La commissione Giustizia dalla parte degli avvocati

Nel parere al decreto Bersani redatto da Gerardo D'Ambrosio viene suggerito di mantenere le tariffe minime, di modificare il passaggio riguardante la pubblicità e le modalità di pagamento delle parcelle dei legali

Condizioni pesanti come macigni quelle votate ieri dalla commissione Giustizia del Senato. Nel parere al decreto Bersani redatto da Gerardo D'Ambrosio Ulivo si legge infatti che la II commissione suggerisce al Bilancio di mantenere le tariffe minime, di modificare il passaggio riguardante la pubblicità, le spese di giustizia e le modalità di pagamento delle parcelle degli avvocati il parere è leggibile tra i correlati . Praticamente uno stralcio delle norme che riguardano la professione forense, come avevano chiesto i rappresentanti della categoria. Soddisfazione per il parere è stata espressa da Michelina Grillo, presidente Oua L'astensione dalle udienze proclamata dall'Organismo unitario dell'avvocatura, tuttora in corso con una adesione senza precedenti, e l'audizione svoltasi lunedì con i rappresentanti della categoria in commissione, hanno portato questo primo risultato. Sono state accolte tante delle richieste degli avvocati si ristabiliscono le tariffe fisse e le tariffe minime, si fa marcia indietro sull'eliminazione del divieto del patto di quota lite, va via il divieto di pagamento in contanti di compensi di basso importo, salta la responsabilità solidale del difensore per il mancato pagamento dei balzelli di giustizia . Grillo promette anche che sull'argomento l'avvocatura non abbasserà la guardia mentre il suggerimento è sempre quello di ripartire dalla concertazione . Il presidente delle Camere penali Ettore Randazzo riconosce la sensibilità mostrata dai componenti della commissione Giustizia, a partire dal presidente Cesare Salvi al relatore Gerardo D'Ambrosio . Conforta constatare - ha continuato Randazzo - che la serietà delle doglianza dell'avvocatura sono state confermate dalla commissione, il cui parere accoglie lapidariamente la fondatezza, anche sotto il profilo della illegittimità costituzionale, dei nostri rilievi. Ci attendiamo ora che il governo tenga in debito conto sia l'autorevole parere istituzionale, sia la compattezza e la fermezza della protesta, non pretestuosa, dell'avvocatura . L'ex presidente della II commissione e responsabile giustizia per An, Antonino Caruso ha parlato di Unione allo sbando Non siamo riusciti a persuadere i partiti di maggioranza sull'opportunità di lasciare fuori le professioni dai confusi propositi di falsa liberalizzazione. In nessun conto è stata tenuta la disponibilità manifestata per un lavoro comune al fine di giungere ad una nuova legge sulle professioni . Il parere della commissione Giustizia contiene utili proposte di integrazione al decreto Bersani ha replicato il responsabile Giustizia dei Ds Massimo Brutti. Esso muove - ha aggiunto - da una considerazione di fondo la professione forense ha rilievo costituzionale, l'avvocato è tramite essenziale per l'esercizio del diritto alla giustizia da parte del cittadino . Per questo secondo Brutti le regole che disciplinano la professione hanno una peculiarità che va salvaguardata . Per garantire la libertà di concorrenza, ha concluso, occorre garantire anche il livello qualitativo delle prestazioni e il parere elaborato dal senatore D'Ambrosio si muove in questa prospettiva e può contribuire al miglioramento delle norme . Gli avvocati nel frattempo non rimangono a guardare ieri l'ufficio di presidenza della Fédération des Barreaux d'Europe Fbe, Federazione degli Ordini forensi d'Europa , presieduta da Maurizio De Tilla, ha deliberato la presentazione di un ricorso alla Corte di Giustizia della Comunità europea contro il decreto. p.a.

Senato della Repubblica Ddl 741/S Conversione in legge del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, recante disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonchè interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale Parere votato dalla commissione Giustizia il 13 luglio 2006 Relatore Gerardo D'Ambrosio La Commissione, esaminato per quanto di propria competenza il provvedimento in titolo, tenuto conto in particolare della peculiarità della professione forense, anche in relazione ai suoi profili di rilevanza costituzionale, propone le seguenti modifiche 1. all'articolo 2, comma 1, lettera a , mantenere le tariffe fisse e minime quando siano stabilite con decreto ministeriale a tutela della dignità della professione intellettuale e della qualità delle prestazioni, mantenendo in particolare i suddetti minimi tariffari per le prestazioni giudiziali degli avvocati, nonché ripristinare il divieto di pattuire compensi parametrati al raggiungimento degli obiettivi 2. all'articolo 2, comma 1, lettera b , sopprimere le parole anche parziale e specificare che la pubblicità dei professionisti deve rispondere a caratteristiche di serietà e veridicità del messaggio 3. all'articolo 2, comma 1, alla stessa lettera b , dopo le parole servizio offerto e , inserire le seguenti ad eccezione che per le prestazioni giudiziali degli avvocati , ciò in quanto il prezzo di tali prestazioni è difficilmente determinabile ex ante 4. all'articolo 21, comma 4, prevedere l'esenzione dal contributo per i ricorsi aventi ad oggetto diritti fondamentali della persona, mantenendo per gli altri una graduazione del contributo parametrata al valore della controversia, salvo i casi di valore indeterminabile per i quali può essere adottato il contributo unico, nonché sopprimere il contributo per le istanze cautelari 5. all'articolo 21, comma 5, sopprimere le parole del pagamento risponde il difensore o, in solido, i difensori costituiti , dal momento che tale norma, non solo rischia di scoraggiare gli avvocati dall'assumere la rappresentanza di soggetti economicamente deboli, ma presenta anche forti dubbi di costituzionalità 6. all'articolo 35, sopprimere il comma 12, poiché si tratta di una disposizione i cui effetti antievasione sono facilmente eludibili, e che rischia dunque di determinare unicamente un maggior onere per quell'utenza meno abbiente che non usufruisce normalmente di servizi bancari e crea comunque una disparità di trattamento tra i contribuenti. 7. all'articolo 35, sopprimere il comma 13. La Commissione esprime parere di nulla - osta, condizionato al recepimento delle predette proposte di modifica.