Intercettazioni, alla ricerca di una riforma condivisa

di Sergio Beltrani

di Sergio Beltrani* La disciplina delle intercettazioni di conversazioni telefoniche o tra presenti le temutissime ambientali costituisce, anche nella XV Legislatura, oggetto di notevole interesse da parte dei parlamentari italiani, come testimoniano i 12 progetti di legge in materia che hanno appena intrapreso il proprio iter. Ne costituiscono oggetto le iniziative più varie oltre alla reiterazione del Ddl del Governo Berlusconi progetto S 664, presentato da Roberto Castelli - già esaminato in D& G n. 35/2005, inserto speciale a pp. 47 ss. -, cui nella sostanza si rifanno, talora con modifiche in senso generalmente restrittivo, i progetti C 1164, C 1587 ed S 95, meritano di esser segnalate le quattro proposte di istituzione di Commissioni parlamentari di inchiesta C 706, C 1240, C 1277 ed S 763 , arricchite da due proposte di acquisizioni di informazioni C 1257 ed S 366 , generalmente mosse, sulla scia dei recenti scandali, dall'intento di far luce sull'eventuale impiego indebito dello strumento delle intercettazioni e sulla sempre eventualmente indebita diffusione delle conversazioni conseguentemente intercettate, talora con spunti extra ordinem - il progetto C 706 vuole che l'istituenda Commissione articolo 1 accerti i motivi e la legalità dell'alto numero di intercettazioni telefoniche che vengono effettuate , e verifichi se le intercettazioni telefoniche sono effettuate sulla base di reali esigenze investigative che giustificano la violazione della privacy dei cittadini , risparmiando, chissà mai perché, le ambientali . Ma non si trattava di profili espressamente disciplinati dal codice di rito, e già oggetto di necessario e doveroso controllo giurisdizionale? E come raggiungere l'obiettivo prefissato, se non acquisendo migliaia di procedimenti e quindi milioni di atti processuali e sindacando, decreto per decreto, pagina per pagina, l'operato dei magistrati inquirenti prima, giudicanti dopo che se ne sono occupati? - il progetto C 1240 vuole verificare, tra l'altro, quanto sia diffusa la prassi di riportare il testo delle trascrizioni di conversazioni telefoniche [n. d'a. e quelle acquisite in ambientale ?] nella motivazione di provvedimenti di archiviazione o di proscioglimento, rendendole così conoscibili articolo 3 lett. F facile, è molto diffusa, ma non è una prassi, bensì l'adempimento di uno specifico dovere di ufficio, coperto persino dalla garanzia costituzionale cfr. art. 111, 6 co. Cost. . Vuole, altresì, accertare la reale efficacia dello strumento delle intercettazioni nei procedimenti penali, in particolare in relazione al numero di procedimenti penali nei quali sono state eseguite intercettazioni, che si sono conclusi negli ultimi dieci anni con sentenze di condanna articolo 3 lett. I ma le intercettazioni non erano un mezzo di ricerca della prova cfr. Titolo III del libro III del Cpp , e quindi suscettibili di legittimare una bella assoluzione senza che si debba gridare allo scandalo per averle effettuate? - il progetto C 1257 vuole che entro il mese di gennaio di ciascun anno ogni procura della Repubblica trasmetta al Ministero della giustizia l'elenco delle persone, indicate per nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza nonché recapito telefonico, per le quali sono state disposte o sono terminate nell'anno solare precedente, nell'ambito di procedimenti penali per i quali nello stesso anno si è conclusa la fase delle indagini preliminari, intercettazioni di comunicazioni telefoniche e di altre forme di telecomunicazione nonché di comunicazioni informatiche o telematiche . E vai con la riservatezza e la tutela della privacy! In tale contesto, si inserisce il progetto S 510, che contiene alcuni spunti di indubbio interesse. Articolo 1. All'articolo 266bis del codice di procedura penale, dopo il comma 1, è aggiunto il seguente 1bis. Alle intercettazioni indicate nel comma 1 si applicano le disposizioni relative alle intercettazioni di conversazioni e comunicazioni telefoniche, salvo che sia diversamente stabilito . La disposizione estende l'applicazione delle disposizioni relative alle intercettazioni di conversazioni e comunicazioni telefoniche anche alle intercettazioni di comunicazioni informatiche e telematiche, salvo che sia diversamente stabilito . Articolo 2 All'articolo 267 del codice di procedura penale, dopo il comma 3, è inserito il seguente 3bis. Salvo quanto previsto da disposizioni particolari, la durata dell'intercettazione di comunicazioni tra presenti non può essere prorogata più di due volte. Nel corso dello stesso procedimento, il pubblico ministero può richiedere una nuova intercettazione di comunicazioni tra presenti nello stesso luogo solo quando sopravvengano nuovi elementi che rendano assolutamente indispensabile l'intercettazione ai fini della prosecuzione delle indagini . Vengono, in tal modo, fissati limiti di durata, ma per le sole ambientali - in considerazione della particolare invasività di tale mezzo di indagine cfr. Relazione programmatica al disegno di legge, consultabile sul sito www.senato.it - le quali, ferma la durata prevista per l'originaria autorizzazione e le successive proroghe dalle norme attualmente vigenti, diverrebbero prorogabili per non più di due volte nell'ambito dello stesso procedimento, il Pm potrebbe richiedere una nuova intercettazione nel medesimo luogo solo quando sopravvengano nuovi elementi che rendano assolutamente indispensabili l'intercettazione ai fini della prosecuzione delle indagini , sembra di capire anche sulla base di elementi nuovi perché acquisiti nel corso della precedente intercettazione o meglio, dopo l'ultima proroga, in quanto quelli acquisiti in precedenza nuovi non sono, avendo già potuto legittimare le precedenti proroghe . La natura oggettivamente diversa delle intercettazioni ambientali rispetto a quelle telefoniche evita alla disposizione una censura di incostituzionalità per disparità di trattamento articolo 3 Cost. tuttavia, in difetto di limiti di durata prestabiliti anche per l'effettuazione di intercettazioni telefoniche, la disciplina permane in contrasto con l'articolo 8 2 CEDU, poiché la possibile durata della legittima ingerenza nell'altrui vita privata risulta - proprio quanto alla durata - priva di una base normativa legittimante, e totalmente affidata alla discrezionalità delle autorità si rinvia a quanto in proposito osservato in D& G n. 8/2006, p. 74 ss. . Articolo 3 All'articolo 268 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni a il comma 4 è sostituito dal seguente 4. I verbali e le registrazioni sono trasmessi immediatamente, e comunque non oltre la scadenza del termine di ciascun periodo di intercettazione, al pubblico ministero, che li custodisce nell'archivio riservato previsto dall'articolo 269, comma 1. b i commi 5, 6, 7 e 8 sono soppressi. Articolo 4 Dopo l'articolo 268 del codice di procedura penale sono inseriti i seguenti Art. 268-bis. - Trasmissione e deposito dei verbali . - 1. Entro cinque giorni dalla conclusione delle operazioni, il pubblico ministero trasmette al giudice per le indagini preliminari i verbali relativi alle conversazioni, o a parti di esse, che ritiene rilevanti ai fini delle indagini, enunciando le ragioni della rilevanza. Con i verbali sono trasmessi anche i decreti che hanno disposto, autorizzato, convalidato o prorogato l'intercettazione. Gli atti relativi a conversazioni di cui è vietata l'utilizzazione e a quelle prive di rilevanza perché riguardanti persone, fatti o circostanze estranei alle indagini restano custoditi nell'archivio riservato di cui all'articolo 269. 2. Il giudice può autorizzare il pubblico ministero a ritardare la trasmissione dei verbali non oltre la chiusura delle indagini preliminari qualora possa derivare grave pregiudizio per le indagini, ovvero non oltre il quindicesimo giorno dalla conclusione delle operazioni qualora le registrazioni siano numerose. 3. Entro dieci giorni dalla trasmissione, il giudice dispone con decreto il deposito dei verbali delle conversazioni che ritiene rilevanti e di cui non è vietata l'utilizzazione, nonché dei decreti trasmessi. I verbali delle conversazioni non depositati sono restituiti al pubblico ministero che li custodisce nell'archivio riservato di cui all'articolo 269. 4. Con lo stesso decreto indicato nel comma 3, il giudice fissa apposita udienza in camera di consiglio per l'acquisizione delle conversazioni, dandone avviso al pubblico ministero e ai difensori della parti. Ai difensori è anche dato avviso della facoltà di esaminare gli atti depositati e quelli custoditi nell'archivio riservato e di ascoltare le registrazioni. Gli avvisi sono comunicati ai difensori almeno quindici giorni prima dell'udienza. 5. Almeno cinque giorni prima dell'udienza, i difensori delle parti possono indicare specificamente le conversazioni, o parti di esse, non depositate, delle quali chiedono l'acquisizione, enunciando le ragioni della loro rilevanza. 6. Se la trasmissione dei verbali di cui al comma 1 è effettuata dal pubblico ministero contestualmente alla richiesta di rinvio a giudizio il giudice prima di procedere ai sensi degli articoli 418 e 419, provvede agli adempimenti di cui al comma 3 e gli adempimenti di cui ai commi 4 e 5 sono effettuati contestualmente a quelli di cui agli articoli 418 e 419. L'udienza di cui all'art. 268-ter si svolge contestualmente all'udienza preliminare. 7. La disposizione di cui al comma 2 dell'articolo 416 non si applica ai verbali custoditi nell'archivio riservato. Art. 268-ter. - Udienza di acquisizione delle conversazioni . - 1. Nell'udienza il giudice, sentite le parti, dispone con ordinanza motivata l'acquisizione delle conversazioni rilevanti di cui non è vietata l'utilizzazione, esaminando, se lo ritiene necessario, anche gli atti custoditi nell'archivio riservato di cui all'articolo 269. La documentazione depositata ma non acquisita è immediatamente restituita alpubblico ministero e custodita nell'archivio riservato. I difensori delle parti possono estrarre copia delle conversazioni di cui è stata disposta l'acquisizione. 3. I verbali e le registrazioni rimangono coperti da segreto fino a quando non ne sia stata disposta l'acquisizione. 4. Il giudice dispone la trascrizione delle registrazioni ovvero la stampa in forma intelligibile delle informazioni contenute nei flussi di comunicazioni informatiche o telematiche acquisite. Art. 268-quater. - Trascrizione delle registrazioni . - 1. Per le operazioni di trascrizione si osservano le forme, i modi e le garanzie previste per l'espletamento delle perizie. 2. Le trascrizioni delle registrazioni e le stampe sono inserite nel fascicolo degli atti di indagine e poi nel fascicolo del dibattimento a norma dell'articolo 431. 3. Delle trascrizioni e delle stampe i difensori possano estrarre copia. 4. Se prima della conclusione delle operazioni di trascrizione è presentata la richiesta di rinvio a giudizio, il giudice può fissare l'udienza preliminare e procedere alle deliberazioni quando per la decisione non è necessario attendere l'esito delle operazioni peritali. Art. 268-quinquies. - Uso delle intercettazioni nel corso delle indagini preliminari . - 1. Quando il giudice deve adottare una decisione prima del deposito previsto dall'articolo 268-bis, comma 3, il pubblico ministero può presentare i risultati delle intercettazioni che ritiene rilevanti, anche a favore della persona sottoposta alle indagini, e di cui non è vietata l'utilizzazione. Il giudice dispone l'acquisizione nel fascicolo degli atti di indagine delle conversazioni rilevanti per la decisione e restituisce le altre al pubblico ministero perchè le custodisca nell'archivio riservato di cui all'articolo 269. Art. 268-sexies. - Ascolto e acquisizione di conversazioni disposti dal giudice . - 1. Dopo la chiusura delle indagini preliminari il giudice, ai fini delle decisione da adottare, può disporre, anche di ufficio, l'esame dei verbali e l'ascolto delle registrazioni custodite nell'archivio riservato di cui all'articolo 269. 2. Quando è richiesta l'archiviazione, il giudice se provvede a norma dell'articolo 409, commi 4 e 5, indica al pubblico ministero le conversazioni rilevanti, fissando, ove occorra, l'udienza di acquisizione delle stesse. 3. Nell'udienza preliminare, il giudice dispone, anche di ufficio, con ordinanza motivata, l'acquisizione delle conversazioni rilevanti. 4. Nel corso del dibattimento, il giudice può disporre su specifica e motivata richiesta delle parti l'acquisizione delle intercettazioni in precedenza ritenute prive di rilevanza. Per la trascrizione si osservano le forme e le garanzie della perizia. Articolo 5 All'articolo 269 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni a il comma 1 è sostituito dal seguente 1. I verbali e le registrazioni sono conservati ntegralmente in apposito archivio riservato del pubblico ministero che ha disposto 'intercettazione. b nel comma 2, il secondo ed il terzo periodo sono sostituiti dai seguenti Tuttavia gli interessati o il pubblico ministero, quando la documentazione non è necessaria per il procedimento, possono chiederne la distruzione, a tutela della riservatezza, al giudice che ha autorizzato o convalidato l'intercettazione. Il giudice decide in camera di consiglio a norma dell'articolo 127, anche quando la distruzione è chiesta contestualmente all'archiviazione . Articolo 6 All'articolo 270 del codice di procedura penale sono apportate le seguenti modificazioni a il comma 2 è sostituito dal seguente 2. Ai fini della utilizzazione prevista dal comma 1, i verbali e le registrazioni delle intercettazioni sono trasmessi alla autorità competente per il diverso procedimento. Si applicano le disposizioni di cui agli articoli 268bis, 268ter e 268 quater b è aggiunto, in fine, il seguente comma 3bis. La documentazione contenuta nell'archivio riservato di cui all'articolo 269, comma 1, è trasmessa in copia al pubblico ministero competente che provvede a custodirla nell'archivio istituito presso il proprio ufficio . Articolo 7 Dopo l'articolo 89 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di proceduta penale, approvate con decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, è inserito il seguente Art. 89bis. - Archivio riservato delle intercettazioni . - 1. Presso l'ufficio del pubblico ministero è istituito l'archivio riservato previsto dall'articolo 269, comma 1, del codice, in cui sono custoditi i verbali e le registrazioni delle intercettazioni. 2. L'archivio è tenuto sotto la direzione e la sorveglianza del pubblico ministero con modalità tali da assicurare la riservatezza della documentazione in esso contenuta. 3. Oltre agli ausiliari autorizzati dal pubblico ministero, all'archivio possono accedere, nei casi stabiliti dalla legge, il giudice e i difensori. Ogni accesso è annotato in apposito registro, con l'indicazione della data, dell'ora iniziale e finale dell'accesso e degli atti contenuti nell'archivio di cui è stata presa conoscenza. 4. Il difensore può ascoltare le registrazioni con apparecchi a disposizione dell'archivio, ma non può ottenere copia delle registrazioni e degli atti di cui ha preso conoscenza . Gli articoli 3-7 costituiscono il cuore del Ddl S 510, disciplinando in maniera significativamente innovativa l'inserimento dei risultati delle intercettazioni nell'ambito del procedimento penale, e la loro utilizzazione. Si prevede, innanzitutto, l'immediata trasmissione non oltre la scadenza del termine di ciascun periodo di intercettazione al Pm dei verbali e delle intercettazioni, affinché siano custoditi nell'archivio riservato previsto dal nuovo articolo 269, 1 co., Cpp ed 89 att. , la cui istituzione è disciplinata in dettaglio, onde garantirne una effettiva riservatezza. Al Pm è attribuito il compito della iniziale disamina di rilevanza dei verbali relativi alle intercettazioni effettuate, ai fini dell'acquisizione al procedimento e della conseguente utilizzazione le sue valutazioni potranno essere sindacate dal giudice, ma allo stesso difensore è data, successivamente, la possibilità di interloquire, in apposita udienza camerale in contraddittorio, anche al fine di recuperare conversazioni inizialmente non trasmesse dal Pm al giudice viene anche disciplinato specificamente il caso ovviamente frequentissimo, nel caso in cui, nell'ambito dello stesso procedimento, alcune intercettazioni siano concluse ed altre tuttora in corso della possibile coincidenza del deposito dei verbali e della richiesta di rinvio a giudizio. All'esito del relativo subprocedimento, le conversazioni rilevanti ai fini della decisione faranno parte del fascicolo, le altre saranno custodite nel già menzionato archivio riservato all'uopo istituito fino a quando non sia disposta l'acquisizione, verbali e registrazioni restano coperti da segreto, così come restano segreti tutti i verbali e le registrazioni non acquisite cfr. Relazione programmatica cit. . La trascrizione delle intercettazioni avrà luogo seguendo le forme previste per l'espletamento delle perizie l'udienza preliminare potrà essere celebrata senza attendere l'esito delle operazioni di trascrizione soltanto nei casi in cui le trascrivende intercettazioni non appaiano decisive ai fini delle determinazioni devolute al Gup. Ci si è, infine, preoccupati di disciplinare specificamente le modalità di utilizzazione delle intercettazioni in fase di indagine preliminare cioè fisiologicamente prima che il predetto subprocedimento abbia luogo , oltre che di ascolto ed acquisizione di conversazioni ope iudicis all'atto della presentazione di una richiesta di archiviazione, in udienza preliminare, ovvero in dibattimento. A tutela della riservatezza degli intercettati, oltre al particolare rigore che ispira la tenuta e la conservazione dell'archivio riservato sotto la diretta responsabilità del Pm, costituito garante e quindi passibile di responsabilità - come si vedrà, anche colposa - per omissione, in caso di indebita divulgazione del contenuto di conversazioni ivi custodite si pone la facoltà di chiedere in ogni momento la distruzione della documentazione non necessaria per il prosieguo del procedimento. Resta invariato il testo dell'articolo 271 Cpp che prevede i divieti di utilizzazione pertanto, anche all'esito del coordinamento delle disposizioni preesistenti con quelle che il Ddl S 510 si propone di introdurre nell'ordinamento, la violazione delle disposizioni nuove non risulta sanzionata a pena di inutilizzabilità. Articolo 8 Dopo l'articolo 617sexies del codice penale è inserito il seguente Art. 617septies Rivelazione del contenuto di conversazioni e comunicazioni intercettate nel procedimento penale . - 1. Chiunque rivela indebitamente il contenuto di conversazioni o comunicazioni intercettate in un procedimento penale e coperte da segreto, delle quali è venuto conoscenza in ragione del proprio ufficio, servizio o qualità o ne agevola in qualsiasi modo la conoscenza, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni. 2. Se l'agevolazione è soltanto colposa la pena è della reclusione fino a un anno. 3. La pena prevista dal primo comma si applica anche a chiunque rivela, mediante qualsiasi mezzo di informazione al pubblico, in tutto o in parte, il contenuto di conversazioni o comunicazioni intercettate in un procedimento penale e coperto da segreto quando dalla rivelazione derivi una lesione del diritto alla riservatezza. 4. Se il fatto è commesso da un pubblico ufficiale o da un incaricato di pubblico servizio, la pena è della reclusione da uno a cinque anni nei casi previsti dal primo e dal terzo comma e della reclusione da due mesi a due anni nei casi previsti dal secondo comma . In maniera che si assume coerente con l'impianto sin qui delineato, si prevede e punisce come reato sia doloso che colposo la rivelazione del contenuto di intercettazioni coperte da segreto a se l'agente ne abbia ottenuto conoscenza in ragione del proprio servizio, ufficio o qualità il riferimento è, naturalmente, ai soggetti che abbiano operato, a qualsiasi titolo, nell'ambito del procedimento per i pp.uu. o gli incaricati di pubblico servizio, è previsto un significativo aggravamento di pena b negli altri casi, se la rivelazione abbia leso il diritto alla riservatezza è questa la previsione applicabile ai giornalisti che pubblichino indebitamente verbali di intercettazioni ancora coperti da segreto per tale via, la libertà di informazione - caposaldo di una società democratica - si coordina con la tutela della persona, anch'essa valore irrinunciabile di una società democratica. Non la semplice divulgazione di un atto coperto dal segreto alla cui violazione non abbia concorso viene addebitata al giornalista, ma solo la rivelazione di atti coperti dal segreto che leda la dignità della persona. Si pone così un limite all'informazione non a tutela di un bene astratto il segreto o l'efficacia delle indagini , ma a tutela di un interesse primario della persona concreta Relazione programmatica cit. . Appare, peraltro, evanescente il riferimento al concetto di lesione del diritto alla riservatezza , oltre non condivisibile l'avere, ancora una volta, previsto la punibilità dei soli giornalisti. *Magistrato