetti . Da quanto sopra brevemente esposto risulta evidente l'attivazione di Moggi, con il determinante supporto di Bergamo, al fine di incidere sia sulla designazione dell'arbitro sia sulla designazione degli assistenti. Ne discende, pertanto, la responsabilità dei sig.ri Paolo BERGAMO e Luciano MOGGI per violazione dell'articolo 1, comma 1, CGS, nonché, in ragione del ruolo rivestito da Moggi, all'epoca Direttore generale della JUVENTUS, la responsabilità diretta di tale società, ai sensi degli articoli 2, comma 4, CGS. V. LA POSIZIONE DELLA LAZIO 1. Come già evidenziato nella sezione III del presente provvedimento, nel corso delle vicende che stavano interessando la Federazione Italiana Giuoco Calcio è emerso in maniera evidente che il Presidente della LAZIO Claudio LOTITO, per favorire una migliore posizione in classifica della sua squadra, ha intessuto pressanti e costanti rapporti con rappresentanti dei vertici federali affinché questi ultimi esercitassero, a loro volta, pressioni sui designatori arbitrali dell'A.I.A. tali condotte, in considerazione della posizione di preminenza di tutti i soggetti coinvolti nella vicenda, avevano io scopo di garantire a LOTITO i favori arbitrali necessari al raggiungimento del suo fine illecito sotto il profilo disciplinare. Siffatto comportamento di LOTITO, così come è emerso dalle conversazioni telefoniche in atti, si è estrinsecato per molte delle gare nelle quali era interessata la sua società, a partire dal 2 febbraio 2005 fino al termine del campionato, ed anche quando egli ben sapeva che 'altri interessi' avrebbero ostacolato la concretizzazione dell'aiuto in favore della sua squadra. La conferma di quanto innanzi trova puntuale riscontro negli atti trasmessi dall'Ufficio Indagini ed allegati alla relazione redatta da quest'ultimo, il cui materiale acquisito va valutato sulla scorta di ulteriori elementi, di natura logica e fattuale, che attribuiscono una particolare valenza probatoria alle risultanze istruttorie, come già esposto nella sezione Il, alla quale si fa integrale rivio, al fine di evitare inutili ripetizioni. In questa sede appare opportuno ricordare, per l'importantissimo ruolo svolto nelle vicende qui esaminate, la posizione ricoperta dal Vice Presidente Federale, Innocenzo MAZZINI, il quale, per le funzioni istituzionali ricoperte all'interno della Organizzazione Federale, intratteneva personali rapporti non solo con i designatori arbitrali, ma con gli stessi direttori di gara, frequentando egli, in virtù di suo specifico incarico, il Centro Tecnico di Coverciano. Va anche richiamato quanto già esposto nella sezione III sulla particolare posizione dei direttori di gara e degli assistenti, sia riguardo alla loro partecipazione alla singola competizione sia per quanto attiene ai loro obblighi di imparzialità e terzietà. Come già rilevato, in applicazione di tali principi, gli appartenenti a detta categoria, anche se solo 'sfiorati' da sollecitazioni estranee alla loro sfera d'indipendenza, hanno l'obbligo di astenersi dalla direzione dell'incontro, denunziando il fatto agli Organi Federali preposti. Di contro, dalla documentazione probatoria acquisita è emerso che, nella fattispecie in esame, gli arbitri 'opportunamente' designati, dopo aver ricevuto pressioni e quindi non essendo più in grado di svolgere il ruolo così come indicato dall'articolo 40 del Regolamento del Settore Arbitrale, hanno, invece, diretto le gare, ponendo in essere, a seconda dei casi, atti diretti ad alterare il risultato della gara, ex articolo 6, comma 1, C.G.S., ovvero omettendo di denunciare le indebite pressioni ricevute ex articolo 6, comma 7, C.G.S. AI fine di indicare i criteri di valutazione degli elementi probatori acquisiti, va osservato che la responsabilità disciplinare degli arbitri emerge in modo incontrovertibile dalle spontanee e genuine dichiarazioni rese dagli altri soggetti nel corso delle rispettive audizioni, che vanno valutate alla stregua dei principi già anticipati nella sezione Il, e che risultano confermati sia dalla loro coerenza e concordanza intrinseca che da ulteriori elementi esterni di natura logica e fattuale. Sulla scorta di tale premessa, si può passare ad esaminare le singole gare in ordine alle quali emergono condotte antiregolamentari. 2. LAZIO - BRESCIA del 2 febbraio 2005 Dall'esame degli atti acquisiti si rileva che, in relazione alla gara in oggetto, sono state poste in essere varie condotte finalizzate alla commissione dell'illecito sportivo sanzionato dall'articolo 6, comma 1, dei C.G.S., così come è rimasto parimenti accertato che altri soggetti, venuti a conoscenza di tali atti, omisero di informare gli Organi Federali preposti e ciò in violazione dell'articolo 6, comma 7, del C.G.S Nella ricostruzione di quanto accaduto, a titolo meramente esemplificativo, fermo restando il richiamo a tutto il materiale probatorio, si evidenziano i seguenti colloqui - il giorno prima della partita LAZIO - BRESCIA, fissata per il 2 febbraio 2005, il Presidente della F.I.G.C. Franco CARRARO parla con il designatore arbitrale Paolo BERGAMO, sollecitando un suo intervento a favore della squadra laziale 1.2.2005, ore 19,08, prog. 23518 - Io stesso giorno BERGAMO parla con l'arbitro già designato per la partita, Daniele TOMBOLINI, sollecitandolo a mettersi sulla lunghezza d'onde giuste 1.2.2005, ore 20,08, prog. 23571 - successivamente alla gara, tra gli stessi soggetti sono interceduti ulteriori colloqui che rafforzano e confermano la direzione di tali condotte alla commissione di atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato della gara in parola, infatti - immediatamente dopo la gara, BERGAMO rimprovera duramente il TOMBOLINI per la mancata concessione di un rigore in favore della Lazio 3.2.2005, ore 00,00, prog. 23737 - il giorno dopo la gara, CARRARO richiama con fermezza BERGAMO per non aver eseguito le sue disposizioni, rimproverandolo di aver fatto, anzi, esattamente il contrario e sollecitandolo a dare in futuro un aiuto alla Lazio con una breve, ma sintomatica frase poi però bisogna dargli una mano perché , venendo interrotto dal designatore arbitrale che replica, con una altrettanto significativa frase, no, no, no, recuperiamo, recuperiamo, ieri, ieri non è riuscita bene e chi ha sbagliato paga, però certo non mi compensa di quello che dovevo fare, le dico la verità 3.2.2005, ore 12,46, prog. 23785 - il 7 febbraio 2005 ore 13,22, prog. 412 il Vice Presidente Federale Innocenzo MAZZINI parla con il Designatore Arbitrale Pier Luigi PAIRETTO e gli chiede se fosse stato contattato da CARRARO per un intervento a favore della Lazio PAIRETTO risponde di non aver saputo nulla di specifico sul punto - lo stesso giorno ore 13,43, prog. 418 LOTITO contatta MAZZINI per informarsi se CARRARO fosse intervenuto sui Designatori Arbitrali in favore della sua società il giorno dopo, di prima mattina 8.2.2005 ore 9,30, prog. 172 , vi è una telefonata tra MAZZINI e BERGAMO in cui il secondo conferma al primo di essere stato contattato da CARRARO prima della gara Lazio - Brescia del 2 febbraio 2005 per un intervento a favore della squadra biancoceleste al termine di questa conversazione BERGAMO rassicura il suo interlocutore che le cose erano state preparate in modo che in futuro la Lazio sarebbe stata seguita, pregandolo di informare e tranquillizzare di ciò LOTITO. L'interessante colloquio si trascrive parzialmente MAZZINI allora a Claudio Lotito gli dico tutto Ok? BERGAMO si,si,si,si,si,si,si diglielo che ci ha parlato, ma diglielo che anch'io, l'unico che non ha funzionato è stato, quando non hanno giocato l'altra domenica con Tombolini che non gli ha dato il rigore, ma le cose erano sono preparate lo seguiamo MAZZINI basta tu lo segui dai, va bene BERGAMO si,si,si diglielo che stia tranquillo MAZZINI ok, appena ci sono novità ti chiamo BERGAMO va bene, ciao. Si, si, si diglielo che stia tranquillo. La sera dell'8 febbraio 2005 ore 22,34, prog. 833 , LOTITO contatta MAZZINI ed apprende che il Presidente CARRARO aveva effettuato un pressante intervento pro LAZIO su BERGAMO e MAZZINI gli promette che in futuro farà ulteriori forti pressioni sui due designatori arbitrali in favore della società laziale. Anche di questo colloquio si riporta uno stralcio LOTITO ah ho capito e bisogna che te ti lavori tutti e due e ci parli in modo chiaro, comincia, comincia, ci dobbiamo vedere e cominciamo a dire, hai capito? A stabilire, a stabilire capito? MAZZINI ok, già fatto dai Alla luce di quanto è emerso dalle conversazioni sopra riportate e dalle altre in atti risulta accertato che il Presidente della LAZIO LOTITO, prima della gara in argomento, aveva contattato il Presidente Federale chiedendogli un pressante intervento presso i designatori per assicurare una direzione di gara da parte degli arbitri 'attenta' nei confronti della suddetta società. Invero, la reale natura dell'intervento sollecitato è acciarata dalla telefonata del Presidente Federale successiva alla gara sopra riportata e dalla successiva iniziativa intrapresa dal Vice Presidente federale MAZZINI per sincerarsi dell'awenuto intervento del Presidente presso i designatori, per poi relazionare sul punto il diretto interessato. Quanto fin qui evidenziato dimostra che LOTITO, CARRARO a BERGAMO, ciascuno con le rispettive condotte, hanno posto in essere atti diretti ad alterare to svolgimento ed it risultato dell'incontro LAZIO - BRESCIA del 2.2.2005. D'altra parts, nella vicenda in esame, MAZZINI risulta intervenuto solo successivamentre alla gara, con it duplice intento di accertarsi dell'effettivo intervento pro LAZIO a di assicurare concretamente I'appoggio alla stessa per le partite successive. It, dunque, incontestabile che it medesimo Vice Presidente fosse pienamente a conoscenza delle condotte in discorso. Quanto alla posizione dell'arbitro TOMBOLINI, questa deve essere valutata alla luce di due dati fondamentaii da una parte, a pienamente provato it suo avvicinamento ed 'indottrinamento' da parte di BERGAMO, come risulta anche dal colloqui intercorsi fra i due successivamente alla gara dall'altra, invece, non sembra dimostrabile la sua adesione alla proposta di favorire la LAZIO, come sopra ricostruita, anche alla lute delle perplessita espresse dai partecipi all'illecito sportivo a del tipo di direzione di gara che aveva provocato vibrate proteste da parte della societa ospitante. Ritiene, inoltre, I'Ufficio che la valutazione della posizione specifica dell'arbitro TOMBOLINI potrii essere compiutamente effettuata all'esito dell'ulteriore istruttoria resa opportuna dalla circostanza che, fino ad oggi, it predetto TOMBOLINI non risulta esser stato sentito ne dinanzi all'Ufficio Indagini ne dinanzi all'A.G.O. Da quanto sopra esposto discende che Claudio LOTITO, Franco CARRARO a Paolo BERGAMO, con le rispettive condotte sopra descritte a con i contatti, diretti o per interposta persona, intercorsi fra gli stessi, hanno posto in essere atti diretti ad alterare to svolgimento ed it risultato della gara LAZIO - BRESCIA del 2/2/05, in violazione dell'articolo 6, commi 1 e 2, C.G.S. Innocenzo MAZZINI ha omesso di informare gli organi competenti di essere venuto a conoscenza che terzi avevano posto o stavano per porre in essere atti diretti ad alterare to solgimento ed it risultato della gara LAZIO - BRESCIA del 2/2/05, in violazione dell'articolo6, comma 7, del C.G.S Dalle condotte rispettivamente poste in essere da LOTITO, da CARRARO a da BERGAMO consegue la responsabilitA diretta a presunta della S.S. LAZIO, ai sensi dell'art 6, commi 3 e 4, dell'articolo 2, comma 4, a dell'articolo 9, comma 3, del C.G.S. 3. CHIEVO - LAZIO del 20 febbraio 2005 Dall'esame degli atti acquisiti si rileva che, anche in relazione alla gara in oggetto, sono state poste in essere varie condotte finalizzate alla commissione dell'illecito sportivo sanzionato dall'articolo 6, comma 1, del C.G.S., ed anche in questo caso b risultata accertata la violazione dell'articolo 6, comma 7, del C.G.S. avendo, alcuni tesserati, omesso le obbligatorie denunce. In particolare, dall'esame delta documentazione acquisita dall'Ufficio Indagini, si rileva the it comportamento tenuto in questa vicenda da Innocenzo MAZZINI, Claudio LOTITO, Paolo BERGAMO, Pier Luigi PAIRETTO a Gianluca ROCCHI b consistito in una serie di atti diretti ad aiterare it risultato delta partita qui in esame, integrando la violazione dell'articolo 6, commi 1 e 2, C.G.S., cos! come si evince dalle conversazioni in atti a dalle dichiarazioni rese alla Procura di Napoli. Per quanto attiene, invece, a Cosimo Maria FERRI, b emersa la violazione dell'articolo 6, comma 7, per omessa informazione. A sostegno di quanto innanzi, si richiama it contenuto di alcune telefonate intercorse tra MAZZINI, FERRI a LOTITO, evidenziandosi the i suddetti colloqui, unitamente alle dichiarazioni rese dallo stesso FERRI alla Procura di Napoli, confermano la corresponsabilitb dei designatori arbitrali BERGAMO a PAIRETTO, nonch6 quella del direttore di gara ROCCHI. A conferma, si evidenziano alcuni colloqui - tra MAZZINI a FERRI, dal quale si evince the LOTITO gode dell'appoggio federale per I'aiuto in favore delta LAZIO 15.2.2005, ore 19,24, prog. 1733 - tra MAZZINI a LOTITO, durante it quale it primo tranquillizza it suo interiocutore sul sorteggio arbitrale a che, essendo I'arbitro designato Gianluca ROCCHI, pub dormire sogni tranquilli 18.2.2005, ore 16,21, prog. 2086 Colloquio the si trascrive parzialmente LOTITO va be allo sogni tranquilli to mi dice MAZZINI stia bens LOTITO pace a to dall'alto MAZZINI si faccia dire nome, cognome a provenienza stia bens! LOTITO oh ah ma cos! MAZZINI stia bene stia tranquillo - tra FERRI a MAZZINI 20.2.2005, ore 18,02, prog. 2225 , successivamente alla gara vinta dalla LAZIO tra le proteste per dubbi comportamenti arbitrali, per ringraziare MAZZINI, da parte di LOTITO, come fart questi it giomo dopo. Colloquio the si trascrive parzialmente MAZZINI pronto? FERRI ueh? Mi ha detto Claudio di salutard, di ringraziarti. e poco dopo FERRI a grande, sei un grande se mi hai fatto fare un figurone, no, peril lui ha capito, mi ha detto ringrazialo tanto. Tutto quanto innanzi ha trovato definitivo riscontro nelle deposizioni alla Procura della Repubblica presso if Tribunale di Napoli del 24/5/06 di Cosimo Maria Ferri it quale testualmente dichiara qualche giorno dopo a precisamente a seguito della partita Lazio - Chievo o Chievo - Lazio Jo parlai con it Mazzini, non so se telefonicamente o da vicino, e lui disse che aveva favorito la Lazio facendo designare un arbitro toscano che mi pare essere Rocchi a ricordo di aveme parlato con Lotito a ricordo pure che /ui mi confermd, magari in termini non espliciti, che Rocchi aveva arbitrato la partita in favore dells Lazio . L'attivitb di indagine posta in essere in relazione alla gara in esame, a solo parzialmente richiamata sopra a titolo esemplificativo, ha portato ad accertare la commissione di un illecito sportivo a vantaggio della S.S. LAZIO. L'illecito si a realizzato ad opera di MAZZINI, it quale ha ottenuto che venisse designato un arbitro favorevole alla S.S. LAZIO, nel quale I'ex Vice Presidente dimostra di avere la piu totale 'fiducia' infatti, la mera designazione di ROCCHI to porta a rassicurare I amico' LOTITO, inducendolo ad affermare che, gib da sola, questa circostanza garantiva pienamente if raggiungimento del risultato, vale a dire favorire la LAZIO. Occorre aggiungere che, evidentemente, I'obiettivo di avere un arbitro di comodo non poteva raggiungersi senza I'apporto collaborativo dei designatori BERGAMO e PAIRETTO, incaricati di procedere ai sorteggi dei direttori di gara, a senza dubbio fattivamente coinvolti nell'illecito sportivo. Quanto a FERRI, la telefonata a le dichiarazioni sopra riportate, oltre al restante materiale probatorio raccolto, dimostrano inequivocabilmente che egli era perfettamente a conoscenza del piu volte menzionato illecito sportivo e, pertanto, in quanto tesserato, aveva I'obbligo di informame immediatamente i competenti Organi Federali. Inutile aggiungere, infine, che I'obiettivo risultera centrato in pieno, dato che la LAZIO vincerb la gara, non senza polemiche a discussioni per I'arbitraggio smaccatamente favorevole di cui ha potuto beneficiare. Da quanto sopra esposto discende che Claudio LOTITO, Innocenzo MAZZINI, Paolo BERGAMO a Pieduigi PAIRETTO a Gianluca ROCCHI, con le rispettive condotte sopra descritte a con i contatti, diretti o per interposta persona, intercorsi fra gli stessi, hanno posto in essere atti diretti ad alterare to svolgimento ed it risultato della gara CHIEVO VERONA - LAZIO del 2012/05, in violazione dell'articolo 6, commi 1 e 2, C.G.S. Cosimo Maria FERRI ha omesso di informare gli organi competenti di essere venuto a conoscenza che terzi avevano posto o stavano per porre in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed it risultato della gara CHIEVO VERONA - LAZIO del 20/2/05, in violazione dell'articolo6, comma 7, del C.G.S Dalle condotte rispettivamente poste in essere dai sig.ri LOTITO, MAZZINI, BERGAMO, PAIRETTO a ROCCHI consegue la responsabilitA diretta a presunta delta S.S. LAZIO, ai sensi dell'art 6, commi 3 e 4, dell'articolo 2, comma 4, a dell'articolo 9, comma 3, del C.G.S. 4. LAZIO - PARMA del 27 febbraio 2005 Dagli atti pervenut! si rileva che, anche per questo tumo di campionato, continua I'azione intrapresa sin dalle giomate precedent! a finalizzata ad intervenire in favore della S.S. LAZIO, predeterminando 1'eslto degli incontri it cui svolgimento viene alterato intervenendo sui direttod di gara a sui loro assistenti con sistematica a reiterata violazione della normativa in materia. Gli illeciti comportamenti dal punto di vista sportivo nella fattispecie in esame sono stati posti in essere ancora una volta da Innocenzo MAZZINI, Claudio LOTITO, Paolo BERGAMO, Pier Luigi PAIRETTO a Domenico MESSINA a sono consistiti in una serie di atti finalizzati ad alterare it risultato della partita LAZIO - PARMA, cosi integrando la violazione dell'articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S Come si nota, si tratta di tesserati che, per la posizione di preminenza occupata nell'organizzazione federale, avevano modo di influire su altri tesserati ed in particolare sui direttori di gara per alterare it regolare svolgimento degli incontri. L'illecito sportivo, che, in base agh elementi raccolti, viene posto in essere a vantaggio della societA romana, viene concordato, dunque, in relazione alla gara in esame, svoltasi a Roma il 27 febbraio 2005 a terminata con it risultato di 2 a 0 in favore della LAZIO. Anche in questo caso, si rileva una fase preparatoria consistita in contatti tra LOTITO e MAZZINI, del tutto simile a quella esamnnata in occasione della partita CHIEVO VERONA - LAZIO, tesa ad alterare a predeterminare I'andamento dell'incontro, a cui conseguirA un'evoluzione della gara che evidenzia la disparitA del trattamento orientato a favore della LAZIO, subendo it PARMA quattro ammonizioni, tre delle quali a carico dei difensorl, 1'espulsione dell'allenatore per le proteste contra la direzione della gara nel secondo tempo, quando la squadra stava lottando per !I pareggio, a un rigore comminato all'inizio del primo tempo, da cui 6 facile rilevare 'influenza esercitata per convogliare la gara verso it successo laziale. La vittoria consente alla LAZIO di raggiungere una solida posizione di classifica, the I'allontana definitivamente dal pericolo di una retrocessione, ma, ancor piu, la pmietta nella zona UEFA , scavalcando tutte le altre concorrenti. Villecito si realizza mediante la solita serie di fitti contatti tra i vari personaggi coinvolti nella vicenda ed interessati ad indirizzare i risultati delle gare secondo schemi precleterminati. A titolo meramente esemplificativo, si dportano 1 seguenti colloqui - tra LOTITO a MAZZINI, alcuni giomi prima della gara in esame, nel quale it Presidente della LAZIO allerta it suo interlocutore sull'importanza della partita contro ii PARMA, svoltasi il 21 febbraio 2005 ore 11,01, prog. 2338 . Occorre tener presents, in questo caso, the it successivo 25 febbraio si sarebbero tenuti 1 sorteggi degli arbitri per le gare di quel tumo di campionato. Colloquio the si trascrive parzialmente MAZZIN1 bisogna salvarsi in tuttl i modi eh? LOTITO aoh? Domenica ho it Parma eh? Che a importante eh? MAZZINI Certo! - successivamente alla partita stessa, tra gli stessi soggetti, per i ringraziamenti di LOTITO a MAZZINI, the esalta sfacciatamente se stesso per 1'evidente aiuto fomito alla LAZIO 27.2.2005, ore 19,14, prog. 3286 . Anche di questo colloquio si trascrive uno stralcio MAZZI N I Ti arrestanooo LOTITO eh? MAZZINI Ti arrestanooo LOTITO Perchè? MAZZINI ehh! eehh!! LOTITO Grande Innocenzo! MAZZINI Tutto a postooo? LOTITO aoh? Perch6 mi devono arrestare? MAZZINI ehh! eehh!! Chiedilo a quelli del Parma. Pur adoperando un linguaggio necessariamente criptico ed allusivo, MAZZINI fa ben capire a LOTITO the quests ha beneficiato di un trattamento di estremo favore a the it risultato della gara 6 frutto di tale trattamento. II presidente laziale comprende perfettamente it senso di quanto gli viene riferito ed esprime grande gratitudine al dirigente federale. II colloquia continua a MAZZINI prosegue nel suo discorso chiarendo che ormai le cose per la LAZIO sono a posto a che d'ora in poi a necessado che le dichiarazioni rilasciate alla stampa dallo stesso LOTITO a dagli altri tesserati della societci romana siano tali da non suscitare pericolose polemiche che potrebbero destare attenzioni non gradite da parte dell'opinione pubblica e, quel ch'e peggio, degli organi di giustizia sportiva. Si dporta qui di seguito un altro brano della stessa telefonata LOTITO Ah! Senti! Hai visto, hai visto Sky no?come gli ho risposto, io si? MAZZINI Ma sei sempre il piu forteeee siamo a buon punto mi sembra ora eh? LOTITO Eh! Ma dobbiamo camminare bene, dobbiamo continuare a camminare su questo trend, a questo è un trend buon no? MAZZINI L'importante a che to non faccia parlare nessun di quei cretin. Occorre aggiungere, infine, che non v'6 dubbio che nella circostanza it comportamento tenuto dall'arbitro Domenico MESSINA, come detto sopra unidirezionale in favore della LAZIO, conferma la sua partecipazione all'illecito. Come non pub esservi dubbio sul fatto che, anche in questo caso, I'obiettivo di avere un arbitro accondiscendente non poteva non passare attraverso I'opera dei designatori BERGAMO a PAIRETTO, incaricati di procedere ai sorteggi dei direttod di gara. Da quanto sopra esposto discende che Claudio LOTITO, Innocenzo MAZZINI, Paolo BERGAMO a Pierluigi PAIRETTO a Domenico MESSINA, con le rispettive condotte sopra descritte a con i contatti, diretti o per interposta persona, intercorsi fra gli stessi, hanno posto in essere atti diretti ad alterare to svolgimento ed it risultato della gara LAZIO - PARMA del 27.2.2005, in violazione dell'articolo 6, commi 1 e 2, C.G.S. Dalle condotte rispettivamente poste in essere dai sig.ri LOTITO, MAZZINI, BERGAMO, PAIRETTO a MESSINA consegue la responsabilita diretta a presunta delta S.S. LAZIO, ai sensi dell'art 6, commi 3 e 4, dell'articolo 2, comma 4, a dell'articolo 9, comma 3, del C.G.S. 5. BOLOGNA - LAZIO del 17 aprile 2005 Dall'esame degli atti acquisiti si riieva che, anche in relazione alla gara in oggetto, sono state poste in essere vane condotte finalizzate alla commissione dell'illecito sportivo sanzionato dall'articolo 6, comma 1, del C.G.S. Protagonisti, anche in questo caso, sono Innocenzo MAZZINI, Claudio LOTITO, Paolo BERGAMO a Pier Luigi PAIRETTO, unitamente all'arbitro dell'incontro Paolo TAGLIAVENTO, i cui comportamenti sono consistiti in una serie di atti finalizzati ad alterare it risultato delta partita BOLOGNA - LAZIO, svoltasi il 17.4.2005. Nella ricostruzione di quanto accaduto, anche qui a titolo meramente esemplificativo e fermo restando it richiamo a tutto it materiale probatorio, si evidenziano i seguenti colloqui - tra LOTITO a MAZZINI, nel torso del quale it primo esplicitamente chiede aiuto per la partita che la sua squadra dovrA disputare contro it BOLOGNA it secondo, che ormai fa propri gli interessi della Lazio, recepito it 'messaggio', afferma che, mentre it Presidente del Bologna rilascia dichiarazioni, loro si sarebbero presi i punti 12.4.2005, ore 16,01, prog. 9322 . Colloquio che si trascrive parzialmente LOTITO guarda domenican è importante MAZZINI si, ho capito dal! Del del giovin del principe LOTITO to sai che mi he detto, domenica vieni da me? Ti faccio una dichiarazione a/ vetrio/o, dico vabbè fai la dichiarazione MAZZINI to fai la dichiarazione, not ci prendiamo i punti. ed ancora facendo gli stessi implicito richiamo al prossimo sorteggio arbitrale MAZZINI senti oh? Poi ci sentiamo venerdi LOTITO eccomi MAZZINI venerdi pomeriggio ci sei te? LOTITO ci sono, ci sono MAZZINI venerdi pomeriggio ti chiamo LOTITO va bene, grazie - tra MAZZINI e LOTITO, nel corso del quale quest'ultimo ricorda al suo interiocutore di aver fatto il servizio al presidente bolognese 19.4.2005, ore 14,02, prog. 10111 . Nel colloquio in questione, LOTITO cerca, poi, it 'solito' aiuto per I'incontro da tenersi con it Cagliari it giomo successivo, mercoledi 20 aprile. Eccone di seguito alcuni brani MAZZINI Tutto bene vedo, eh? LOTITO Eh, eh, me domani 6 it probelma vero eh? MAZZINI Perch6? LOTITO Doman c'6 guarda id ho, ricordati una coca che io ho tre nemici, avevo Gazzoni MAZZINI Che gli hal fatto it servizio LOTITO Doman ho Cellino che è il peggiore di tutti a che è l'investigatore vero di tutto questo MAZZINI Lo solo so E il colloquio continua MAZZINI Senti? Ch iè che, chi a I'arbitro? LOTITO Eh! Non /o so eh ehh capito? MAZZINI Send sono qui con questi della Fiorentina, ci sentiamo verso !e cinque LOTITO Ah! Perchè poi sai, sai, not abbiamo incomprensibile cosi per tue cognizione, it Bologna a vabbe quel/o to abbiamo fatto, Cellino 6 quello e Moroni e incomprensibile sono quei tre che hanno fatto tutto if casino contro di me a che mi hanno creato un danno, Innocenzo t significativo che i contatti fra i due proseguiranno anche in occasione della gara CAGLIARI - LAZIO del successivo 20.5.2005, anche se, a questo punto, MAZZINI deve far presente al proprio interlocutore che non 6 possibile ipotizzare che ogni giomata del campionato sia quella fondamentale . Deve essere tenuta in considerazione anche la dichiarazione resa da GAZZONI FRASCARA it 13.5.06 innanzi la Procura di Napoli quesfultimo, con riferimento alla gars BOLOGNA - LAZIO, risponde che a vero a che fu impressione della didgenza del BOLOGNA che la gara fosse stata condizionata. Anche in questo caso, 1'esito positivo conseguito to si deve al comportamento tenuto dall'arbitro Paolo TAGLIAVENTO, come si L rilevato, decisamente parziale a vantaggio della LAZIO, a conferma della sua partecipazione all'illecito. Come non pub esservi dubbio sul fatto che, anche in questo caso, I'obiettivo b stato raggiunto grazie all'opera del designatod BERGAMO a PAIRETTO, incaricati di procedere ai sorteggi dei direttori di gara, istruiti a dovere dall'ex Vice Presidente federale it quale, come si b piu volte ricordato e come emerge anche dall'uftima telefonata riportata, frequentava abitualmente it Centro Tecnico di Coverciano, ova si svolgevano spesso incontri tra arbftd e, a volte, i sorteggi arbitrali. Da quanto sopra esposto discende che Claudio LOTITO, Innocenzo MAZZINI, Paolo BERGAMO a Pieduigi PAIRETTO a Paolo TAGLIAVENTO, con le rispettive condotte sopra descritte a con I contatti, diretti o per interposta persona, intercorsi fra gli stessi, hanno posto in essere atti diretti ad afterare to svolgimento ed it risultato della gara BOLOGNA - LAZIO del 17.4.2005, in violazione dell'articolo 6, commi 1 e 2, C.G.S. Dalle condotte rispettivamente poste in essere dai sig.d LOTITO, MAZZINI, BERGAMO, PAIRETTO a MESSINA consegue la responsabilitA diretta a presunta della S.S. LAZIO, ai sensi dell'art 6, commi 3 e 4, dell'articolo 2, comma 4, a dell'articolo 9, comma 3, del C.G.S. VI. IL SALVATAGGIO DELLA FIORENTINA La vicenda riguardante l'A.C. FIORENTINA ed it coinvolgimento della societA calcistica in questione nel sistema evidenziato dall'attivit'i di indagine si caratterizzano per la peculiaritA, costituita dal fatto che, fino al mesa di aprile dell'anno 2005 e, quindi, a stagione calcistica ormai ampiamente inoltrata ed anzi volgente alle battute conclusive, la didgenza della A.C. FIORENTINA, nelle persone del fratelli imprenditod Diego ed Andrea DELLA VALLE, aveva, in tutti i modi, tentato di contrapporsi alle posizioni dominanti rappresentate dalle dirigenze delle societei calcistiche di JUVENTUS a MILAN e, piu in generale, delle societb di primo piano, nel tentativo di costituire un altro polo, di analoga rilevanza a peso economico, che potesse ergersi ad antagonista del primo. La posizione assunta dai fratelli DELLA VALLE, come già detto in contrapposizione ai dirigenti delle societb di primo piano, ha fatto si che la societ'i calcistica A.C. FIORENTINA dovesse scontare sul Campo le conseguenze di tale atteggiamento, circostanza evidentemente avvertita dagli stessi DELLA VALLE a culminata nell'arbitraggio del sig. NUCINI, dell'incontro di calcio FIORENTINA-MESSINA, in occasione del quale la FIORENTINA, che stava conducendo in porto it vantaggio per 1 a 0 conseguito nei 90 minuti regolamentari, si era vista raggiungere sul pari dalla squadra del MESSINA durante 1 ben 6 minuti di recupero accordati dall'arbitro NUCINI, it quale aveva, peraltro, espulso, sempre in tali minuti di recupero, un calciatore della FIORENTINA per proteste. LAZIO - FIORENTINA del 22 maggio 2005 A poche giomate dalla fine del campionato it pericolo di retrocessione delta Fiorentina appare piu che concreto nella convinzione che le capacitfi sportive non avrebbero potuto scongiurario, tenuto conto dell'ostilitb che i dirigenti viola avvertivano nei loro confronti, i fratelli Della Valle cercano di reagire utilizzando ogni possibile canale. E cosi, se, da un lato, Andrea Della Valle cerca un contatto con Mazzini cfr, prog. 10435 per ottenere aiuto, dall'altro, it fratello Diego propone al Presidente della Lazio, Lotito, un accordo sul risultato delta partita che, a breve, le due squadre avrebbero giocato. La circostanza 6 affermata dallo stesso Lotito nel corso di una telefonata al Mazzini cfr. prog. 10710 , verosimilmente alla presenza del Dr. Cosimo Maria Ferri components Commissione Vertenze Economiche FIGC , it quale 6 parte attiva della fase iniziale della conversazione, per poi passare Lotito all'interlocutore Mazzini, telefonata nella quale, peraltro, it Presidente laziale afferma di avere sdegnosamente rifiutato. Cib che appare singolare in quest'ultimo colloquio 6 la immediata percezione, da parte di Mazzini, delle intenzioni di Della Valle, bench6 Lotito avesse fino a quel momento utilizzato un linguaggio criptico. L'agile comprensione 6 perb spiegata dal contenuto di un'altra telefonata intercorsa it giomo precedente tra Mazzini a Mencucci, Consigliere Delegato della Fiorentina, pochi minuti dopo quella tra to stesso Mazzini ed Andrea Della Valle in precedenza richiamata. In quel colloquio, infatti, it dirigente della Fiorentina, nel renders partecipe it Vice Presidente Federale dello stato d'animo del Della Valle, lascia capire, quasi a sondare la sensibilitA dell'interlocutore, che it direttore generate Lucchesi aveva suggerito iniziative illecite volte a conciliare i risultati delle partite. A questo punto, Mazzini compie quasi un'opera di 'iniziazione' di Mencucci spiegandogli che i risultati si possono ottenere non gift attraverso metodi rozzi, quail quelli proposti dal direttore generale della Fiorentina, bens! con la sapiente intercessione delle persone piu autorevoli con le quail intrattenere rapporti collaborativi e, tra queste, it designatore Bergamo. II giomo successivo Mencucci richsama Mazzini a rifedsce che i Della Valle, informati del suggerimenti del dirigente federate, erano disponibili ad adeguarsi e a stipulare un patto d'onore finalizzato a non determinare cambiamenti sullo status quo, con evidente riferimento alle person degli attuali designatori degli arbitd, per la cui sostituzione 1 Della Valle si erano fino a quel momento battuti. Estremamente significativo appare it passaggio in cui Mencucci espone I'amarezza a I'ingenuitfi del didgent viola che credevano che, per ottenere del risultati nel mondo del calcio, fosse sufficiente effettuare onerosi investimenti di denaro a pensare a farsi gli affari propri , e, per tutta risposta, Mazzini evidenzia come cib non basti, perch6 bisogna anche farsi volere bene , facendo ancora una volta riferimento all'importanza dell'atteggiamento che i dirigenti della Fiorentina devono tenere verso i vertici della Federazione a verso i designatori degli arbitri. I due passano, infine, a delineare in concreto le mosse da intraprendere per attuare it piano di salvataggio delta FIORENTINA, cominciando ad analizzare i futuri incontri di campionato che vedranno impegnata la squadra viola nella ormai difficile lotta per la salvezza it pdmo incontro, in ordine di tempo, 6 quello che vede la Fiorentina impegnata sul Campo del Bologna, diretto concorrente nella lotta per non retrocedere. Con riferimento alla vicenda emergente dalle dichiarazioni rese, agli interlocutors di tumo, dal Presidente della S.S. LAZIO s.p.a. Claudio LOTITO, circa la proposta di una combine fattagli dal Presidente onorario delta A.C.F. FIORENTINA s.p.a. Diego DELLA VALLE, tesa ad accomodare it risultato delta gara di campionato in programma it 22.05.2005 tra Lazio a Fiorentina verso un risultato di paritA, si evidenzia una condotta, da parte del Presidente onorado Diego DELLA VALLE, evidentemente integrante it connpimento di quegli atti diretti ad alterare to svolgimento ad it risultato di una gars, che I'articolo 6 comma 1 del C.G.S., richiede quale elemento costitutivo dell'illecito sportivo. La condotta, tenuta nella circostanza dal Presidente della S.S. LAZIO, di fermo respingimento, sia pur per motivi non particolarmente nobili, delta proposta in questione, pur non potendosi inquadrare nella previsione del comma 1 dell'articolo 6 C.G.S., costituisce, evidentemente, violazione del disposto di cui all'ultimo comma del medesimo articolo. Ana toga considerazione si deve svolgere anche nei confronti del doff. Cosimo Maria FERRI, componente la Commissione Vertenze Economiche in seno alla F.I.G.C., it quale risulta, dagli atti, avers avuto notizia certa della proposta di combine rivolta dal Presidente DELLA VALLE al Presidente LOTITO, con it quale ultimo it dott. FERRI era in rapporti di particolare conoscenza. Inoltre, 6 to stesso doff. FERRI che, in data 24.05.2006, dinnanzi alla A.G.O. di Napoli, procedente nell'ambito dell'inchiesta penale, ha dichiarato espressamente di avere avuto notizia dal Presidente della LAZIO, Claudio Lotito, in merito alla proposta ricevuta da quest'ultimo ad opera del Presidente della Fiorentina, Diego Della Valle. Tali violazioni appalono da imputarsi a Diego DELLA VALLE, Presidente onorario della A.C.F. FIORENTINA s.p.a. per avere rivolto una proposta espressa al Presidente della S.S. LAZIO s.p.a. Claudio LOTITO, diretta ad alterare it regolare svolgimento a it risultato della gars di campionato in programma it 22.05.2005 tra Lazio a Fiorentina articolo 6, commi 1 e 2, C.G.S. Claudio LOTITO, Presidente del Consiglio di Gestione della S.S. LAZIO s.p.a per non avere adempiuto all'obbligo, che gli faceva capo in qualitfi di tesserato, di informare, senza indugio, i competenti organi federali, in merito alla proposta di combine di per s6 integrante gli estremi della violazione del comma 1 dell'articolo 6 C.G.S. ricevuta personalmente dallo stesso ad opera del Presidente onorado della A.C.F. FIORENTINA s.p.a, con riferimento alla gara di campionato in programma it 22.05.2005 tra Lazio e Fiorentina articolo 6, comma ultimo, C.G.S. Cosimo Maria FERRI, componente la Commissione Vertenze Economiche in seno alla F.I.G.C., per non avere adempiuto all'obbligo, che gll faceva capo in qualit'i di didgente della F.I.G.C., di informare, senza indugio, i competent! organi federali, in merito alla proposta di combine di per s6 integrante gli estremi della violazione del comma 1 dell'articolo 6 C.G.S. rivolta dal Presidente onorario della A.C.F. FIORENTINA s.p.a. Diego Della Valle al Presidente della S.S. LAZIO s.p.a. Claudio Lotito, con riferimento alla gara di carnpionato in programma it 22.05.2005 tra Lazio a Fiorentina, proposta della quale egli risulta dagli atti avere avuto notizia certa in virtu dei particolari rapporti di conoscenza con it Presidente Lotito articolo 6, ultimo comma, C.G.S. A.C.F. FIORENTINA s.p.a., a titolo di responsabilita oggettiva, ex articoli 2, commi 3 e 4, a 6, comma 4, del C.G.S., con riferimento alla condotta tenuta dal didgente della society in questione, sopra descritta S.S. LAZIO s.p.a., a titolo di responsabilitA diretta, ex articolo 2, comma 4, C.G.S., con riferimento alla condotta tenuta dal dirigente della societA in questione, sopra descritta. La medesima gara LAZIO - FIORENTINA si lascia apprezzare anche sotto diversa prospettiva. In vero, I'occasione del mancato successo della Fiorentina. contro 'Atalanta, ovviamente, fa avvertire all'intero gruppo mobilitatosi per la causa viola to nec essitA di rinserrare le f+la a moltiplicare gli sforzi a I'impegno per ottenere it risultato prefissato. In tal senso, estremamente eloquente 6 la conversazione intercorsa in data 16 maggio 2005, alle ore 19.56 - prog. 8998, tra MAZZINI a MENCUCCI, che, dopo aver parlato della deludente prova offerta dalla squadra viola contro I'Atalanta, passano a programmare it piano di salvataggio delta Fiorentina. Anche nella conversazione del 18 maggio 2005, alle ore 15.53 - prog. 2902, tra Luciano MOGGI a Diego DELLA VALLE, emergono ulteriori qualificanti elementi circa le essenziali strategie del sodalizio riconducibile a MOGGI quesfultimo 'predice' quale sarA I'andamento delta parte conclusiva del campionato ed in particolare delle ultime due partite della Fiorentina, fomendo indicazioni che, successivamente, troveranno conferma nei fatti pareggio della Fiorentina a Roma contro la Lazio a successo finale casalingo nella partita contro it Brescia, con it raggiungimento delta quota salvezza di 42 punti . Le rassicurazioni di Moggi, in particolare, sono rivolte al conseguimento dell'obiettivo finale della salvezza delta Fiorentina ed all'imminente impegno di campionato che vede la squadra viola ospite della Lazio, con riferimento al quale Moggi rassicura it Della Valle circa it risultato delta parity, it quale, peraltro, accontenterebbe, a dire del dirigente juventino, anche la Lazio. Analoghe assicurazioni Moggi rivolge ad Andrea DELLA VALLE, nella telefonata sopra richiamata, intercorsa in data 18 maggio, racc omandando espressamente al didgente viola di stare tranquilli, tanto c'b sempre chi A guarda con attenzione . Anche i giomi che precedono to svolgimento dell'incontro tra Lazio a Fiorentina vedono Innocenzo MAZZINI prodigarsi in una instancabile a febbrile attivitA per la causa viola, nel tentative, in particolare, di curare i contatti tra i Della Valle ed it designatore Bergamo nelle fasi immediatamente precedenti it sorteggio arbitrate vds., al riguardo, la conversazione del 18 maggio 2005, alle ore 22.51 - prog. 14531, tra MAZZINI ed Andrea DELLA VALLE, nel corso della quale si segnala anche la raccomandazione, rivolta da Mazzini al proprio intedocutore, in vista di un imminente incontro programmato tra Andrea DELLA VALLE ed it Presidente federale CARRARO, a non fare trapelare, in alcun modo, questo rapporto di vicinanza a di condivisione delle sorti della Fiorentina instauratosi tra i dirigenti viola a Mazzini ed ancora, la conversazione intercorsa in data 19 maggio 2005, alle ore 17.08 - prog. 9613, tra MAZZINI a MENCUCCI, in cui Mazzini esprime perplessita e critiche sulla reale affidabilitci di Carraio, it quale, come dfedtogli nella circostanza dal Mencucci, nel torso dell'incontro avuto con Diego Della Valle, si sarebbe apertamente dichiarato a favore della Fiorentina. La partita tra Lazio a Fiorentina si conclude proprio con it risultato di padtA 'divinato' da Moggi e, tuttavia, le conversazioni the seguono l'incontro in questione, tra i vad protagonisti della vicenda oggetto di esame, lasciano palesemente intendere come la 'macchina organizzativa' si fosse mossa, almeno nelle intenzioni, verso I'obiettivo di garantire la vittoria della Fiorentina in tale partita, obiettivo the non sarebbe stato conseguito anche a causa di una clamorosa svista arbitrate del direttore di gara Rosetti, the non vedeva e, conseguentemente, non sanzionava a termini di regolamento, un clamoroso fallo di mano in area di rigore delta Lazio, da parte del calciatore biancoceleste Zauri, con it quale veniva evitato un gol sicuro della Fiorentina. Estremamente eloquenti, in tal senso, sono le conversazioni intercorse tra it 22 ed it 23 maggio 2005 tra i soliti protagonisti dell'operazione salvataggio delta Fiorentina in particolare, quella del 22 maggio, alle ore 15.42 - prog. 15004 e, quindi, addirittura nell'intervallo della partita tra Lazio a Fiorentina, con la quale it Mazzini chiede spiegazioni a Bergamo a giustificazione della svista di Rosetti, ricevendo solo rassicurazioni dal Bergamo nel senso the si sarebbe immediatamente attivato per mettersi in contatto con to stesso arbitro delta gara a quella delle ore 15.46 - prog. 15005, nella quale MENCUCCI chiede analoghe spiegazioni a MAZZINI infine, la conversazione delle ore 18.56 dello stesso giomo e, quindi, al termine dell'incontro vds prop. 15052 tra MAZZINI a BERGAMO, nel corso della quale it designatore rappresenta al proprio interlocutore the si sarebbe trattato soltanto di un infortunio arbitrale, assolutamente non preordinato, considerato, anti, the la gara era apilotata . Dalla conversazioni in questione si ricavano ulteriod elementi circa it fatto the it risultato di paritA con it quale si 6 conclusa la partita in questione non fosse quello al quale erano stati indirizzati gli sforzi del gruppo, tanto the adesso la situazione di classifica per la squadra viola appare piu difficile a potrebbe non bastare piu it programmato successo delta Fiorentina nell'ultima di campionato in Casa contro it Brescia ed infatti i due interiocutod, senza indugi, cominciano subito a delineare un piano per I'ultima giomata di carnpionato, concordando sul fatto che, a questo punto, bisognert intervenire, rivolgendo la loro attenzione ed opera anche alle altre partite di campionato che vedono impegnate le squadre in diretta concorrenza con la Fiorentina per non retrocedere, vale a dire, Parma, impegnato in trasferta sul Campo del Lecce, partita assai insidiosa per la causa viola, dal momento che ii Lecce, gid salvo non ha piu nulla da chiedere alla classifica e, quindi, potrebbe lasciare gioco facile al Parma a Bologna, impegnato in casa con la Sampdoria, che, peal necessita di punti, in quanto in piena lotta con I'Udinese per it quarto posto in campionato, ultimo utile per disputare nella stagione successiva la Champions League. Anche nella ulteriore conversazione intervenuta alle successive ore 19.08 - prog. 15061, tra MAZZINI a MENCUCCI, oltre alle rassicurazioni rivolte dal primo all'interlocutore circa la assoluta causalitA della svista arbitrale di Rosetti, si ha conferma delle mosse successive del sodalizio, che, a questo punto, non potranno piu limitarsi a pilotare it risultato della partita che vede in Campo la Fiorentina, dovendosi estendere anche a quelle delle dirette concorrenti nella lotta per non retrocedere assai eloquenti le parole di Mazzini comunque oggi bisogna cercA di lavorare 6 inutile sta a fa rimpianti! Bisogna lavorare per fare per fare in modo di rimediarla questa storia perche tanto sai con it rimpianto non si rimedia mica nulla a no bisogna fare in modo tale che le cose da fare-che le core da fare invece di uno a guard si guarderA di fame due! Mi capisci!? . Quest'ultima telefonata appare utile anche perch6 fomisce ulteriore conferma del fatto che la mancata vittoda delta Fiorentina contra la Lazio & stata una 'delusione' rispetto al risultato prefissato dal sodalizio in conseguenza del proprio operato. Infatti, Mencucci solleva apertamente dei dubbi sul fatto che qualcuno possa avere 'remato' contra di loro. Ancora una volta, Mazzini tende pero a fugare ogni sospetto, dicendo che 6 stata solo la cattiva sorte a tradire le aspettative, cercando di rincuorare it diretto interlocutore, facendogli, comunque, notare che, da quando si 6 creato questo sodalizio proteso a salvare la Fiorentina dalla retrocessione, i risultati si sono visti, dal momento che la squadra viola non ha piu perso in campionato, se non contra la squadra del Milan, impegnata nella lotta per to scudetto contra la stessa Juventus. Dubbi sulfa direzione di gara di Rosetti vengono sollevati anche da Diego Delia Valle, nel Corso della conversazione intercorsa con Luciano Moggi la sera del 23.05.2005 alle ore 20.16 - prog. 3679, arrivando apertamente ad ipotizzare che qualcuno non abbia voluto scontentare Lotito, Presidente della Lazio, it quale, a dire del Della Valle, vanta dei buani agganci in politica, soprattutto nell'ambito del partito di Alleanza Nazionale. Anche in tal caso, Moggi tende a tranquillizzare I'intedocutore, non alimentando tali sospetti. Ancora significativa la conversazione del 23 maggio 2005, alle ore 17.21 - prog. 15462, tra MENCUCCI a MAZZINI, nel corso delta quale quesfultimo ribadisce al proprio interlocutore it rammarico espressogli personalmente dal designatore Bergamo per come Sono andate le cose nella partita contro la Lazio, spingendosi a fare affermazioni dal significato assolutamente univoco, quando dice che Bergamo ora poveraccio anche lui M dispia insomma 6 motto motto molto dispiaciuto per6 gli si a telefonato tutti dice ragazzi se questi ogni giomo inc che cazzo ci posso fare io In definitiva, gli elementi investigativi inducono a ritenere che I'asse Della Valle - Mazzini - Bergamo, si fosse in tale occasione mobilitata ed avesse conseguentemente messo in pratica un piano finalizzato a garantire it risultato pieno della Fiorentina nella partita contra la Lazio cib anche in considerazione del fatto che la squadra avversaria non aveva nulla da pretendere dal campionato ancora in corso, essendo ormai salva a che, diversamente, in caso di mancata vittoria delta Fiorentina, quesfultima squadra si sarebbe trovata nella sconveniente posizione di dover necessadamente vincere I'ultima gara di campionato e, comunque, dover dipendere anche dai risultati favorevoli delle concomitanti gare delle squadre dirette concorrenti nella lotta per non retrocedere. CO spiegherebbe, evidentemente, la profonda delusione manifestata, all'esito delta partita tra La Fiorentina e la Lazio, conclusasi con it risultato di paritA, dalla didgenza viola ed it correlato rammarico espresso sia dal Mazzini che dal designatore Bergamo per come sono andate le rose in tale partita. II contrasto tra tale accordo, finalizzato alla vittoria della Fiorentina, a le parole di Moggi, sopra richiamate, in occasione delle conversazioni avute da quest'ultimo con 1 due fratelli Della Valle, nelle quail egli tendeva a rassicurare gli stessi, anticipando che la partita tra Lazio a Fiorentina si sarebbe conclusa con un risultato di parita, sarebbe, in realtA, solo apparente, in quanto la 'predizione' di Moggi si 6 manifestata in un momento antecedente rispetto alle mosse concretamente poste in essere dall'asse Della Valle-Mazzini-Bergamo e, quindi, ben ci potrebbe essere stata, con it trascorrere del giomi e I'approssimarsi della partita in questione, una evoluzione dell'assetto di interessi in un senso ancora piu favorevole alla Florentina cosi come Moggi, in quella fase prodromica rispetto alla partita in questione, in cui ha anticipato ai fratelli Della Valle it risultato di parity, si stesse riferendo al minimo risultato utile che la Fiorentina avrebbe potuto e dovuto ottenere dall'incontro con la Lazio, in funzione della salvezza, in considerazione del fatto che nell'ultima giomata di campionato I'incontro casalingo con it Brescia avrebbe assicurato alla Fiorentina i tre punti in palio. Diversamente, non si pub escludere che la delusione manifestata dai dirigenti viola nei momenti successivi alla conclusion dell'incontro tra Lazio a Fiorentina sia derivata non tanto dal fatto che tale risultato fosse un minus rispetto a quanto dagli stessi concordato con i rappresentanti del 'Palazzo', quanto sia, piuttosto, venuta a dipendere dal sospetto, insorto negli stessi dirigenti della Fiorentina, che it modo in cui fosse maturato tale risultato di parity - ed in particolare la svista clamorosa dell'arbitro Rosetti in danno della loro squadra - fosse it chiaro segnale di una non totale compattezza ed unanimitA di intenti, all'intemo del gruppo dominante, nel voter salvare la Fiorentina. Dalla disamina di tali elementi si desume, in modo inequivoco, come to svolgimento della gara tra Lazio a Fiorentina e, presumibilmente, to stesso risultato della partita in questione, siano stati evidentemente condizionati dall'intervento sulla designazione di un arbitro 'amico', secondo to schema evidenziato dall'attivita di indagine, che, per quel che conceme anche la partita in esame, si snoda lungo I'asse dirigenti della Fiorentina fratelli Delia Valle a Mencucci -Vice Presidente Federale Mazzini - designatore arbitrale Bergamo e, quanto all'ultima porzione della condotta, verso it direttore di gara arbitro Rosetti . Ritiene, tuttavia, in proposito I'Ufficio che la valutazione della posizione specifica dell'arbitro Rosetti potrb essere compiutamente effettuata all'esito dell'ulteriore istruttoria resa opportuna dalla circostanza che, fino ad oggi, Rosetti non risulta esser stato sentito nb dinanzi all'Ufficio Indagini nb dinanzi all'A.G.O. La condotta tenuta dai soggetti in questione, integra evidentemente it compimento di quegli atti diretti ad alterare to svolgimento a it risultato di una gars, che I'articolo 6 comma 1 del C.G.S., richiede quale elemento costitutivo dell'illecito sportivo. Tale violazione appare da imputarsi a Diego DELLA VALLE, Presidente onorario delta A.C.F. MORENTINA s.p.a., per avere avviato a coltivato contatti, in prima persona o per it tramite del fratello Andrea Della Valle o del consigliere delegato Sandro Mencucci, con it didgente della F.C. Juventus Luciano Moggi, con it Vice Presidente della F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrale Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. Andrea DELLA VALLE, Presidente del Consiglio di Amministrazione delta A.C.F. FIORENTINA s.p.a. per avere avviato a coltivato contatti, in prima persona o per it tramite del consigliere delegato Sandro Mencucci, con it dirigente della F.C. Juventus Luciano Moggi, con it Vice Presidente della F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrale Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gars, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. Sandro MENCUCCI, Consigliere delegato ed amministratore esecutivo della A.C. FIORENTINA, per avere avviato a coltivato contatti con it Vice Presidents della F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrale Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite delta designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. Innocenzo MAZZINI, Vice Presidente della F.I.G.C., per essersi reso parte attiva protagonista di primo piano, nella instaurazione a successivo consolidamento dei contatti tra i Dirigenti delta A.C.F. FIORENTINA s.p.a. ed it designatore arbitrate Paolo Bergamo, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento delta gara in esame, per it tramite delta designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. Paolo BERGAMO, Commissario della Commissione Nazionale Arbitri di serie A e B per essersi reso disponibile, nonostante t particolad doveri di riservatezza, autonomia ed imparzialitci, connessi alla funzione esercitata, alla attivazione ed al successivo consolidamento di contatti con i dirigenti delta A.C.F. FIORENTINA s.p.a., anche per it tramite del Vice Presidente Federale Innocenzo Mazzini, ed in particolare a ricevere ed assecondare pressioni a richieste, da parte di questi ultimi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione, da parte sua, di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, che concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. A.C.F. MORENTINA s.p.a., a titolo di responsability, sia oggettiva che diretta, ex articoli 2 commi 3 e 4 a 6, commi 2, 3 e 4 C.G.S., con riferimento alla condotta tenuta dai didgenti della society in questione, sopra descritta ed a titolo di responsabilb presunta, ex articolo 9 comma 3, richiamato dall'articolo 6, comma 4 C.G.S., con riferimento alla condotta, sopra descritta, tenuta dai soggetti estranei alla society in questione, sopra indicati. 3. BOLOGNA - FIORENTINA del 24 aprile 2005 Le risultanze investigative consentono di ravvisare profili di rilevanza disciplinare, nello specifico, di illecito sportivo, giy con riferimento alla gars di campionato del 24 aprile 2005 tra Bologna a Fiorentina, la prima, come detto, in ordine di tempo, dopo it cambio di strategia della dirigenza gigliata a I'avvicinamento del DELLA VALLE al polo Moggi-Innocenzi-Bergamo. Tale partita assume un rilievo particolare, in quanto, attraverso it pareggio che si registrery al termine del 90 minuti di gioco, la Fiorentina consegue it duplice incoraggiante risultato di raggiungere la concorrente Parma al quartultimo posto nella classifica di campionato a di collocarsi in una posizione di vantaggio nei confronti della diretta concorrente per non retrocedere, it Bologna, grazie alla classifica avulsa rappresentata dai risultati ottenuti negli scontri diretti con tale ultima squadra. Significative, al riguardo, oltre a quella sorta di patto programmatico che si evince dai contatti Della Valle - Mazzini - Mencucci la conversazione sopra richiamata, intercorsa in data 22 aprile 2005, tra MAZZINI e MENCUCCI, in cui MAZZINI, di fronte alla indicazione del Mencucci del nominativo dell'arbitro designato per la partita tra BOLOGNA a FIORENTINA, che sarb BERTINI di Arezzo, sottolinea che si tratta di un grande amico a che, nonostante brutti ricordi per la Fiorentina, legati ad arbitraggi di BERTINI, afferma che questa potrebbe essere I'occasione per cambiare. La conversazione intercorsa in data 25 aprile 2005 alle ore 11.17 - prog. 10972, tra MAZZINI a MENCUCCI, nella quale Mazzini esordisce dicendo che c'e I'Ufficio Indagini che sta cercando i dirigenti viola, evidentemente con riferimento all'incontro di calcio disputatosi it giomo precedente con it Bologna, facendo riferimento in particolare all'ultimo quarto d'ora della partita definito come vergognoso , ma, soprattutto, mirando a sottolineare al proprio interlocutore come it clima a I'atteggiamento in generale nei confronti della Florentine sia decisamente cambiato, definendolo ottimale , a specificando che era estremamente favorevole alla Florentine elogiando, infine, la prove dell'arbitro Bertini. Mencucci, dal canto suo, nel concordare con le valutazioni espresse da Mazzini, pone le stesse in diretta relazione con it mutato atteggiamento della dirigenza viola, facendo espresso riferimento al chiarimento che c'6 stato tra i Della Valle ed it palazzo . Della disamina di tali elementi si pud agevolmente intuire come to svolgimento della gara tra Bologna a Fiorentina e, verosimilmente, to stesso risultato della partita in questione, siano stati condizionati dall'intervento sulla designazione di un arbitro 'amico', secondo to schema evidenziato, in generale, dall'attivitb di indagine a che, per quel che conceme anche la partite in esame, si snoda lungo I'asse dirigenti della Fiorentina fratelli Della Valle a Mencucci - Vice Presidente Federale Mazzini - designatore arbitrale Bergamo a direttore di gara arbitro Bertini. Gli element! sopra evidenziati devono logicamente condurre a ritenere che I'arbitro Bertini abbia ricevuto specifiche indicazioni dal designatore Bergamo per effettuare un arbitraggio in favore della Florentine, come lascia evidentemente intendere la frase del Mazzin! che, oltre a definire Bertini un grande amico, rassicura anche it Mencucci sul fatto che questa sarA l'occasione anche per dimenticare precedent! arbitraggi dello stesso Bertini, non particolarmente positivi per la Fiorentina. Inoltre, it riscontro della conversazione successive alto svolgimento della partite appare univoco nel significare che le istruzione date a Bertini abbiano sortito gli effetti sperati, dal momento che 6 stato avvertito in modo evidente anche dal dirigente della Fiorentina come it 'clima' ne! confronti della squadra viola era mutato in senso favorevole. D'altronde, to stesso arbitro Bertini, dalla complessiva attivitA di indagine, risulta essere uno degil arbitri endemici al sistema in esame ed anche in altre circostanze to stesso viene definito come arbitro 'amico' vds. conversazione tra it designatore arbitrale Paolo Bergamo ed 11 Presidente delta Reggina calcio, FOTI, avvenuta in data 28.11.2005, alle ore 11.20 prog. 5092 . La condotta tenuta dai soggetti in questione integra, a parere di questo Ufficio, it compimento di quegli atti diretti ad alterare to svolgimento o it risultato di una gara, che I'articolo 6, comma 1, del C.G.S., richiede quale elemento costitutivo dell'illecito sportivo. Tale violazione appare da imputarsi a Diego DELLA VALLE, Presidente onorarlo della A.C.F. FIORENTINA s.p.a. per avere, in prima persona o tramite it fratello Andrea Della Valle o 11 consigliere delegato Sandro Mencucci, avviato a coltivato contatti con it Vice Presidente della F.I.G.C. Innocenzo Mazzini e con it designatore arbitrale Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p. a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S. Andrea DELLA VALLE, Presidente del Consiglio di Amministrazione della A.C.F. FIORENTINA s.p.a. per avere avviato a coltivato contatti, in prima persona o per it tramite del consigliere delegato Sandro Mencucci, con it Vice Presidente della F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrate Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S. Sandro MENCUCCI, Consigliere delegato ed amministratore esecutivo della A.C. FIORENTINA per avere avviato a coltivato contatti con it Vice Presidente della F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrale Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento delta gara in esame, per it tramite delta designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S. Innocenzo MAZZINI, Vice Presidente della F.I.G.C., per essersi reso parte attiva e protagonista, nella instaurazione a nel successivo consolidamento del contatti tra i Dirigenti della A.C.F. FIORENTINA s.p.a. ed it designatore arbitrale Paolo Bergamo, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite delta designazione di un arbitro favorevole ally Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S. Paolo BERGAMO, Commissario delta Commissione Nazionale Arbitri di serie A e B per essersi reso disponibile, nonostante i particolari doved di riservatezza, autonomia ed imparzialita, connessi alla funzione esercitata, alla attivazione ed al successivo consolidamento di contatti con i dirigenti della A.C.F. FIORENTINA s.p.a., anche per it tramite del Vice Presidente Federale Mazzini, ed in particolare a ricevere ed assecondare pressioni a richieste, da parte di questi ultimi, tendenti ad ottenere un vantaggio per to A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione, da parte sua, di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S. . Paolo BERTINI, arbitro delta CAN di serie A e B per avere dcevuto ed accolto, conformandosi alle stesse, indicazioni a direttive specifiche dal designatore arbitrale Paolo Bergamo circa it comportamento da tenere nel torso della propda direzione delta gara in esanne, tendenti, in particolare, a garantire un arbitraggio di favore per la Fiorentina e, possibilmente, it dsultato della vittoria per quesfultima ex articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S. A.C.F. FIORENTINA s.p.a., a titolo di responsabilitti, sia oggettiva the diretta, ex articoli 2, commi 3 e 4, a 6, comm! 2, 3 e 4, C.G.S., con riferimento alla condotta tenuta dai didgenti delta societA in questione, sopra descritta ed a titolo di responsabilita presunta, ex articolo 9 comma 3, richiamato dall'articolo 6, comma 4, C.G.S., con riferimento alla condotta, sopra descritta, tenuta dai soggetti estranei alla societA in questione, sopra indicati. 4. CHIEVO - FIORENTINA dell'8 maggio 2005 Nei glomi the precedono I'incontro di calcio the vede la Fiorentina ospite del Chievo a Verona si registra un deciso infittirsi dell'opera svolta dal Vice Presidente Mazzini in favore della squadra gigliata, mosso della consapevolezza the I'incontro di calcio in questione 6 assolutamente decisivo per le sorti della squadra viola a che, per potere pilotare al meglio it favore dell'arbitro verso la Fiorentina, 6 indispensabile the i Della Valle serrino i propri contatti con it designatore Bergamo, dapprima attraverso contatto telefonico diretto tra Bergamo e i Della Valle e, successivamente, attraverso un incontro di persona the serva proprio a rinsaldare it nuovo rapporto a ad ottimizzare to sforzo intrapreso per salvare la Fiorentina. In tale direzione - e di comune accordo con it designatore Bergamo -, Mazzini si adopera in particolare per fare in modo the gli interlocutori per la Fiorentina siano unicamente i fratelli Della Valle, senza altri rappresentanti e% tramiti, in particolare avendo cura di escludere it direttore generate Lucchesi, malvisto dai rappresentanti del 'Palazzo'. II dsultato 6 rappresentato dalla conversazione intercorsa, in data 2.05.2005, alle ore 21.13 - prog. 2446, tra it designatore Paolo BERGAMO ed it patron viola Diego DELLA VALLE, the ha la finalitA di 'ufficializzare', nei confronti del designatore arbitrate, it 'nuovo corso' Bella dirigenza della Fiorentina ed a suggellare un patto di mutua assistenza, caratterizzato dal favors di Bergamo nei confronti della squadra viola attraverso designazioni arbitrali mirate a dall'impegno dichiarato da Della Valle a sostenere it mantenimento dello status quo per quel che concerns it sistema dei designators arbitrali, anche per la stagione calcistica successiva. I due rimandano tale formalizzazione ad un incontro personals, la cui organizzazione viene affidata al comune amico Mazzini. In considerazione dell'approssimarsi della gara con it Chievo a delta necessitb di assicurarsi I'intervento concreto di Bergamo, Mazzini continua nell'opera di esortazione dei massimi dirigenti della Fiorentina, lasciando apertamente intendere che sl loro silenzio rischia di portarii alla rovina a che, se vogliono ottenere la designazione di un arbitro bendisposto nei loro confronti, devono assolutamente fare almeno una telefonata di richiamo al designators arbitrale proprio nell'imminenza del sorteggio degli arbitri per la domenica successiva in tal senso la conversazione intercorsa tra Mazzini a Mencucci, avvenuta it 4 maggio 2005 alle ore 11.11 - prog. 12245 a quella intercorsa tra Andrea DELLA VALLE ed Innocenzo MAZZINI alle ore 17.29 dello stesso 4 maggio 2005 - prog. 12295 . II risultato positivo della febbrile attivazione da parts del Vice Presidents Federale e dell'esortazione, rivolta ai dirigenti delta Fiorentina, a tenere i contatti con it designators Bergamo, 6 rappresentato dalla designazione pilotata dell'arbitro Dondarini per la partita che si svolgeri a Verona tra Chievo a Fiorentina. E' to stesso Mazzini, nella conversazione avvenuta in data 5.05.2005 alle ore 13.26 - prog. 12528, con it dirigente viola Mencucci, a far intenders espressamente che tale lavoro ha dato s suoi frutti, ottenendo da Mencucci in risposta la conferma che si sono visti i risultati del loro attivarsi. Ma soprattutto, 6 sempre Mazzini che 1'8 maggio alle ore 16.59 prog. 12779 e, cioe, subito dopo la fine della partita tra Chievo a Fiorentina rivendica nei confronti di Mencucci, in occasions dell'ennesima conversazione tra i due, s meriti delta vittoria della Fiorentina sul Campo del Chievo, per la quale L risultato determinante I'apporto dell'arbitro Dondarini che, tra I'altro, si 6 reso protagonista, in negativo, di una decisione particolarmente sfavorevole per it Chievo, che, nei minuts di recupero, si 6 visto negare un rigore per un evidente fallo su Cossato, non concesso dall'arbitro Dondarini che ha, invece, fischiato un fallo a favors della squadra viola ed in danno dell'attaccante scaligero. La conferma della riuscita degli interventi sul designators degli arbitri a del condizionamento effettivo della direzione di gars da parte di Dondarini, si ha, indirettamente, anche dalla conversazione intercorsa, sempre to stesso giomo, alle ore 23.33, tra it presidente dell'AlA Tullio LANESE ed it giomalista AC, in cui i due discutono di vari argomenti, soffermandosi anche sulla partita Chievo-Fiorentina, conversazione nel corso delta quale Lanese lascia chiaramente intendere come la designazione ed it conseguente arbitraggio di Dondarini definito, per tale ragione, it killer di tumo siano stab pilotati in favore della Fiorentina a fomendo alcuni particolari, decisamente qualificati, vista la fonte, circa it modo in cui gli arbitri vengono 'sensibilizzati' in tali circostanze per operare in favore di una delle due squadre in campo. Dagli articoli di stampa dedicati all'incontro tra Chievo a Fiorentina si pub ricavare chiara conferma della decisivitfi della direzione di gara dell'arbitro Dondarini ai fini del successo della squadra viola. La chiusura del cerchio 6 rappresentata dalla telefonata che to stesso Diego DELLA VALLE avverte 1'esigenza di effettuare ai dirigenti della Juventus, Moggi a Giraudo, dopo la partita con it Chievo per partecipare loro tutta la propria gioia a soddisfazione. A seguire, si registra I'incontro da tempo programmato a rinviato, per cause contingenti, tra 1 massimi dirigenti della Fiorentina, Mazzini ed it designatore Bergamo, che si svolge in occasione del pranzo del 14 maggio 2005, monitorato dall'organo di polizia giudiziaria, a nel corso del quale vengono definiti i dettagli per it prosieguo a la buona riuscita dell'operazione di salvataggio della Fiorentina a dove viene suggellato it patto tra Bergamo e i Della Valle, nel senso che, in cambio del favorl prestati da Bergamo, i Della Valle si impegnavano a desistere dall'opposizione a dal contrasto allo status quo, che fino a quel momento connotava la posizione dei dirigenti della Florentina a che prevedeva una modifica sostanziale dell'attuale sistema vds., al riguardo la conversazione intercorsa nella giomata del 14 maggio alle ore 17.51 prog. 51811 e, cioe, qualche minuto dopo it pranzo in questione, in cui Pairetto si lamenta con Mazzini per la sua assenza a Coverciano a Mazzini replica facendo espressamente presente all'intedocutore che stava lavorando per la nostra Fiorentina nonch6 la conversazione intercorsa in data 15 maggio 2005, tra Mencucci a Mazzini, alle ore 09,44 - prog. 13927 e, soprattutto, per avere un quadro chiaro del contenuto a della convenienza reciproca degli accordi intercors tra it Bergamo ed i Della Valle, esemplare la conversazione avvenuta, sempre it 15 maggio 2005, alle ore 12,21 - prog. 46185, tra Paolo BERGAMO a la sig.ra M.G.F., quesfultima dipendente della F.I.G.C., risultata in rapporti di particolare conoscenza sia con it designatore BERGAMO che con it Vice Presidente federale Mazzini, nel torso della quale vengono delineate le strategie per it futuro assetto della Federazione, it ruolo del designatore arbitrale ed anche 1'eventuale spostamento di alcuni organismi, tra i quall la CAN da Roma a Coverciano, it tutto grazie al maggior peso acquisito in forza dell'appoggio economicamente rilevante dei Della Valle, ovviamente a condizione che la Fiorentina si salvi, come espressamente affermato in tale circostanza dal Bergamo . Dalla disamina di tali elementi si pub intuire, in modo inequivoco, come to svolgimento della gara tra Chievo a Fiorentina e, in virtu di alcune specifiche decisioni arbitrali, to stesso risultato della partita in questione, b stato evidentemente condizionato dall'intervento sulla designazione di un arbitro amico , secondo to schema evidenziato dall'attivitei di indagine, che, per quel che conceme anche la partita in esame, si snoda lungo I'asse dirigenti della Fiorentina fratelli Della Valle a Mencucci - Vice Presidente Federale Mazzini - designatore arbitrale Bergamo a direttore di gara arbitro Dondarini . Nei caso di specie, inoltre, si ha prova evidente anche del coinvolgimento di Luciano MOGGI a della sua adesione alla 'causa' della Fiorentina, a riprova delta circostanza, emergente dalla complessiva attivitA di indagine, che anche it piano di salvataggio della Fiorentina, per potere essere attuato, ha necessitato dell'avallo e dell'appoggio del principali protagonisti della rete, tra i quali sicuramente i dirigenti della F.C. JUVENTUS s.p.a., Luciano MOGGI a Antonio GIRAUDO. La condotta tenuta dai soggetti in questione integra evidentemente it compimento di quegli atti diretti ad alterare to svolgimento a it risultato di una gara, che I'articolo 6, comma 1, del C.G.S., dchiede quale elemento costitutivo dell'illecito sportivo. Tale violazione appare da imputarsi a Diego DELLA VALLE, Presidente onorario della A.C.F. FIORENTINA s.p.a. per avere avviato a coltivato, in prima persona o per if tramite del fratello Andrea Della Valle o del consigliere delegato Sandro Mencucci, contatti con it dirigente della F.C. Juventus Luciano Moggi, con it Vice Presidente della F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrate Paolo Bergamo - ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi - tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite delta designazione di un arbitro favorevote alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, che concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S. Andrea DELLA VALLE, Presidente del Consiglio di Amministrazione delta A.C.F. FIORENTINA s.p.a. per avere avviato a coltivato, in prima persona o per it tramite del consigliere delegato Sandro Mencucci, contatti con it dirigente della F.C. Juventus Luciano Moggi, con it Vice Presidente della F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrate Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gars, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S. Sandro MENCUCCI, Consigliere delegato ed amministratore esecutivo della A.C. FIORENTINA per avere avviato a coltivato contatti con it Vice Presidente della F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrate Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S. Innocenzo MAZZINI, Vice Presidente delta F.I.G.C., per essersi reso parte attiva e nel caso di specie, a tratti, protagonista assoluto, nella instaurazione a successivo consolidamento del contatti tra i Dirigenti della A.C.F. FIORENTINA s.p.a. ed it designatore arbitrale Paolo Bergamo, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S. Paolo BERGAMO, Commissario della Commissione Nazionale Arbitri di serie A e B per essersi reso disponibile, nonostante i particolari doveri di riservatezza, autonomia ed imparzialitci, connessi alla funzione esercitata, alla attivazione ed al successivo consolidamento di contatti con i dirigenti delta A.C.F. FIORENTINA s.p.a., anche per it tramite del Vice Presidente Federale, Mazzini, ed in particolare a ricevere ed assecondare pressioni a richieste, da parte di questi ultimi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento delta gara in esame, per it tramite della designazione, da parte sua, di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gars, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S. Paolo DONDARINI, arbitro della CAN di serie A e B, per avere ricevuto ed accolto, conformandosi alle stesse, indicazioni a direttive specifiche dal designatore arbitrale Paolo Bergamo, circa it comportamento da tenere nel torso delta propria direzione della gara in esa nne, tendenti, in particolare, a garantire un arbitraggio di favore per la Fiorentina e, nello specifico, it risultato della vittoria per quest'ultima ex articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S. A.C.F. FIORENTINA s.p.a., a titolo di responsabilitti diretta a oggettiva, ex articoli 2, cornmi 3 e 4, a 6, commi 2, 3 e 4, C.G.S., con riferimento alla condotta tenuta dai dirigenti delta societb in questione, sopra descritta ed a titolo di responsabilitb presunta, ex articolo 9, comma 3, richiamato dall'articolo 6, comma 4, C.G.S., con riferimento alla condotta, copra descritta, tenuta dai soggetti estranei alla societA in questione, sopra indicati. 5. FIORENTINA - ATALANTA del 15 maggio 2005 Anche riguardo alla organizzazione del pranzo del 14 maggio, si segnala la particolare accortezza del Mazzini che, oltre a curare gli aspetti organizzativi in modo che I'incontro si svolga in modo quanto piu possibile riservato, si preoccupa anche di posticipario dspetto alla designazione degli arbitri per le partite della domenica successiva, 15 maggio, in cui la Fiorentina ospita in casa 'Atalanta. Riguardo a tale ultima partita, le indagini hanno evidenziato sufficienti elementi per ritenere che, anche in tale occasione, I'asse Mazzini - Della Valle - Bergamo si sia attivato per una designazione pilotata del direttore di gara a favore della Fiorentina. In tal senso, chiare indicazioni emergono dalla conversazione intercorsa 11 13 maggio 2005, alle ore 13.53 tra it MAZZINI ed it MENCUCCI, nel torso della quale it primo rassicura I'interlocutore sulla designazione dell'arbitro RODOMONTI per I'incontro Fiorentina-Atalanta, a dispetto di brutti ricordi, da parte della Fiorentina, legati all'arbitro in questione. Ed ancora piu esplicito appare it passaggio delta conversazione intercorsa in data 15 maggio 2005, alle ore 12.21 vds prog. 46185 tra M.G.F. a Paolo BERGAMO, nel quale si fa riferimento espresso alla necessitA che la Fiorentina si salvi perch6 tutti i discorsi fatti con DELLA VALLE in occasione del pranzo del giomo precedente avranno seguito solo se la squadra viola non retrocederfi e, a tal riguardo, alla domanda della M.G.F. su chi sia I'arbitro designato per I'incontro Fiorentina-Atalanta e, saputo che & RODOMONTI, alla successiva domanda rivolta a Bergamo I'hai sentito ? , riceve risposta assolutamente positiva dal designatore arbitrate sequenza che lascia chiaramente intendere come I'arbitro in questione abbia ricevuto adeguate istruzioni sul comportamento da tenere nella direzione delta gara che vede impegnata la Fiorentina. Tuttavia, it risultato dell'incontro tra Fiorentina ed Atalanta non sarb confortante per i viola, che non riescono ad andare oltre to 0-0, molto probabilmente, come risulta dalle cronache sportive a da alcune conversazioni intercorse tra i soliti protagonisti della vicenda in esame, per un prova assai deludente delta Fiorentina, che avrebbe vanificato anche I'appoggio arbitrale, al punto che i Della Valle avanzano delle lamentele espresse riguardo all'efficacia delt'intervento pro-Fiorentina, come si evince dalla conversazione avuta dallo stesso Diego Della Valle con Luciano MOGGI in data 18 maggio 2005, alle ore 15.53 grog. 2902 , in cui it presidente viola accusa quest'ultimo di non prodigarsi abbastanza per la Fiorentina a di pensare a brindare solo per se, ovvero per la causa delta Juventus ed un riferimento ancora piu esplicito a qualcosa non andato secondo i programmi si registra nella conversazione tra MOGGI ed Andrea DELLA VALLE, avvenuta sempre in data 18 maggio 2005, alle successive ore 16,13 - prog. 2908, nella quale it delta Valle esprime it proprio rammadco a la propria difficolte a comprendere Cosa non sia andato per tt verso giusto, dal momento che nel caso domenica, i tre punti erano , venendo repentinamente interrotto da Moggi, it quale sposta it discorso sulle mosse da effettuare in futuro per it raggiungimento dell'obiettivo prefissato, probabilmente anche per evitare che it completamento della frase, da parte del proprio interlocutore, possa essere troppo esplicito. Dalla disamina di tali elementi st pud agevotmente intuire come anche to svolgimento della gara tra Fiorentina ed Atalanta e, verosimilmente, to stesso risultato della partita in questions, anche se non pienamente favorevole alla squadra viola, sia stato condizionato dall'intervento sulla designazione di un arbitro amico , secondo to schema evidenziato dall'attivite di indagine, che, per quel che conceme anche la partita in esame, si snoda lungo I'asse dirigenti della Fiorentina fratelli Della Valle a Mencucci - Vice Presidente Federale Mazzini - designatore arbitrale Bergamo a direttore di gara arbitro Rodomonti . II condizionamento effettivo del direttore di gara sembra trovare sicuri elements di conferma non solo nella affermazione, precedente alla partita, da parte di Bergamo, che dichiara alla M.G.F. di aver provveduto a sentire I'arbitro Rodomonti, con riferimento alla gara che avrebbe arbitrato la domenica successiva, frase che, inquadrata in quel contesto della conversazione in corso con la M.G.F., incentrata sulle preoccupazioni per la squadra della Fiorentina a per la satvezza di quest'ultima, non pub che assumere it significato univoco dell'avere dato opportune istruzioni all'arbitro su come favorire la squadra viola. Ma I'ulteriore riprova dell'effettivo intervento sul direttore di gara, si ricava proprio dalla telefonata tra Andrea Della Valle a Moggi sopra richiamata , nella quale it primo, nell'esprimere it personale rammarico a Moggi sul mancato successo nella gara con I'Atalanta, non si capacita di come cid possa essere avvenuto, lasciando con ctb intendere che, anche in tal caso, erano stati attivati tutti t meccanismi noti per garantire it massimo risultato per la Fiorentina. Anche nel caso di specie, inoltre, si ha prova evidente del coinvolgimento di Luciano MOGGI a della sua adesione alla 'causa' della Fiorentina, a riprova delta circostanza, emergente dalla complessiva attivitA di indagine, the anche it piano di salvataggio della Fiorentina, per potere essere attuato, ha necessitato dell'avallo e dell'appoggio dei principali protagonists delta rete, tra i quali sicuramente i dirigenti della F.C. JUVENTUS s.p.a., Luciano MOGGI ed Antonio GIRAUDO. La condotta tenuta dai soggetti in questione, integra i compimento di quegli atti diretti ad alterare to svolgimento o !I risultato di una gara, the I'articolo 6,comma 1,del C.G.S., richiede quale elemento costitutivo dell'illecito sportivo. Tali violazioni appaiono da imputarsi a Diego DELLA VALLE, Presidente onorado della A.C.F. FIORENTINA s.p.a. per avere avviato a coltivato contatti, in prima persona o per it tramite del fratello Andrea Della Valle o del consigliere delegato Sandro Mencucci, con it dirigente della F.C. Juventus Luciano Moggi, con it Vice Presidente della F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrale Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite dells designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, commil a 2,del C.G.S. Andrea DELLA VALLE, Presidente del Consiglio di Amministrazione delta A.C.F. MORENTINA s.p.a. per avere avviato a coltivato contatti, in prima persona o per ii tramite del consigliere delegato Sandro Mencucci, con it dirigente della F.C. Juventus Luciano Moggi, con it Vice Presidente della F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrale Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favors ex articolo 6, commit a 2,del C.G.S. Sandro MENCUCCI, Consigliere a amministratore delegato della A.C. FIORENTINA per avere avviato a coltivato contatti con it Vice Presidente delta F.I.G.C. Innocenzo Mazzin! a con il designatore arbitrate Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confront! degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. MORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento delta gara in esame, per it tramite delta designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, commil a 2,del C.G.S. Innocenzo MAZZINI, Vice Presidente della F.I.G.C., per essersi reso parte attiva e protagonista di primo piano, nella instaurazione a successivo consolidamento dei contatti tra i Dirigenti delta A.C.F. FIORENTINA s.p.a. ed it designatore arbitrale Paolo Bergamo, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite dells designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, commil a 2,del C.G.S. Paolo BERGAMO, Commissario delta Commissione Nazionale Arbitri di serie A e B per essersi reso disponibile, nonostante 1 particolari doved di riservatezza, autonomia ed imparzialitb, connessi alla funzione esercitata, alla attivazione ed al successivo consolidamento di contatti con i didgenti della A.C.F. FIORENTINA s.p.a., anche per it tramite del Vice Presidente Federale Mazzini, ed in particolare a ricevere ed assecondare pressioni a richieste, da parte di quest! ultimi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento delta gara in esame, per it tramite della designazione, da parte sua, di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, commil a 2,del C.G.S. Pasquale RODOMONTI, arbitro della CAN di serie A e B per avere ricevuto ed accolto, conformandosi alle stesse, indicazioni a direttive specifiche dal designatore arbitrale Paolo Bergamo, circa it comportamento da tenere nel corso della propria direzione della gara in esame, tendenti, in particolare, a garantire un arbitraggio di favore per la Fiorentina e, possibilmente, it risultato della vittoria per quest'ultima ex articolo 6, commil a 2,del C.G.S. A.C.F. FIORENTINA s.p.a., a titolo di responsabilitb sia oggettiva the diretta, ex articoli 2, commi 3 e 4,e 6, commi 2, 3 e 4,C.G.S., con riferimento alla condotta tenuta dai dirigentl della società in questione, sopra descritta ed a titolo di responsabiliti presunta, ex articolo 9,comma 3, richiamato dall'articolo 6, comma 4,C.G.S., con riferimento alla condotta, sopra descritta, tenuta dai soggetti estranei ally societi in questione, sopra indicati. 6. LECCE - PARMA del 29 maggio 2005 1 giomi the precedono I'ultima giomata di campionato vedono un intensificarsi dei contatti tra i componenti del sodalizio ed in particolare registrano un incontro decisivo, per mettere a punto le strategie ed attuare it piano concordato, proprio tra Mazzini, Mencucci, Bergamo ed i Della Valle, incontro che awiene proprio nella sede federate del Centro tecnico di Coverciano, il pomeriggio che precede i sorteggi arbitrali a che presenta il duplice vantaggio di non esporsi, in alcun modo, alle temute intercettazioni telefoniche, e di avere sul posto anche la presenza degli stessi arbitri, in quei giomi a Coverciano per it raduno arbitrate. Anche con riferimento a tale gara risulta I'interesse di MOGGI, come dimostra la conversazione intercorsa to stesso giomo 23 maggio 2005, alle ore 20.16 - prog. 3679, con i due fratelli DELLA VALLE. Perch6 la Fiorentina si possa salvare, oltre ad essere indispensabile che la stessa suped it Brescia nella partita casalinga, conquistando ! tre punti in palio, 6 altresi necessaria una particolare combinazione con i risultati delle partite sia del Parma a Lecce sia del Bologna in casa con la Sampdoria. I risultati andranno proprio nella direzione auspicata a programmata dal sodalizio impegnato a sostenere le sorti della Fiorentina ed in tai senso si riveler6 decisiva la designazione pilotata ed it conseguente arbitraggio di De Santis, appositamente inviato a dirigere la delicata partita tra Lecce a Parma. In tale ottica 6 proprio it designatore Bergamo a dare le ultime opportune indicazioni a De Santis qualche ora prima della partita sull'atteggiamento da tenere in campo a sulle concrete modalitA di direzione delta gara verso it risultato del pareggio tra le due squadre vds. conversazione intercorsa a poche ore dall'incontro Lecce-Parma del 29 maggio 2005, precisamente alle ore 12.58 - prog. 50317, tra it designatore BERGAMO a I'arbitrb DE SANTIS, ricevendo assicurazioni da quest'ultimo che tutto andrA per it verso giusto a che, al riguardo, ha proweduto ad indottrinare opportunamente anche I'assistente Alessandro GRISELLI, con it quale ha potuto parlate chiaro, dati i rapporti di confidenza . Le conversazion che intercorrono tra i vad component! del sodalizio al termine delle gare di campionato dell'ultima giomata danno piena conferma degli interventi posti in essere al fine di pilotare i risultati delle partite di interesse ed in particolare quello tra Lecce e Parma. In tal senso, 6 esemplare la conversazione intercorsa, alle ore 17,01 - prog. 16774, tra MAZZINI a MENCUCCI, it quale si trova ancora all'intemo dello stadio di Firenze a festeggiare la salvezza dells squadra gigliata, nella quale it Mazzini esordisce facendo rilevare la bontA del propri cavalli cld sempre i cavalli bons cavalli veri vengono sempre fuod , ricevendo di contro le risate di soddisfazione del suo intertocutore ed i ringraziamenti. A seguire si registra la conversazione alle ore 17.04 - prog. 16780 tra to stesso Mazzini a Claudio NASSI, ex dirigente della Sampdoria ad attualmente vicino agli ambient! delta Fiorentina, nel torso della quale Nassi evidenzia la perfetta riuscita della 'operazione chirurgica' compiuta per it salvataggio della Fiorentina, ricevendo conferma soddisfatta da Mazzini the ribadisce essersi trattato di una operazione ad alti livelli . Importantissimo ad assolutamente inequivocabile 6 it contenuto della conversazione intercorsa, alle successive ore 18.01 - prog. 19963, proprio tra MAZZINI a I'arbitro DE SANTIS, the si apre con to sfott6 di Mazzini the risponde al telefono dicendo di essere it calciatore del Parma Morfeo, espulso nel corso dell'ultima gara di campionato dall'arbitro De Santis, a the prosegue con una descrizione analitica del pilotaggio della partita in questione, attraverso la direzione di gara del De Santis verso it risultato di paritfi tra le due squadre. De Santis, oltre a fare delle affermazioni the suonano univocamente come conferma del proprio coinvolgimento nell'operazione di salvataggio della Fiorentina, si vanta anche per come c riuscito a 'gabbare' it direttore tecnico del Parma di fronte alle lamentele di quest'ultimo per la direzione delta gara a per le ammonizioni a le espulsion! inflitte dall'arbitro De Santis ai giocatori della propria squadra. Per la gara in argomento bisogna sottolineare the tanta fu la 'confusione' nelle sanzioni comminate dal direttore di gara, Massimo DE SANTIS, a carico dei giocatod del Parma the gli stessi organi d'informazione, al tennine dell'incontro, non furono in grado di stilare un tabellino completo di ammonit! ad espuls! a soltanto dall'analisi del successivo Comunicato Ufficiale avente nr. 359 del 31.05.2005 della Lega Nazionale Professionisti si poteva accertare the le sanzioni comminate ai calciatori parmigiani avevano condotto alla squalifica di sei giocatori del Parma. Al termine degli incontri ore 18.30 - prog. 16820 , si registra una eloquente conversazione tra Innocenzo MAZZINI ad i fratelli DELLA VALLE, nella quale questi ultimi rivolgono un sentito ringraziamento per 'opera prestata da Mazzini in favore della causa viola, al quale it MAZZINI replica sottolineando the I'equipe ha funzionato bene e comincia gib a gettare le basi per 11 futuro, proponendo ai due didgenti un incontro a breve, raccomandandogli per il prima di ricominciare vediamoci ~ , invito al quale DELLA VALLE, cogliendo immediatamente it senso della frase, replica come no come no con calma perch6 qui adesso gli errod non si fanno p!u ~ , riferendosi chiaramente all'errore iniziale ovvero quello di essersi posti, lui a it fratello Diego, in antitesi con it gruppo dominante. Segue una conversazione dai toni autocelebrativi a trionfalistici, in data 31 maggio 2005, alle ore 09.46 - prog. 10925, tra MAZZINI a NASSI, it quale ultimo, a bilancio finale della stagione, evidenzia come it gruppo toscano si trovi in una posizione di forza mai raggiunta prima d'ora con ben 4 squadre nella massima serie, it Vice Presidente Federale ed uno del designators arbitrali , ricevendo conferma da Mazzini, it quale fa notare come la stessa sia it frutto di un lungo a faticoso impegno profuso dallo stesso. La conversazione prosegue sul terra delle future sorti del designatori arbitrali ed in particolare del Bergamo, punto sul quale i due concordano nel dire che ora bisogna concentrarsi proprio sul mantenimento di tale posizione di forza del designatori arbitrali, valutando che cl sono tutte le premesse perch6 tutto vada per it meglio, dal momento che, a parte I'intenzione del Presidente Federale Carrara, che sarebbe quella di sostituirli con I'arbitro Collina, tutte le altre componenti forti del sistema calcio con evidenti allusioni ai dirigenti della Juve a del Milan sono per it mantenimento degli attuali designatori a ad essi si 6 ora aggiunta la famiglia Della Valle. Dalla disamina di tali elementi si pua intuire, in modo inequivoco, come to svolgimento della gara tra Lecce a Parma a sicuramente to stesso risultato della partita in questione sono stats evidentemente condizionati dall'intervento sulla designazione di un arbitro amico , secondo to schema evidenziato dall'attivitA di indagine, che, per quel che conceme anche la partita in esame, si snoda lungo I'asse dirigenti della Fiorentina fratelli Della Valle a Mencucci - Vice Presidente Federale Mazzini - designatore arbitrale Bergamo a direttore di gara arbitro De Santis . 11 coinvolgimento del direttore di gara e 1'effettivo condizionamento, da parte di quest'ultimo, attraverso la propria direzione di gara, dello svolgimento ed anche del risultato della partita tra Lecce a Parma trovano esplicita conferma nella sequenza delle comunicazioni sopra indicate, che precedono a seguono la gara in questione, in alcune delle quail 6 to stesso De Santis ad essere protagonista a ad autoeloglarsi per la perfetta riuscita del piano. In tale contesto risulta di particolare rilievo, cost come evidenziato dall'Ufficio Indagini, la posizione del calciatore del Parma Vignaroli, it quale, espulso addirittura dopo la conclusione della gara, ha fomito, proprio agli inquirenti dell'Ufficio in questione, elementi di ulteriore conferma sulla posizione di DE SANTIS che, nel corso dell'incontro, ebbe addirittura a dirgli che it Parma non avrebbe vinto la partita. Anche nel caso di specie, inoltre, si ha prova evidente del coinvolgimento di Luciano MOGGI a della sua adesione alla 'causa' della Fiorentina, a riprova della circostanza, emergente dalla complessiva attsvitb di indagine, che anche it piano di salvataggio della Fiorentina, per potere essere attuato, ha necessitato dell'avallo a dell'appoggio del principali protagonisti della rete, tra i quali sicuramente i dirigenti della F.C. JUVENTUS s.p.a., Luciano MOGGI a Antonio GIRAUDO. La condotta tenuta dal soggetti in questione, integra evidentemente it compimento di quegli atti diretti ad alterare to svolgimento a it risultato di una gara, che I'articolo 6, comma 1, del C.G.S., richiede quale elemento costitutivo dell'illecito sportivo. Tale violazione appare da imputarsi a Diego DELLA VALLE, Presidente onorario delta A.C.F. MORENTINA s.p.a. per avere avviato a coltivato contatti, in prima persona o per it tramite del fratello Andrea Della Valle o del consigliere delegato Sandro Mencucci, con it dirigente della F.C. Juventus Luciano Moggi, con it Vice Presidente delta F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrate Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. MORENTINA s.p.a., consistito nella salvezza conseguita dalla squadra viola al termine di tale ultima giomata di campionato, in conseguenza anche delta alterazione del risultato della partita Lecce-Parma, per it tramite della designazione di un arbitro che, con la propria direzione di gara, scongiurasse la possibilitd di una vittoria del Parma a che garantisse, quindi, alla Fiorentina it vantaggio suddetto ex articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S. Andrea DELLA VALLE, Presidente del Consiglio di Amministrazione della A.C.F. FIORENTINA s.p.a. per avere avviato a coltivato c ontatti, in prima persona o per it tramite del consigliere delegato Sandro Mencucci, con it dirigente delta F.C. Juventus Luciano Moggi, con it Vice Presidente della F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrale Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., consistito nella salvezza conseguita dalla squadra viola al termine di tale ultima giomata di campionato, in conseguenza anche della alterazione del risultato delta partita Lecce-Parma, per it tramite delta designazione di un arbitro che, con la propria direzione di gara, scongiurasse la possibilitA di una vittoria del Parma a che garantisse, quindi, alla Fiorentina it vantaggio suddetto ex articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S. Sandro MENCUCCI, Consigliere a amministratore delegato della A.C. FIORENTINA per avere avviato a coltivato contatti con it Vice Presidente delta F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrale Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., consistito nella salvezza conseguita dalla squadra viola al termine di tale ultima giomata di campionato, in conseguenza anche della alterazione del risultato della partita Lecce-Parma, per it tramite della designazione di un arbitro che, con la propria direzione di gara, scongiurasse la possibility di una vittoria del Parma a che garantisse, quindi, alla Fiorentina it vantaggio suddetto ex articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S. Innocenzo MAZZINI, Vice Presidente delta F.I.G.C., per essersi reso parte attiva ed a tratti, nella vicenda in esame, protagonista di primo piano, nella instaurazione e successivo consolidamento dei contatti tra i Didgenti della A.C.F. FIORENTINA s.p.a. ed it designatore arbitrale Paolo Bergamo, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., consistito nella salvezza conseguita dalla squadra viola al termine di tale ultima giomata di campionato, in conseguenza anche dells alterazione del risultato delta partita Lecce-Parma, per it tramite delta designazione di un arbitro che, con la propria direzione di gara, scongiurasse la possibility di una vittoria del Parma a che garantisse, quindi, alla Fiorentina it vantaggio suddetto ex articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S. Paolo BERGAMO, Commissario della Commissione Nazionale Arbitri di serie A e B per essersi reso disponibile, nonostante i particolari doved di riservatezza, autonomia ed imparzialith, connessi alla funzione esercitata, alla attivazione ed al successivo consolidamento di contatti con i dirigenti della A.C.F. FIORENTINA s.p.a., anche per it tramite del Vice Presidente Federale, Innocenzo Mazzini, ed in particolare a ricevere ed assecondare pressioni a richieste, da parte di questi ultimi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame Lecce-Parma, per it tramite delta designazione, da parte sua, di un arbitro che, con la propria direzione di gara, scongiurasse is possibility di una vittoria del Parma a che garantisse, quindi, un vantaggio alla Fiorentina, consistito nella salvezza conseguita dalla squadra viola al termine di tale ultima giomata di campionato ex articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S. Massimo DE SANTIS, arbitro delta CAN di serie A e B per avere ricevuto ed accolto, conformandosi alle stesse, indicazioni a direttive specifiche dal designatore arbitrate Paolo Bergamo, circa it comportamento da tenere nel torso della propria direzione della gara in esame, tendenti, in particolare, a scongiurare la possibility di una vittoria del Parma ed a garantire, quindi, un vantaggio alla Fiorentina, consistito nella salvezza conseguita dalla squadra viola al termine di tale ultima giomata di campionato ex articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S. A.C.F. FIORENTINA s.p.a., a titolo di responsability, sia oggettiva che diretta, ex articoli 2, commi 3 e 4 a 6, commi 2, 3 e 4 C.G.S., con riferimento alla condotta tenuta dal dirigenti della society in questione, sopra descritta ed a titolo di responsability presunta, ex articolo 9 comma 3, richiamato dall'articolo 6, comma 4 C.G.S., con riferimento alla condotta, sopra descritta, tenuta dai soggetti estranei alla società in questione, sopra indicati. VII. POSIZIONE DEL MILAN Dalle indagini 6 emerso the anche it sig. Leonardo MEANT, tesserato F.I.G.C. nel 2004-05 quale dirigente addetto agli arbitri della soc. MILAN, fosse convinto di favoritismi a vantaggio delta JUVENTUS. Egli ha infatti dichiarato it 9 giugno 2006 all'Ufficio Indagini Prima della partita di Siena mi em fatto un'idea, anche in virtu di alcune riflessioni fatte telefonicamente con it C. assistente arbitrale CAN, n.d.s. , sul diverso trattamento tra le due squadre, MILAN a JUVENTUS, the stavano lottando per to scudetto ed avevo rilevato la singolare circostanza the it rapporto cartellini/falli delle squadre milanesi era pressoch6 identico nel campionato italiano ed in Champions's League, mentre 11 confronto con it medesimo rapporto per la JUVENTUS denotava the mentre in campo europeo it rapporto era analogo a quello di MILAN ed INTER, nel campionato italiano it rapporto dimostrava come a! fall! corrispondessero molte meno sanzioni disciplinad. In p!u mi ero reso conto the le designazioni degli assistant! per le partite della JUVENTUS erano inadeguate per it limitato spessore tecnico a caratteriale dei designati a the capitava talvolta the i giocatod diffidati delle squadre the la domenica seguente avrebbero dovuto affrontare la JUVENTUS venivano ammoniti a quindi squalificati . L'emergenza istruttoria assume un duplice significato. Da un lato, infatti, rafforza it quadro probatodo a carico della JUVENTUS, tenuto conto delle specifiche cognizioni tecniche del soggetto dichiarante in effetti, per quanto it MEANI,com'6 evidente, sia un acceso sostenitore del MILAN, non va dimenticato the egli 6 anche un ex arbitro, the oltre 15 anni fa fu assegnato dalla Federazione in qualitb di accompagnatore degli arbitri nelle partite intemazionall di MILAN ed INTER a dal 2001 ha avuto un rapporto di collaborazione con it MILAN con I'incadco esclusivo di accompagnatore dell'arbitro . Dall'altro, spiega le ragioni dell'attivarsi del Meani medesimo che, in una distorta logics di dequilibrio adesso la facciamo fino in fondo la guerra eh L - v. conversazione prog. 5582 del 18 aprile 2005 con I'assistente Claudio PUGLISI Se dobbiamo far la guerra per bene facclamo anche la guerra alla JUVE - v. conversazione prog. 5591, sempre con it PUGLISI , essendo duscito ad ottenere per la partita MILANCHIEVO del 20 aprile 2005 la designazione degli assistenti Fabdzio BABINI a PUGLISI, ritenutl piu sensibili alle esigenze della societA rossonera a da tempo non assegnati a partite del MILAN, dA loro direttive chiaramente tendenti a condizioname 1'espletamento delle funzioni nel torso della gara. Ai fini dell'inquadramento della vicenda va premesso the deve ritenersi dimostrata una pregressa attivitb del MEANI - peraltro non sempre andata a buon fine v. partite Siena-Milan del 17 aprile 2005 a Milan-Parma del 23 aprile 2005, per le quali furono designati due assistenti diversi da quelli richiesti - finalizzata ad incidere sulla scelta degli assistenti di gara. A tale proposito appare sufficiente richiamare sia le dichiarazioni rese it 5 giugno 2006 all'Ufficio Indagini dal MARTINO, it quale ha, tra I'altro, affermato che le pressioni subite da BERGAMO a PAIRETTO a causa di esiti di partite non gradite alle compagini didgenziali delle societfi interessate si trasformavano in richieste di designazioni ritenute piu disponibili a che tale affermazione ha carattere di assoluta certezza per quanto riguarda it signor MEANT del MILAN, che chiamava personalmente me sia per lamentarsi che per esplicitare richieste di designazioni di assistenti arbitrali a suo parere piu favorevoli , sia le dichiarazioni rese it 20 maggio 2006 alla Procura delta Repubblica di Napoli da Rosario COPPOLA se un assistente avesse voluto arbitrare un incontro del MILAN non si doveva rivolgere ai designatori ma al predetto didgente milanista a cib mi consta personalmente, oltre perch6 era voce comune del gruppo, ma anche in maniera oggettiva, ovvero chi piu ne beneficiava era it gruppo di assistenti coetanei allo stesso e quindi suoi ex colleghi - v. fg. 76 dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari ex articolo 415 bis Cpp della Procura della Repubblica di Napoli . Orbene, nell'bmbito di questo lavodo it MEANT alza per cosi dire i toni a seguito della partita SIENA-MILAN del 15 aprile 2005, persa dalla squadra lombarda per 1 a 2, risultato sul quale incise pesantemente, secondo it MEANT, 1'erroneo annullamento di un gol al milanista SHEVCHENKO su segnalazione dell'assistente Duccio BAGLIONI v. conv. prog. 5420 con i'assistente CONTINI, it quale conviene con la tesi del MEANI e, per di piu, evidenzia come, al contrario, la partita JUVENTUS-LECCE, conclusasi con it risultato di 5 a 2 in favore dei bianconeri, si fosse svolta in un clima di eccessivo rispetto nei confronti delta squadra piemontese . Ed 6 ragionevole pensare che to stato d'animo del MEANI fosse tanto piu contrariato proprio perch6, come giA accennato. gli assistenti designati per I'incontro SIENA-MILAN erano stati diversi da quelli da lui sollecitati. 11 MEANT contatta quindi it MAZZEI, che, tra I'altro, formulava per i designatori le proposte di assegnazione degli assistenti, a in due telefonate in rapida successione prog. 5425 a 5429 protesta veementemente per it trattamento subito dando incarico all'interiocutore di riferire ai designatori di non sbagliare piu niente lino alla fine del campionato perch6 GALLIANi. 6 furibondo a che 6 ora di mandare anche al MILAN qualcuno che fa it lavoro con noi a all'argomentazione del MAZZEI, secondo cui viene operata una rotazione tra gli assistenti, obietta che I'assistente PUGLISI non viene designato da un anno a mezzo per partite del MILAN a quindi to richiede espressamente ed in modo estremamente deciso per it mercoledi successivo appunto, giomo Bella partita MILAN-CHIEVO , ricevendo alla fine un'esplicita assicurazione in tal senso che trova riscontro nella successiva, effettiva designazione del PUGLISI, unitamente al BABINI quest'ultimo in sostituzione dell'assistente Silvio GEMIGNANI, originadamente designato . Ottenuta, quindi, I'assegnazione di due assistenti graditi si not! che to stesso BABINI manifesta forti perplessita sulla designazione - v. conversazione prog. 5587 , it MEANI Ii contatta entrambi a si raccomanda loro di avere, durante la gara, to stesso atteggiamento osservato da alcuni assistenti nelle partite delta JUVENTUS, vale a dire alzare o tenere giu la bandierina, nelle situazioni dubbie, in modo da favorire sempre it MILAN v. conversazioni prog. 5591 a 5656 . C!b posto in fatto, va rilevato che, per quanto la scelta degli assistenti dell'arbitro e del quarto uomo fosse rimessa alla scelta discrezionale dei designatori a non gib al sorteggio,come invece avveniva per gli arbitd v. C.U. 21/A del 29 luglio 1999 , deve ritenersi comunque contraria ai principi di lealtA a correttezza la richiesta di assegnazione di un determinato assistente, tanto piu se avanzata all'insaputa dell'altra squadra. A cib si aggiunga che 11 significato ed it tono aggressivo dells parole usate dal MEANT per manifestare al MAZZEI it proprio forte disappunto superarono oggettivamente i limit! della doverosa correttezza nei rapporti riferibili all'attivitci sportiva a di cio, del resto, sembra consapevole to stesso MEANI quando riferisce del proprio intervento al Vice Presidente Vicario a Amministratore delegato del MILAN Adriano GALLIANI dio bono altro che parlato gli bestemmiavo dietro parolacce di tutti i color! - conv. prog. 5827 oppure quando, comunicando al BABINI I'avvenuta designazione, gli dice siccome si sono cagati addosso, allora mandiamogli i suoi amici ! conv. prog. 5587 . Sotto questo profilo, dunque, dsulta integrata, sia da parte del MEANT che da parte del MAZZEI, la violazione dell'articolo 1, co. 1 Codice di Giustizia Sportiva, violazione di cui si ritiene debba essere chiamato a rispondere anche it GALLIANI, avendo egli mostrato di avallare pienamente la condotta del MEANT, allorquando to chiama per sapere se ha parlato con qualcuno dei due ex designatori ed it MEANT gli riferisce contenuti a modality delle telefonate con it MAZZEI v. conv. prog. 5927 . La soc. MILAN deve essere chiamata a rispondere per responsabilitei diretta, a! sens! dell'articolo 2, comma 4 del Codice di Giustizia Sportiva. II MEANT, per non si è limitato ad ottenere, con modalità contrarie alle regole dell'ordinamento sportivo, la designazione di due assistenti graditi ma, come già evidenziato, 6 poi intervenuto su di loro con I'inequivoca finalitb di condizioname la prestazione tecnica e, dunque, di alterare to svolgimento della gara. In tale ulteriore segmento di condotta va dunque ravvisato un illecito sportivo ai sensi dell'articolo 6 del Codice di Giustizia Sportiva. Sul punto, 6' appena it caso di osservare che la finaliti perequativa distortamente perseguita dal MEANT nei confronts della JUVENTUS non pub in alcun modo rilevare dato che I'interesse tutelato a quello delta squadra avverrsaria nella singola partita nella fattispecie, if CHIEVO , che ovviamente deve confidare nel regolare a leale svolgimento delta competizione e, dunque, nella terzieta di tutti gli ufficiali di gara. Nb pub rilevare, per escludere la sussistenza dell'illecito, la circostanza che, in concreto, I'assistente BABINI fece annullare un gol del milanista CRESPO per un fuorigioco definito dubbio dalla stampa sportiva. A prescindere, infatti, dal rilievo che in altre occasion! di gioco le decisioni del BABINI, nelle situazioni dubbie, potrebbero essere state davvero condizionate, a favore del MILAN o a sfavore del CHIEVO, dalle raccomandazioni precedentemente dategli dal MEANI, b noto che I'illecito sportivo 6 strutturato come fattispecie di pericolo, tanto che 1'effettivo verificarsi dell'alterazione della gara costituisce soltanto un'aggravante articolo 6, comma 6 C.G.S. . II diretto contatto con ! due assistenti appare pert iniziativa esclusiva del MEANT, nell'ambito di rapporti personali che egli teneva con esponenti del mondo arbitrate in ragione delle sue pregresse esperienze come arbitro e, Comunque, non risulta che di quella iniziativa it GALLIANI fosse poi stato portato a conoscenza. D'altra parte, 6 innegabile che it MEANT, anche di fatto, rivestisse un ruolo marginale nell'organizzazione societaria, come emerge dalla estrema formalit6 a dall'occasionalitb del rapporti con it Vice Presidente. Of tale illecito, dunque, la societA MILAN deve essere chiamata a rispondere per responsabilitci oggettiva. Comunque, a dissipare ogni dubbio, dal foglio di censimento relativo alla stagione calcistica 2004/2005, risulta formalmente che it MEANT fosse un tesserato F.I.G.C., con I'incarico specifico di Dirigente addetto all'arbitro . Dagli afti di indagine emerge, inoltre che 11 BABINI a it PUGLISI sono stati destinatari delle pressioni rivolte nei loro confronti dal MEANT, come dalle telefonate in aft! e, dal momento che non emerge la loro adesione alle richieste del dirigente del MILAN, appare evidente che la loro condotta sia in violazione dell'obbligo di denuncia di cui all'articolo 6, comma 7 CGS. In proposito 6 it caso di rilevare the la richiesta del MEANI rivolta ai due assistenti integra un atto diretto ad alterare it regolare svolgimento della gara a ne consegue I'obbligo di denuncia. In particolare per BABINI, va osservato the to stesso era talmente consapevole the la designazione era stata palesemente pilotata in adesione ad una logica di favore nei confront! della societb rossonera, the mostr+6 aperto disappunto riguardo a tale designazione, in particolare per quel the conceme it collega Pugliesi, tanto da arrivare a dire all'intedocutore MEANT the bisognerebbe rifiutare quella partita li . PARTITA SAMPDORIA - FIORENTINA DEL 05.02.2005 Dall'esame degli atti acquisiti dall'Ufficio Indagini viene in evidenza la dichiarazione rilasciata dal Segretado della C.A.N., sig. Manfredi MARTINO, it quale ha indicato nella gara in oggetto, arbitrata dal sig. DONDARINI, una partita combinata per favorire la Sampdoria, giustificando tale affermazione con la presunta circostanza, riferitagli dal BERGAMO, the it direttore di gara era un arbitro legato a Gigi PAIRETTO, legato con it Presidente della Sampdoria, Garrone cfr. deposizione del 26.05.2006 resa alla Procura della Repubblica presso it Tribunale di Napoli . Tali affermazion! non sono, allo stato degli atti, supportate da alcun ulteriore elemento di prova, in quanto in sede di indagine non 6 emerso alcuno specifico legame , di natura imprenditoriale, professionale o comunque al di fuori dell'ambito federale, corrente fra it predetto designatore arbitrale ed it Presidente della squadra genovese, n6 in tal senso possono essere valutate le conversazioni telefoniche intervenute sull'argomento tra it BERGAMO ed altri soggetti appartenenti all'ordinamento federale. Oltretutto, agli atti non risultano esservi neanche colloqui intercorsi tra it Presidente della Sampdoria, o dirigenti della medesima societi, con to stesso PAIRETTO o con altri esponenti della classe arbitrale. Per i motivi sopraesposti, allo stato degli atti, si ritiene the non sussistano elementi sufficienti per I'integrazione di ipotesi di rilievo disciplinare relative alla partita Sampdoria - Fiorentina del 05.02.2005 PARTITA UDINESE - MILAN DEL 29.05.2005 Dall'esame delle vicende the hanno interessato la posizione della Societb MILAN, giA affrontate nella specifics sezione del presente deferimento, sono emerse due conversazioni telefoniche intercorse fra it didgente del MILAN sig. MEANT ed it Team Manager dell'UDINESE sig. TOFFOLINI nell'immediatezza della partita Udinese - Milan del 29.05.2005, ultima giomata di campionato, che la compagine friulana affrontava con la necessità di conservare it quarto posto in classifica valevole per la qualificazione a! preliminad della Champions' League. Allo stato degli atti sembra evidente che it semplice contenuto delle sopracitate conversazioni non pub integrare gli estremi di alcuna infrazione disciplinare, essendo it tenore delle stesse caratterizzato da palese approssimativity non 6 plausibile, ad esempio, quando it TOFFOLINI dice y gia tutto a posto, A do un altro gaocatore, dai che it Team Manager di una society possa autonomamente garantire la cessione di un calciatore della propria society di appartenenza - cfr. prog. 10906 del 28.05.2005 . Per i motivi sopraesposti, allo stato degli atti, si ritiene che non sussitano elementi sufficient! per I'integrazione di ipotesi di rilievo disciplinare relative alla partita Udinese - Milan del 29.05.2005 X. COMPETENZA Quanto alla individuazione dell'Organo disciplinare competente a valutare le condotte integranti illecito sportivo, poste in essere dai soggettl sopra indicati a facenti parte del sistema preso in esame, occorre preliminarmente osservare come, tra gli stessi, tigurino soggetti che rivestono, evidentemente, la qualifica di Dirigenti Federali articolo 10 dello Statuto Federale , altri che rivestono la qualifica di Dirigenti di society articolo 21 dello Statuto Federale ed altri ancora che, in virtu della loro qualifica a funzione, designatori arbitrali, direttod di gara ed assistenti, sono da ritenere ricompresi nella categoria dei Dirigenti Federali o quanto meno assimilati agli stessi . Orbene, per quanto conceme la figura dei Dirigenti Federali, appare univoca la dicitura dell'articolo 26 comma 1 ultima parte del C.G.S., laddove stabilisce che la Commissione di Appello Federale giudica, in prima istanza, in ordine ai procedimenti disciplinari riguardanti i drigenti federali , competenza che appare potersi estendere, per le ragioni di assimilazione sopra indicate, a! designatori arbitrali ed alle stesse componenti dell'attivity arbitrale direttori di gara a collaborator! . CFR in proposito, per tutte, decisione CAF a carico di P, su CU n. 51\C dei 20\6\05 La individuazione della C.A.F. quale organo disciplinare competente a giudicare, giy in prima istanza, le infrazioni disciplinari - e nel caso di specie gli illeciti sportivi - posti in essere da soggetti che rivestono la qualifica di Dirigenti Federali, comporta, in virtu della vis attractiva disciplinata dall'articolo 37, comma 1 del C.G.S., che, di fronte a piu soggetti incolpati , per alcuni dei quali la competenza a valutame a giudicame le relative posizioni 6 della CAF quale organo di prima istanza, anche gli altri soggetti sottoposti al medesimo procedimento disciplinare, vedranno, conseguentemente, devoluta la loro posizione alla C.A.F., quale organo di primo grado. II riferimento letterale, rivolto dalla norma in questione, alla mera pluralitci di soggetti incolpati, comporta the tale vis attrattiva opera a prescindere dalla sussistenza di profili di connessione oggettiva in ordine ai fatti a alle condone per i quali si procede. Cionondimeno, nella vicenda in esame, le condotte a posizioni riconducibili ai singoli soggetti deferiti, sono da ritenersi evidentemente connesse tra loro, perch6 principalmente realizzati in concorso tra gli stessi a perch6, comunque, evidentemente avvinti da un nesso teleologico. Tutto quanto sopra premesso, Visti gli articoli 28, comma 4, left. b , CGS, 29 a 31 Statuto Federale, 26, 28, comma 7, e 37, comma 1, CGS deferisce alla Commissione d'Appello Federale i Signori a le SocietA Luciano MOGGI, all'epoca dei fatti tesserato JUVENTUS F.C. SPA con la qualifica di Amministratore a Direttore Generale Antonio GIRAUDO, all'epoca dei fatti tesserato JUVENTUS F.C. S.p.A. con la qualifica di Amministratore Delegato, nonch6 Consigliere F.I.G.C. La societfi JUVENTUS Football Club S.p.A. Adriano Galliani, all'epoca dei fatti Vice Presidente ed Amministratore Delegato della A.C. MILAN S.p.A., nonch6 Presidente della Lega Nazionale Professionisti Leonardo MEANT, all'epoca dei fatti tesserato per I'A.C. MILAN S.p.A., quale Didgente Addetto Arbitro La societci A.C. MILAN S.p.A., Andrea DELLA VALLE, all'epoca dei fatti tesserato per la A.C.F. FIORENTINA SPA, quale Vice Presidente fino al 18.12.2004 a Presidente dal 18.12.2004 Diego DELLA VALLE, all'epoca dei fatti Presidente Onorario nonch6 socio di riferimento della A.C.F. FIORENTINA SPA Sandro MENCUCCI, all'epoca dei fatti tesserato per la ACF FIORENTINA SPA, quale Consigliere fino al 18.12.2004 a Amministratore Delegato dal 18.12.2004 10 La society A.C.F. FIORENTINA S.P.A. 11 Claudio LOTITO, all'epoca del fatti tesserato S.S.LAZIO S.p.A., quale Presidente del Consiglio di Gestione, nonch6 Consigliere della Lega Nazionale Professionisti 12 La societci S.S. LAZIO S.p.A. 13 Cosimo Maria FERRI, all'epoca dei fatti Dirigente Federale, in qualitA di Componente delta Commissione Vertenze Economiche 14 Franco CARRARO, all'epoca dei fatti Presidente F.I.G.C. 15 lnnocenzo MAZZINI, all'epoca dei fatti Vice Presidente F.I.G.C. 16 Tullio LANESE, all'epoca dei fatti tesserato F.I.G.C. con la qualifica di Presidente dell'A.I.A. 17 Paolo BERGAMO, all'epoca dei fatti tesserato F.I.G.C. con la qualifica di Commissario CAN A e B 18 Pieriuigi PAIRETTO, all'epoca dei fatti tesserato F.I.G.C. con la qualifica di Commissario CAN A e B 19 Gennaro MAZZEI, all'epoca dei fatti tesserato F.I.G.C. con la qualifica di arbitro benemerito a Vice Commissario CAN 20 Pietro INGARGIOLA, all'epoca dei fatti tesserato F.I.G.C. con la qualifica di osservatore CAN A e B 21 Paolo BERTINI, all'epoca dei fatti tesserato F.I.G.C. con la qualifica di arbitro effettivo 22 Massimo DE SANTIS, all'epoca dei fatti tesserato F.I.G.C. con la qualifica di arbitro CAN 23 Paolo DONDARINI, all'epoca dei fatti tesserato F.I.G.C. con la qualifica di arbitro CAN 24 Fabrizio BABINI, all'epoca dei fatti tesserato F.I.G.C. con la qualifica di arbitro benemerito 25 Domenico MESSINA, all'epoca dei fatti tesserato F.I.G.C. con la qualifica di arbitro CAN A 26 Gianluca PAPARESTA, all'epoca dei fatti tesserato F.I.G.C. con la qualifica di arbitro effettivo CAN 27 Gianluca ROCCHI, all'epoca dei fatti tesserato F.I.G.C. con la qualifica di arbitro CAN 28 Pasquale RODOMONTI, all'epoca dei fatti tesserato F.I.G.C. con la qualifica di arbitm effettivo CAN 29 Paolo TAGLIAVENTO, all'epoca del fatti tesserato F.I.G.C. con la qualifica di arbitro CAN A e B 30 Claudio PUGLISI, all'epoca dei fatti tesserato F.I.G.C. con la qualifica di arbitro benemedto PER RISPONDERE INCOLPAZIONI RELATIVE ALLE CONDOTTE ESAMINATE NELLE SEZIONI CONCERNENTI LA POSIZONE DELLA SOCIETA' JUVENTUS Luciano MOGGI, Antonio GIRAUDO, Innocenzo MAZZINI, Paolo BERGAMO, Pierluigi PAIRETTO, Tullio LANESE a Massimo DE SANTIS per la violazione dell'articolo 1, comma 1, CGS a la violazione dell'articolo 6, commi 1 e 2, C.G.S. per aver posto in essere, nelle rispettive qualità ricoperte all'epoca dei fatti, le condotte come descritte nella parte motiva, in particolare nella sezione 111, consistite, fra I'altro, nell'avere intrattenuto i contatti, realizzati anche su linee telefoniche riservate, a partecipato agli incontri, con modalit'i non pubbliche, sopra menzionati condotte contrarie at principi di lealtfi, probitA a correttezza e, al contempo, dirette a procurare un vantaggio in classifica in favore della societ'i JUVENTUS, mediante it condizionamento del regolare funzionamento del settore arbitrate e la lesione dei principi di alteritb, terzietb, imparzialb ed indipendenza tipici della funzione arbitrate. Con I'aggravante di cui al comma 6 dell'articolo 6 CGS, per la pluralitA di condotte poste in essere a per I'effettivo conseguimento del vantaggio in classifica La societA JUVENTUS per responsabilitb diretta a presunta ai sensi degti articolo 6, 9, comma 3, a 2, comma 4, CGS per quanto ascritto nel capo the precede ai suoi dirigenti con legate rappresentanza a agli altri soggettl non tesserati per la predetta societfi. Con I'aggravante di cui al comma 6 dell'articolo 6 CGS, per la pluralit'i di condotte poste in essere e per 1'effettivo conseguimento del vantaggio in classifica MOGGI a GIRAUDO per la violazione dei principi di lealti, probitei a correttezza di cui all'articolo 1, comma 1, CGS per avere tenuto, al termine delta gara REGGINA JUVENTUS del 6/11/04, la condotta descritta nella parte motiva al punto nei confronti delta tema arbitrale la soctetA JUVENTUS per responsabiliM diretta ai sensi dell'articolo 2, comma 4, del Codice di Giustizia Sportiva in ordine agli addebiti contestati ai suoi dirigenti al capo the precede PAPARESTA a INGARGIOLA per la violazione dei principi di lealtii, probitA e correttezza di cui all'articolo 1, comma 1, CGS per avere omesso la segnalazione della condotta sopra descritta al capo C tenuta da MOGGI a GIRAUDO, come descritto nella parte motiva LANESE per la violazione dei principi di lealtci, probitA a correttezza di cui all'articolo 1, comma 1, CGS per avere avallato a consigliato it suddetto comportamento omissivo posto in essere da INGARGIOLA come descritto nella parte motiva MOGGI per la violazione degli articoli 6, comma 1, prima parte, CGS, per aver posto in essere atti diretti ad alterare to svolgimento delle gare Juventus-Lazio del 5\12\2004 e Bologna-Juventus del 12\12\2004 come descritto nella parte motiva a dell'articolo 1, comma 1, CGS in relazione alla gara Juventus-Udinese del 13\2\2005 per aver posto in essere le condotte descritte nella parte motiva relativa a tale ultima gara. Con I'aggravante di cui al comma 6 dell'articolo 6 CGS, per la pluralitb di condotte poste in essere. Il sig. Paolo BERGAMO, per violazione dell'articolo 6, comma 1, prima parte, CGS, per aver tentato di alterare to svolgimento della gara Juventus-Udinese del 13\2\2005, come descritto nella parte motiva relativa alla gara suddetta Il sig. Massimo DE SANTIS, per violazione dell'articolo 6, comma 1, prima parte, CGS, per aver aderito al disegno di Moggi finalizzato all'alterazione dello svolgimento della gara Bologna-Juventus del 12\12\2004, attraverso it ricorso alle ammonizioni di giocatori diffdati nella precedente gara Fiorentina-Bologna del 5\12\2004, come descritto nella parte motiva relativa alla gara suddetta la JUVENTUS F.C. S.p.A., per responsabilitb diretta a presunta ai sensi degli articoli 6, comma 1, 9, comma 3, a 2, comma 4, CGS, per quanto ascritto nei capi 7, 8 e 9 al suo didgente con legale rappresentanza a agli altri soggetti non tesserati per la predetta societb. Con I'aggravante di cui al comma 6 dell'articolo 6 CGS, per la pluralitci di condotte poste in essere. INCOLPAZIONI RELATIVE ALLE CONDOTTE ESAMINATE NELLA SEZIONE CONCERNENTE LA POSI7JONE DELLA SOCIETA LAZIO GARA LAZIO BRESCIA Claudio LOTITO, Presidente del Consiglio di Gestione della S.S. LAZIO s.p.a., per avere, in prima persona o tramite altri, avviato a coltivato contatti con it Presidents delta F.I.G.C. Franco CARRARO affinch6 questi a sua volts esercitasse pressioni sul designatore arbitrale Paolo BERGAMO a sull'arbitro designato per la gara tendenti ad ottenere un vantaggio per la S.S. LAZIO s.p.a. conseguente all'alterazione del risultato e, cornunque, dello svolgimento delta gara in esame per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla LAZIO a di una conseguente direzione di gara da parte dello stesso the concretizzasse tale atteggiamento di favore in violazione dell'articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S., come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Franco CARRARO, nella qualitb di Presidente della F.I.G.C., per avere esercitato pressioni sul designatore arbitrate Paolo BERGAMO affinch6 questi a sua volta intervenisse nei confronti dell'arbitro designato per la gara, al fine di ottenere un vantaggio per la S.S. LAZIO s.p.a. conseguente all'alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla LAZIO a di una conseguente direzione di gara da parte dello stesso the concretizzasse tale atteggiamento di favore in violazione dell'articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S., come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Paolo BERGAMO, nella qualitA di designatore arbitrate, per avere esercitato pressioni sull'arbitm designato per la gars, al fine di ottenere un vantaggio per la S.S. LAZIO s.p.a. conseguente all'afterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame per it tramite di una direzione di gara da parte del direttore di gara the concretizzasse tale atteggiamento di favors in violazione dell'articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S., come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Innocenzo MAZZINI, nella qualit i di Vice Presidente della F.I.G.C., per non aver adempiuto all'obbtigo, the gli faceva capo in qualitci di dirigente della F.I.G.C., di informare senza indugio i competenti organi federali di essere venuto a conoscenza the terzi avevano posto o stavano per pone in essere atti diretti ad alterare to solgimento ed it risultato della gara LAZIO - BRESCIA del 2/2/05, in violazione dell'articolo 6, comma 7, del C.G.S., come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto S.S. LAZIO s.p.a., a titolo di responsabiIN6 diretta a presunta, al sensi dell'art 6, commi 3 e 4, dell'articolo 2, comma 4, a dell'articolo 9, comma 3, del C.G.S. con riferimento alle condotte copra descritte, rispettivamente tenute dal suo legate rappresentante a da terzi nel suo interesse. GARA CHIEVO VERONA LAZIO Claudio LOTITO, Presidente del Consiglio di Gestione delta S.S. LAZIO s.p.a., per avere in prima persona avviato a coltivato contatti con it Vice Presidente delta F.I.G.C. Innocenzo MAZZINI affinch6 questi a sua volta esercitasse pressioni sui designatori arbitralt Paolo BERGAMO a Pier Luigi PAIRETTO tendenti ad ottenere un vantaggio per la S.S. LAZIO s.p.a. conseguente all'alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento delta gara in esame per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla LAZIO e di una conseguente direzione di gara da parte dello stesso the concretizzasse tale atteggiamento di favore in violazione dell'articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Innocenzo MAZZINI, all'epoca del fatti Vice Presidente delta F.I.G.C., Paolo BERGAMO a Pieriuigi PAIRETTO, all'epoca del fatti designatori arbitrali dell'A.I.A e Gianluca ROCCHI, arbitro della CAN A, perch6 con le rispettive condotte sopra descritte e con i contatti, diretti o per interposta persona, intercorsi fra gli stessi, hanno posto in essere atti diretti ad alterare to svolgimento ed it risultato della gara CHIEVO VERONA - LAZIO del 20/2/05, in violazione dell'articolo 6 commi 1 e 2 C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto S.S. LAZIO s.p.a., a titolo di responsabilitA diretta a presunta, ai sensi dell'art 6, commi 3 e 4, dell'articolo 2, comma 4, a dell'articolo 9, comma 3, del C.G.S. con riferimento alle condotte sopra descritte, rispettivamente tenute dal suo legate rappresentante a da terzi nel suo interesse Cosimo Maria FERRI, all'epoca del fatti componente delle Commissione Vertenze Economiche in seno alla F.I.G.C., per non aver adempiuto all'obbligo, the gli faceva capo in qualitA di dirigente della F.I.G.C., di informare senza indugio i competenti organi federali di essere venuto a conoscenza the terzi avevano posto o stavano per porre in essere atti diretti ad alterare to solgimento ed it risultato della gara CHIEVO VERONA - LAZIO del 20/2/05, in violazione dell'articolo6, comma 7, del C.G.S., come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto GARA LAZIO PARMA Claudio LOTITO, Presidente del Consiglio di Gestione della S.S. LAZIO s.p.a., per avere in prima persona avviato a coltivato contatti con it Vice Presidente delta F.I.G.C. Innocenzo MAZZINI affinche questi a sua volta esercitasse pressioni sui designatori arbitreli Paolo BERGAMO a Pier Luigi PAIRETTO tendenti ad ottenere un vantaggio per la S.S. LAZIO s.p.a. conseguente all'alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento delta gara in esame per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla LAZIO e di una conseguente direzione di gara da parte dello stesso the concretizzasse tale atteggiamento di favore in violazione dell'articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Innocenzo MAZZINI, all'epoca dei fatti Vice Presidente della F.I.G.C., Paolo BERGAMO a Pieduigi PAIRETTO, all'epoca dei fatti designatori arbitrali dell'A.I.A e Domenico MESSINA, arbitro delta CAN A, perch6 con le rispettive condotte sopra descritte a con i contatti, diretti o per interposta persona, intercorsi fra gli stessi, hanno posto in essere atti diretti ad alterare to svolgimento ed it risultato della gara LAZIO - PARMA del 27/2/05, in violazione dell'articolo 6 commil e 2 C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto S.S. LAZIO s.p.a., a titolo di responsabilitA diretta a presunta, ai sensi dell'art 6, commi 3 e 4, dell'articolo 2, comma 4, a dell'articolo 9, comma 3, del C.G.S. con riferimento alle condotte sopra descritte, rispettivamente tenute dal suo legale rappresentante a da terzi nel suo interesse. GARA BOLOGNA LAZIO Claudio LOTITO, Presidente del Consiglio di Gestione dells S.S. LAZIO s.p.a., per avere in prima persona avviato a coltivato contatti con it Vice Presidente della F.I.G.C. Innocenzo MAZZINI affinche questi a sua volta esercitasse pressioni sui designatori arbitrali Paolo BERGAMO a Pier Luigi PAIRETTO tendenti ad ottenere un vantaggio per la S.S. LAZIO s.p.a. conseguente all'alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla LAZIO e di una conseguente direzione di gara da parte dello stesso the concretizzasse tale atteggiamento di favore in violazione dell'articolo 6, commi 1 e 2, del C.G.S., come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Innocenzo MAZZINI, all'epoca dei fatti Vice Presidente della F.I.G.C., Paolo BERGAMO a Pierluigi PAIRETTO, all'epoca dei fatti designatori arbitrali dell'A.I.A a Paolo TAGLIAVENTO, arbitro della CAN A, perch6 con le rispettive condotte copra descritte e con i contatti, diretti o per interposta persona, intercorsi fra gli stessi, hanno posto in essere atti diretti ad alterare to svolgimento ed it risultato della gara BOLOGNA - LAZIO del 17.4.2005, in violazione dell'articolo 6 commit e 2 C.G.S., come descritto nella parte motiva relativa alla gars in oggetto S.S. LAZIO s.p.a., a titolo di responsabilitb diretta a presunta, ai sensi dell'art 6, commi 3 e 4, dell'articolo 2, comma 4, a dell'articolo 9, comma 3, del C.G.S. con riferimento alle condotte sopra descritte, rispettivamente tenute dal suo legale rappresentante a da terzi nel suo interesse. AGGRAVANTI Con I'aggravante di cui all'articolo 6, comma 6, CGS, a carico del LOTITO, BERGAMO, PAIRETTO a MAZZINI per la pluralitA di condotte poste in essere. INCOLPAZIONI RELATIVE ALLE CONDOTTE ESAMINATE NELLA SEZIONE CONCERNENTE LA POSIZONE DELLA SOCIETA' FIORENTINA GARA LAZIO FIORENTINA Diego DELLA VALLE, Presidente onorario delta A.C.F. FIORENTINA s.p.a., per avere rivolto una proposta al Presidente della S.S. LAZIO s.p.a. Claudio LOTITO, avente ad oggetto una ipotesi di combine, con riferimento alla gara di campionato in programma it 22.05.2005 tra Lazio a Fiorentina ed in particolare a raggiungere un accordo su un risultato di paritA tra le due squadre articolo 6, comma 1 e 2 C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto A.C.F. FIORENTINA s.p.a., a titolo di responsabilitfi oggettiva, ex articoli 2, commi 3 e 4 a 6, comma 4, del C.G.S., con riferimento alla condotta tenuta dal dirigente delta societci in questione, sopra descritta Claudio LOTITO, Presidente del Consiglio di Gestione della S.S. LAZIO s.p.a, per non avere adempiuto all'obbligo, the gli faceva capo in qualitA di tesserato, di informare, senza indugio, ! competent! organi federal!, in merito alla proposta di combine ricevuta personalmente dallo stesso ad opera del Presidente delta A.C.F. FIORENTINA s.p.a, con riferimento alla gara di campionato in programma it 22.05.2005 tra Lazio e Florentine, proposta di per s6 integrante gli estremi della violazione del comma 1 dell'articolo 6 C.G.S. articolo 6, ultimo comma, C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto S.S. LAZIO s.p.a., a titolo di responsabilitA diretta, ex articolo 2, comma 4 C.G.S., con riferimento alla condotta tenuta dal dirigente della societA in questions, sopra descritta. Cosimo Maria FERRI, componente della Commissione Vertenze Economiche in seno alla F.I.G.C., per non avere adempiuto all'obbligo, the gli faceva capo in qualitci di dirigente della F.I.G.C., di informare, senza indugio, i competenti organi federali, in merito alla proposta di combine rivolta dal 'Presidente della A.C.F. FIORENTINA s.p.a. Diego Della Valle al Presidente della S.S. LAZIO s.p.a. Claudio Lotito, con riferimento alla gara di campionato in programma it 22.05.2005 tra Lazio a Fiorentina, proposta di per s6 integrante gli estremi della violazione del comma 1 dell'articolo 6 C.G.S. a della quale egli risulta dagli atti avere avuto notizia certa in virtu dei particolad rapporti di conoscenza con il Presidente Lotto articolo 6, ultimo comma, C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Diego DELLA VALLE, Presidente onorario delta A.C.F. FIORENTINA s.p.a., per avere avviato a coltivato contatti, in prima persona o per it tramite del fratello Andrea Della Valle o del consigliere delegato Sandro Mencucci, con it dirigente delta F.C. Juventus Luciano Moggi, con it Vice Presidente delta F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrale Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nel confront! degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Andrea DELLA VALLE, Presidente del Consiglio di Amministrazione della A.C.F. FIORENTINA s.p.a. per avere avviato a coltivato contatti, in prima persona o per it tramite del consigliere delegato Sandro Mencuccl, con it dirigente dells F.C. Juventus Luciano Moggi, con it Vice Presidente delta F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con 11 designatore arbitrale Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite dells designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Sandro MENCUCCI, Consigliere delegato ed amministratore esecutivo della A.C. FIORENTINA, per avere avviato a coltivato contattl con 11 Vice Presidente della F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrale Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronts degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Innocenzo MAZZINI, Vice Presidente delta F.I.G.C., per essersi reso parte attiva protagonista di primo piano, nella instaurazione a successivo consolidamento dei contatti tra i Dirigenti della A.C.F. FIORENTINA s.p.a. ed it designatore arbitrale Paolo Bergamo, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Paolo BERGAMO, Commissario della Commissione Nazionale Arbitri di serie A e B per essersi reso disponibile, nonostante i particolari doved di riservatezza, autonomia ed imparzialitci, connessi alla funzione esercitata, alla attivazione ed al successivo consolidamento di contatti con i dirigenti della A.C.F. FIORENTINA s.p.a., anche per it tramite del Vice Presidente Federale Innocenzo Mazzini, ed in particolare a ricevere ed assecondare pressioni a richieste, da parte di questi ultimi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite delta designazione, da parte sua, di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto A.C.F. FIORENTINA s.p.a., a titolo di responsabilitb, sia oggettiva the diretta, ex articoli 2 commi 3 e 4 a 6, commi 2, 3 e 4 C.G.S., con riferimento alla condotta tenuta dai dirigenti della societd in questione, sopra descritta ed a titolo di responsabilitA presunta, ex articolo 9 comma 3, richiamato dall'articolo 6, comma 4 C.G.S., con riferimento alla condotta, sopra descritta, tenuta dal soggetti estranei alla societci in questione, sopra indicati. GARA BOLOGNA - FIORENTINA Diego DELLA VALLE, Presidente onorario della A.C.F. FIORENTINA s.p.a., per avere, in prima persona o tramite it fratello Andrea Della Valle o it consigliere delegato Sandro Mencucci, avviato a coltivato contatti con it Vice Presidente delta F.I.G.C. Innocenzo Mazzini e con it designatore arbitrale Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronts degli stessi, tendentl ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento delta gara in esame, per it tramite delta designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Andrea DELLA VALLE, Presidente del Consiglio di Amministrazione della A.C.F. FIORENTINA s.p.a. per avere avviato a coltivato contatti, in prima persona o per it tramite del consigliere delegato Sandro Mencucci, con it Vice Presidente della F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrate Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Sandro MENCUCCI, Consigliere delegato ed amministratore esecutivo della A.C. FIORENTINA, per avers avviato a coltivato contatti con it Vice Presidente della F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrate Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. Innocenzo MAZZINI, Vice Presidente delta F.I.G.C., per essersi reso parte attiva e protagonista, nella instaurazione a successivo consolidamento dei contatti tra i Dirigenti delta A.C.F. FIORENTINA s.p.a. ed it designatore arbitrale Paolo Bergamo, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Paolo BERGAMO, Commissado delta Commissione Nazionale Arbitri di sede A e B per essersi reso disponibile, nonostante i particolari doveri di riservatezza, autonomia ed imparziatttb, connessi alla funzione esercitata, alla attivazione ed al successivo consolidamento di contatti con i dirigenti della A.C.F. FIORENTINA s.p.a., anche per it tramite del Vice Presidente Federale, Mazzini, ed in particolare a ricevere ed assecondare pressioni a richieste, da parte di questi ultimi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento delta gara in esame, per it tramite della designazione, da parte sua, di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Paolo BERTINI, arbitro della CAN di serie A e B, per avere ricevuto ed accolto, confonnandosi alle stesse, indicazioni a direttive specifiche dal designators arbitrale Paolo Bergamo, circa it comportamento da tenere nel corso delta propria direzione della gara in esame, tendenti, in particolare, a garantire un arbitraggio di favors per la Fiorentina e, possibilmente, it risultato della vittoria per quesfultima ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. come descritto nella parts motiva relativa alla gara in oggetto A.C.F. FIORENTINA s.p.a., a titolo di responsabilitb, sia oggettiva the diretta, ex articoli 2, commi 3 e 4 a 6, commi 2, 3 e 4 C.G.S., con riferimento alla condotta tenuta dai dirigenti delta societfi in questions, sopra descritta ed a titolo di responsabilitb presunta, ex articolo 9 comma 3, richiamato dall'articolo 6, comma 4 C.G.S., con riferimento alla condotta, sopra descritta, tenuta dai soggetti estranei alla societb in questions, sopra indicati. GARA CHIEVO - FIORENTINA Diego DELLA VALLE, Presidents onorario della A.C.F. FIORENTINA s.p.a., per avere avviato a coltivato, in prima persona o per it tramite del fratello Andrea Della Valle o del consigliere delegato Sandro Mencucci, contatti con it dirigente della F.C. Juventus Luciano Moggi, con 11 Vice Presidents delta F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designators arbitrale Paolo Bergamo - ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi - tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. MORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parts dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favors ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parts motiva relativa alla gara in oggetto Andrea DELLA VALLE, Presidents del Consiglio di Amministrazione della A.C.F. FIORENTINA s.p.a. per avere avviato a coltivato, in prima persona o per it tramite del consigliere delegato Sandro Mencucci, contatti con it dirigente della F.C. Juventus Luciano Moggi, con it Vice Presidents della F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designators arbitrale Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. MORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. Sandro MENCUCCI, Consigliere delegato ed amministratore esecutivo della A.C. MORENTINA, per avere avviato a coltivato contatti con it Vice Presidents della F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrale Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nel confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Innocenzo MAZZINI, Vice Presidente della F.I.G.C., per essersi reso parte attiva e nel caso di specie, a tratti, protagonista assoluto, nella instaurazione a successivo consolidamento dei contatti tra i Dirigenti della A.C.F. FIORENTINA s.p.a. ed it designatore arbitrale Paolo Bergamo, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Paolo BERGAMO, Commissado della Commissione Nazionale Arbitri di serie A e B per essersi reso disponibile, nonostante i particolad doveri di riservatezza, autonomia ed imparzialitA, connessi alla funzione esercitata, alla attivazione ed al successivo consolidamento di contatti con i dirigenti delta A.C.F. FIORENTINA s.p.a., anche per it tramite del Vice Presidente Federale, Mazzini, ed in particolare a ricevere ed assecondare pressioni a richieste, da parte di questi ultimi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del dsultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione, da parte sua, di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Paolo DONDARINI, arbitro della CAN di serie A e B, per avere dcevuto ed accolto, conformandosi alle stesse, indicazioni a direttive specifiche dal designatore arbitrale Paolo Bergamo, circa it comportamento da tenere nel torso della propria direzione della gara in esame, tendenti, in particolare, a garantire un arbitraggio di favore per la Fiorentina e, nello specifico, it risultato della vittoda per quest'ultima ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto A.C.F. FIORENTINA s.p.a., a titolo di responsabilitA sia oggettiva the diretta, ex articoli 2, commi 3 e 4 a 6, commi 2, 3 e 4 C.G.S., con riferimento alla condotta tenuta dal dirigente della societA in questione, sopra descritta ed a titolo di responsabilitb presunta, ex articolo 9 comma 3, richiamato dall'articolo 6, comma 4 C.G.S., con riferimento alla condotta, sopra descrtta, tenuta dai soggetti estranei alla societfi in questione, sopra indicati. GARA FIORENTINA - ATALANTA Diego DELLA VALLE, Presidente onorario della A.C.F. FIORENTINA s.p.a., per avere avviato a coltivato contatti, in prima persona o per it tramite del fratello Andrea Della Valle o del consigliere delegato Sandro Mencucci, con it dirigente della F.C. Juventus Luciano Moggi, con it Vice Presidente delta F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrate Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Andrea DELLA VALLE, Presidente del Consiglio di Amministrazione delta A.C.F. FIORENTINA s.p.a. per avere avviato a coltivato contatti, in prima persona o per it tramite del consigliere delegato Sandro Mencucci, con it dirigente della F.C. Juventus Luciano Moggi, con it Vice Presidente della F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrate Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. MORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Sandro MENCUCCI, Consigliere delegato ed amministratore esecutivo delta A.C. FIORENTINA, per avere avviato a coltivato contatti con it Vice Presidente delta F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrale Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento delta gara in esame, per it tramite delta designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Innocenzo MAZZINI, Vice Presidente della F.I.G.C., per essersi reso parte attiva e protagonista di primo piano, nella instaurazione a successivo consolidamento del contatti tra i Didgenti della A.C.F. FIORENTINA s.p.a. ed it designatore arbitrale Paolo Bergamo, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite della designazione di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Paolo BERGAMO, Commissario della Commissione Nazionale Arbitri di serie A e B per essersi reso disponibile, nonostante i particolari doveri di riservatezza, autonomia ed imparzialitb, connessi alla funzione esercitata, alla attivazione ed al successivo consolidamento di contatti con i dirigenti della A.C.F. FIORENTINA s.p.a., anche per it tramite del Vice Presidente Federale Mazzini, ed in particolare a ricevere ed assecondare pressioni a richieste, da parte di questi ultimi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame, per it tramite delta designazione, da parte sua, di un arbitro favorevole alla Fiorentina a di una conseguente direzione di gara, da parte dello stesso, the concretizzasse tale atteggiamento di favore ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Pasquale RODOMONTI, arbitro delta CAN di serie A e B, per avere ricevuto ed accoito, conformandosi alle stesse, indicazioni a direttive specifiche dal designatore arbitrate Paolo Bergamo, circa it comportamento da tenere nel corso della propria direzione della gara in esame, tendenti, in particolare, a garantire un arbitraggio di favore per la Fiorentina e, possibilmente, ii risultato della vittoria per quest'ultima ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto A.C.F. FIORENTINA s.p.a., a titolo di responsabilita sia oggettiva the diretta, ex articoli 2, commi 3 e 4 a 6, commi 2, 3 e 4 C.G.S., con riferimento alla condotta tenuta dai dirigenti delta societ6 in questione, sopra descritta ed a titolo di responsabilitA presunta, ex articolo 9 comma 3, richiamato dall'articolo 6, comma 4 C.G.S., con riferimento alla condotta, sopra descritta, tenuta dai soggetti estranei alla societd in questione, sopra indicati. GARA LECCE PARMA. Diego DELLA VALLE, Presidente onorario della A.C.F. FIORENTINA s.p.a., per avere awiato a coltivato contatti, in prima persona o per it tramite del fratello Andrea Della Valle o del consigliere delegato Sandro Mencucci, con it dirigente delta F.C. Juventus Luciano Moggi, con it Vice Presidente della F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrale Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., consistito nella salvezza conseguita dalla squadra viola al termine di tale ultima giomata di campionato, in conseguenza anche della alterazione del risultato della partita Lecce-Parma, per it tramite della designazione di un arbitro che, con la propria direzione di gara, scongiurasse la possibility di una vittoria del Parma a che garantisse, quindi, alla Fiorentina it vantaggio suddetto ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Andrea DELLA VALLE, Presidente del Consiglio di Amministrazione della A.C.F. FIORENTINA s.p.a. per avere avviato a coltivato contatti, in prima persona o per it tramite del consigliere delegato Sandro Mencucci, con it dirigente delta F.C. Juventus Luciano Moggi, con 11 Vice Presidente della F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrale Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., consistito nella salvezza conseguita dalla squadra viola al termine di tale ultima giomata di campionato, in conseguenza anche delta alterazione del risultato della partita Lecce-Parma, per if tramite della designazione di un arbitro che, con la propria direzione di gara, scongiurasse la possibility di una vittoria del Parma a che garantisse, quindi, alla Fiorentina it vantaggio suddetto ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Sandro MENCUCCI, Consigliere delegato ed amministratore esecutivo della A.C. FIORENTINA, per avere avviato a coltivato contatti con it Vice Presidente della F.I.G.C. Innocenzo Mazzini a con it designatore arbitrate Paolo Bergamo ed esercitato pressioni nei confronti degli stessi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., consistito nella salvezza conseguita dalla squadra viola al termine di tale ultima giomata di campionato, in conseguenza anche delta alterazione del risultato della partita Lecce-Parma, per it tramite delta designazione di un arbitro che, con la propria direzione di gara, scongiurasse la possibility di una vittoria del Parma a che garantisse, quindi, alla Fiorentina it vantaggio suddetto ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gars in oggetto Innocenzo MAZZINI, Vice Presidente delta F.I.G.C., per essersi reso parte attiva ed a tratti, nella vicenda in esame, protagonista di primo piano, nella instaurazione e successivo consolidamento del contatti tra i Dirigenti delta A.C.F. FIORENTINA s.p.a. ed it designatore arbitrale Paolo Bergamo, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., consistito nella salvezza conseguita dalla squadra viola al termine di tale ultima giomata di campionato, in conseguenza anche della alterazione del risultato della partita Lecce-Parma, per it tramite della designazione di un arbitro che, con la propria direzione di gara, scongiurasse la possibilitti di una vittoria del Parana a che garantisse, quindi, alla Fiorentina it vantaggio suddetto ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Paolo BERGAMO, Commissario della Commissione Nazionale Arbitri di serie A e B per essersi reso disponibile, nonostante i particolari doveri di dservatezza, autonomia ed imparzialitb, connessl alla funzione esercitata, alla attivazione ed al successivo consolidamento di contatti con i dirigenti della A.C.F. FIORENTINA s.p.a., anche per it tramite del Vice Presidente Federale, Innocenzo Mazzini, ed in particolare a ricevere ed assecondare pressioni a richieste, da parte di questi ultimi, tendenti ad ottenere un vantaggio per la A.C.F. FIORENTINA s.p.a., conseguente alla alterazione del risultato e, comunque, dello svolgimento della gara in esame Lecce-Parma, per it tramite della designazione, da parte sua, di un arbitro che, con la propria direzione di gara, scongiurasse la possibilitci di una vittoria del Parma a che garantisse, quindi, un vantaggio, in virtu delta classifica avulsa, alla Fiorentina consistito nella salvezza conseguita dalla squadra viola al termine di tale ultima giomata di campionato ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto Massimo DE SANTIS, arbitro della CAN di serie A e B, per avere ricevuto ed accolto, conforrnandosi alle stesse, indicazioni a direttive specifiche dal designatore arbitrale Paolo Bergamo, circa it comportamento da tenere nel corso della propria direzione della gara in esame, tendenti, in particolare, a scongiurare la possibility di una vittoria del Parma ed a garantire, quindi, un vantaggio, in virtu della classifica avulsa, alla Fiorentina, consistito nella salvezza conseguita dalla squadra viola al termine di tale ultima giomata di campionato ex articolo 6, comma 1 e 2 del C.G.S. , come descritto nella parte motiva relativa alla gara in oggetto A.C.F. FIORENTINA s.p.a., a titolo di responsabilitei, sia oggettiva che diretta, ex articoli 2, commi 3 e 4 a 6, commi 2, 3 e 4 C.G.S., con riferimento alla condotta tenuta dai didgenti della societA in questione, copra descritta ed a titolo di responsabilitb presunta, ex articolo 9 comma 3, richiamato dall'articolo 6, comma 4 C.G.S., con riferimento alla condotta, sopra descritta, tenuta dai soggetti estranei alla societA in questione, sopra indicati. AGGRAVANTI Con I'aggravante di cui all'articolo 6, comma 6, CGS, a carico di DIEGO DELLA VALLE, ANDREA DELLA VALLE, MENCUCCI, BERGAMO, PAIRETTO a MAZZINI per la pluralith di condotte poste in essere. INCOLPAZIONI RELATIVE ALLE CONDOTTE ESAMINATE NELLA SEZIONE CONCERNENTE LA POSIZIONE DELLA SOCIETA' MILAN it sig. Leonardo MEANT, it sig. Gennaro MAZZEI ed it sig. Adriano GALLIANI per violazione dei doved di leaith, probith a correttezza di cui all'articolo 1 C.G.S., perch6, it primo, nella qualitA, rivestita all'epoca del fatto, di Didgente addetto all'arbitro per la societA A.C. MILAN, nell'ambito di una protratta attivitb tendente ad ottenere I'assegnazione di determinati assistenti per le partite del MILAN, it giomo 17 aprile 2005, con due telefonate a breve distanza una dall'altra, protestava veementemente con it sig. Gennaro MAZZEI, Vice Commissario CAN addetto alla preparazione degli assistenti dell'arbitro, circa precedenti assegnazioni di assistenti per le partite del MILAN fino ad arrivare ad ottenere 1'assicurazione the per la successiva partita del MILAN MILAN-CHIEVO del 20 aprile 2005 sarebbe stato designato I'assistente Claudio PUGLISI, come in effetti avvenne it secondo, perch6, nella sua qualitA Vice Commissario della CAN, in accoglimento delle proteste avanzate dal Meani, aderiva alla dchiesta dello stesso finalizzata ad ottenere la designazione di assistenti dell'arbitro particolarmente vicini a bendisposti verso la societi calcistica A.C. MILAN it GALLIANI, infine, perch6 nella sua qualitA di Vice Presidente ed Amministratore Delegato della soc. MILAN, ragguagliato dal MEANI circa la sopradescritta iniziativa, I'approvava condotte tutte descritte nella parte motiva relativa all'episodio in oggetto 67. la soc. MILAN per responsabiliti diretta a oggettiva, ai sensi dell'articolo 2, comma 3 e 4 C.G.S., per i fatti di cui al capo the precede it sig. Leonardo MEANT per violazione dell'articolo 6, comma 1 e 2 Codice di Giustizia Sportiva perch6, tra it 17 ed it 20 aprile 2005, ottenuta la designazione degli assistenti PUGLISI a BABINI per la partita MILAN-CHIEVO del 20 aprile 2005, raggiungeva telefonicamente 1 due assistenti a formulava Toro, al fine di alterare to svolgimento della gara, la raccomandazione di decidere nei casi dubbi in favore del MILAN, come descritto nella parte motiva relativa all'episodio in oggetto la soc. A.C. MILAN, per responsabilb oggettiva ai sensi degli articoli 6, comma 4, e 2 commi 3 e 4 C.G.S., per la condotta ascritta al suo tesserato al capo di cui sopra Fabrizio BABINI a Claudio PUGLISI per violazione dell'articolo 6 comma 7 del Codice di Giustizia Sportiva, perchè avendo avuto conoscenza del fatto di cui sopra, ad opera dello stesso MEANT, the la designazione degli assistent! dell'arbitro per la partita MILANCHIEVO del 20 aprile 2005, individuati proprio nel Babini a nel Claudio PUGLISI, era stata palesemente pilotata in adesione ad una logics di favore nei confronti della societ'i rossonera, a fronte della richiesta ultedore di questi di favorire la societi MILAN, omettevano di prestare osservanza al dovere di informare, senza indugio i competenti organi federali, della condotta posta in essere dal MEANT, come descritto nella parte motiva. Manda alla Segreteria per le comunicazioni di rito a la trasmissione del fascicolo originale alla Commissione Di Appello Federale. Agli interessati comunica che, it Presidente della Commissione Di Appello Federale, innanzi indicata, provvederk a far notificare I'awiso di convocazione per la trattazione del giudizio nei mod!, forme a termini di cui al Codice di Giustizia Sportiva a di cui al Comunicato Ufficiale n. 12 del 15 giugno 2006. II presente deferimento 6 stato curato dal Procuratore Federale Dott. Stefano Palazzi, con I'ausilio dei Vice Procuratori Dott. Gianluigi Bracciale, Aw. Alberto Fumagalli a Aw. Alfredo Mensitieri, a dei Sostituti Procurator! Aw. Alessandro Avagliano, Dott. Luigi Flamini, Prof. Aw. Giorgio Lener, Aw. Andrea Magnanelli, Aw. Salvatore Sciacchitano e Dott. Gioacchino Tomatore.