La casa coniugale rientra nella quota legittima se il coniuge deceduto non ha lasciato testamento

Il Tribunale di Crema chiarisce che l'abitazione non rientra nella divisione dei cespiti immobiliari se il defunto ha lasciato disposizioni in merito

Se il marito muore senza lasciare testamento, la moglie ha diritto ai 2/3 dell'eredità nella quale è compreso il diritto d'uso e di abitazione sulla casa coniugale, che nel caso di successione necessaria sarebbe aggiunta alla sua quota legittima. A chiarirlo è stato il Tribunale di Crema con la sentenza 257/06 depositata il 30 novembre dello scorso anno e qui leggibile nei documenti correlati . La vedova sosteneva, del resto, che nella divisione del cespite immobiliare doveva essere attribuito un valore notevolmente ridotto alla casa coniugale in ragione del diritto d'uso e di abitazione che le spettava ai sensi dell'articolo 540 comma 2. Tale norma, tuttavia, hanno spiegato i giudici di Crema, rientra tra quelle che disciplinano la successione necessaria, e non fra le disposizioni che regolano le successioni legittime, che si hanno nel caso in cui il de cuius sia morto senza lasciare testamento. Il Tribunale ha chiarito che la norma adatta al caso in esame è l'articolo 582 del codice civile che, disciplinando la successione necessaria del coniuge che concorre con ascendenti legittimi, fratelli e sorelle, stabilisce che alla vedova sono devoluti i 2/3 dell'eredità. Una quota nella quale è compresa - anche se la norma non lo prevede espressamente - il diritto d'uso e di abitazione sulla casa coniugale. La restante quota di 1/3 dell'eredità resta attribuita agli ascendenti in concorso con i collaterali secondo le disposizioni dell'articolo 571 Cc, fatta salva in ogni caso la quota di 1/4 per gli ascendenti. cri.cap

Tribunale di Crema - sentenza 30 agosto-30 novembre 2006, n. 257 Giudice Ferrari - ricorrente Dossena ed altri Svolgimento del processo Con atto di citazione notificato il 21 luglio 2004 Dossena Vanda, Zanchi Gianluigi e Zanchi Raffaella, premesso di essere rispettivamente madre, padre e sorella di Zanchi Luca, deceduto in Montodine il 15 aprile 2003 senza lasciare disposizioni testamentarie, e di essere pertanto divenuti coeredi ex lege di quest'ultimo, insieme alla di lui moglie Caffi Rosa Maria, di un compendio immobiliare costituito da due bilocali ed un appartamento in Montodine, chiedevano che, non essendo stato possibile giungere ad una soluzione consensuale a causa . dell'assoluta e immotivata intransigenza manifestata dalla Caffi, fosse posto fine allo stato di comunione di detto compendio immobiliare mediante divisione giudiziale dello stesso secondo le rispettive quote ai sensi degli articoli 571 e 582 Cc, onde ad essi attori andava devoluta la quota di un terzo. Costituitasi in giudizio, Caffi Rosa Maria, contestando che la soluzione consensuale fosse dovuta a propria immotivata intransigenza e sostenendo che le spettava per legge, quale coniuge superstite, il diritto di uso e abitazione dell'appartamento già adibito a casa coniugale che era il cespite immobiliare di maggior valore , la cui nuda proprietà veniva così a ridursi del valore dell80%, considerate le tabelle per l'anno 2004 da applicarsi per l'usufrutto, nonché l'anno di nascita 1961 di essa convenuta, chiedeva che fosse disposto lo scioglimento della comunione ereditaria degli immobili già appartenuti in vita al marito Zanchi Luca, con attribuzione a norma di legge di 1/3 per gli attori e di 213 per essa convenuta, tenuto conto del diritto di uso e abitazione spettantele per legge in quanto coniuge superstite sull'immobile già adibito a casa coniugale. In corso di causa veniva dunque disposta ed espletata consulenza tecnica finalizzata alla predisposizione di un progetto divisionale degli immobili sulla base delle quote di 1/3 e di 2/3 rispettivamente spettanti agli attori congiuntamente e alla convenuta. Il G.I. faceva proprio il progetto divisionale predisposto dal ctu arch. Giorgio Guerrini, che veniva accettato dagli attori, ma non dalla convenuta, che si doleva che il ctu non avesse tenuto conto del diritto di uso e abitazione spettantele sulla casa adibita a casa familiare ex articolo 540, comma 2, Cc e chiedeva fosse disposta nuova consulenza. Il G.I., ritenuta la causa matura per la decisione, invitava le parti alla precisazione delle conclusioni. All'udienza del 2 febbraio 2006, cui era fatto rinvio a tal fine, sulle conclusioni precisate dalle parti e come in epigrafe trascritte, il G.I. tratteneva la causa in decisione, assegnando alle parti i termini del 3 e del 23 aprile 2006 per il deposito rispettivamente delle comparse conclusionali e delle memorie di replica. Motivi della decisione Alla presente causa si è giunti unicamente perché la convenuta Caffi Rosa Maria, coniuge superstite del de cuius Zanchi Luca, ha sempre e fino all'ultimo insistito affinché nella divisione al cespite costituito dalla casa già di abitazione coniugale fosse attribuito un valore notevolmente ridotto dell'80% in ragione dell'asserito proprio diritto d'uso e abitazione spettantele ai sensi dell'articolo 540, comma 2 Cc. Tale pretesa della convenuta è del tutto destituita di fondamento. La norma invocata dalla convenuta è infatti compresa fra quelle che disciplinano i diritti dei legittimari, vale a dire la successione necessaria contra testamentum , non già fra quelle che disciplinano le successioni legittime o ab intestato, che si hanno quando il de cuius sia morto senza lasciare testamento , le uniche che sono applicabili nel caso di specie. Fra tali norme quella che viene puntuale per il caso di specie è data dall'articolo 582 Cc, che, disciplinando la successione necessaria del coniuge che concorre con ascendenti legittimi, fratelli e sorelle, dispone che al coniuge sono devoluti 2/3 dell'eredità quota nella quale è da ritenersi compreso, ancorché nulla dica la norma, il diritto d'uso e di abitazione sulla casa coniugale che, in caso di successione necessaria, sarebbe riservato al coniuge superstite in aggiunta alla sua quota di legittima , mentre la restante quota di 1/3 resta attribuita agli ascendenti in concorso con i collaterali secondo le disposizioni dell'articolo 571, fatta salva in ogni caso la quota di 1/4 per gli ascendenti. Il progetto divisionale predisposto dal ctu, accettato dagli attori e fatto proprio da questo Tribunale ha fatto puntuale ed accorta applicazione della disciplina dettata dall'articolo 582 Cc, mediante la formazione di due lotti meglio specificati in dispositivo in piena proprietà il lotto A essenzialmente costituito dall'appartamento al P piano del fabbricato di Via Cavour n. 1 in Montodine, che già costituiva la casa coniugale del valore di euro 196.724,00, da assegnare a Caffi Rosa Maria, e il lotto B essenzialmente costituito dai due bilocali di Via Cavour in Montodine del valore di 9 103.193,00, da assegnare unitariamente, per quote indivise, a Dossena Vanda, Zanchi Gian Luigi e Zanchi Raffaella. Poiché la quota ereditaria di 2/3 spettante a Caffi. Rosa Maria ha il valore di E 199.945,00, mentre quella di 1/3 spettante agli attori ha il valore di e 99.971,00, spetta a Caffì Rosa Maria un conguaglio di E 3.221,00 che le dovrà essere corrisposto dagli attori. Poiché al presente giudizio di divisione ha dato unicamente causa la convenuta per avere sempre e fino all'ultimo insistito, del tutto infondatamente, affinché nella divisione al cespite costituito dalla casa già di abitazione coniugale fosse attribuito un valore notevolmente ridotto dell'80% in ragione del proprio diritto d'uso e di abitazione asseritamente spettantele ai sensi dell'articolo 540, 20 comma, Cc, si ritiene conforme a giustizia che quanto meno 1/2 delle spese giudiziali sostenute dagli attori che comunque avrebbero sostenuto spese, se non altro notarili, anche qualora la divisione del compendio immobiliare ereditario fosse avvenuta consensualmente fra le parti siano compensate fra le parti e che pertanto la convenuta sia condannata a rifondere agli attori rimanente 1/2 delle spese giudiziali, che si liquidano quanto alla quota di 1/2 in E 300,00 per spese, euro 900,00 per diritti, euro 4.100,00 per onorari ed euro 625,00 per rimborso forfetario spese generali 12,5% su diritti e onorari. Le spese della consulenza tecnica d'ufficio, come già liquidate in separato decreto, vanno definitivamente poste a carico per 1/3 degli attori e per 2/3 della convenuta. PQM Il Tribunale, definitivamente pronunciando nella causa promossa da Dossena Vanda, Zanchi Gianluigi e Zanchi Raffaella nei confronti di Caffi Rosa Maria, disattesa ogni altra e contraria istanza, deduzione ed eccezione, così provvede 1 dichiara sciolta la comunione ereditaria fra Dossena Vanda nata a Montodine il 4 agosto 1935, cod. fisc. DSS VND 35M44 F681W , Z anchi Gianluigi nato a Montodine il 4 agosto 1932, cod. fisc. ZNC GLG 32M04 F681R , Zanchi Raffaella nata a Montodine il 29 dicembre 1959, cod. fisc. ZNC RFL 59T69 F681R e Caffi Rosa Maria nata a Cremona il 31 maggio 1961, cod. fisc. CFF RMR 61E71 D 150M , contitolari pro indiviso i primi tre insieme della quota di 1/3 e la quarta della quota di 2/3, relativamente ai beni immobili del valore attuale complessivo di euro 299.917,00 di compendio dell'eredità del defunto Zanchi Luca nato a Montodine il 18 luglio 1963 ed ivi deceduto il 15 aprile 2003, cod. fisc. ZNC LCU 63L18 F681R , tutti siti in Comune di Montodine, come da dichiarazione di successione registrata a Crema il 6 ottobre 2003 al n. 45812003, meglio descritti e identificati nella relazione di consulenza con allegate tavole dell'arch. Giorgio Guerrini depositata in cancelleria il 2 novembre 2005, da aversi per parte integrante della presente sentenza 2 assegna a Caffi Rosa Maria il lotto A del valore attuale di euro 196.724,00 , come identificato nella relazione di consulenza in atti e relativo allegato C colore giallo comprendente i seguenti beni a appartamento ubicato al primo piano del fabbricato di Via Cavour 1 distinto nel N.C.E.U. come segue Foglio 4, mappale 228 sub. 12, cat. A/2, cl. 3, vani 8, R.C. E 537,12 portico distinto nel N.C.E.U. al Foglio 4 con il mappale 663 sub. 2 c porzione est di mq 18,30 del locale di sgombero distinto nel N.C.E.U. al Foglio 4 con parte del mappale 663 sub. 501 proporzionale quota di comproprietà del cortile comune distinto nel N.C.E.U. al Foglio 4 con i mappali 232 e 662 colore rosa nell'allegato C 3 assegna a Dossena Vanda, Zanchi Gianluigi e Zanchi Raffaella, per quote indivise, il lotto B. del valore attuale di E 103.193,00 , come identificato nella relazione di consulenza in atti e relativo allegato C colore verde , comprendente i seguenti beni g b locale al piano terreno del fabbricato di Via Crotti n. 4 distinto nel N.C.E.U. al Foglio 4 con il mappale 292 sub., cat. A14, cl. 2, vani 3, R.C. E 106,91 -bilocale al piano terreno del fabbricato di Via Cavour n. 1 distinto nel N.C.E.U. al Foglio 4 con il mappale 228 sub. 501, cat. A/2, cl. 3, vani 3.5, superficie catastale mq 77, R.C. E 234,99 g porzione ovest di mq 11,20 circa del locale di sgombero distinto nel N.C.E.U. al Foglio 4 con parte del mappale 663 sub. 501 d posto macchina scoperto di uso esclusivo, distinto nel N.C.E.U. al Foglio 4 con parte del mappale 232 g proporzionale quota di comproprietà del cortile comune distinto nel N.C.E.U. al Foglio 4 con i mappali 232 e 662 colore rosa nell'allegato C 4 dispone che i patti e le condizioni comuni ai due lotti come sopra -identificati siano quelli descritti dal clu. al punto 7.5 della sua relazione di consulenza 5 condanna Dossena Vanda, Zanchi Gianluigi e Zanchi Raffaella a solidalmente pagare a Caffi Rosa Maria, a titolo di conguaglio, la somma di E 3.221,00, oltre gli interessi legali dalla presente sentenza al saldo 6 dichiara compensata fra le parti la quota di 1/2 delle spese giudiziali sostenute dagli attori e pertanto condanna Caffil Rosa Maria a rifondere agli attori, in via tra loro solidale, la rimanente quota di 1/2 delle spese giudiziali dagli stessi sostenute, liquidate in complessivi E 5.125,00, come specificato in motivazione, oltre CPA 2% e IVA 20% come per legge 7 pone le spese della consulenza tecnica d'ufficio, come già liquidate con separato decreto, definitivamente a carico per 1/3 degli attori e per i rimanenti 2/3 della convenuta.